martedì 30 luglio 2013

Canone RAI, entro il 31 luglio la rata trimestrale o semestrale.

Entro il 31 luglio i contribuenti tenuti a versare il canone RAI e che hanno scelto il versamento in forma rateale, devono provvedere a versare la terza rata trimestrale ovvero la seconda rata semestrale, pari rispettivamente a 30,16 euro e a 57,92 euro. Il versamento può essere effettuato tramite il bollettino di c/c postale 3103 oppure presso le tabaccherie, via internet o telefonicamente con carta di credito, via internet con addebito bancario, smartphone o tablet, Bancomat presso gli sportelli automatici delle banche convenzionate.

| More

Detrazione 65% estesa anche agli interventi antisismici.

Le Commissioni Finanze e Attività produttive della Camera hanno approvato venerdì un emendamento al Decreto legge sui bonus edilizi con cui il bonus del 65% viene esteso per la prima volta anche agli interventi di prevenzione sismica nelle aree a più alto rischio sismico. Si tratta di quegli interventi di consolidamento "pesante" degli edifici che consentono di metterlo al riparo da crolli in caso di eventi sismici. Gli immobili interessati sono le abitazioni principali e gli stabilimenti produttivi delle zone 1 e 2 della mappa della Protezione Civile, le quali costituiscono più del 40% del territorio italiano.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Addizionale comunale sui diritti di imbarco dei passeggeri, indicazioni dall'Inps.

Con la circolare n. 112 del 25 luglio, l’Inps ha fornito le istruzioni per la riscossione dell’incremento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco dei passeggeri di aeromobili, incrementate di due euro a partire dal 1° luglio 2013 (Legge n. 92/2012). I gestori di servizi aeroportuali devono comunicare all’Inps, entro la fine del mese successivo a quello di riscossione, gli importi versati dalle singole compagnie aeree a titolo di addizionale comunale sui diritti di imbarco dei passeggeri. In base alla procedura di riscossione: le compagnie aeree versano gli importi ai vettori dei servizi aeroportuali, entro tre mesi dalla fine del mese in cui sorge l’obbligo; i gestori di servizi aeroportuali, a loro volta, riversano nelle casse dell’Inps le somme riscosse e provvedono a inviare apposita comunicazione all’ente previdenziale entro la fine del mese successivo a quello di riscossione.


Fonte: Inps

| More

lunedì 29 luglio 2013

Società tra professionisti, no al socio unico.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed esperti contabili, nel "Pronto Ordini" n. 158/2013, ha affermato che una società tra professionisti non può essere a socio unico, nel senso che il singolo professionista, secondo il CNDCEC, non può esercitare la professione contemporaneamente come "individuo" e come società professionale unipersonale. Il CNDCEC giustifica questa posizione sulla base delle norme dell'art. 10 della Legge n. 183/2011, dalle quali si evincerebbe che il legislatore abbia voluto riferirsi all'esercizio delle professione in forma collettiva e, quindi, all'aggregazione di più professionisti.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Risoluzione di una donazione con imposta di registro fissa.

La Commissione Tributaria Provinciale di Macerata, nella sentenza n. 139/02/13 del 15 luglio scorso, in cui è stato esaminato un atto di risoluzione di donazione per "mutuo consenso", per volontà espressa di entrambe le parti ad annullare una precedente donazione tra essi intercorsa, ha affermato che a tale atto di risoluzione di applica l'imposta di registro in misura fissa. Il tema dell'annullamento di precedenti donazioni è sempre stato molto discusso sia da un punto di vista civilistico che da un punto di vista tributario.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Società, è tempo di ripianamento delle perdite.

Le Srl e le Spa che, dopo l'approvazione del bilancio 2012, abbiano riscontrato perdite devono procedere alla contabilizzazione della copertura secondo quanto deliberato dall'assemblea dei soci. Le società che hanno richiesto la copertura da parte dei soci procedono in questi giorni alla rilevazione degli apporti. La copertura può avvenire mediante versamenti da parte dei soci o attraverso la rinuncia da parte del socio a finanziamenti in precedenza erogati. In ogni caso, l'importo va rilevato in una voce del patrimonio netto (altre riserve) da utilizzare poi per il ripianamento delle perdite, non invece nel conto economico tra i proventi straordinari.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Sgravio contributivo 2013 edilizia, tutto dipende dal decreto.

L'Inps, con messaggio n. 11999 diffuso il 25 luglio, ha affermato che, se entro il 31 luglio prossimo, non verrà emanato il decreto del Ministero dell'Economia e del Ministero del Lavoro che definirà la riduzione contributiva per l'edilizia nel 2013, in base a quanto stabilito dall'art. 29, D.L. n. 244/1995, a decorrere dal 30 agosto 2013 le aziende edili potranno applicare lo sgravio nella misura fissata per il 2012, pari a 11,50%. La normativa prevede, infatti, che, se entro il 31 luglio non interviene il decreto, si applichi – decorsi 30 giorni - la riduzione stabilita per l’anno precedente. Lo sgravio è applicabile per i periodi di paga da gennaio a dicembre 2013.


Fonte: Inps

| More

venerdì 26 luglio 2013

Minimi, chiesto lo scorporo per tutte le ritenute erroneamente subìte.

L'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (ODCEC) ha inviato lo scorso 22 luglio una lettera all'Agenzia delle Entrate, con cui segnala l'inutilizzabilità del Modello UNICO 2013 per lo scorporo delle ritenute d'acconto subite erroneamente da parte dei contribuenti che hanno aderito al regime fiscale di vantaggio dei nuovi minimi dal 2012, per il fatto che all'interno del Modello UNICO 2013 è stata eliminata la riga riservata allo scomputo delle ritenute d'acconto. Considerato che con la recente Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 47/E/2013 è stata concessa la possibilità di indicare in dichiarazione unicamente le ritenute del 4% erroneamente subite ad opera delle banche e delle poste sui bonifici corrisposti ai nuovi minimi per lavori di ristrutturazione edilizia e di risparmio energetico da essi eseguiti, l'ODCEC chiede che tale possibilità sia estesa a tutti i minimi che abbiano erroneamente subito ritenute, in modo da evitare un eccessivo ricorso ad istanze di rimborso.


Fonte: Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili

| More

Valore normale anche per il transfer pricing interno.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17955 depositata ieri 24 luglio, ha affermato che la regola del valore normale può trovare applicazione anche per le transazioni infragruppo tra aziende collocate all'interno del territorio nazionale (transfer pricing interno). Con tale pronuncia, la Cassazione entra in contraddizione con una recente pronuncia della stessa Corte, sentenza n. 23551 depositata il 20.12.2012, nella quale aveva affermato che la regola del valore normale non si applica per le transazioni infragruppo se le società hanno sede in Italia, giungendo quindi a conclusioni diametralmente opposte.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

giovedì 25 luglio 2013

Quesito: fattura pagata con assegno di importo superiore.

nel 2011 ho pagato una fattura per la fornitura di n° 8 controcasse di importo pari a € 240, con un assegno di importo superiore di importo pari a € 2500.
Ad oggi non sono ancora rientrato in possesso della differenza della somma. Come posso fare per rientrare in possesso della stessa? e sopratutto, posso chiedere la restituzione del denaro?

| More

Iva sugli immobili in locazione gratuita ai soci-amministratori.

La Corte europea, con la sentenza del 18 luglio 2013 nelle cause riunite C210/11 e C211/11 relative a casistiche simili tra loro, ha affermato che le locazioni gratuite dell'immobile ai soci-amministratori scontano l'IVA e non rientrano nelle esenzioni previste per le locazioni immobiliari. Ciò vale, in particolare, nel caso di una società che acquista l'immobile e detrae totalmente l'IVA, anche s el'immobile è destinato solo in parte all'esercizio commerciale e per l'altra parte è utilizzato dai soci-amministratori come abitazione personale senza corrispondere alcun canone. In tale ipotesi, per i giudici della Corte europea, si prospetta il caso di autoconsumo imponibile ai fini IVA.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Tassa di concessione governativa, legittimo il ruolo per l'eccedenza di rimborso.

La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 12939 del 24 maggio 2013, ha affermato la legittimità della riscossione mediante ruolo da parte dell'Amministrazione finanziaria per recuperare l’eccedenza di rimborso della tassa di concessione governativa con riferimento ad annualità coperte da decadenza. I giudici, infatti, hanno ribadito la natura tributaria della tassa in questione, natura che non cambia anche se il rimborso dell’importo sia stato disposto con ordinanza anticipatoria, non avente autorità di giudicato sul diritto sostanziale.

| More

Rimborso IVA infrannuale secondo trimestre, istanza entro il 31 luglio.

Il prossimo 31 luglio 2013 scade il termine per presentare il modello IVA TR per la richiesta di rimborso o compensazione del credito IVA infrannuale relativo al 2° trimestre 2013. Interessati all'adempimento sono i contribuenti Iva che presentano un credito Iva trimestrale superiore a € 2.582,28 e che rispettano determinati requisiti. Il modello deve essere presentato esclusivamente in via telematica direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati. Il modello da utilizzare è quello approvato con Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 20.03.2013.


Fonte: Agenzia Entrate

| More

mercoledì 24 luglio 2013

Iva UE, reverse charge per contrastare le frodi carosello.

Il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato ieri due proposte di direttiva UE che emendano quella generale sull'IVA (la Direttiva n. 2006/112). Le proposte prevedono un'estensione del regime del reverse charge, anche se temporaneamente, per contrastare le frodi carosello sull'Iva, che in genere nascono dalle differenze di regime IVA in vigore nei vari Stati. Fino al 31.12.2018, infatti, gli Stati membri potranno scegliere di attribuire al cessionario (acquirente) di un bene la responsabilità del pagamento dell'Iva, in deroga al regime ordinario.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Iva, reato di omesso versamento anche senza avviso di accertamento.

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 28945 dell'8 luglio 2013, ha ribadito che il reato di omesso versamento dell'IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale per un ammontare superiore a 50mila euro, previsto dall’articolo 10-ter del D. Lgs. n. 74/2000, si ha se l'omesso versamento si protrae fino al 27 dicembre dell’anno successivo al periodo d’imposta di riferimento. Non assume rilevanza il fatto che sia stato notificato o meno l’avviso di accertamento tributario, per cui il contribuente non può eccepire, in sede di contenzioso, l’inesistenza di tale notifica.

| More

IMU, il lastrico solare non è area edificabile.

Con la Risoluzione n. 8/DF del 22 luglio 2013, il Dipartimento delle Finanze ha chiarito che i lastrici solari, sia di edifici privati sia di edifici pubblici, sono parte integrante dell’edificio esistente e, come tali, concorrono alla determinazione complessiva delle rendite catastali delle unità immobiliari facenti parte dell’edificio stesso, rendite che costituiscono la base imponibile ai fini IMU. Le Finanze escludono, quindi, la qualificazione del lastrico solare come area edificabile durante la fase di costruzione di un impianto fotovoltaico sopra di esso.


Fonte: Dipartimento delle Finanze

| More

Illegittimo licenziamento per superamento del periodo se era stata richiesta l'aspettativa.

La Cassazione civile  sez. lav., 18 luglio 2013, n. 17590 ha stabilito che deve ritenersi illegittimo il licenziamento per superamento del periodo di comporto di una lavoratrice nei confronti della quale il datore di lavoro, venendo meno all'obbligo di comportamento secondo buona fede, abbia eluso la richiesta di aspettativa, come previsto dal CCNL.

| More

Pubblicata la proposta di aggiornamento della IV direttiva contabile.

Di recente è stata emanata dalla Commissione Europea la proposta di aggiornamento della IV direttiva contabile contenente, fra le altre cose, una serie di semplificazioni in tema di bilancio, sia per le piccole imprese, sia per le cc.dd microentità. L’art. 3 della bozza definisce piccole imprese quelle realtà che, alla data di chiusura del bilancio, non superano i limiti numerici di due dei tre seguenti criteri: a) totale dello stato patrimoniale: euro 4.000.000; b) importo netto del volume d'affari: euro 8.000.000; c) numero medio dei dipendenti occupati durante l'esercizio: 50. In ogni caso, tali parametri possono essere elevati purché le soglie comunque non superino euro 6.000.000 per il totale dello stato patrimoniale ed euro  12.000.000 per l'importo netto del volume di affari.  A latere, nella proposta di direttiva, l’ipotetico allineamento delle (minori) soglie dimensionali per qualificare l’impresa come piccola, rispetto quelle previste per la redazione del bilancio abbreviato, potrebbe creare significative ripercussioni sul piano operativo. Ciò in quanto il controllo contabile obbligatorio  risulterebbe ancorato soltanto ai parametri dimensionali  del bilancio abbreviato, a nulla valendo il riferimento ai limiti del capitale sociale. Va precisato, tuttavia, che l’art 31 della direttiva conferisce al legislatore nazionale un certo margine di discrezionalità sul tema.
La bozza, invece, qualifica microimprese quelle realtà che, alla data di chiusura del bilancio, non eccedano due dei tre criteri seguenti: a) totale dello stato patrimoniale: euro 350.000; b) importo netto del volume d'affari: euro 700.000; c) numero medio dei dipendenti occupati durante l'esercizio: 10. Per queste ultime aziende, in particolare, la proposta di direttiva dedica una specifica sezione finalizzata, da un lato, a consentire l’esonero dalla rappresentazione in bilancio di una serie di informazioni (previste invece per le piccole aziende), dall’altro a eliminare taluni adempimenti. L’intento così è quello di alleggerire gli oneri connessi alla gestione di un sistema informativo spesso eccessivamente complesso. Fra tali semplificazioni, la bozza oltre a confermare la disapplicazione dall'obbligo di presentare le voci "ratei e risconti attivi" e "ratei e risconti passivi"; dal redigere l’allegato al bilancio; dal preparare la relazione sulla gestione, prevede altresì la non pubblicazione del bilancio annuale, purché le informazioni sullo stato patrimoniale siano debitamente depositate presso almeno un'autorità competente e i dati siano trasmessi al registro delle imprese. Per una lettura completa del contenuto della proposta di aggiornamento della IV direttiva contabile, attualmente in fase di discussione, si rinvia al documento n. 8328/13 del Consiglio Europeo.


| More

Diritto Societario: dal Decreto Lavoro nuove modifiche alla Srl.

Il c.d. decreto lavoro (d.l. n. 76 del 28 giugno 2013), “Primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti”, torna a modificare la disciplina del tipo sociale della s.r.l.
In particolare, il decreto n. 76 sopprime la s.r.l. a capitale ridotto in favore della s.r.l. semplificata disciplinata nell’art. 2463 – bis c.c.
L’art. 9 del decreto n. 76/2013 opera su due fronti.
Per un verso, la disposizione espunge dall’ordinamento la s.r.l. a capitale ridotto, abrogando le previsioni contenute nell’art. 44, commi 1- 4, del d.l. n. 83/2012, convertito con modificazioni dalla legge n. 134/2012, e modificandone il comma 4-bis nel senso della riqualificazione della s.r.l. a capitale ridotto come s.r.l. semplificata (comma 14).
Viene altresì previsto (comma 15) che le s.r.l. a capitale ridotto iscritte nel registro delle imprese alla data di entrata in vigore del decreto, sono (ri)qualificate come s.r.l.s.
Per altro verso, l’art. 9 del d.l. n. 76/2013 modifica in modo incisivo l’art. 2463-bis c.c., aprendo la compagine societaria della s.r.l. semplificata anche a persone fisiche che abbiano compiuto 35 anni e  prevedendo l’opzione dell’affidamento dell’incarico di  amministrazione della società anche a favore di soggetti estranei alla compagine societaria (comma 13).
 

| More

Decreto del “fare”.

Nell'ambito delle disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia introdotte dal decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (in corso di conversione in legge), particolare attenzione è stata riservata alla disciplina della riscossione con interventi finalizzati ad aiutare i contribuenti in difficoltà economica o con momentanea carenza di liquidità.
In particolare, l'art. 52 del decreto ha introdotto, tra le altre, le seguenti misure:
- è stata ampliata fino a dieci anni la possibilità di rateazione dei debiti iscritti a ruolo (120 rate mensili), nei casi di comprovata e grave situazione di difficoltà dipendente da ragioni estranee alla responsabilità del debitore, eventualmente prorogabile per altri dieci anni;
- è stato incrementato a otto il numero di rate non pagate, anche non consecutive, a partire dal quale il debitore decade dal beneficio della rateizzazione (in precedenza, era sufficiente il mancato pagamento di due rate consecutive);
- è stata stabilita l’impignorabilità della prima ed unica casa di abitazione a fronte di debiti iscritti a ruolo;
- per gli altri immobili del debitore (compresi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A8 e A9 e le abitazioni di lusso) l'agente della riscossione può procedere all'espropriazione se l'importo complessivo del credito per cui si procede è superiore a 120.000 euro;
- i limiti di pignorabilità dei beni strumentali, previsti dall'art. 515 del codice di procedura civile, sono estesi ai debitori costituiti in forma societaria;
- sono state infine sottratte al pignoramento presso terzi le somme depositate sul conto corrente del debitore relative all'ultimo emolumento accreditato a titolo di stipendio, salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro, comprese quelle dovute a causa di licenziamento.

| More

martedì 23 luglio 2013

Decreto sulla sospensione dell'IMU, pubblicata in Gazzetta la legge di conversione.

E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 168 del 19 luglio scorso la Legge n. 85/2013 di conversione del Decreto legge sulla sospensione dell'acconto IMU (D.L. n. 54/2013). La legge è entrata in vigore sabato 20 luglio. Si ricorda che la sospensione dell'acconto IMU riguarda solo alcune categorie di immobili, tra cui l'abitazione principale, e vale fino al 16 settembre prossimo, salvo che entro il 31 agosto venga adottata la prevista riforma del regime di tassazione sugli immobili.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Modello 770/2013, richiesta di proroga al 20 settembre.

Il presidente dell'Istituto nazionale del tributaristi ha inviato una lettera al Ministero dell'Economia e delle Finanze in cui viene chiesta una proroga al 20 settembre 2013 del termine per la presentazione telematica del modello 770/2013 Semplificato e Ordinario, ad oggi prevista per il prossimo 31 luglio. La richiesta deriva dal fatto che l'attuale scadenza "si va a sovrapporre ad un periodo estremamente impegnativo collegato al modello Unico e agli studi di settore". Tra l'altro, un'eventuale proroga del modello 770 non comporterebbe oneri per lo Stato.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Modello 730 utilizzabile anche da chi è senza sostituto.

Un emendamento al D.L. n. 69/2013 (Decreto del fare), approvato dalle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera, ha allargato la platea dei contribuenti che possono avvalersi del modello 730. In particolare, potranno utilizzare il modello 730 anche i lavoratori dipendenti e assimilati (es.: lavoratori a progetto, colf, badanti, ecc.) che al momento del conguaglio Irpef in busta paga si trovino senza un sostituto d'imposta. La norma entrerà in vigore dal 2014, ma, se il 730/2013 si chiude a credito, il modello potrà essere presentato già quest'anno dal 2 al 30 settembre.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Multe stradali con sconto del 30%.

Le Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato un emendamento al Decreto del fare (D.L. n. 69/2013) con cui viene previsto uno sconto del 30% (e non più del 20% come ipotizzato inizialmente) delle multe per gli automobilisti "virtuosi" che provvedono al pagamento entro 5 giorni dalla contestazione o dalla notificazione. La riduzione del 30% si applicherà anche se il trasgressore non ha subìto, negli ultimi due anni, tagli di punti sulla patente di guida. La riduzione, invece, non scatterà per le violazioni del Codice della Strada per le quali è prevista la sanzione accessoria della confisca del veicolo o della sospensione della patente.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

lunedì 22 luglio 2013

Quesito: ricevuta.

avevo un'azienda agricola con degli asini, a fine 2012 ho chiuso l'attività e la partita iva, prima di fare ciò ho caricato gli animali a me personalmente mediante un'autofattura. Ora che devo vendere gli animali come devo giustificare la vendita??la mia commercialista dice con un'ulteriore  autofattura ma non sono convinto.

| More

Tobin tax, definiti gli adempimenti per i responsabili d'imposta.

Con il provvedimento pubblicato ieri 18 luglio 2013, l’Agenzia delle Entrate ha definito l’ambito operativo e le modalità di applicazione dell’imposta sulle transazioni finanziarie, l'imposta introdotta dalla Legge di Stabilità 2013 e attuata dal Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 21.02.2013, poi modificato il 18 marzo. Il provvedimento individua, tra le altre, i soggetti tenuti al versamento dell’imposta, ovvero banche, imprese di investimento e, a determinate condizioni, i soggetti abilitati a prestare servizi di gestione collettiva del risparmio, le società fiduciarie ed i notai. L’imposta dovrà essere versata tramite modello F24, tranne che per i soggetti non residenti, privi di un conto corrente in Italia, che possono versare con bonifico o con una diversa procedura indicata nel provvedimento stesso.

| More

Ticket sanitari, forse niente aumento dal 2014.

Governo e Regioni hanno iniziato la trattativa sul nuovo "Patto per la Salute" con la promessa ufficiale di evitare l'aumento di 2 miliardi di euro per i ticket sanitari previsto per il 1° gennaio 2014. E' da osservare, comunque, che nella trattativa sul "patto per la salute", oltre all'eliminazione del maxi-aumento del ticket, si discuta anche dell'eventuale modifica del modello attuale di compartecipazione alla spesa, specie se ci sarà il nuovo Isee. Intanto, i governatori delle Regioni hanno apprezzato con soddisfazione l'obiettivo del Governo di eliminare l'aumento del ticket senza far pagare il mancato incasso alle Regioni.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Semplificazioni IVA per chi opta per l'invio quotidiano dei dati.

L'iter di conversione in legge del "Decreto del fare” (D.L. n. 69/2013) si sta rivelando piuttosto complicato, tanto che si profila l'ipotesi di un voto di fiducia. Ad ogni modo, tra gli emendamenti approvati ve ne è uno che prevede la possibilità per i soggetti Iva di inviare quotidianamente i dati Iva (fatture emesse e ricevute e corrispettivi) e di fruire, in compenso, dell'esonero dall'obbligo di presentare i modelli Intra dei servizi ricevuti, lo spesometro (elenco clienti e fornitori), la comunicazione black list e i dati delle dichiarazioni d'intento ricevute. La possibilità di scegliere l'invio quotidiano dei dati Iva sarà possibile, in base a quanto previsto dall'emendamento approvato, dal 1° gennaio 2015.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Mediazione obbligatoria, periodo di prova per quattro anni.

In Commissione Affari costituzionali e Bilancio è stato approvato un emendamento al Decreto del fare che riformula l'istituto della mediazione. La mediazione torna "obbligatoria" ma per un periodo sperimentale di quattro anni. A metà periodo, il Ministero della Giustizia avvierà un monitoraggio per valutarne il funzionamento e, quindi, se continuare il periodo di prova fino alla fine dei quattro anni. Tutte le volte che la mediazione sia condizione di procedibilità della domanda giudiziale, scatta l'assistenza tecnica obbligatoria da parte di un avvocato. Viene introdotto poi anche per la mediazione il concetto di competenza territoriale, agganciata a quella del giudice competente.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

DURC, ok al rilascio in presenza di debiti previdenziali ma ad alcune condizioni.

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 165 di ieri 16 luglio 2013 il Decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 13.03.2013 relativo al DURC. Il Decreto, in attuazione dell'art. 13-bis, comma 5, D.L. n. 52/2012, dispone le modalità tecniche per il rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva in presenza di una "pendenza" verso gli enti pubblici. In particolare, il Durc può essere rilasciato, anche se in presenza di tale "pendenza", se il soggetto che lo richiede è titolare di un credito certo, liquido ed esigibile vantato nei confronti della P.A. e questo credito è di importo "almeno pari agli oneri contributivi accertati" (e non ancora versati da parte del soggetto titolare del credito certificato). Sul documento, tuttavia, gli enti preposti al rilascio devono specificare che il rilascio è avvenuto ai sensi dell'art. 13-bis, comma 5, D.L. n. 52/2012 ed indicare anche l'importo del relativo debito contributivo.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

770/2013, la Circolare di Assonime.

Come di consueto, anche quest'anno Assonime ha pubblicato la circolare con i chiarimenti sulle principali novità del modello 770, adempimento in scadenza il prossimo 31 luglio. Si tratta della Circolare n. 22/2013 relativa al modello 770/2013 Semplificato. Assonime si concentra anche sulla detassazione dei premi di produttività, le cui informazioni devono essere indicate all'interno del modello 770. Assonime ricorda che, rispetto allo scorso anno, lo sconto fiscale è stato ridotto da 6.000 a 2.500 euro ed il reddito di riferimento (quello dell'anno prima) oltre il quale la detassazione non va applicata è passato dal 40.000 euro a 30.000 euro.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Semplificazioni, niente sanzioni per i piccoli errori.

L'Agenzia delle Entrate sta per emanare una Circolare nella quale il Fisco cercherà di definire la soglia per ridurre o azzerare le sanzioni a carico dei contribuenti che commettono piccoli errori in buona fede, senza scopo di evasione. L'obiettivo è evitare inutili e costosi contenziosi e segnare un importante ulteriore passo verso la strada delle semplificazioni che l'Amministrazione intende mettere in atto, come annunciato poco tempo fa dal direttore Befera in occasione della presentazione del pacchetto semplificazioni. La Circolare dovrebbe chiarire cosa si intenderà per "errore per modico valore".


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Redditometro ante-2009, spese per incrementi patrimoniali ripartite su cinque anni.

La CTR di Trieste, con sentenza n. 50/10/13 depositata il 10 luglio scorso, interviene sul redditometro con riferimento ai vecchi accertamenti ante - 2009. La questione nasce dal fatto che il nuovo redditometro ha eliminato il principio in base al quale la spesa per incrementi patrimoniali si presume sostenuta, in quote costanti, con il reddito dell'anno e dei quattro precedenti ed ha, invece, affermato il principio secondo cui tale tipo di spese rientrano, dal periodo d'imposta 2009 in poi, tra "le spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d'imposta", che determinano il reddito del contribuente nell'anno di effettuazione dell'esborso. Secondo la CTR di Trieste, invece, la spesa per incrementi patrimoniali sostenuta nel 2009 (o successivamente) non può rilevare due volte: per "quinti" secondo il vecchio redditometro ed interamente per la stessa annualità 2009.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Studi di settore, nuove specifiche tecniche.

Con Provvedimento direttoriale del 17 luglio, che sostituisce il precedente provvedimento del 13 giugno 2013, l'Agenzia delle Entrate ha approvato nuove specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore contenuti nei modelli che costituiscono parte integrante di Unico 2013. In particolare, per 8 studi inerenti l'attività degli agenti di commercio (VG61A, VG61B, VG61C, VG61D, VG61E, VG61F, VG61G, VG61H), le specifiche tecniche sono state modificate per adeguare l'errore bloccante del quadro C, relativo all'anno di attività, che deve essere minore o uguale del periodo d'imposta. Con il medesimo provvedimento, inoltre, sono stati corretti alcuni refusi presenti nelle istruzioni per la compilazione dei modelli per la comunicazione.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

venerdì 19 luglio 2013

Quesito: detrazione per costruzione di una tomba per i familiari.

Vorrei un chiarimento stò per costruire una tomba per i miei familiari al cimitero, mi è stato assegnato un pezzo di terreno: Vorrei sapere  se posso detrarre dalle tasse le spese sia di costruzione muraria, e di tutta la tomba. visto che il terreno assegnatomi, me lo sono dovuto intestare io.

| More

Quesito: vendita attività.

Poche settimane fa ho ceduto una attività commerciale sita in Ontario, Canada, mediante asta. Vorrei sapere se quanto percepito è da tassare solo in Canada, solo in Italia o in ambedue gli Stati e quale sarebbe l'eventuale tassazione.

| More

Semplificazioni, niente sanzioni per i piccoli errori.

L'Agenzia delle Entrate sta per emanare una Circolare nella quale il Fisco cercherà di definire la soglia per ridurre o azzerare le sanzioni a carico dei contribuenti che commettono piccoli errori in buona fede, senza scopo di evasione. L'obiettivo è evitare inutili e costosi contenziosi e segnare un importante ulteriore passo verso la strada delle semplificazioni che l'Amministrazione intende mettere in atto, come annunciato poco tempo fa dal direttore Befera in occasione della presentazione del pacchetto semplificazioni. La Circolare dovrebbe chiarire cosa si intenderà per "errore per modico valore".


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Redditometro ante-2009, spese per incrementi patrimoniali ripartite su cinque anni.

La CTR di Trieste, con sentenza n. 50/10/13 depositata il 10 luglio scorso, interviene sul redditometro con riferimento ai vecchi accertamenti ante - 2009. La questione nasce dal fatto che il nuovo redditometro ha eliminato il principio in base al quale la spesa per incrementi patrimoniali si presume sostenuta, in quote costanti, con il reddito dell'anno e dei quattro precedenti ed ha, invece, affermato il principio secondo cui tale tipo di spese rientrano, dal periodo d'imposta 2009 in poi, tra "le spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d'imposta", che determinano il reddito del contribuente nell'anno di effettuazione dell'esborso. Secondo la CTR di Trieste, invece, la spesa per incrementi patrimoniali sostenuta nel 2009 (o successivamente) non può rilevare due volte: per "quinti" secondo il vecchio redditometro ed interamente per la stessa annualità 2009.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

Equitalia, pagamenti delle cartelle via web con carta di credito.

Si ampliano i servizi online messi a disposizione da Equitalia. Con comunicato stampa del 17 luglio 2013, infatti, Equitalia ha reso noto che è stata estesa a tutto il territorio nazionale (di competenza di Equitalia, con esclusione quindi della Sicilia), la possibilità di pagare online cartelle e avvisi utilizzando carte prepagate e carta di credito. Basta collegarsi al sito internet di Equitalia, entrare nella sezione “Paga online”, senza necessità di registrazione, inserire il numero del bollettino (codice Rav di 17 cifre), il relativo importo e il codice fiscale dell’intestatario. In caso di pagamento oltre la data di scadenza indicata sul bollettino, inoltre, il sistema è in grado di ricalcolare e aggiornare l’importo. Tale funzionalità, al momento, è disponibile solo per le cartelle non interessate da una procedura (ad esempio, fermo amministrativo, ipoteca, etc). Al termine dell’operazione il contribuente riceverà il riepilogo e la ricevuta di pagamento.


Fonte: Equitalia

| More

Nessuno sconto di condanna per chi organizza e compie la frode.

Il giudice penale può non ridurre la pena e non concedere attenuanti generiche all’imputato di frode fiscale, motivando l’esercizio del suo potere discrezionale sulla base dell’indicazione di elementi ritenuti decisivi e rilevanti che assorbono tutti gli altri, favorevoli o sfavorevoli, dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti.
Lo ha precisato la Cassazione con la sentenza 28899 dell’8 luglio 2013.

I fatti
Con sentenza dell’8 novembre 2011, la Corte di appello di Palermo, esaminando la posizione del signor X, ne confermava la colpevolezza, in ordine al reato di frode fiscale (capo “A” di imputazione, articoli 81 cpv., 110 cp e 8, in relazione all’articolo 1, ultimo periodo, Dlgs74/2000), ritenendo provato il dolo (nonostante la difesa avesse assunto, nei motivi di appello, una situazione di buona fede da parte dell’imputato) ed enumerando i numerosi elementi relativi all’elemento psicologico già valutati dal Tribunale.

La Corte, essendo incontestata la materialità del reato e condividendo integralmente le argomentazioni del giudice di primo grado relative al dolo, escludeva che fosse stato un altro soggetto l’autore della falsificazione delle fatture e ribadiva invece l’attribuibilità del fatto al signor X.

Nel ricostruire la vicenda processuale, il giudice di appello ha sottolineato alcuni fondamentali passaggi, che conducevano a smentire per la tesi difensiva basata su un presunto scambio (o errore) di persona e a dimostrare l’attribuibilità dei reati al signor X, piuttosto che ad altro fantomatico soggetto.
In particolare ha ricordato che l’autotrasportatore, incaricato di portare in Italia le autovetture acquistate da una società appartenente a un soggetto sedicente (secondo la prospettazione difensiva), ha escluso di conoscere tale individuo, riconoscendo, invece, fotograficamente nelle sembianze dell’imputato il soggetto che, per conto della predetta società, ordinava e pagava il trasporto delle vetture in Italia (circostanza ammessa, oltretutto, dallo stesso imputato) e ancora, ne curava l’immatricolazione, una volta trasportate in Italia, recandosi presso le agenzie incaricate del disbrigo di tali pratiche e sostenendo i relativi costi.

Tali circostanze, unite ad altre significative della attribuibilità del fatto all’imputato, hanno condotto la Corte territoriale ad affermare che era l’imputato a occuparsi personalmente dell’acquisto delle vetture all’estero, a curare l’organizzazione, sia del trasporto, sia delle vendite delle auto in Italia, e a seguire l’iscrizione delle stesse al Pra.

Inoltre, la Corte d’appello, ritenendo assorbito il reato di truffa aggravata (capo B), articoli 81 cpv, 110, 640 comma 2 n. 1 e 61 n. 7 cp) nel reato di frode fiscale (cfr sentenza n. 1235/2010 delle sezioni unite), ha riconfermato quest’ultimo sotto il duplice profilo oggettivo e soggettivo e ha modificato il trattamento sanzionatorio a carico del signor X, rideterminando la pena di anni due, mesi nove di reclusione e 800 euro di multa originariamente inflittagli, nella misura di anni due di reclusione.

L’imputato ha proposto ricorso per cassazione deducendo, tra l’altro, difetto di motivazione della sentenza di secondo grado per carenza e/o illogicità manifesta in ordine al trattamento sanzionatorio, con specifico riferimento al mancato riconoscimento delle invocate circostanze attenuanti generiche.

I giudici di legittimità hanno affermato che “… il giudice distrettuale ha correttamente e motivatamente esercitato il proprio potere discrezionale, escludendo la concedibilità delle circostanze attenuanti generiche e, comunque, la possibilità di una attenuazione della pena…” proprio per il preminente ruolo assunto nella vicenda processuale dal signor X “… con riferimento alla sua particolare professionalità dimostrata nella ‘creazione degli artifizi che hanno consentito la perpetrazione della frode fiscale’…”, non essendo “… necessaria una analitica valutazione di tutti gli elementi, favorevoli o sfavorevoli, dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, ai fini della valutazione della concedibilità - o meno - delle circostanze attenuanti generiche e del ridimensionamento della pena, bastando indicare gli elementi ritenuti decisivi e rilevanti che assorbono tutti gli altri…” (cfr Cassazione28899/2013).

Osservazioni
I giudici di piazza Cavour precisano che, ai fini della concessione o del diniego delle circostanze attenuanti generiche, è sufficiente che il giudice di merito prenda in esame, tra gli elementi indicati dall’articolo 133 cp, quello (o quelli) che ritiene prevalente e atto a consigliare o meno la concessione del beneficio. Il giudice di merito, cioè, pur non dovendo trascurare le argomentazioni difensive dell’imputato, non è tenuto a un’analitica valutazione di tutti gli elementi, favorevoli o sfavorevoli, dedotti dalle parti, ma, in una visione globale di ogni particolarità del caso, è sufficiente che dia l’indicazione di quelli che ritiene rilevanti e decisivi ai fini della concessione o del diniego (cfr Cassazione 39588/2011), rimanendo implicitamente disattesi e superati tutti gli altri, pur in carenza di stretta contestazione (cfr Cassazione 43729/2012 e 7632/2009).

La motivazione della sentenza impugnata, sottoposta al vaglio della Cassazione, quindi, non è censurabile laddove fa riferimento alla ricostruzione di fatti e al ruolo non marginale dell’imputato nella vicenda, sintomatici di un affinamento da parte dell’imputato stesso delle tecniche di frode fiscale e dell’intensità del dolo che ha sorretto l’azione delittuosa. Soprattutto dalla motivazione delle sentenze di merito è evidente che l’apporto dell’imputato è stato di fondamentale importanza per consentire l’operatività del meccanismo di frode fiscale posto in essere.

Motivazione salva sia se il giudice ha indicato solo gli elementi determinanti il diniego ma anche se, nell’esercizio del potere discrezionale che la legge gli riconosce, non ha preso in considerazione tutte le prospettazioni difensive, come lamentato dall’imputato. Non può ritenersi disatteso l’obbligo della motivazione da parte del giudice di appello anche in quest’ultima ipotesi se, a seguito di una valutazione complessiva, il giudice del fatto dà prevalenza alle considerazioni ritenute di maggior rilievo, disattendendo implicitamente le altre.

Proprio perché congrua e non contraddittoria, anche se fondata sui soli elementi preponderanti della decisione, la motivazione con cui la Corte territoriale ha escluso la possibilità di applicare un trattamento sanzionatorio più favorevole è, quindi, adeguata e immune da vizi e non può essere sindacata in Cassazione anche se in difetto di uno specifico apprezzamento per ciascuno dei pretesi fattori attenuanti indicati dalla difesa nell’interesse dell’imputato (cfr Cassazione 7707/2003).
Costituisce, infatti, principio consolidato di legittimità che l’apprezzamento discrezionale del giudice di merito, laddove supportato da una motivazione idonea a far emergere in misura sufficiente il pensiero dello stesso giudice circa l’adeguamento della pena concreta alla gravità effettiva del reato e alla personalità del reo, non può essere censurato in sede di legittimità proprio perché congruamente motivato (cfr Cassazione7632/2009 e 42314/2009).


Fonte: Agenzia Entrate

| More

Imposta sulle transazioni finanziarie.

Con il provvedimento pubblicato in data odierna l’Agenzia delle Entrate definisce l’ambito operativo e le modalità di applicazione dell’imposta sulle transazioni finanziarie, introdotta nel nostro ordinamento con la legge di stabilità 2013, e attuata dal decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 21 febbraio scorso (poi modificato il 18 marzo).

L’atto in primo luogo individua i responsabili del versamento dell’imposta: tra essi sono ricomprese le banche e le imprese di investimento (anche non residenti nel territorio dello Stato) nonché, a determinate condizioni, i soggetti abilitati a prestare servizi di gestione collettiva del risparmio, le società fiduciarie e i notai.

A tal riguardo, precisa l’Amministrazione finanziaria, gli intermediari residenti in Stati o territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni o per l'assistenza al recupero dei crediti, sono sempre considerati acquirenti o controparti finali (quindi non solo responsabili), con conseguente obbligo di presentare la dichirazione e di versare l’imposta (articolo 19, comma 4, terzo periodo del Decreto). Tale presunzione potrà essere superata assumendo determinati oneri e adempimenti (specificati nel provvedimento) tra cui rientra, in particolare, il possesso di una stabile organizzazione in Italia.

L’imposta dovrà essere versata tramite F24. È stato però predisposto un diverso canale (bonifico) e un diverso iter (dettagliatamente illustrato nel provvedimento) per i soggetti non residenti, privi di un conto corrente in Italia, che non hanno possibilità di utilizzare il predetto modello. I soggetti responsabili del versamento dell'imposta dovranno quindi registrare, per ciascuna operazione, entro il termine di versamento dell'imposta, le informazioni indicate in un apposito prospetto analitico.

Con un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia verrà approvato il modello di dichiarazione, da presentare esclusivamente in via telematica entro il 31 marzo di ciascun anno.
I soggetti non residenti, privi di stabile organizzazione in Italia e che non hanno nominato un rappresentante fiscale, in alternativa all'invio telematico, avranno la possibilità di presentare la stessa anche mediante spedizione effettuata dall'estero, utilizzando la raccomandata o altro mezzo equivalente.

Il documento direttoriale detta quindi alcune disposizioni sia in ordine ai rimborsi delle eccedenze di versamento dell'imposta che emergono dalla dichiarazione che relativamente ai rimborsi derivanti dall'applicazione della presunzione prevista dal citato articolo 19, nei casi in cui la medesima operazione sia stata assoggettata all'imposta più di una volta. La richiesta andrà effettuata attraverso la dichiarazione o, qualora non sussista obbligo di presentare la stessa, mediante domanda di rimborso da inviare tramite posta elettronica al Centro Operativo di Pescara.

In ultimo, il provvedimento prescrive alcune regole per i soggetti che si avvalgono di una Società di gestione accentrata (articolo 80 del Testo unico della Finanza). Per il versamento dell'imposta e per gli obblighi dichiarativi, bisognerà inviare alla medesima, secondo precisi termini, le informazioni utilizzate per il calcolo dell'imposta, indicate nel prospetto di sintesi allegato al provvedimento, necessarie per il versamento e per l'adempimento dei relativi obblighi dichiarativi e la relativa provvista.

La Società di gestione accentrata dovrà poi, entro la fine del mese successivo al termine previsto per il versamento, rendere disponibili all'Agenzia delle Entrate le informazioni contenute nei prospetti di sintesi inviati dai deleganti segnalando le ipotesi di insufficiente provvista ricevuta rispetto all'imposta dovuta come indicata nel prospetto di sintesi. I soggetti deleganti, è specificato, resteranno, comunque, responsabili del corretto assolvimento dell'imposta e degli obblighi strumentali.


Fonte: Agenzia Entrate

| More

giovedì 18 luglio 2013

La neutralità dell’Iva è garantita dall’inerenza tra i costi e i ricavi.

Le operazioni attive, con le quali una società commerciale vende beni o fornisce servizi (nel nostro caso, fornisce il servizio di affitto), sono di per sé, per la loro stessa natura, attività di carattere lucrativo, le quali, svolte da un operatore professionale, assumono necessariamente natura imprenditoriale (in termini, Cassazione 7444/2011, 1863/2004 e 5599/2003). Quanto alle operazioni passive, invece, la possibilità di portare in detrazione, dall’ammontare dell’imposta relativa alle operazioni compiute, l’imposta assolta o dovuta dal contribuente e a lui addebitata a titolo di rivalsa, si riferisce ai beni e ai servizi importati o acquistati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione, a norma sia dell’articolo 19 del Dpr 633 del 1972 sia dell’articolo 17 della direttiva Cee 17 maggio 1977, n. 388: soltanto, dunque, “nella misura in cui i beni e servizi sono impiegati ai fini delle sue operazioni soggette a imposta”. L’inerenza richiede, inoltre, un effettivo collegamento strumentale tra le operazioni compiute soggette a Iva di cui si chiede il rimborso e quelle oggetto dell’attività di impresa. Ciò in quanto il sistema dell’Iva è volto a esonerare l’imprenditore dall’Iva dovuta o assolta in tutte le sue attività economiche, per garantire la perfetta neutralità dell’imposizione fiscale per tutte le attività in questione, purché esse siano a loro volta soggette a Iva (Corte giustizia 16 febbraio 2012, C-I 18/11, Eon Aset Menivjmunt, punto 43).

Sentenza n. 16853 del 5 luglio 2013 (udienza del 21 maggio 2013)
Cassazione civile, sezione V - Pres. Cirillo Ettore - Est. Perrino Angelina Maria
Iva – Neutralità dell’imposta – Esercizio del diritto alla detrazione – Inerenza dell’operazione con l’attività dell’impresa – Onere della prova a carico del contribuente

| More

Cedolare secca e Onlus.

Ho concesso in locazione un immobile per finalità abitative ad una associazione Onlus, la quale lo utilizza per una casa famiglia. Posso optare per il regime della cedolare secca?

Il regime della cedolare secca è stato introdotto nel 2011 in alternativa facoltativa rispetto al vigente sistema ordinario per la tassazione del reddito fondiario ai fini dell’IRPEF. Si tratta di un sistema agevolato di tassazione del reddito derivante dagli immobili locati per finalità abitative (nonché alle pertinenze dell’abitazione locate con essa). Consiste nell’applicare al canone annuo di locazione un’imposta fissa (19% o 21%) in sostituzione dell’Irpef e delle relative addizionali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo dovute sul contratto. Il locatore (persona fisica privata) ha facoltà di esercitare l’opzione per l’applicazione della cedolare secca quando il contratto di locazione è stato concluso con un soggetto che non opera nell’esercizio dell’attività d’impresa, arte o professione. In linea di principio, pertanto, i contratti stipulati con enti pubblici o privati non commerciali rientrano nella norma di favore, purché dal contratto di locazione risulti “la destinazione degli immobili ad uso abitativo in conformità alle proprie finalità”(circolare 26/E del 2011). Conseguentemente nulla osta nell’applicazione del regime nell’ipotesi di locazione ad un ente Onlus che svolga attività di pensionato per soggetti bisognosi. In tal caso, infatti, sarà soddisfatto il requisito della destinazione dell’immobile all’uso abitativo previsto dalla norma.


Fonte: Agenzia Entrate

| More

Dati rilevanti studi di settore, modificate le specifiche tecniche.

Nuove specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore contenuti nei relativi modelli che costituiscono parte integrante di Unico 2013. A stabilirlo, il provvedimento del direttore dell’Agenzia del 17 luglio, che ha sostituito le specifiche tecniche approvate con precedente provvedimento del 13 giugno 2013.

Corretti, inoltre, alcuni refusi presenti nelle istruzioni per la compilazione dei modelli per la comunicazione.

| More

Compratore e venditore parenti, si può presumere contratto fittizio.

L’Amministrazione può contestare l’inesistenza di un’operazione, disconoscendo il relativo costo, quando si è in presenza di una consulenza tra società formalmente distinte, i cui soci siano legati da un rapporto di parentela, specie se le prestazioni siano reciproche e della medesima natura.
A sottolinearlo è la Corte di cassazione, che nel riformare la decisone dei giudici di merito, con la sentenza n. 16857 del 5 luglio 2013, ha ribadito il principio di diritto secondo cui, in tema di accertamento tributario, una volta che l’Amministrazione ha contestato in modo specifico, anche con l’ausilio di “presunzioni semplici”, “i dati emergenti dalle scritture contabili del contribuente evidenziando obiettivi elementi dai quali desumere l’inattendibilità delle scritture e fatture utilizzate dal contribuente, ……spetta al contribuente che ha portato in detrazione l’Iva fornire la prova contraria in merito alla circostanza che l’apparente cedente/prestatore non è soggetto (fittiziamente) interposto e che l’operazione è stata “realmente” conclusa con esso” (cfr Cassazione, pronuncia 9784/2010).

In sostanza, laddove l’ufficio contesti l’indebita detrazione di fatture, il contribuente deve provare l’effettività delle operazioni economiche, anche mediante l’esibizione di documenti contabili, sempre che “la correttezza formale della contabilità non diventi un alibi per commettere ogni possibile violazione della legge fiscale” (cfr Cassazione 25672/2006 e Cassazione 16896/2007).

Onere della prova tra Amministrazione e contribuente
La giurisprudenza di legittimità, in tema di operazioni inesistenti, ha più volte affrontato il tema della ripartizione dell’onere della prova tra Fisco e contribuente.
L’evoluzione interpretativa che si ricava dalle diverse pronunce della Corte suprema può essere così sintetizzata.

In un primo momento la giurisprudenza di legittimità ha ritenuto che gravasse sul contribuente l’onere di dimostrare le componenti negative di reddito, in riferimento alla loro esistenza e inerenza, sotto il profilo temporale.
Se è vero che, in tema di accertamento delle imposte sui redditi, spetta all’Amministrazione finanziaria dimostrare l’esistenza dei fatti costitutivi della maggiore pretesa tributaria azionata, è altrettanto vero che il contribuente, che intenda contestare la capacità dimostrativa di quei fatti…deve dimostrare gli elementi sui quali si fondano le sue eccezioni (cfr Cassazione 13662/2001, 13478/2001 e 1709/2001).

In altre decisioni invece la stessa Corte ha fornito un’interpretazione opposta, ritenendo che spettasse all’Amministrazione l’onere di provare l’inesistenza dell’operazione (cfr Cassazione 18710/2005 e 17799/2007).
Da ultimo la Giurisprudenza ha formulato un’interpretazione intermedia secondo cui l’onere probatorio va ripartito parallelamente tra Fisco e contribuente. Di fronte a un quadro indiziario articolato e convincente, il contribuente deve dimostrare l’effettività delle operazioni contestate con elementi non circoscritti alla mera esecuzione del pagamento (cfr Cassazione 16423/2008 e 1023/2008).
Quest’ultimo, infatti, costituisce elemento indiziario di per sé insufficiente, salvo valutarne la valenza nel complesso delle altre risultanze processuali (cfr Cassazione 21303/2008 e 1134/2009).

Il caso
La vicenda origina dalla rettifica di alcuni costi per consulenze commerciali e finanziarie, intercorse tra società, i cui soci erano legati da un vincolo di parentela.
I giudici di merito, sia in primo sia in secondo grado, hanno accolto la linea difensiva della società argomentando che “l’esistenza di vincoli parentali fra i soci delle due società non incideva sull’autonoma individualità delle due società, dotate di autonomi organi deliberativi”.

La Corte suprema, invece, ha capovolto l’esito dei giudizi di merito e ha accolto il ricorso dell’ufficio, chiarendo che una volta che l’Amministrazione ha contestato in modo specifico, anche attraverso presunzioni semplici, i dati emergenti dalle scritture contabili del contribuente, spetta al contribuente fornire la prova contraria, “non essendo tuttavia sufficiente a tale scopo la regolarità della documentazione contabile esibita e la mera dimostrazione che la merce sia stata effettivamente consegnata o che sia stato effettivamente versato il corrispettivo, trattandosi di circostanze non concludenti, la prima in quanto insita nella stessa nozione di operazione soggettivamente inesistente, e la seconda perché relativa a un dato di fatto inidoneo di per sé a dimostrare l’estraneità alla frode”.

A parere dei giudici di piazza Cavour, la difesa del contribuente non poteva esaurirsi nella prova dell’avvenuta consegna della merce e del pagamento, trattandosi di circostanze non decisive rispetto al “thema probandum”.
Infatti l’ufficio ha provato l’inattendibilità della documentazione contabile e conseguentemente la non effettività delle operazioni economiche partendo da indizi gravi precisi e concordanti; quali il vincolo di parentela esistente tra i soci delle due strutture societarie, la contestuale esistenza di attività di consulenza della medesima natura rese nello stesso periodo dalla società accertata, l’inadeguatezza della compagine societaria al concreto svolgimento degli incarichi e l’assenza di qualsiasi forma di collaborazione con terze persone.

Osservazioni
In sostanza l’onere probatorio, gravante in prima battuta sull’Amministrazione, viene trasferito al contribuente nei casi in cui l’Erario fornisca una ricostruzione dei fatti convincente, supportata da un quadro indiziario decisivo e convergente.
Considerazioni quest’ultime che trovano conferma nel dato normativo. Infatti, il regolamento Iva si fonda principalmente sulla prevalenza del profilo sostanziale dell’operazione, sia per quanto concerne l’aspetto soggettivo sia per quello oggettivo, richiedendo per la detrazione l’effettività dell’operazione economica.

In questa prospettiva la stessa Corte di giustizia ha chiarito che il diritto di detrazione non si estende all’imposta per il solo fatto di essere esposta in fattura, essendo limitato alle imposte realmente dovute, ossia alle imposte corrispondenti a un’operazione realmente soggetta a Iva (Corte di giustizia Ce del 13 dicembre 1989, C-342/87).


Fonte: Agenzia Entrate

| More

mercoledì 17 luglio 2013

Quesito: elemento perequativo.

una persona assunta da otto anni in un azienda e precisamente dal 01/11/2005 a tempo indeterminato full time a febbraio del 2013 subisce una trasformazione del contratto che resta sempre a tempo inderminato ma diventa part time. a giugno 2013 quanto gli spetta di elemento perequativo? la metà o il calcolo è da farsi in proporzione ai mesi dell'anno e alla trasformazione?

| More

L’inattendibilità delle fatture è campanello d’allarme per il Fisco.

Secondo la consolidata giurisprudenza di questa Corte, una volta che l’Amministrazione ha contestato in modo specifico, anche attraverso presunzioni semplici (Cassazione 9784/2010), i dati emergenti dalle scritture contabili del contribuente evidenziando obiettivi elementi dai quali desumere l’inattendibilità delle scritture e fatture utilizzate dal contribuente, ovvero la inesattezza degli elementi indicati nella dichiarazione e nei relativi allegati ovvero la inesattezza delle indicazioni relative alle operazioni che danno diritto alla detrazione, spetta al contribuente (cessionario/committente) che ha portato in detrazione l’Iva fornire la prova contraria che l’apparente cedente/prestatore non è un mero soggetto (fittiziamente) interposto e che l’operazione è stata “realmente” conclusa con esso. Non è, tuttavia, sufficiente a tale scopo la regolarità della documentazione contabile esibita e la mera dimostrazione che la merce sia stata effettivamente consegnata o che sia stato effettivamente versato il corrispettivo, trattandosi di circostanze non concludenti, la prima in quanto insita nella stessa nozione di operazione soggettivamente inesistente, e la seconda perché relativa a un dato di fatto inidoneo di per sé a dimostrare l’estraneità alla frode (cfr Cassazione 9108/2012).

Sentenza n. 16857 del 5 luglio 2013 (udienza 21 maggio 2013)
Cassazione civile, sezione V - Pres. Cirillo Ettore - Est. Conti Roberto Giovanni
Iva – Fittizietà delle operazioni effettuate – Elementi di prova offerti dall’Amministrazione – Inversione dell’onere della prova

| More

Ravvedimento operoso e avviso bonario.

Un contribuente può ravvedersi entro un anno dalla scadenza dei termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Che succede se nel frattempo gli viene notificata una comunicazione di irregolarità?

L’amministrazione finanziaria procede annualmente al controllo automatizzato delle dichiarazioni presentate dai contribuenti, provvedendo a correggere gli eventuali errori commessi nella determinazione degli imponibili e delle imposte ed a verificare la congruità e la tempestività dei versamenti (articoli 36-bis del Dpr 600/1973 e 54-bis del Dpr 633/1972). Il ravvedimento operoso consente a un contribuente di sanare omissioni e irregolarità tributarie, usufruendo della riduzione ad un ottavo delle sanzioni (3,75%) se la regolarizzazione avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione (articolo 13, comma 1, lettera b, del Dlgs. 472/1997). La legge subordina tale beneficio alla condizione che “la violazione non sia stata già constatata e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore o i soggetti solidalmente obbligati, abbiano avuto formale conoscenza”. Conseguentemente, la conoscenza formale da parte del contribuente della comunicazione degli esiti del controllo automatizzato (il cosiddetto avviso bonario), gli preclude la possibilità di avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso con riferimento alle irregolarità riscontrabili con il medesimo controllo (Circolare 18/E del 2011).


Fonte: Agenzia Entrate

| More

Servizi più costosi in outsourcing. Sicuramente si tratta di elusione.

Elude il fisco il professionista che dà in outsourcing i servizi, a costi superiori rispetto a quelli che avrebbe sostenuto con l’impiego di personale interno, avvalendosi dell’interposizione di una società di cui è socio di maggioranza, i cui dipendenti erano già suoi collaboratori, che ha sede negli stessi locali dello studio professionale e che usufruisce di specifiche agevolazioni fiscali.
Infatti, la sussistenza di elementi gravi, precisi e concordanti idonei a dimostrare la sostanziale e non giustificata contrazione della base imponibile dimostra l’elusione del comportamento del contribuente, sulla base del principio generale dell’abuso del diritto che il legislatore ha codificato nelle disposizioni antielusive del Dpr 600/1973.
Questi i principi espressi dalla Corte di cassazione con la sentenza 16859 del 05 luglio.

Il fatto
La pronuncia in commento trae origine dall’impugnazione di un avviso di rettifica da parte di notaio.
L’atto impositivo era stato emesso dall’ufficio finanziario sulla scorta di un processo verbale di constatazione notificato dalla Guardia di Finanza, per il recupero a tassazione di costi fiscalmente dedotti dal contribuente.
Nell’atto de qua i militari contestavano al professionista una condotta elusiva, poiché egli aveva esternalizzato alcuni servizi, a prezzi maggiori rispetto a quelli sostenuti in insourcing.
Per fare questo il professionista si era avvalso di una società di capitali, a cui fatturava le prestazioni.
Dai controlli dei verificatori era emerso che detta società era detenuta al 90% dal professionista, aveva la sede legale presso i medesimi locali dello studio, concessi in comodato gratuito, aveva alle proprie dipendenze personale già impiegato in precedenza presso il notaio, a prezzi inferiori, e godeva delle agevolazioni fiscali per il Mezzogiorno.
Il ricorso, accolto in sede di prime cure, trovava accoglimento davanti ai giudici regionali e, a seguito del ricorso della soccombente Agenzia delle Entrate, approdava una prima volta in Cassazione.
I giudici di legittimità accoglievano il ricorso dell’ufficio finanziario, cassando con rinvio la sentenza impugnata, censurando la parte in cui i giudici della Commissione Tributaria Regionale avevano affermato che “il comportamento manifestamente antieconomico del contribuente lavoratore autonomo non era suscettibile di valutazione, ai fini dell’accertamento tributario, in ossequio al principio di libertà d’impresa sancito dall’art. 41 Cost.”.
Il giudizio si instaurava presso una diversa sezione della Ctr e anche in questa sede i giudici del rinvio confermavano la legittimità dell’avviso di rettifica.
L’adita Corte dichiarava legittimo il disconoscimento fiscale dei maggiori costi sostenuti dal professionista, determinati quale differenza tra i costi sostenuti negli anni precedenti per remunerare il personale occupato nell’erogazione dei servizi e quelli corrisposti alla interposta società, che li prestava (maggiorati) per il tramite dei medesimi collaboratori.
Avverso tale sentenza proponeva nuovamente ricorso per cassazione il notaio lamentando, tra l’altro, che il conferimento a una società esterna di determinati servizi era un’attività assolutamente lecita, non riconducibile ad una fattispecie elusiva ex articolo 37-bis del Dpr 600/1973.
A parere del ricorrente, inoltre, i giudici di secondo grado avevano omesso di verificare l’assenza di valide ragioni economiche, presupposto necessario al fine della contestazione di elusività.
L’Agenzia delle Entrate proponeva controricorso, deducendo che la Ctr aveva ben valutato l’antieconomicità del comportamento del professionista, determinando il valore più razionale ed economico per il professionista, correlato alla prestazione dei servizi da parte di personale dipendente direttamente retribuito.
L’ufficio finanziario evidenziava, altresì, che l’elusione costituisce fattispecie più ampia di quella disciplinata dall’articolo 37-bis.
Accogliendo parzialmente i motivi dell’ufficio, i giudici cassavano la sentenza di secondo grado, rinviando il giudizio a sezione ancora diversa della Commissione tributaria regionale.

La pronuncia
Nella prima fase del procedimento, la Corte di cassazione aveva statuito la legittimità dell’avviso di rettifica emesso dall’ufficio finanziario, quale atto adeguatamente motivato a dimostrare l’elusività della condotta del professionista.
Questi, attraverso l’interposizione reale di una sua società, peraltro dotata di strutture umane e strumentali che lui stesso aveva fornito, aveva determinato un irrazionale aumento del costo sostenuto per i servizi esternalizzati e, di conseguenza, aveva goduto di un ingiustificato abbattimento del reddito imponibile.
In tale sede i giudici di legittimità avevano fissato un importante principio di diritto, sostenendo che il comportamento antieconomico del contribuente-lavoratore autonomo, pur nel rispetto del principio della libertà d’impresa costituzionalmente garantito, è suscettibile di valutazione ai fini dell’accertamento tributario.
Infatti, il contribuente, “benché libero di organizzare la propria attività in maniera antieconomica era tenuto, in caso di attenuazione dell’obbligo di contribuire alla spesa pubblica, a dare conto di tale anomala scelta”.

In ottemperanza a tale principio, i comportamenti che contrastano con le regole del buon senso e del fare comune, uniti alla mancanza di una giustificazione razionale, diversa dalla mera ed elusiva ricerca di un risparmio d’imposta, costituiscono elementi gravi, precisi e concordanti idonei a legittimare il recupero a tassazione dei correlati costi.
In tema di imposte sui redditi “in presenza di un comportamento assolutamente contrario ai canoni dell’economia”, quale la scelta di pagare un prezzo maggiore (corrisposto a una società che pagava i suoi ex dipendenti) rispetto a quello supportato in precedenza affidando il servizio a collaboratori diretti, “che il contribuente non spieghi in alcun modo, è legittimo l’accertamento ai del D.P.R: 600/1973, art. 39, co. 1, lett. d)”.

I giudici della Suprema corte hanno ribadito che la presenza di precisi e documentati indizi, che nel caso di specie riguardano un ingiustificato sostenimento di maggiori costi da parte di un professionista, che questi non avrebbe sostenuto se avesse continuato ad avvalersi di personale interno, unitamente alla natura del soggetto interposto, costituito da una società di cui lui era l’effettivo beneficial owner e che usufruiva di specifiche agevolazioni fiscali, dimostrano in maniera univoca “l’elusione del comportamento del contribuente, sulla base di un principio generale, quello dell’abuso del diritto, formalizzato nell’art. 37-bis del D.P.R: 600/1973”.


Fonte: Agenzia Entrate

| More

I beni sono intestati al figlio? Si alla confisca per equivalente.

Per la Cassazione, sentenza n. 28913 dell’8 luglio 2013, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente può avere ad oggetto non soltanto beni intestati solo apparentemente ad un soggetto interposto (interposizione fittizia), ma anche beni effettivamente intestati al soggetto interposto (interposizione reale), che risulti legato all’interponente da un rapporto fiduciario, per l’amministrazione dei beni nell’interesse e secondo le direttive di quest’ultimo.

La questione riguarda il ricorso in Cassazione proposto da un contribuente - indagato per i reati di dichiarazione infedele e indebita compensazione - contro l’ordinanza del tribunale di Roma che aveva rigettato l’appello dallo stesso presentato nei confronti dell’ordinanza del Gip capitolino, con la quale era stata respinta la richiesta di revoca del sequestro preventivo per equivalente su beni di pertinenza del ricorrente.

I giudici di appello, nel confermare la ricostruzione storica della vicenda effettuata dal Gip, ribadivano le argomentazioni secondo cui erano riconducibili al ricorrente l’80% delle quote sociali di una srl, asseritamente di pertinenza di terzi estranei al procedimento, nonostante l’indagato avesse distribuito le quote in parte ai figli minori (con atto di donazione nella misura del 40%) e in parte ad altri stretti congiunti (per il residuo 40%), mantenendo di fatto il controllo sull’intero capitale sociale della srl.

Nel ricorso di legittimità, l’indagato deduce vizio di carenza di motivazione o comunque di motivazione apparente per avere il tribunale omesso di prendere in considerazione - nonostante la documentazione prodotta dalla difesa dimostrasse il contrario - la circostanza dell’effettivo trasferimento delle quote sociali.

La decisione della Cassazione
Per i giudici penali di legittimità, le doglianze non sono fondate.
In primis, la Corte suprema ricorda che, contro i provvedimenti cautelari reali, il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge, intendendosi per tale “…sia gli errores in iudicando o in procedendo, sia quei vizi della motivazione così radicali da rendere l’apparato argomentativo posto a sostegno del provvedimento o del tutto mancante o privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza e quindi inidoneo a rendere comprensibile l’itinerario logico seguito dal giudice…”.

Vizio che, nel caso di specie, non ricorre, in quanto il provvedimento impugnato non presenta carenze argomentative di alcun genere, atteso che il tribunale ha fornito motivazione adeguata ed esaustiva dei fatti di causa, laddove “…nel ricostruire i vari movimenti che hanno caratterizzato la sorte dell’intero capitale sociale della MMD, ha affrontato e risolto il problema della intestazione progressiva di quote fino alla concorrenza dell’80% a stretti congiunti del… (i figli minori… - per il 40% con atto di donazione… - e i fratelli per il restante 40%) il quale ha continuato a mantenere per sé il 20% residuo”.

Nello specifico, quindi, secondo la Cassazione, il tribunale ha ricondotto la gestione dell’intero capitale sociale all’indagato, sia nella sua qualità di genitore esercente la potestà sui figli minori - a nulla rilevando la circostanza dedotta dalla difesa relativa alla mancanza di vincolo coniugale tra lo stesso e la madre dei minori (atteso che la potestà genitoriale può essere esercitata senza che occorra il vincolo matrimoniale) - sia per il rapporto di strettissima parentela intercorrente tra l’indagato e i suoi fratelli.

Peraltro, prosegue la Corte, tali affermazioni trovano fondamento “…sulle informazioni fornite dagli amministratori giudiziari circa l’epoca di tali movimenti, giungendo alla logica conclusione della spoliazione progressiva delle quote da parte del…in coincidenza (anzi subito dopo) con l’inizio delle indagini da parte della Guardia di Finanza che aveva proceduto ai controlli tributari…”; tale elemento, in verità, rappresenta il nucleo essenziale che sta alla base della conclusione della attribuibilità, in via di fatto, delle quote sociali dell’intera srl all’indagato.

Nel merito, poi, il collegio penale osserva che la tesi difensiva in ordine alla interposizione fittizia, non ha pregio, “…in quanto accanto a tale peculiare figura (che dà luogo ad un negozio relativamente simulato sotto il profilo soggettivo i cui effetti solo apparentemente si spiegano fra dante causa ed interposto) si colloca quella, considerata dal Tribunale, della c.d. ‘interposizione reale’ (anche questa idonea a giustificare l’adozione della misura cautelare reale,) la quale ricorre ogni qualvolta l’interponente trasferisca o intesti - come nella specie, secondo quanto è dato leggere nell’ordinanza impugnata - alcuni beni (nel caso in esame parte di quota sociali) all’interposto, ma con l’accordo fiduciario sottostante che detti beni saranno detenuti, gestiti o amministrativi nell’interesse del dominus e secondo le sue direttive”.

In sostanza, conclude la Cassazione, ai fini dell’individuazione dei beni assoggettabili al sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, non rilevano soltanto i casi in cui l’intestazione in capo all’interposto sia solo apparente (interposizione fittizia), ma anche le ipotesi in cui, pur essendo l’interposto l’effettivo titolare erga omnes, si riscontri un rapporto fiduciario (derivante dalla consanguineità o da altro genere di relazione) che vincoli il soggetto interposto al soggetto interponente (Cassazione, sentenza 41051/2011).


Fonte: Agenzia Entrate

| More

martedì 16 luglio 2013

Quesito: passaporto.

purtroppo oggi ho avuto un diguido grosso in negozio. Ho venduto due capi di abbigluamento a una coppia. Ho emesso un taxfree cartaceo, compilo quantità e importo, mentre faccio compilare al cliente i dati con relativo nr. di passaporto. In negozio sono sola e faccio tutto di fratta e così non controllo se è tutto ok. Lascio la copia a loro e vanno via. Mi accorgo poco dopo che hanno sì compilato tutti i dati ma si sono dimenticati di mettere il nr. di passaporto!!!! Come mi devo comportare se non mi è più possibile annullarlo? posso recuperare il nr. di passaporto con i dati del cliente?

| More

Quesito: 730

vorrei sapere se ricevendo un indenizzo dall'inps come prestazione temporanea(per malattia tbc)ed avendo un lavoro con contratto a termine.Ho l'obbligo del 730.

| More

Osservatorio centrale per ottimizzare i servizi offerti ai contribuenti.

Con Provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate del 12 luglio 2013, è stato istituito l’Osservatorio centrale, nell’ambito degli accordi quadro nazionali stipulati dall’Agenzia con Ordini professionali e Associazioni di categoria. Il nuovo organo istituito ha lo scopo di ottimizzare l’offerta dei servizi ai contribuenti, privilegiando l’utilizzo del canale telematico all’accesso fisico presso gli sportelli. L’Osservatorio dovrà, in particolare, valutare le problematiche sorte nell’erogazione e nella fruizione dei servizi fiscali, provvedere al monitoraggio delle attività oggetto dei protocolli d’intesa, realizzare una regolamentazione unitaria delle attività svolte dagli uffici territoriali, nonché coordinare le attività degli Osservatori regionali. Il nuovo organismo dovrà trasmettere al direttore dell’Agenzia una relazione annuale sull’attività svolta.

| More

Decreto del fare, farmaci antitumorali con iter veloce.

Nel "decreto del fare" (D.L. n. 69/2013), attualmente all'esame del Parlamento per la sua conversione in legge, è stato inserito un emendamento che prevede l'inserimento di farmaci antitumorali e per le malattie rare nel Prontuario nazionale del Ssn al massimo entro 100 giorni. Lo scopo è quello di ridurre l'iter autorizzativo da parte dell'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) a 100 giorni, anziché 180 giorni come previsti ora dalla normativa, per quei farmaci che abbiano una eccezionale rilevanza terapeutica e sociale.


Fonte: Il Sole 24 Ore

| More

La capienza delle detrazioni.

Sono una dipendente con stipendio di 850 euro. Nel 2012 ho effettuato dei lavori di recupero edilizio e vorrei chiedere la detrazione del 50%. Presentando la dichiarazione dei redditi perderei la metà dell’importo. Posso richiedere il rimborso dell'intero?

In ambito fiscale, si definisce capienza la possibilità che ha un contribuente di ridurre l’imposta sul reddito utilizzando le detrazioni Irpef. Qualora l’ammontare delle stesse sia superiore all’imposta dovuta, si usa dire che la detrazione che non trova capienza. La parte eccedente, fatti salvi i casi (espressamente previsti dalla legge) in cui è possibile rinviare il beneficio a un periodo di imposta successivo o trasferirlo ad un familiare, non può abbattere il reddito imponibile e non potrà essere recuperata dal contribuente. A tal fine, anche in riferimento alle detrazione fiscale del 50% sugli interventi di ristrutturazione edilizia (utilizzabile dal 26 giugno 2012, data di entrata in vigore del Dl 83/2012), è necessario valutare la capienza Irpef in relazione al proprio reddito, che potrebbe non essere in grado di accogliere, anche parzialmente, queste detrazioni. L’agevolazione in oggetto non è quindi da intendersi come un rimborso fiscale. Non sarà pertanto possibile richiedere la somma non recuperata in dichiarazione.


Fonte: Agenzia Entrate

| More

Studi di settore per il 2012: varata la circolare omnicomprensiva.

Una parte generale, che condensa tutte le novità – normative e di elaborazione e applicazione – degli Studi e un allegato, che fornisce, invece, indicazioni specifiche ai fini dell’attività di controllo. È composta così la circolare 23/E del 15 luglio 2013 riguardante i 205 studi di settore relativamente al periodo d’imposta 2012.

Più realistici, dunque, con i nuovi indicatori di normalità e coerenza e con i correttivi per le attività professionali e per i servizi di traslochi. È stata, inoltre, riconosciuta la valenza del fattore territoriale. Con l’approvazione dell’analisi della “territorialità del livello delle quotazioni immobiliari” è possibile, infatti, diversificare le modalità di applicazione degli studi di settore, utilizzando indicatori territoriali individuati in base ai dati forniti dall’Omi (Osservatorio del mercato immobiliare).
In particolare, si è tenuto conto, per il settore commerciale e il conseguente indotto, della presenza di Factory outlet center. Per le attività che si svolgono nelle zone orbitanti intorno a questi centri, sono stati studiati appositi correttivi che considerano l’influenza che questi hanno sul mercato locale.

Cosa c’è di nuovo
Le novità esposte nella circolare riguardano in particolare:
l’evoluzione di 68 studi di settore, già approvati in precedenza, alla luce dell’aggiornamento della “territorialità del livello delle quotazioni immobiliari”
nuovi indicatori di normalità e coerenza, previsti dai decreti ministeriali del 21 e 28 marzo 2013, nonché un correttivo per 4 studi di settore applicabili alle attività professionali e 2 correttivi per quello riguardante il trasporto di merci su strada e i servizi di trasloco
l’aggiornamento della territorialità considerando i Factory outlet center
l’elaborazione di 5 studi di settore su base regionale mediante la metodologia dei “modelli misti”
l’adeguamento degli studi di settore alla realtà economica
la modulistica e l’applicazione software Gerico 2013.
Semplificazioni per chi ha subito il sisma di maggio 2012
Particolare segnalazione è dovuta alla semplificazione fiscale - compresa fra quelle presentate nella conferenza stampa del 3 luglio - contenuta nel documento di prassi, che fornisce un’adeguata risposta alle esigenze relative alle oggettive difficoltà dichiarative dei contribuenti colpiti dagli eventi sismici del maggio 2012. Infatti, non è più obbligatorio presentare il modello degli studi di settore, come riportato nelle relative istruzioni, per i soggetti con residenza o sede operativa in uno dei comuni individuati nel decreto ministeriale 1 giugno 2012 che:
presentano un periodo di non normale svolgimento dell’attività, in ragione della specifica situazione soggettiva
hanno cessato l’attività
si trovano in liquidazione volontaria.
In questi casi, tenuto conto della scarsa significatività dei dati degli studi di settore ai fini del controllo, per gli esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo non c’è l’obbligo all’adempimento dichiarativo, bensì un’ulteriore agevolazione che li esclude dall’utilizzo dello strumento presuntivo in fase accertativa.

Evoluzione
Sono 68 gli Studi che si sono “evoluti” – rispetto ai 69 precedentemente in vigore – tenendo conto dell’analisi delle comunicazioni dei dati rilevanti relativi al periodo d’imposta 2010.
L’evoluzione ha riguardato:
12 studi per il settore delle manifatture
24 studi per il settore dei servizi
12 studi per i professionisti
21 studi per il commercio.
Normalità e coerenza
Le integrazioni agli studi di settore approvate nel 2013 riguardano invece:
gli indicatori di coerenza economica basati su anomalie nei dati dichiarati
l’indicatore di normalità economica in assenza del valore dei beni strumentali
gli indicatori di coerenza economica per alcuni studi di settore applicabili alle attività di impresa.
Aggiornamento delle analisi delle territorialità
La circolare esplicita chiaramente le innovazioni apportate agli studi di settore a partire dal periodo d’imposta 2012. L’analisi della “Territorialità del livello delle quotazioni immobiliari”, approvata con il decreto Mef del 28 dicembre 2012, ha consentito l’individuazione di indicatori territoriali con i quali differenziare le modalità di applicazione degli studi di settore al fine di renderli sempre più aderenti alla realtà economica in cui imprenditori e professionisti si trovano a operare.
A questo proposito, sono stati utilizzati i dati forniti dall’Osservatorio sul mercato immobiliare, riferiti al 2010, che contengono, per ogni comune, il valore minimo e il valore massimo di mercato degli immobili secondo tipologia (abitazioni economiche o di lusso, uffici, negozi, magazzini, laboratori), stato conservativo, zona comunale.

Factory outlet center (Foc)
Con particolare riguardo al settore del commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature e pelletterie e accessori (VM05U), sono state individuate le cosiddette “aree gravitazionali”, cioè le aree di mercato influenzate dalla presenza di Factory outlet center, considerando la distanza in minuti di percorrenza di ogni comune dal Foc più vicino. Per calcolare i tempi di percorrenza sono state utilizzate le più moderne tecnologie informatiche ed elettroniche attraverso tempi calcolati su medie automobilistiche riferite alla rete stradale italiana.
Non sono state considerate le distanze, dal Foc più vicino, percorribili in più di 90 minuti, perché l’analisi delle funzioni dei ricavi ha dimostrato che, oltre tale distanza, la presenza di un grande centro commerciale è irrilevante in termini di concorrenza e per la stima operata dallo studio di settore.

Indicatori di coerenza economica
Per quanto riguarda gli indicatori di coerenza economica, sono stati confermati quelli che erano già in vigore per il 2011. Anzi, con riferimento all’annualità passata, si è provveduto a risolvere alcune criticità applicative che sono state rilevate in corso d’opera, con particolare riferimento alle rimanenze finali e alle esistenze iniziali di magazzino.

Inoltre, il decreto 21 marzo 2013 ha introdotto un indicatore ad hoc che, nel caso in cui fra i dati contabili non sia rappresentato il valore dei beni strumentali, consente di rilevare, appunto, la presenza dei beni strumentali fra i dati strutturali (indicatore di normalità economica in assenza del valore dei beni strumentali). Lo scopo è proprio quello di contrastare errori nella compilazione dei dati contabili e strutturali e di favorire comportamenti “virtuosi”.
Sono stati poi introdotti, con lo stesso decreto 2013, dei nuovi indicatori di coerenza economica.
Fra le new entry:
margine per addetto non dipendente (misura il contributo di ciascun addetto non dipendente)
indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti (misura il grado di copertura dei principali costi)
resa del capitale rispetto al valore aggiunto lordo (misura il contributo dei beni strumentali mobili alla creazione di valore).
I modelli “misti”
La circolare 23/E ci informa anche che sono stati inoltre elaborati 5 studi di settore su base regionale, definiti misti. Questa “nomea” gli viene riconosciuta perché, per analizzare le informazioni in base alla componente territoriale (regionale o comunale), utilizzano sia criteri statistici, sia criteri matematici.

Revisione congiunturale e correttivi
Il documento di prassi di oggi fornisce tutte le indicazioni sulle modalità di elaborazione utilizzate per individuare quattro tipi di correttivi diversi per adeguare gli Studi alla nuova situazione dei mercati in seguito alla crisi economica che il Paese attraversa. Sono così distinti:
modifica del funzionamento dell’indicatore di normalità economica “durata delle scorte”
correttivi specifici per la crisi
correttivi congiunturali di settore
correttivi congiunturali individuali.
Questi correttivi, e in particolare gli ultimi tre, sono specifici per coloro che, nella verifica della “congruità” presentano il valore ricavo/compenso inferiore al valore di riferimento dello Studio.
Per il settore trasporti, ad esempio, la specificità dei correttivi crisi tiene conto dei notevoli e fluttuanti costi di carburante.

Inapplicabilità e retroattività
Gli studi di settore non si applicano:
alle società cooperative, alle società consortili e ai consorzi che operano esclusivamente a favore di imprese socie o associate
alle società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore di loro stessi e che non seguono le ordinarie regole di mercato.
Oltre a fornire chiarimenti in merito ai correttivi anti-crisi, la circolare mette bene in evidenza la centralità e l’importanza del contraddittorio in relazione all’attività di accertamento. Infatti, il confronto diretto con il contribuente è sicuramente fonte di informazioni più dettagliate e particolari, soprattutto con riguardo alle difficoltà riscontrate durante l’attività che non sono rilevate nei risultati dello Studio applicato.
La retroattività degli studi di settore evoluti è consentita a tutela del contribuente, proprio perché la tecnica delle modalità di applicazione risulta essere più “affinata”, quindi migliore, rispetto al passato.

Modulistica e software
Infine, la circolare 23/E pubblicata oggi segnala anche le modifiche che sono state apportate alla modulistica degli studi di settore e al software Gerico proprio per recepire le più recenti innovazioni.


Fonte: Agenzia Entrate

| More

lunedì 15 luglio 2013

Quesito: paga oraria.

vorrei sapere la mia paga oraria faccio il portinaio in un colleggio universitario con partita iva cod rea come guardarobie

| More

Quesito: installazione impianto fotovoltaico.

avrei intenzione di installare nella mia prima casa un impianto fotovoltaico e una pompa di calore,posso richiedere il 50% di una pensione integrativa intestata a mia moglie?La pensione è stata stipulata con la Banca Mediolanum nel 2001(Tax benefit),la verso annualmente io e mia moglie è a mio carico nel 730.In caso di risposta affermativa,nel riscatto parzialen viene tassata e quanto?

| More

Quesito: bonifico.

cortesemente,vine pagato con nominativo della conviventeedel locatore!convivente senza nessun rapporto di contratto.In caso di litigio e lui va via,posso espropriarla?

| More

Quesito: assegni familiari.

 io mio marito e le nostre tre bimbe viviamo con i nonni (mio padre e mia madre ) che hanno una loro pensione. La mia domanda è: quando faccio la richiesta degli assegni familiari devo dichiarare anche il reddito dei nonni pur non facendo richiesta di assegno per loro???

| More

Quesito: IVA canone locazione.

mio marito sta per aprire un'armeria ed i proprietari del locale commerciale gli applicheranno l'iva sul canone di locazione; in che percentuale mio marito potrà scaricarsi quest'iva?

| More

Quesito: eredità.

Vorrei sapere, per favore, se è vero che le imposte del defunto le calcola l'agenzia delle entrate e non il commercialista?

| More

Quesito: produzione concerto come privato.

sono un privato (Codice Fiscale), con n lavoro dipendente. Vorrei fare il produttore (ci investo dei soldi) di un concerto in un gruppo americano. Ho già le quotazioni di diversi teatri, che si occuperebbero anche della vendita di biglietti. Le spese complessive (cachet, viaggi, teatro, noleggio apparecchiature, alloggio dei cantanti, SIAE, ecc) ammonterebbero a circa 25K Euro per un ricavo di 45K Euro. Come posso fare per organizzare questo concerto come privato (e lo posso fare se non ho partita IVA)? Come posso recuperare il ricavo? Come pago le tasse? Come un lavoro in ritenuta d'acconto o super i 4000 euro annuali? Posso usare la partita IVA di una amica e comunque produrre, lasciando a lei la quota di tasse?

| More

Quesito: investimento.

vorrei acquistare una quota di un progetto in texas da 5000$;
1)per quanto mi risulta NON bisogna compilare il modulo RW per importi (movimentati o guadagnati?)  oltre i 10000€.....dico bene?
2)se volessi reinvestire l'eventuale guadagno......evitando di riportare i soldi in italia....dovrei comunque e sempre dichiararli?

| More

Meno soci, più solida la presunzione di spartizione degli utili “in nero”.

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nel caso di società di capitali a ristretta base partecipativa, è legittima la presunzione di attribuzione ai soci, degli eventuali utili extracontabili accertati, rimanendo salva la facoltà del contribuente di offrire la prova del fatto che i maggiori ricavi non siano stati fatti oggetto di distribuzione, per essere stati, invece, accantonati dalla società ovvero da essa reinvestiti, non risultando tuttavia a tal fine sufficiente né la mera deduzione che l'esercizio sociale ufficiale si sia concluso con perdite contabili né il definitivo accertamento di una perdita contabile, circostanza che non esclude che i ricavi non contabilizzati, non risultando né accantonati né investiti, siano stati distribuiti ai soci (Cassazione n. 18640/2008; n. 17928/2012; n. 9519/2009). In particolare, con riguardo all’accertamento dei redditi di capitale, nel caso di società a ristretta base sociale, è legittima la presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili, la quale non viola il divieto di presunzione di secondo grado, poiché il fatto noto non è costituito dalla sussistenza dei maggiori redditi induttivamente accertati nei confronti della società, ma dalla ristrettezza della base sociale e dal vincolo di solidarietà e di reciproco controllo dei soci che, in tal caso, normalmente caratterizza la gestione sociale. Affinché, però, tale presunzione possa operare occorre, pur sempre, sia che la ristretta base sociale e/o familiare abbia formato oggetto di specifico accertamento probatorio, sia che sussista un valido accertamento a carico della società in ordine ai ricavi non contabilizzati, il quale costituisce il presupposto per l'accertamento a carico dei soci in ordine ai dividendi (Cassazione n. 29605/2011).

Sentenza n. 15334 del 19 giugno 2013 (udienza 24 aprile 2013)
Cassazione civile, sezione V - Pres. Cappabianca Aurelio - Est. Crucitti Roberta
Accertamento – Società a ristretta base azionaria – Maggiori ricavi non contabilizzati – Presunzione di distribuzione di utili cosiddetti extrabilancio ai soci

| More

L'acconto dell'Ivafe.

Relativamente all’Ivafe, dovuta nella misura fissa di euro 34,20 sui c/c bancari detenuti all'estero, bisogna pagare come per l’Irpef l'acconto del 99%? Anche se la somma da versare risulta uguale o inferiore a 51,65 euro?

L’Ivafe tassa le attività finanziarie detenute dalle persone fisiche residenti in Italia. Il decreto legge 201/2011 che ha istituito l’imposta ha previsto che, in relazione alla stessa, si applicano le disposizioni previste per l’Irpef per il versamento, la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, le sanzioni e i rimborsi nonché per il contenzioso. L’imposta, dovuta proporzionalmente alla quota di possesso e al periodo di detenzione, è stata stabilita, per il 2012, nella misura dell’1 per mille annuo del valore delle attività finanziarie. A decorrere dal 2013 è invece pari all’1,5 per mille annuo. Per ciascun conto corrente o libretto di risparmio detenuti all’estero la stessa, in seguito alla legge di stabilità per il 2013, è invece stabilita nella misura fissa di 34,20 euro. L’imposta decorre dal periodo di imposta 2012 e non più del 2011, come era originariamente stabilito. I contribuenti che hanno pagato per l’anno 2011 possono considerare i versamenti effettuati come acconto per il periodo d’imposta 2012 (circolare 12/E del 2013).
Come detto, l’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero va versata con le stesse modalità e scadenze previste per l’Irpef, ivi comprese quelle relative alle modalità di versamento dell’imposta in acconto e a saldo. Per stabilire quindi se è dovuto o meno l’acconto relativo per l’anno 2013,  occorre controllare l’importo indicato nel rigo RM35, colonna 1. Se lo stesso non supera 51,65 euro, l’acconto non è dovuto; in caso contrario, dovrà essere versato nella misura del 99% (il Dl 76/2013, attualmente all'esame del Parlamento per la conversione in legge, incrementa la misura al 100% a partire dal periodo d'imposta 2013, con effetti, per tale annualità, esclusivamente in sede di versamento della seconda o unica rata di acconto).


Fonte: Agenzia Entrate

| More

Credito d’imposta ridotto pro-quota sui redditi esteri “convenzionali”.

L’Agenzia delle entrate ha fornito, con la risoluzione 48/E del 2013, alcuni chiarimenti in merito ai criteri di determinazione del credito d'imposta previsto dall’articolo 165 del Tuir per i cittadini italiani che, pur mantenendo la residenza fiscale nel Paese, lavorano all'estero, alle dipendenze di datori di lavoro stranieri.
Le imposte versate fuori confine a titolo definitivo, ha precisato l’Amministrazione, devono essere ridotte proporzionalmente al rapporto tra la retribuzione convenzionale determinata in base all’articolo 51, comma 8-bis, del Tuir, e il reddito di lavoro dipendente che sarebbe stato tassabile in via ordinaria in Italia.

Premessa
Il mantenimento della residenza in Italia comporta in linea generale l'obbligo di pagare le imposte nel nostro paese anche sui redditi prodotti all'estero sulla base del principio della world wide taxation (articolo 3 del Tuir).
Per la determinazione del valore imponibile da dichiarare in relazione ai redditi di lavoro dipendente prodotti all'estero da un soggetto residente in Italia, l'articolo 51, comma 8-bis, del Tuir stabilisce che, in tutte le ipotesi di reddito di lavoro dipendente “prestato all'estero in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto da dipendenti che, nell'arco di dodici mesi, soggiornano nello Stato estero per un periodo superiore a 183 giorni”, il reddito di lavoro dipendente è determinato non in base alla retribuzione effettiva percepita bensì su valori convenzionali stabiliti ogni anno con decreto del ministero del Lavoro e delle politiche sociali.
La doppia imposizione conseguente al pagamento delle imposte nel paese di residenza del dichiarante oltre che nel paese di produzione del reddito, viene neutralizzata mediante l'applicazione delle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni ovvero, per i casi in cui non sia stato stipulato alcun accordo, mediante l'applicazione dell'articolo 165 del Tuir, che prevede la possibilità, per il contribuente fiscalmente residente in Italia, di ottenere un credito d’imposta per le tasse pagate all’estero sui redditi ivi realizzati.

L’interpretazione
Nell’ipotesi di redditi prodotti all’estero che concorrono solo parzialmente alla base imponibile italiana, il comma 10 dell’articolo 165 del Tuir dispone che anche l’imposta estera deve essere ridotta in misura corrispondente. Esemplificando, ciò è quanto avviene per i dividendi di partecipazioni qualificate (che concorrono al reddito nella misura del 49,72%), gli stipendi dei frontalieri (che concorrono per la quota eccedente gli 8mila euro) e quelli dei lavoratori all’estero in via continuativa, tassati in basse alle retribuzioni convenzionali.
In tali ipotesi, il credito per le imposte pagate all’estero sul reddito effettivo prodotto oltre frontiera va riconosciuto non interamente ma solo proporzionalmente alla quota parte che concorre alla formazione della base imponibile (articolo 36, comma 30, del Dl 223/2006).
Pertanto, per la determinazione del credito d'imposta ex articolo 165 del Tuir, le imposte pagate all'estero a titolo definitivo devono essere ridotte in proporzione al rapporto tra la retribuzione convenzionale determinata ex articolo 51, comma 8-bis, del Tuir e il reddito di lavoro dipendente che sarebbe stato tassabile in via ordinaria - e non in misura convenzionale - in Italia.

Una diversa interpretazione, sottolinea l’Amministrazione, oltre a non essere coerente con la finalità della norma, rischia evidenti effetti distorsivi e discriminatori. Infatti, a parità di altre condizioni, le diverse modalità di tassazione adottate dallo Stato estero in cui la prestazione lavorativa si è effettivamente svolta possono andare a incidere sull’importo del credito.
L’articolo 165 del Tuir prevede espressamente un confronto tra reddito prodotto all'estero, da determinarsi secondo l’ordinamento tributario nazionale e reddito complessivo (di cui il reddito prodotto all’estero è parte integrante).
In caso contrario, assumendo come riferimento il reddito tassato all'estero (sulla base della normativa fiscale straniera), si verificherebbe una contraddizione, giacché quest'ultimo, essendo afferente a un ordinamento tributario non italiano, non concorre alla formazione del reddito complessivo.

Il documento di prassi, pertanto, ritiene più aderente al dettato normativo dell'articolo 165, comma 10, del Tuir, ai fini del calcolo dell'imposta estera detraibile, rapportare il reddito estero, determinato in misura convenzionale, al reddito che risulterebbe tassabile, in via ordinaria, se la medesima attività lavorativa fosse prestata in Italia.


Fonte: Agenzia Entrate

| More

Oneri accessori e canone di locazione.

Ho pagato l'imposta di registro pluriennale considerando solo il canone di locazione indicato nel contratto. Nella base imponibile doveva rientrare anche la somma annua degli oneri accessori?

Oltre al pagamento del canone, la legge prevede una serie di ulteriori adempimenti (cosiddetti oneri accessori) a carico del locatore (articolo 9 della legge 392/1978). In forza di tale articolo l’affittuario è tenuto al pagamento anche delle spese relative al servizio di pulizia, al funzionamento e all'ordinaria manutenzione dell'ascensore, alla fornitura dell'acqua, dell'energia elettrica, del riscaldamento e del condizionamento dell'aria, nonché alla fornitura di altri servizi comuni. Ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro, la base imponibile per i contratti di locazione è costituita dall’ammontare del corrispettivo in denaro pattuito per l’intera durata del contratto (articolo 43, comma 1, del Dpr 131/1986). Proprio la natura di corrispettivo, tratto peculiare del canone, induce a non assimilare a questo le spese sostenute dal conduttore (o anticipate dal locatore poi rimborsato), per usufruire di una serie di servizi, per l’appunto accessori, rispetto al contratto di affitto. Gli oneri accessori al contratto di locazione, qualunque sia la natura degli stessi, non concorrono pertanto alla determinazione della base imponibile del contratto stesso per l'applicazione dell'imposta di registro (risoluzione 251167/1980). Come peraltro attestato anche dall’Avvocatura di Stato con un parere condiviso integralmente dal Ministero delle finanze nei contratti di locazione o di affitto di unità immobiliare i servizi condominiali (che rientrano tra gli oneri accessori) imputati dal locatore al locatario sono semplici movimenti finanziari (rimborsi) e non corrispettivi di prestazioni di servizi imponibili (circolare 9/E del 1992). E’ tuttavia opportuno che le somme riconosciute a favore del locatore a tale titolo non siano conglobate nel canone ma siano evidenziate a parte, esplicitandone la natura di rimborso spese. In caso contrario potrebbe risultare difficile giustificarne la diversa natura rispetto al corrispettivo.


Fonte: Agenzia Entrate

| More

Eredità: senza beneficio di inventario sfuma il trattamento più favorevole.

Nella sentenza in commento (n. 11150 del 10 maggio 2013), la Corte di legittimità chiarisce i limiti e le condizioni per l’applicabilità del regime agevolativo previsto dall’articolo 69 della legge n. 342 del 2000 per le dichiarazioni presentate post 31 dicembre 2000.

Nel caso sub iudice, un chiamato all’eredità (moglie del de cuius) aveva accettato l’eredità del dante causa puramente e semplicemente, senza beneficio di inventario, e aveva accettato la medesima eredità anche in nome e per conto dei propri figli minori, peraltro in favore di questi ultimi, con beneficio di inventario.
Poiché il termine per la presentazione della dichiarazione per i chiamati ad accettare con beneficio di inventario era scaduto dopo il 31 dicembre 2000, le parti contribuenti avevano ritenuto che per tutte fosse applicabile la normativa agevolativa di cui all’articolo 69 della legge 342/2000, prevista per le dichiarazioni presentate dopo tale data. E per l’effetto avevano impugnato l’avviso di rettifica, con il quale il regime fiscale più favorevole era stato, invece, a tutti disconosciuto dall’ufficio.

La Suprema corte, alla luce dei fatti, ha chiarito che la normativa agevolativa in parola spettava solo e soltanto ai chiamati all’eredità il cui termine per la presentazione della dichiarazione veniva a scadere dopo il 31 dicembre 2000 e che, a questi effetti, poiché per la moglie il termine di sei mesi dalla data della morte previsto per le accettazioni senza beneficio di inventario era scaduto prima di tale data, il regime fiscale più favorevole non poteva trovare applicazione. Ciò, nonostante, detto regime risultasse invece applicabile ai figli minori, per conto dei quali la moglie/madre aveva accettato con beneficio di inventario la medesima eredità.

Così statuendo, la Corte di legittimità ha precisato che la disposizione di cui all’articolo 510 cpc, che consente anche ai chiamati diversi da quelli che hanno fatto la dichiarazione di “giovarsi” della stessa, va interpretata nel senso che i chiamati in quesitone sono solo quelli che hanno accettato con beneficio di inventario e non anche quelli che hanno accettato puramente e semplicemente.
Sulla base di tale considerazione, il Collegio ha escluso che alla moglie del de cuius potesse applicarsi il regime agevolativo in parola, riconosciuto non estensibile per il fatto che fosse applicabile ad altri chiamati accettanti con beneficio di inventario.

Sempre nella sentenza in commento, i Supremi giudici hanno invece concluso per l’applicabilità di tale regime agevolativo nei confronti di uno dei due minori divenuto nelle more maggiorenne. Il minore in questione, dopo aver accettato l’eredità a mezzo della madre il 27 giugno 2000, aveva compiuto la maggiore età il 18 luglio 2000. Non avendo redatto l’inventario entro un anno dal compimento della maggiore età, secondo l’ufficio, non poteva fruire dell’agevolazione di cui all’articolo 69 della legge 342/2000, in quanto il termine per la presentazione della dichiarazione di successione, per questi, andava considerato coincidente con quello della madre (accettante senza beneficio di inventario) e quindi scaduto ante 31 dicembre 2000 (il 18 novembre 2000).
Ebbene, secondo il Collegio, invece, il termine per la presentazione della dichiarazione per tale minore era venuto a scadere dopo il 31 dicembre 2000. Ciò in quanto, secondo il proprio consolidato indirizzo giurisprudenziale, poiché il minore decade dal beneficio di inventario solo “al compimento di un anno dalla maggiore età” (articolo 489 cpc), l’articolo 31, commi 1 e 2, del Dlgs n. 346 del 1990 va interpretato nel senso che il termine per la presentazione della dichiarazione di successione del minore, poi divenuto maggiorenne, decorre dal raggiungimento della maggiore età (in tal senso cfr Cassazione 24 ottobre 2008, n. 25666).


Fonte: Agenzia Entrate

| More

Affitti non versati, ma dedotti: il “gioco” tra parenti è elusione.

Con ordinanza n. 15968 del 25 giugno, la Cassazione, ritornando sul tema dell’elusione fiscale, ha affermato che non versare i canoni di affitto dell’azienda è quanto meno operazione elusiva quando vi sia contiguità tra le parti del contratto, per essere i soci della società conduttrice anche componenti, assieme al padre, della compagine sociale della società locatrice.
Di conseguenza, è stato ritenuto legittimo l’operato dell’Amministrazione finanziaria che aveva provveduto al recupero, nei confronti della società conduttrice, dei canoni di affitto non versati, a titolo di sopravvenienza attiva.

La vicenda processuale
L’Agenzia delle Entrate proponeva ricorso per cassazione avverso una sentenza della Ctr della Toscana che, respingendo l’appello dell’ufficio, aveva annullato l’avviso di accertamento emanato nei confronti di una società e dei rispettivi soci. In particolare, il giudice di secondo grado osservava che:
in relazione alla percentuale di ricarico, l’ufficio avrebbe dovuto adottare il metodo della media ponderale piuttosto che la media semplice
in merito alla deduzione dei costi, l’operato della società accertata era stato corretto, avendo la stessa operato la deduzione secondo i canoni (di certezza e obiettiva determinabilità) di cui all’articolo 109 del Tuir
quanto al recupero di alcune sopravvenienze attive, le somme non pagate a titolo di canone per l’affitto di azienda non rappresentavano una rinuncia al credito da parte della società locatrice (la cui compagnie societaria in parte coincideva con quella della società affittuaria), ma al più una tolleranza, trattandosi di soggetti legati da stretti legami familiari (quindi, i crediti della società locatrice non potevano essere considerati come proventi per l’affittuaria).
Con l’unico motivo di ricorso l’Agenzia, contestando solo quest’ultimo punto, deduceva la violazione di legge, in quanto la Ctr non considerava che la ripresa a tassazione dei canoni di affitto, non corrisposti per diversi anni, scaturiva dalla evidente finalità dei contribuenti di ricavare solo dei vantaggi fiscali dall’affitto medesimo, tanto più che nel relativo contratto era espressamente previsto che il ritardo di un solo mese comportava il diritto alla risoluzione del negozio. La ripresa era motivata anche in considerazione della contiguità delle due compagini societarie: tutto ciò dimostrava che l’unica finalità dell’operazione era quella di consentire la deduzione di costi presunti, che in realtà non venivano sopportati in quanto mancava la relativa manifestazione finanziaria. Di qui, la legittimità del recupero di tali costi a titolo di sopravvenienza attiva.

La pronuncia della Cassazione
La Corte suprema, in accoglimento del ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassa senza rinvio la sentenza di secondo grado e, decidendo nel merito ai sensi dell’articolo 384 cpc, rigetta il ricorso introduttivo dei contribuenti (ovviamente per la parte ancora in contestazione).
I giudici di legittimità partono da un dato di fatto pacifico: la proprietà dell’azienda fittata appartiene a una società di cui fanno parte gli stessi soci della società affittuaria, nonché il loro padre. Tale situazione “comporta la presunzione di un'ipotesi, quanto meno, di elusione fiscale”.

In punto di diritto, la Corte ricorda che, in materia tributaria, il divieto di abuso del diritto si traduce in un principio generale antielusivo, il quale preclude al contribuente il conseguimento di vantaggi fiscali ottenuti mediante l’uso distorto, pur se non contrastante con alcuna specifica disposizione, di strumenti giuridici idonei a ottenere un'agevolazione o un risparmio d'imposta, in difetto di ragioni economicamente apprezzabili che giustifichino l'operazione, diverse dalla mera aspettativa di quei benefici.

Tale principio trova fondamento, in tema di tributi non armonizzati (come le imposte sui redditi), nei principi costituzionali di capacità contributiva e di progressività dell'imposizione (articoli 23 e 53 della Costituzione), e non contrasta con quello della riserva di legge, non traducendosi nell'imposizione di obblighi patrimoniali non derivanti dalla legge, bensì nel disconoscimento degli effetti abusivi di negozi conclusi al solo scopo di eludere l'applicazione di norme fiscali. Esso comporta l'inopponibilità del negozio all'Amministrazione finanziaria, per ogni profilo di indebito vantaggio tributario che il contribuente pretende far discendere dall'operazione elusiva, anche diverso da quelli tipici eventualmente presi in considerazione da specifiche norme antielusive entrate in vigore in epoca successiva al compimento dell'operazione (cfr Cassazione sezioni unite, pronuncia n. 30055/2008).

Anche in tale circostanza, dunque, la Cassazione ha riconosciuto valenza generale alla clausola dell’abuso del diritto, quale principio immanente al nostro ordinamento perché strettamente correlato (almeno in tema di tributi non armonizzati) ai principi costituzionali.


Fonte: Agenzia Entrate

| More