venerdì 29 dicembre 2006

INTRASTAT per Romania e Bulgaria.

A partire dal 1° Gennaio 2007 anche Romania e Bulgaria faranno parte dell’Unione Europea. Da quella data i movimenti delle merci che interessano quei paesi non costituiranno più “importazioni” o “esportazioni” ma acquisti e cessioni intracomunitarie. Con la nota n. 3393 del 27 Dicembre scorso l’Agenzia delle Dogane ha segnalato le misure transitorie da osservare per tutte le operazioni doganali iniziate anteriormente al 1° Gennaio 2007 e che termineranno ad adesione avvenuta.

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Nuovi limiti alla compensazione delle perdite.

Entro domenica 31 Dicembre dovrà essere trasmessa, esclusivamente in via telematica, l’opzione per il regime della trasparenza fiscale per le società che intendono beneficiare di questo regime per il triennio 2006-2008. In ragione del termine festivo lo stesso si intende prorogato automaticamente al 2 gennaio 2007. Il decreto legge n. 223/2006 (manovra bis) ed il n. 262/2006 (collegato fiscale alla Finanziaria) hanno introdotto alcune modifiche alla disciplina di questo istituto. In particolare il primo provvedimento ha previsto una limitazione all’utilizzo delle perdite fiscali da parte dei soci nell’ambito della trasparenza di cui all’art. 115 Tuir. Le perdite dei soci anteriori alla trasparenza non possono essere utilizzate per compensare i redditi imputati dalle società partecipate.

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La scelta sul TFR.

I lavoratori dovranno decidere la destinazione da dare al proprio TFR entro i prossimi sei mesi: la scelta riguarderà però soltanto la liquidazione che maturerà negli anni a venire perché tutto il TFR maturato, quello cioè accumulato negli anni passati, resterà in azienda a disposizione dei lavoratori per il momento in cui cesserà il loro rapporto di lavoro. Entro il 30 giugno 2007 dovrà quindi essere indirizzata la comunicazione scritta con la relativa manifestazione di volontà. Se il lavoratore non dà indicazioni al proprio datore di lavoro il TFR sarà destinato al Fondo pensione previsto dagli accordi o contratti collettivi applicati in quella azienda.

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IRPEF sulla prima casa più pesante.

Nel passaggio dal sistema delle deduzioni attualmente in vigore a quello delle detrazioni previsto nella Finanziaria la rendita catastale della prima casa di proprietà inciderà nella quantificazione degli sconti di imposta. Chi ha una prima casa di proprietà avrà un reddito più alto sul quale calcolare le detrazioni e, di conseguenza, pagherà più Irpef. Questo perché il reddito complessivo comprende ora anche i redditi (da fabbricati) della prima casa mentre nel sistema previgente tali redditi erano assolutamente neutri in quanto rappresentavano, contemporaneamente, un componente del reddito complessivo ma anche un onere deducibile.

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Doppio binario per il rimborso dell'Iva sulle auto.

Con la legge n. 278 del 10 novembre 2006, è stato convertito, con significative modificazioni, il decreto legge 15 settembre 2006, n. 258.
Come è noto, infatti, la Corte di giustizia delle Comunità europee, con sentenza del 14 settembre 2006, aveva ritenuto incompatibile con la sesta direttiva Iva (direttiva Cee n. 77/388 del 17 maggio 1977) le disposizioni nazionali che vietavano la detraibilità dell'Iva per l'acquisto, l'uso e la manutenzione di autoveicoli che non formano oggetto dell'attività propria dell'impresa. Con il richiamato Dl n. 258/2006 si era inteso assicurare, all'indomani della sentenza, l'urgente adeguamento dell'ordinamento italiano a quanto statuito dai giudici comunitari.

In base al decreto legge 258/2006, i soggetti passivi che fino alla data del 13 settembre 2006 hanno effettuato acquisti e importazioni di auto e motoveicoli, carburanti e lubrificanti (la norma fa riferimento, per completezza, ai beni e servizi indicati alle lettere c) e d), articolo 19-bis1, Dpr n. 633/72) per ottenere il rimborso, escluse compensazioni e detrazioni, avevano tempo fino al 15 dicembre 2006 per la presentazione dell'apposita istanza per via telematica. L'articolo 1, comma 1, dello stesso provvedimento, così come modificato dalla legge di conversione n. 278/2006, indica, nella stesura definitiva, quale termine per produrre l'istanza di rimborso, il 15 aprile 2007.

Inoltre, bisogna sottolineare che il nuovo termine non è perentorio (a differenza del precedente) e non è quindi causa di decadenza.

Per la produzione dell'istanza (che potrà essere presentata da tutti i contribuenti con partita Iva - imprese individuali, società, artisti e professionisti - e concerne gli acquisti effettuati fino al 13 settembre 2006, a partire dal 2003, per i quali, alla data di entrata in vigore del decreto legge 258/2006, i termini per la detrazione non erano ancora scaduti) dovrà essere utilizzato uno specifico modello che sarà approvato con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate.

Il nuovo articolo 1 del decreto legge convertito prevede, poi, che "con il predetto provvedimento possono essere, inoltre, stabilite le differenti percentuali di detrazione dell'imposta per distinti settori di attività in relazione alle quali è ammesso il rimborso in misura forfetaria. Resta ferma, per i contribuenti che non aderiscono al suddetto rimborso forfetario, ovvero per coloro che non presentano l'istanza entro il termine del 15 aprile 2007, la possibilità di dimostrare il diritto ad una detrazione in misura superiore presentando apposita istanza ai sensi dell'articolo 21 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e successive modificazioni, contenente i dati e gli elementi comprovanti la misura, nell'esercizio dell'impresa, arte o professione, dell'effettivo utilizzo in base a criteri di reale inerenza, stabiliti con il provvedimento di cui al presente comma".

La legge 278/2006 introduce, quindi, due significativi elementi di novità rispetto alla versione originaria del decreto legge 258/2006: da un lato, la possibilità del rimborso in misura forfetaria in base ai settori di attività, da stabilirsi con provvedimento dell'Agenzia delle entrate; dall'altro, la possibilità, per i contribuenti che non intenderanno aderire al rimborso forfetario, di far valere, in contraddittorio con l'Amministrazione finanziaria, e secondo le regole del contenzioso tributario, il diritto a una detrazione superiore alla misura forfetaria stabilita, anche successivamente al 15 aprile 2007.

Si crea, in questo modo "un doppio binario" per i rimborsi, e precisamente:

  • in misura forfetaria, secondo i diversi settori di attività
  • in via analitica, presentando tutta la documentazione necessaria, nella misura di reale inerenza, ovvero di maggior utilizzo dell'auto aziendale.

Si ricorda che l'Iva pagata dal 14 settembre 2006 sugli acquisti di autovetture e sulle spese a esse relative può essere detratta senza limiti, in sede di liquidazione periodica, se l'autoveicolo è effettivamente utilizzato in modo esclusivo per l'attività dell'impresa o del professionista. Per le auto, invece, a un uso parzialmente aziendale, la detrazione dovrà essere calcolata in base all'effettivo impiego per l'attività. Si tratta, comunque, di un regime provvisorio, essendo in arrivo una percentuale di detrazione parziale da applicare, in misura forfetaria, da parte di tutti i contribuenti, diversi dagli agenti di commercio, a partire dalla data della futura autorizzazione da parte dell'Unione europea.

L'aggiunto comma 2-bis del nuovo articolo 1 del decreto legge 258/2006 modifica, infatti, la lettera c), comma 1, dell'articolo 19 bis-1 del Dpr n. 633/1972 che ora, nella nuova formulazione, prevede che "l'imposta relativa all'acquisto o all'importazione di ciclomotori, di motocicli e di autovetture ed autoveicoli indicati nell'articolo 54, lettere a) e c) del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 258, non compresi nell'allegata tabella B e non adibiti ad uso pubblico, che non formano oggetto dell'attività propria dell'impresa, e dei relativi componenti e ricambi, nonché alle prestazioni di servizi di cui al terzo comma dell'articolo 16 ed a quelle di impiego, custodia, manutenzione e riparazione relative ai beni stessi, non è ammessa in detrazione a far data dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea della autorizzazione riconosciuta all'Italia dal Consiglio dell'Unione Europea ai sensi della direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, a stabilire una misura ridotta della percentuale di detrazione dell'imposta sul valore aggiunto assolta per gli acquisti di beni e le relative spese di cui alla presente lettera, nei termini ivi previsti, senza prova contraria, salvo che per gli agenti o rappresentanti di commercio".

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Modello F24 online.

Guida operativa.

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Finanziaria 2007. Nuova IRPEF.

Il ritorno delle vecchie detrazioni di imposta, a partire dai redditi dell’anno 2007, è accompagnato da nuovi calcoli, con formule, rapporti e sconti che sono vincolati al tipo ed all’ammontare del reddito. Gli importi delle detrazioni sono spesso teorici, perché per determinare la detrazione effettivamente spettante si deve considerare il reddito totale e la tipologia di reddito (lavoro autonomo o dipendente). Per i pensionati ultrasettantacinquenni sono previste poi detrazioni specifiche. Aumenterà necessariamente il peso fiscale delle addizionali regionali e comunali visto che sono scomparse le precedenti deduzioni che ne abbattevano l’imponibile di riferimento.

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TARSU per le imprese.

La Finanziaria interviene anche in materia di tributi locali: ai Comuni viene imposto lo stop per il passaggio della Tarsu a tariffa per il 2007, viene confermata l’inefficacia dei criteri di assimilazione ai rifiuti urbani dei rifiuti delle imprese che usano superfici maggiori di quelle di legge e prevista l’estensione della superficie minima della Tarsu, pari all’80% di quella catastale, ai fini della tariffa.

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Reverse charge in edilizia dal prossimo anno.

Dal 1° Gennaio 2007 i subappalti edili dovranno applicare la regola dell’inversione contabile ai fini Iva: coloro che svolgono le prestazioni di servizio per conto dell’appaltatore principale emetteranno fattura senza imposta, l’Iva sarà infatti calcolata e contabilizzata dall’appaltatrice principale dei lavori. La norma, introdotta dal decreto legge n. 223 del 2006, è finalizzata al contrasto dell’evasione in un settore a rischio quale quello edile evitando che il cessionario porti in detrazione una imposta che il cedente non ha mai versato.

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Nuovi limiti per il bilancio in forma abbreviata.

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 276 del 27 novembre 2006, del decreto legislativo n. 285 del 7 novembre 2006, le società di capitali avranno maggiori possibilità di redigere il bilancio d'esercizio in forma abbreviata, così come aumenteranno i gruppi esonerati dall'obbligo di redazione del bilancio consolidato.
Con il decreto di recente approvazione, infatti, il Governo ha dato attuazione alla direttiva comunitaria 2003/38/Ce che ha modificato la precedente direttiva 78/660/Cee, relativa ai conti annuali di taluni tipi di società. In particolare, l'articolo 1 del decreto in argomento apporta delle modifiche all'articolo 2435-bis del Codice civile, nella parte in cui vengono fissati i limiti al di sotto dei quali è possibile redigere il bilancio in forma abbreviata.

In base alla nuova formulazione, il limite riguardante il totale dell'attivo dello stato patrimoniale passa da 3 milioni 125mila a 3 milioni 650mila euro, mentre quello relativo all'ammontare dei ricavi delle vendite e delle prestazioni viene innalzato da 6 milioni 250mila a 7,3 milioni euro. Non viene, invece, modificato il terzo limite, che fa riferimento al numero dei dipendenti occupati in media durante l'esercizio, fermo a cinquanta unità.
Com'è noto, affinché ci si possa avvalere della facoltà, prevista dall'articolo 2435-bis del cc, di redigere il bilancio in forma abbreviata, è necessario che la società, oltre a non aver emesso titoli negoziati in mercati regolamentati, non abbia superato, nel primo esercizio di attività ovvero, successivamente, per due esercizi consecutivi, due dei tre limiti sopra descritti.

Poiché la norma in esame non specifica espressamente che i limiti da non oltrepassare debbano essere gli stessi nei due esercizi consecutivi, questa si applica anche quando, ad esempio, nel primo esercizio i limiti non superati siano quelli relativi al totale dell'attivo e all'ammontare dei ricavi delle vendite e delle prestazioni, mentre nel successivo esercizio uno di questi due limiti venga superato, ma non quello riguardante il numero medio dei dipendenti occupati. In tale ipotesi, dunque, il requisito è comunque realizzato, anche se i limiti rispettati non sono identici per i due esercizi.

Al riguardo, inoltre, va evidenziato che poiché la norma fa generico riferimento all'esercizio sociale, senza nulla aggiungere nel caso in cui questo (come accade in genere all'inizio dell'attività) sia di durata inferiore o superiore ai dodici mesi, si desume che i predetti limiti non debbano, in ogni caso, essere ragguagliati alla durata dell'esercizio stesso.

Le novità sopra menzionate avranno ripercussioni anche per quanto riguarda l'obbligo di nomina del collegio sindacale da parte delle società a responsabilità limitata. Infatti, l'articolo 2477 del Codice civile, in materia di controllo legale dei conti, prevede che la nomina del collegio sindacale è obbligatoria se per due esercizi consecutivi siano stati superati due dei tre limiti indicati al primo comma dell'articolo 2435-bis.

Diversamente da quanto disposto in relazione alla facoltà di redigere il bilancio in forma abbreviata, l'articolo 2477 nulla dispone con riferimento al primo esercizio di attività; pertanto, l'obbligo di nomina non scatta se il superamento dei limiti previsti si verifica solo per detto esercizio, in quanto occorrerà verificare anche l'esercizio successivo. Va da sé che, se per due esercizi consecutivi non vengono superati due dei predetti limiti, tale obbligo cessa.

Oltre alla predetta ipotesi, un'altro caso in cui la Srl è obbligata a nominare il collegio sindacale si verifica quando il capitale sociale risulta essere uguale o superiore a quello minimo stabilito per le società per azioni, attualmente pari a 120mila euro (articolo 2327 cc).
A ogni modo, anche quando non sussiste l'obbligo, l'atto costitutivo può sempre prevedere, facoltativamente, la nomina del collegio sindacale.

Come anticipato in premessa, l'articolo 2 del decreto legislativo n. 285 apporta delle modifiche anche per quanto concerne i limiti al di sotto dei quali è previsto l'esonero dall'obbligo di redazione del bilancio consolidato.
In particolare, con la citata norma viene modificato il primo comma dell'articolo 27 del Dlgs 9 aprile 1991, n. 127, che si occupa di fissare i limiti per il predetto esonero. Pertanto, in base alle modifiche introdotte, il limite riguardante il totale dell'attivo dello stato patrimoniale passa da 12,5 milioni a 14,6 milioni di euro, mentre quello relativo all'ammontare dei ricavi delle vendite e delle prestazioni viene innalzato da 25 milioni a 29,2 milioni di euro. Anche in questo caso, non subisce modifiche il terzo limite riguardante il numero dei dipendenti occupati in media durante l'esercizio, che resta pari a duecentocinquanta unità.

Si ricorda che, al fine della verifica dei suddetti limiti, occorre prendere in considerazione sia i dati dell'impresa controllante che quelli relativi alle imprese controllate. Tuttavia, l'esonero sopra previsto non si applica se la controllante o una delle controllate abbia emesso titoli quotati in borsa.

Un'ulteriore ipotesi di esonero dall'obbligo di redazione del bilancio consolidato sussiste anche per quelle imprese, a loro volta controllate, quando la controllante sia titolare di oltre il 95 per cento delle azioni o quote dell'impresa controllata ovvero, mancando la predetta condizione, qualora la redazione del bilancio consolidato non sia richiesta almeno sei mesi prima della fine dell'esercizio da tanti soci che rappresentino almeno il 5 per cento del capitale. L'esonero in questione, tuttavia, è subordinato alla duplice condizione che l'impresa controllante, soggetta al diritto di uno Stato membro delle Comunità europee, rediga e sottoponga a controllo il bilancio consolidato, ai sensi del decreto legislativo n. 127 del 1991, ovvero secondo il diritto di altro Stato membro delle Comunità europee, e che l'impresa controllata non abbia emesso titoli quotati in borsa.

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Professionisti: quando il rimborso spese fa reddito.

Il Testo unico delle imposte sui redditi, all'articolo 54, definisce la nozione di reddito di lavoro autonomo derivante dall'esercizio di arti e professioni, costituito dalla differenza tra i compensi in denaro o natura percepiti nel periodo di imposta e le spese sostenute nello stesso periodo, in relazione all'attività svolta. Dalla lettura della norma emerge che la tassazione di tali compensi, nonché la deducibilità delle spese, avviene secondo il principio di cassa, e che, in ogni caso, ci si deve trovare innanzi a compensi incassati e spese sostenute inerenti all'attività svolta. A tal proposito, la risoluzione n. 69/E del 2003 ha precisato che rientrano nella nozione di compenso anche i rimborsi spese, a condizione che risultino inerenti alla produzione del reddito di lavoro autonomo.

In generale, i rimborsi spese possono essere suddivisi in tre categorie: le anticipazioni effettuate in nome e per conto del committente, le spese a forfait e i rimborsi a piè di lista.

Le anticipazioni effettuate in nome e per conto del committente, pur debitamente documentate, non rappresentano un reddito per il professionista, anche nel caso in cui siano state sostenute per la produzione del reddito di lavoro autonomo. Il documento di spesa, in questo caso, dovrà essere intestato al cliente, e il professionista non potrà portare in deduzione dal proprio reddito il relativo onere. Parimenti, nel momento in cui il committente provvede al rimborso delle anticipazioni, il professionista dovrà emettere un documento in cui evidenzierà tali anticipazioni che, ai fini Irpef, non saranno soggette a ritenuta d'acconto, e, ai fini Iva, saranno escluse ex articolo 15 del Dpr n. 633/1972.

Nel caso in cui, invece, il professionista sostenga delle spese per conto del cliente, ma a nome proprio, con relativo documento di spesa intestato all'esercente la professione, le stesse concorreranno alla formazione del reddito di lavoro autonomo, saranno soggette a ritenuta d'acconto e saranno imponibili ai fini Iva.
Le spese forfetarie, come peraltro i rimborsi a piè di lista, concorrono a formare il reddito e saranno assoggettate a ritenuta a titolo d'acconto nella misura del 20 per cento, se erogate a soggetti residenti, o del 30 per cento, a titolo di imposta, se erogate a soggetti non residenti; risultano, inoltre, imponibili ai fini Iva. Nel caso in cui il committente riconosca al professionista, oltre al compenso vero e proprio, anche un rimborso forfetario per le spese sostenute, queste ultime saranno deducibili nel limite del 2 per cento del proprio fatturato.

Per quanto attiene ai rimborsi a piè di lista, un discorso a parte meritano le spese relative a prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande in pubblici esercizi sostenute dal committente per conto del professionista e da questi addebitate in fattura. Come chiarito dalla circolare 28/E del 2006, ai sensi dell'articolo 36, comma 29, decreto legge n. 223/2006, con effetto dal 4 luglio 2006, tali spese sono integralmente deducibili dal reddito di lavoro autonomo e non soggiacciono al limite del 2 per cento, previsto dal comma 5 dell'articolo 54 del Tuir. La deduzione integrale, però, è subordinata al rispetto di una serie di adempimenti tributari tassativi. In particolare, l'esercente il servizio alberghiero o di ristorazione dovrà consegnare al committente il documento fiscale a lui intestato, con l'esplicito riferimento al professionista che ha usufruito del servizio. Il committente dovrà comunicare al professionista l'ammontare della spesa sostenuta, mediante l'invio della copia della documentazione fiscale ricevuta. Il professionista dovrà emettere la parcella, comprensiva dei compensi e delle spese pagate, al committente, e, qualora siano state rispettate tutte le condizioni, considererà il costo integralmente deducibile. L'impresa committente, infine, solo dopo aver ricevuto la parcella dal professionista, potrà imputare a costo la prestazione, comprensiva dell'importo a titolo di rimborso spese.

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mercoledì 27 dicembre 2006

Consegna del CUD elettronica.

Il datore deve garantire al dipendente di poter entrare nella disponibilità del documento e materializzarlo (risoluzione 145/E del 21 dicembre 2006).

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Le risposte dell'Agenzia delle Entrate.

Imposta di bollo - Libro giornale - Importo
D: SONO TITOLARE DI UNA PICCOLA IMPRESA IN CONTABILITA' ORDINARIA. ANNUALMENTE UTILIZZO, MEDIAMENTE, CIRCA QUARANTA PAGINE DEL LIBRO GIORNALE. PER LA REGOLARITA' DEL PREDETTO LIBRO GIORNALE DEVO APPORRE OGNI ANNO LA PREVISTA MARCA DA BOLLO, OPPURE POSSO APPLICARNE UNA PER OGNI CENTO PAGINE, ANCHE SE ESSE SONO RELATIVE A PIU' ANNI?
R: la marca da bollo dovuta nella misura di 29,24 euro, nel caso in cui il libro giornale non sia sottoposto a vidimazione, deve essere apposta ogni cento pagine, a nulla rilevando l'anno in cui viene utilizzato il registro. Pertanto, se il registro è stato utilizzato per sole quaranta pagine, il tributo si considererà assolto anche per le restanti sessanta utilizzabili per l'anno successivo. Soltanto ad avvenuto completo utilizzo delle cento pagine, l'imprenditore sarà tenuto ad apporre una nuova marca sulla prima pagina del nuovo blocco di cento pagine. In proposito, si rinvia a quanto chiarito dall'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 85/E del 12 marzo 2002.

Irpef - Oneri deducibili - Fasi
D: I CONTRIBUTI VERSATI AL FASI DA UN DIRIGENTE IN PENSIONE SONO DEDUCIBILI DAL REDDITO AI FINI IRPEF?
R: la risoluzione n. 78/E del 28/05/2004 ha precisato che per quanto concerne i dirigenti in pensione non è prevista la deducibilità dei contributi versati al Fasi, né per la parte a carico dell'azienda né per la quota di contributo a carico del dirigente. Ciò in virtù del fatto che quest'ultima ha finalità assistenziale e non anche previdenziale; per cui, detti contributi non rientrano fra gli oneri deducibili indicati nell'articolo 10 del Dpr n. 917/1986.

Irpef - Redditi soggetti a tassazione separata - Imponibilità
D: VORREI SAPERE SE NEL CALCOLO DEL REDDITO COMPLESSIVO DI UN LAVORATORE DIPENDENTE VADANO O MENO COMPUTATI I REDDITI SOGGETTI A TASSAZIONE SEPARATA E QUELLI DERIVANTI DAL TFR.
R: in riferimento a quanto richiesto, si precisa che i redditi soggetti a tassazione separata e quelli derivanti dal trattamento di fine rapporto non concorrono alla formazione del reddito complessivo, come stabilito dall'articolo 3, comma 2, del Dpr n. 917/1986.

Agevolazioni - Prima casa - Unità immobiliari contigue
D: HO ACQUISTATO DUE UNITA' IMMOBILIARI CONTIGUE (CHE AL CATASTO RISULTANO DISTINTE) FRUENDO DELL'AGEVOLAZIONE PREVISTA PER LA PRIMA CASA. MI E' STATO DETTO CHE, AL FINE DI NON PERDERE L'AGEVOLAZIONE FRUITA, E' NECESSARIO PROCEDERE AD ACCATASTARE LE DUE UNITA' COME UN UNICO IMMOBILE. VORREI UNA CONFERMA IN TAL SENSO.
R: come precisato dall'Amministrazione finanziaria con la circolare 18 agosto 2005, n. 38/E, nel caso di acquisto contestuale o anche successivo di un appartamento contiguo a quello già posseduto si fruisce dei benefici fiscali "prima casa", a condizione che dopo l'accorpamento l'abitazione sia accatastata come unica e conservi i requisiti di casa non di lusso ai sensi del decreto ministeriale 2 agosto 1969.

Irpef - Reddito dei fabbricati - Abitazione principale
D: MIA MADRE, NON AUTOSUFFICIENTE, E' STATA RICOVERATA PERMANENTEMENTE PRESSO UNA CASA DI RIPOSO. DOVENDO PROCEDERE ALLA COMPILAZIONE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI, SI CHIEDE DI CONOSCERE SE L'ABITAZIONE DI PROPRIETA' DI MIA MADRE SIA DA CONSIDERARE "A DISPOSIZIONE" DEL CONTRIBUENTE E ,QUINDI, OCCORRA APPLICARE L'AUMENTO DI UN TERZO DELLA RENDITA CATASTALE.
R: l'unità in questione è da considerarsi "abitazione principale", quindi con fruizione della relativa deduzione, anche nel caso in cui il proprietario trasferisca la propria dimora abituale a seguito di ricovero permanente in istituto di ricovero o sanitario, e sempre che l'immobile non risulti locato.

Irpef - Oneri deducibili - Albo infermieri
D: POSSO DEDURRE LE SPESE SOSTENUTE PER L'ISCRIZIONE ALL'ALBO PROFESSIONALE DEGLI INFERMIERI?
R: l'iscrizione all'albo professionale non può essere detratta in quanto non rientra tra gli oneri detraibili o deducibili.

Irpef - Rimborso - Eredi
D: A SEGUITO DEL DECESSO DI MIO PADRE AVVENUTO IN DATA 23/11/2005, ABBIAMO RICEVUTO UN MANDATO DI PAGAMENTO PER LA RISCOSSIONE, PRESSO L'UFFICIO POSTALE, DEL RIMBORSO IRPEF - REDDITI 2002 INTESTATO A MIO PADRE. L'IMPIEGATO DELL'UFFICIO HA TUTTAVIA DICHIARATO DI NON POTER DAR CORSO AL RIMBORSO IN QUANTO INTESTATO A PERSONA DECEDUTA. SI CHIEDE DI CONOSCERE QUAL E' LA PROCEDURA ESATTA PER LA RISCOSSIONE DI TALE RIMBORSO?
R: per la voltura di rimborsi intestati a persone decedute, riscuotibili presso gli uffici postali, gli eredi del defunto devono produrre, ai competenti uffici dell'Agenzia delle entrate, apposita autocertificazione attestante il loro status di eredi e l'avvenuta presentazione della dichiarazione di successione contenente l'indicazione di tale credito.

Sanzioni - Eredi - Trasmissibilità
D: SUCCESSIVAMENTE AL DECESSO DI NOSTRO PADRE, AVVENUTO NEL MARZO 2006, E' STATA NOTIFICATA AGLI EREDI CARTELLA ESATTORIALE PER IL PAGAMENTO DI IMPOSTE, SANZIONI E INTERESSI CONSEGUENTI ALLA LIQUIDAZIONE EX ARTICOLO 36-TER DEL DPR N. 600/1973 EFFETTUATA PER I REDDITI 2002 DALL'UFFICIO DELLE ENTRATE. QUALCUNO SOSTIENE CHE NOI EREDI POSSIAMO NON VERSARE LE SANZIONI IRROGATE DALL'UFFICIO, FERMO RESTANDO IL PAGAMENTO DELL'IMPOSTA E DEGLI INTERESSI. GRADIREMMO AVERE UN CHIARIMENTO A TALE PROPOSITO?
R: la risposta è affermativa. Infatti, l'articolo 8 del decreto legislativo n. 472 del 18/12/1997 recita testualmente: "L'obbligazione al pagamento della sanzione non si trasmette agli eredi". Pertanto, nel caso prospettato, gli eredi sono esonerati dal pagamento della sanzione connessa alle maggiori imposte liquidate dall'ufficio delle Entrate nei confronti del defunto.

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domenica 24 dicembre 2006

Indetraibilità dell'Iva: conseguenze italiane.

La Corte di giustizia europea ha dato torto all'Italia sui limiti imposti dallo Stato italiano alla detraibilità Iva sulle auto e sui carburanti utilizzati dalle imprese. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Ue in relazione alla causa intentata dalla Stradasfalti contro l'Agenzia delle entrate (alla quale la società ha chiesto il rimborso di 31.340 euro pagata dal 2000 al 2004 per veicoli aziendali). Lo Stato non può escludere dagli obblighi fiscali dei beni per quanto concerne il regime delle detrazioni previsto dalla sesta direttiva europea sull'Iva del 1977. La disposizione contenuta nel dpr 633/72 «non presenta carattere temporaneo nè è stata motivata da ragioni congiunturali» per cui il governo italiano «non può invocare tali misure a discapito di un soggetto passivo».
Inoltre la Corte Ue ha respinto la richiesta del Governo italiano di limitare i rimborsi retroattivi che infliggerebbero gravi danni ai conti publici e «ha disposto che non occorre limitare nel tempo gli effetti della presente sentenza».
Gli effetti della decisione europea erano stati stimati in un massimo di 10.056 miliardi di euro, secondo uno studio realizzato dal centro studi Promotor per "Il Sole 24 Ore". Le conseguenze potrebbero già farsi sentire sulla prossima finanziaria, secondo quanto dichiarato dal viceministro dell'Economia con delega alle Finanze, Vincenzo Visco: «Le ripercussioni finanziarie - ha detto Visco - della sentenza della Corte di Giustizia europea sulla detraibilità dell'Iva relativa alle autovetture aziendali saranno di pesante entità e non eludibili. Sarà dunque inevitabile, perchè non si creino scompensi ulteriori nell'equilibrio della finanza pubblica, individuare misure compensative equivalenti». La decisione, polemizza Visco, è «l'ennesima, pesante eredità lasciata dal governo Berlusconi al centrosinistra. Da anni era chiara la necessità di intervenire per ovviare a questo problema concordando una soluzione adeguata con l'Unione europea».

Quattro esempi.

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Auto aziendali: dal 2007 il reddito tassabile sale al 50%.

Per le auto in uso a dipendenti, pronti i nuovi importi dei benefit da tassare in busta paga nel 2007. Con un comunicato pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale » n. 288 del 12 dicembre, l'agenzia delle Entrate ha reso nota la tabella Aci per il 2007, con i costi chilometrici da applicare per la quantificazione del reddito in natura derivante dall'utilizzo promiscuo di autovetture aziendali da parte di dipendenti e titolari di redditi assimilati ( ad esempio, collaboratori coordinati e continuativi e amministratori di società).Il nuovo elenco, basato su una percorrenza di 15mila chilometri annui, tiene conto delle modifiche previste dalla manovra d'autunno all'articolo 51, comma 4, del Tuir, che ha elevato dal 30 al 50% l'ammontare del benefit (pari ora a 7.500 chilometri). I nuovi importi chilometrici resteranno validi per l'intero 2007.Se, in seguito ad altri provvedimenti (che potranno essere varati, come indicato nel decreto legge 262/06, in funzione dell'eventuale introduzione di limiti alla detraibilità Iva), la percentuale rilevante dovesse essere ridotta, i datori di lavoro determineranno il benefit moltiplicando il costo unitario indicato nella tabella per il numero di chilometri corrispondente alla nuova quota fissata dalla legge.La tabella dei benefit contiene i valori relativi alla quasi totalità delle vetture in circolazione, in produzione e fuori produzione. Se il veicolo assegnato al dipendente non è compreso nell'elenco, per quantificare il reddito tassabile si dovrà fare riferimento a un modello simile (circolare 327/E/1997).Il valore del benefit tabellare, come chiarito dall'articolo 51 del Tuir,è forfettario e dovrà essere utilizzato anche se le percorrenze effettive dell'auto, per fini extraaziendali, siano inferiori o superiori a 7.500 chilometri (50% di 15mila). Allo steso modo, è irrilevante l'importo dei costi realmente sostenuti dall'azienda, che possono essere anche superiori a quelli indicati dalla legge, senza che ciò comporti una maggiore tassazione per il dipendente.L'ammontare da assoggettare a contribuzione previdenziale e a ritenute fiscali si determina al netto delle somme eventualmente trattenute al dipendente o al soggetto assimilato (o da questo corrisposte al datore di lavoro, come precisa la circolare 327/E/97) per l'utilizzo entro la fine del periodo d'imposta.Naturalmente, se il corrispettivo annuo pagato dal dipendente per l'uso dell'auto (da considerare comprensivo dell'Iva addebitata in fattura dal datore di lavoro)è pari, o addirittura superiore, all'ammontare risultante dalla tabella Aci, il benefit sarà integralmente azzerato, con la conseguenza che non ci saranno obblighi di assoggettamento a contribuzione e a ritenuta per il datore di lavoro.L'assoggettamento a contributi e ritenute del valore del benefit dovrà avvenire nel periodo di paga, e dunque in genere mensilmente per i dipendenti; per la determinazione delperiodo di paga degli amministratori e dei collaboratori coordinati e continuativi si farà invece riferimento al sistema di pagamento previsto dalle delibere, dai contratti o dagli accordi.Ricordiamo che dall'esercizio 2006, l'assegnazione dell'auto in benefit al dipendente non consente più la deduzione integrale dei costi sostenuti (ammortamento, leasing, carburanti eccetera) ma solo dell'importo che, secondo la tabella Aci, costituisce reddito in natura. Per le auto in uso esclusivo aziendale, invece, la norma in vigore esclude qualsiasi deduzione, tranne che per agenti e rappresentanti. Anche su questa stretta, introdotta dal decreto legge 262/06,potrebbero arrivare attenuazioni in funzione del parziale recupero dell'Iva sulle auto che la Ue accorderà all'Italia dopo la sentenza della Corte di giustizia.Per i professionisti (che applicano una deducibilità al 25%, con un limite di costo dell'auto rilevante di 18.076 euro), l'assegnazione dell'autovettura in uso ai dipendenti comporterà la deduzione, oltre al valore del benefit, di un ammontare pari al 25% dei costi eccedenti questo valore.

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Ue, sconto Iva verso il 40%.

Per l'Iva sulle auto aziendali, si va verso l'indetraibilità al 60 per cento.L'indicazione viene dalla Commissione Ue che ha autorizzato l'Italia a presentare al Consiglio europeo la richiesta di limitare la detrazione dell'Iva sui veicoli fino a nove posti, diversi da quelli che qualificano l'attività dell'impresa, dalle auto degli agenti e rappresentanti e a uso pubblico. Si attende ora il definitivo via libera comunitario alla richiesta, che avrà effetto dalla pubblicazione della decisione sulla «Gazzetta Ufficiale europea».Prima del 14 settembre 2006, data in cui la sentenza della Corte di giustizia ha dichiarato la normativa italiana incompatibile con la sesta direttiva Ue, la detrazione Iva per le autovetture era limitata al 15%per gliacquisti e i canoni di leasing, mentre era del tutto vietata per le spese di mantenimento (carburanti, manutenzioni, eccetera). Il decreto legge 258/06 ha stabilito la possibilità di richiedere il rimborso dell'imposta non detratta, mediante istanze da presentare al Fisco entro il 16 aprile 2007. La percentuale rimborsabile sarà stabilita dall'agenzia delle Entrate nel provvedimento di approvazione del modello di rimborso, con possibilità, per i contribuenti, di ricorrere agli ordinari strumenti del contenzioso per richiedere un importo più elevato coerente con l'utilizzo effettivo del mezzo in ambito aziendale.Per le operazioni effettuate dal 14 settembre scorso, la detrazione dell'Iva sulle auto non incontra limiti specifici,dovendo semplicemente rispettare le ordinarie regole di inerenza all'attività dell'impresa o del professionista. Dubbi applicativi si stanno ponendo per le auto che le aziende affidano a loro dipendenti o amministratori per utilizzi anche extra lavorativi. La quantificazione della quota da detrarre dovrebbe infatti seguire criteri oggettivi e documentabili, che peraltro non sono ancora stati illustrati dalle Entrate.La legge stabilisce poi una terza fase, che prenderà il via con l'autorizzazione del Consiglio Ue, nella quale verrà reintrodotta una percentuale unica di indetraibilità, applicabile, senza possibilità di prova contraria, per tutte le autovetture, tranne quelle che formano oggetto della attività di rivendita, leasing o noleggio esercitata dal contribuente,nonché quelle utilizzate da taxisti e da agenti e rappresentanti.La Commissione Ue, con una lettera del 21 novembre, ha preso atto delle motivazioni addotte dall'Italia per sostenere la richiesta di stabilire, in deroga alle norme comunitarie, un tetto alla detrazione pari al 40% dell'imposta assolta (60%), per tutti i veicoli diversi da quelli sopra richiamati. La Commissione,ritenuto che anche in sede europea si sta facendo strada una bozza di modifica all'articolo 17 della sesta direttiva che potrebbe stabilire analoghi vincoli per la detrazione su taluni veicoli a motore,ha riconosciuto la possibilità di sottoporre la domanda al Consiglio Ue, cui spetta l'autorizzazione definitiva. L'indetraibilità al 60% dovrebbe essere accordata per un periodo di tre anni, con necessità di rinegoziare la misura alla scadenza del secondo anno, laddove l'Italia intenda richiedere un proroga.

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sabato 23 dicembre 2006

F24 cumulativo.

A partire dal 20 dicembre 2006 è possibile effettuare il rinnovo della convenzione per gli intermediari abilitati all'invio di modelli di versamento F24 per conto dei loro clienti (articolo 3, comma 3, Dpr 322/1998). La nuova convenzione ha efficacia dal 1° gennaio 2007 fino al 31 dicembre 2009, diventa perciò triennale. La precedente era valida per gli anni 2005 e 2006.Dal momento che i nuovi obblighi di legge (Dl 223/2006) prevedono la trasmissione telematica dei versamenti da parte dei titolari di partita Iva, si è registrato un notevole incremento delle abilitazioni personali ma anche delle richieste di adesione al servizio F24 cumulativo da parte degli intermediari, già a partire dal mese di ottobre scorso.Per il rinnovo di convenzioni già in essere, occorre effettuare l'invio del file precompilato in formato .pdf, scaricabile dal sito Entratel nella sezione Altri servizi, che contiene già i dati dell'intermediario corrispondente alle credenziali di accesso al sito. Questo file deve essere scaricato sulla postazione e sottoposto alla funzione di autentica, per firmarlo elettronicamente. In questa fase, l'eventuale messaggio del software Entratel che evidenzia il tipo di documento .pdf come non gestito deve essere ignorato.

La stessa modalità è valida per gli intermediari che aderiscono per la prima volta; per questi ultimi, l'adesione potrà essere effettuata in qualsiasi momento fino a dicembre 2009.A differenza della precedente adesione, questa volta non è previsto l'invio della copia cartacea all'ufficio locale, la procedura prevede solo la trasmissione telematica del file. La copia cartacea andrà conservata a cura dell'intermediario abilitato dopo averla sottoscritta, per il periodo previsto dall'articolo 43 del Dpr 600/1973. L'adesione è valida dal momento in cui è resa disponibile l'attestazione di accettazione del servizio telematico.L'intermediario che vuole revocare l'adesione deve comunicarlo formalmente all'ufficio che lo ha abilitato al servizio Entratel.Per gli intermediari già abilitati al servizio, il mancato rinnovo entro il termine del 31 gennaio 2007 comporterà la revoca dell'abilitazione all'invio dei flussi, che verranno perciò scartati dal sistema se trasmessi oltre il 31 gennaio; è tuttavia previsto che si possa aderire di nuovo successivamente a tale data.L'intermediario acquisisce dai propri clienti l'autorizzazione a richiedere l'addebito sul loro conto anche utilizzando come base il modulo dell'allegato 1 alla convenzione ed eventualmente le revoche di autorizzazioni a lui concesse in precedenza. In questa fase, fornisce ai clienti informativa sul trattamento dei dati personali. L'autorizzazione può essere rilasciata per un singolo versamento o per un periodo temporale.Le autorizzazioni o revoche vanno custodite a cura dell'intermediario per un periodo di dieci anni dalla data del rilascio.Attualmente il flusso, cioè il file contenente i versamenti dei clienti e relative coordinate, bancarie o postali, può contenere fino a 999 deleghe, contro le 99 precedenti. Si ricorda che questi possono essere prodotti con il software gratuito distribuito dall'Agenzia delle entrate, ma anche con applicazioni esterne, facendo riferimento alle specifiche tecniche presenti nell'allegato 3. In particolare, se il software esterno produce il singolo F24, questo potrà essere importato nel programma F24 per intermediari fornito dall'Agenzia dopo averlo sottoposto a una funzione di verifica.

Se invece il file è già un flusso (contiene perciò anche le coordinate bancarie dei conti e i dati dell'intermediario - fornitore persona fisica o non fisica), esso andrà sottoposto prima dell'invio all'apposita funzione di controllo tramite il programma Entratel.L'Agenzia delle entrate rende disponibili ricevute riguardanti la trasmissione effettuata, l'esito del controllo formale sui singoli versamenti, l'esito dell'addebito presso la banca. Quest' ultimo viene recapitato anche al domicilio fiscale del cliente intestatario del conto per via postale.Dopo la trasmissione, l'intermediario è tenuto a consegnare al cliente copia dei modelli F24 trasmessi e della ricevuta che riporta l'esito dell'addebito presso la banca.L'annullamento dell'invio di un flusso può essere effettuato dal soggetto che ha trasmesso le deleghe entro il quintultimo giorno lavorativo precedente alla data di versamento (indicata nella sezione dei Dati generali alla compilazione del modello F24) tramite la voce Documenti - Annulla del programma Entratel, mediante l'invio di un file di testo contenente i riferimenti al file trasmesso, reperibili nella ricevuta (protocollo, progressivo, codice fiscale dell'intestatario del versamento), a seguito del quale verrà rilasciata una ricevuta di ricezione seguita da una seconda relativa all'esito dell'annullamento, da conservare insieme alle precedenti (ricevute di avvenuta trasmissione del versamento e del relativo addebito).

In futuro, è previsto che il termine per l'annullamento venga abbreviato al penultimo giorno precedente la data di addebito e che la funzione di annullamento venga estesa anche agli invii effettuati direttamente dai singoli contribuenti.Per la trasmissione è previsto un compenso di 0,50 euro esente da Iva per ogni modello trasmesso. L'intermediario dovrà specificare se è soggetto a ritenuta d'acconto.La fatturazione è di norma semestrale, annuale se l'importo è inferiore a 50 euro nel semestre.La comunicazione da parte dell'Agenzia del numero delle deleghe trasmesse viene effettuata all'intermediario tramite il sito Entratel con un apposito messaggio.

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Codice doganale comunitario.

Sono state modificate alcune disposizioni di applicazione del regolamento Cee n. 2913/92, istitutivo del Codice doganale comunitario.

regolamento ce n. 1875/06 della commissione del 18 dicembre 2006 (guue l 360 del 19 dicembre 2006)

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Detrazione degli interessi passivi sui mutui.

L'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulla documentazione che i contribuenti, che si avvalgono dell’assistenza dei Caf per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi, devono presentare per ottenere il riconoscimento della detrazione degli interessi passivi sui mutui contratti per l'acquisto dell'abitazione principale.

risoluzione n. 147/e del 22 dicembre 2006

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giovedì 21 dicembre 2006

Quesito del cliente: ristrutturazioni edilizie.

nel 2005 ho gia' effettuato uno scarico fiscale del 36% sulla casa di mia proprieta'  per spese rifacimento tetto.
avendo la moglie a carico vorrei sapere se posso ulteriormente scaricare il 36% delle spese che mia moglie
deve affrontare per ristrutturare un'immobile di sua proprieta' comprato nel 2005 come prima casa.
grazie giovanni tarulla 

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Quesito del cliente: credito d'imposta.

Ho comprato prima casa con imposta di registro al 3% nel 1995, nel 2001 l'ho venduta ed ho comprato sempre come prima casa con IVA al 4%.
Nel quadro RN rigo 19 Mod.Unico non è stato indicato il credito d'imposta in compensazione, mentre è stato compensato nel Mod. F24.
L'Ufficio delle Entrate dice che la mancata indicazione è a pena di decadenza ed oggi pretende il pagamento delle somme compensate.
Potete aiutarmi? Grazie 1000

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Quesito del cliente: Acconto di imposta sul TFR.

Qualcuno sa come fare ad ottenere l'acconto di imposta?? Ho appena ritirato
l'ultima busta paga e mi viene da piangere. A fronte di una retribuzione
mensile lorda pari ad E.273,64 (pari a E. 8,14410 lorde l'ora), ed un TFR
maturato in 6 anni di lavoro pari ad E. 1652,06 il datore di lavoro ha
calcolato ben E. 422,30 di trattenute di cui: E.
320,88 quale acconto imposta su 1395,14; E.19,68 di imposta consolidata;
E.18,45 di contr. ex art.3 L. 297/82; E. 0,26 per Contr.
Ente Bilat.; ed E. 62,95 di imponibile imposta previdenziale su 685,00.

Ora, la somma delle trattenute è pari alla somma tra l'ultimo mese lavorato
e quasi tutta la tredicesima...... Questo non mi sembra molto democratico...
Mi chiedo allora se posso fare qualcusa per recuperare almeno l'acconto di
imposta di E. 320,88..........

Forse dovrei fare la dichiarazione dei redditi con il modello 730???

Grazie 1000 per chi avrà la gentilezza e la competenza a rispondermi.

Azzurra

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Ristrutturazioni e recupero del patrimonio edilizio: costo della manodopera da indicare in fattura.

Ai fini delle agevolazioni in materia di ristrutturazioni e recupero del patrimonio edilizio, le imprese di costruzione, di ristrutturazione immobiliare e le cooperative edilizie che cedono immobili ristrutturati sono tenute ad indicare in fattura il costo della manodopera utilizzata direttamente, nonché quello della manodopera impiegata da eventuali appaltatori o subappaltatori.
(Interrogazione Camera dei deputati 20/12/2006, n. 5-00530)

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Novità doganali in vigore dal 1° gennaio 2007.

Stanno per entrare in vigore molte novità che riguardano il Sistema Armonizzato, la Nomenclatura Combinata, la Tariffa doganale, le modalità di compilazione del DAU e l'utilizzo del Nuovo Sistema di Transito Computerizzato. Leggi i Regolamenti comunitari e le Circolari dell'Agenzia delle Dogane.
Sulla GUCE n. L 301 del 31 ottobre 2006, è stato pubblicato il Regolamento (CE) n. 1549/2006 della Commissione del 17 ottobre 2006 che modifica l'allegato I del Regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica e alla tariffa doganale comune.Il nuovo regolamento entra in vigore il 1° gennaio 2007 ed è direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
La Nomenclatura Combinata risponde nel contempo alle esigenze:
-della tariffa doganale comune
-delle statistiche del commercio estero della Comunità
-di altre politiche comunitarie relative all’importazione o all’esportazione di merci.
La Nomenclatura Combinata viene periodicamente rivista per tenere conto delle modifiche dei requisiti in materia di statistiche e di politica commerciale, delle modifiche introdotte per ottemperare ad impegni internazionali, degli sviluppi tecnologici e commerciali, della necessità di adeguare o chiarire i testi, dei cambiamenti introdotti nella nomenclatura del Sistema Armonizzato.
Il nuovo regolamento tiene conto della terza revisione del Sistema Armonizzato di codificazione e designazione delle merci che entrerà in vigore il 1° gennaio 2007.La Nomenclatura Combinata si basa sul Sistema Armonizzato e di conseguenza le modifiche apportate da detta revisione hanno notevoli riflessi sulla Tariffa doganale comune 2007.
Le modifiche riguardano in particolare i capitoli 84, 85 e 90 (macchine e apparecchi meccanici ed elettronici di misurazione e controllo e apparecchiature per la produzione dei semiconduttori) e comportano:
-la chiusura di circa 1039 codici
-la creazione di circa 917 nuovi codici
-la modifica del contenuto di altre 134 voci doganali già esistenti.
Il tutto trasposto in 1806 codici di Nomenclatura Combinata.
Per agevolare l’imposizione daziaria e la classificazione delle merci, l’Agenzia delle Dogane ha predisposto due tavole di correlazione tra la nomenclatura in vigore nel 2006 e la nomenclatura del 2007, e viceversa.
Tale trasposizione, prima della sua entrata in vigore, potrebbe subire ulteriori cambiamenti.


Circolare n. 45/D dell’11 dicembre 2006
Il Regolamento (CE) n. 215 dell’8 febbraio 2006 ha fissato la data del 1° gennaio 2007 come termine ultimo per l’applicazione delle nuove modalità di compilazione del documento amministrativo unico (DAU) stabilite con il Regolamento (CE) n. 2286 del 18 dicembre 2003.
L’Agenzia delle Dogane con la Circolare 45/D dell’11 dicembre 2006 riunisce in un unico manuale:
-le istruzioni comunitarie per la compilazione delle dichiarazioni doganali comprensive delle relative tabelle di codifica
-le principali disposizioni nazionali emanate in materia dalla data di adozione del formulario DAU.
Le nuove istruzioni saranno utilizzate per la compilazione delle dichiarazioni presentate agli uffici doganali a partire dal 1° gennaio 2007, per le quali le vigenti norme, comunitarie e nazionali, prevedono l’utilizzo del formulario DAU.


Circolare n. 46/D del 12 dicembre 2006
Infine, dal 1° gennaio 2007 diviene obbligatorio l’utilizzo del Nuovo Sistema di Transito Computerizzato (NCTS) per la presentazione in dogana delle dichiarazioni di transito e di esportazione abbinata al transito in procedura ordinaria di accertamento.In tale obbligo, previsto dal Regolamento (CE) n. 837/2005, rientrano anche le dichiarazioni relative alle movimentazioni di merci effettuate in precedenza in base al D.M. 254/94.
In considerazione della peculiarità del trasporto aereo, la nuova procedura introduce significative semplificazioni per gli operatori del settore.

La Circolare 46/D dell'Agenzia delle Dogane disciplina una particolare procedura applicabile per l’inoltro via terra, dagli spazi doganali aeroportuali ai luoghi di destinazione finali, di merci pervenute per via aerea scortate da manifesto aereo (MMA) predisposto ed inviato con procedure informatiche.

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Doppio ravvedimento per i ritardatari dell’Ici.

I contribuenti che non hanno versato il saldo Ici, in scadenza il 20 dicembre scorso, hanno la possibilità di sanare l’omissione avvalendosi del ravvedimento entro i trenta giorni (entro il 19 gennaio) versando contestualmente la sanzione ridotta del 3,75% dell’importo non versato e gli interessi calcolati al tasso legale del 2,50% per i giorni di ritardo. Oltre questo termine è ancora possibile ricorrere al ravvedimento fino al termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel quale è stata commessa la violazione, ma la sanzione salirà al 6%.

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mercoledì 20 dicembre 2006

F24 cumulativo.

È stata rinnovata fino al 31 dicembre 2009 la convenzione tra l'Agenzia delle Entrate e gli intermediari sulle modalità di svolgimento del servizio F24 cumulativo di pagamento con modalità telematiche, in nome e per conto del contribuente, delle entrate oggetto di versamento unificato con compensazione.
(Comunicato stampa Agenzia delle Entrate 20/12/2006)

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Telefoni aziendali. Deduzione all'80%.

La legge finanziaria 2007 stabilisce che, da gennaio 2007, cambiano le regole per la deduzione dei costi dei telefoni aziendali. Aumenta infatti all’80 per cento la quota deducibile per le spese sostenute da imprese e professionisti relativamente ai servizi di telecomunicazione, fissa e mobile. Rimane invariata la detrazione Iva: 50% per il mobile, e 100% per il fisso. Attualmente la deducibilità è limitata al 50% dei costi dei telefoni cellulari. Diventano dunque deducibili all’80% i costi sostenuti per le apparecchiature e per i relativi servizi di trasmissione di voce e dati, senza distinzione tra le modalità con cui vengono effettuati.

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Nuovi obblighi per i mediatori immobiliari.

La Legge Finanziaria per il 2007 dispone, tra l’altro, che gli agenti di affari in mediazione diventano obbligati alla registrazione dei contratti preliminari non autenticati stipulati in conseguenza dello svolgimento della loro attività. L’obbligo di registrazione in questione comporta che gli agenti immobiliari divengono solidalmente responsabili per il pagamento delle imposte dovute in base ai contratti preliminari (e delle sanzioni da scontare in caso di mancata registrazione). Registrare il contratto preliminare significa scontare il 3% sul valore dell’acconto (a meno che si tratti di un acconto soggetto ad Iva) oppure lo 0,50% sul valore della caparra confirmatoria. Quanto pagato in sede di preliminare viene poi recuperato in sede di rogito a meno che si tratti di un rogito soggetto ad Iva.

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martedì 19 dicembre 2006

Quesito del cliente: Revoca Aliquota agevolata.

Buon Giorno ,
in data 22/11/06 mi e' pervenuta una raccomandata dove mi si comunica la revoca dell' aliquota agevoltata del 4% usufruita per l' acquisto della prima casa con atto stipulato in data 27/01/2005.

Nel 2000 mio padre ha acquistato una casa usufruendo delle agevolazioni per la prima casa,  intestandola  a me e mia sorella a mia insaputa . ( preciso che non ero ancora sposata )

Ora mi ritrovo a dover versare il saldo per la revoca dei benefici  di mezzo valore dichiarato  € 160.000 : 2 ( mio marito ) 80.000  

Il calcolo della liquidazione riporta :

iva 10% 8000 -3200   = € 4800
sanzione 30%           = € 1440
interessi 4.125%       =  € 198
diritti di notifica         = € 5.56

totale € 6443.56

Cosa significa che e' ammessa la definizione agevolata delle sanzioni con il pagamento di un importo pari ad un quarto della sanzione irrorata ?

Inoltre e' previsto un pagamento rateale ? Se si di quanto puo' essere dilazionato ?


Ringrazio
Saluti Adria Colla

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Quesito del cliente: Ristrutturazioni edilizie.

Salve,

Desideravo sapere se la data d'inizio lavori da indicare nel modulo da inviare al centro operativo di Pescara è la data di effettivo inizio dei lavori oppure è la data della DIA.

Saluti

Angelo De Santis

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Le risposte dell'Agenzia delle Entrate.

Irpef - Eredi - Acconto
D: SI CHIEDE DI CONOSCERE SE, A SEGUITO DEL DECESSO DI UN CONTRIBUENTE AVVENUTO PRIMA DELLA SCADENZA DEL TERMINE PER IL VERSAMENTO DELL'ACCONTO DELLE IMPOSTE, L'EREDE SIA OBBLIGATO AL CALCOLO E AL VERSAMENTO DELL'ACCONTO IRPEF RELATIVAMENTE AI REDDITI DEL DE CUIUS?
R: la risposta è negativa. Condizione essenziale per l'obbligo del versamento dell'acconto è che il soggetto esista nel momento in cui l'acconto è dovuto. Infatti, l'articolo 1 della legge n. 97/1977 stabilisce che "nel caso di successione apertasi durante il periodo di imposta in corso alla data stabilita per il versamento dell'acconto gli eredi non sono tenuti al versamento".

Varie - Condono - Termine di accertamento
D: IN BASE ALLA NORMATIVA DI CUI ALL'ULTIMO CONDONO FISCALE, MI SONO AVVALSO DELLA DEFINIZIONE EX ARTICOLO 7 DELLA LEGGE N. 289/2002 PER LE ANNUALITA' DAL 2000 AL 2002. DESIDERO SAPERE SE L'AGENZIA DELLE ENTRATE PUO' ANCORA PROCEDERE ALLA NOTIFICA DELL'ACCERTAMENTO PER L'ANNO 1999 AI FINI DELLE IMPOSTE DIRETTE.
R: in base a quanto disposto dall'articolo 10 della legge n. 289/2002, i termini per l'accertamento dei redditi nei confronti dei contribuenti che non si siano avvalsi dei condoni fiscali di cui agli articoli 7, 8 e 9 della stessa legge sono stati prorogati di due anni rispetto ai termini ordinari. Atteso che il contribuente ha "condonato" soltanto le annualità dal 2000 al 2002, risulta, per il periodo di imposta 1999, ricompreso tra coloro che non si sono avvalsi del condono, per cui il termine per l'accertamento di tale periodo di imposta è da intendersi prorogato (di due anni).
Pertanto, dal momento che i termini ordinari per l'accertamento ai fini delle imposte dirette dell'annualità 1999 sarebbero scaduti il 31/12/2004 (vale a dire il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione), in virtù della proroga di due anni, detti termini vanno a scadere il 31 dicembre 2006.

Iva - Rimborso - Revoca
D: HO PRESENTATO AL CONCESSIONARIO DELLA RISCOSSIONE IL MODELLO VR/2005 PER LA RICHIESTA DEL RIMBORSO IVA. GRADIREI SAPERE SE E' POSSIBILE REVOCARE TALE RICHIESTA.
R: è ammessa la possibilità di revocare la richiesta del rimborso Iva presentata al concessionario. Per quanto riguarda le modalità da seguire, il contribuente è tenuto a presentare apposita istanza in carta semplice allo stesso concessionario per la riscossione (cui ha presentato la richiesta di rimborso) e al competente ufficio dell'Agenzia delle entrate.
Tuttavia, detta istanza deve risultare prodotta ai citati destinatari entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale Iva.

Imposta di bollo - Fatture esenti Iva - Obbligo
D: SI CHIEDE DI CONOSCERE QUALE COMPORTAMENTO DEVE TENERE IL CONTRIBUENTE, PER QUANTO RIGUARDA L'IMPOSTA DI BOLLO, NEL CASO IN CUI LE FATTURE EMESSE COMPRENDANO CORRISPETTIVI DI OPERAZIONI ASSOGGETTATE TOTALMENTE A IVA E OPERAZIONI ESENTI IVA.
R: sull'argomento, si richiama la risoluzione n. 98/E del 3/7/2001, con cui l'Agenzia delle entrate ha affermato che, in base a quanto disposto dall'articolo 6 della Tabella annessa al Dpr n. 642/1972, viene riconosciuta l'esenzione dal pagamento dell'imposta di bollo solo per le fatture riguardanti il pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate a Iva; tale beneficio non può in alcun modo essere esteso a corrispettivi esenti o fuori campo di applicazione dell'Iva.
Pertanto, le fatture emesse a fronte di più operazioni i cui corrispettivi sono in parte assoggettati a Iva e in parte no, come nel caso prospettato nel quesito, scontano l'imposta di bollo qualora la somma di uno o più componenti non assoggettato a Iva superi l'importo di 77,47 euro.
Si precisa che la misura dell'imposta di bollo dovuta è stata elevata, con effetto dal 1° giugno 2005, da 1,29 euro a 1,81 euro.

Irpef - Reddito di lavoro autonomo - Acquisto di banche dati
D: NELL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' PROFESSIONALE UN MIO CLIENTE HA ACQUISTATO DA UNA SOCIETA' EDITRICE UNA BANCA DATI COSTITUITA DA DIVERSI CD-ROM, RELATIVA A MASSIME GIURISPRUDENZIALI E FORMULARI DI VARIO TIPO, DI RILEVANTE IMPORTO FINANZIARIO. GRADIREI UNA CONFERMA DELLA DEDUCIBILITA' INTEGRALE DI TALI SPESE NELL'ANNO DI SOSTENIMENTO DELLE STESSE.
R: con la risoluzione n. 72 del 25/5/2006, l'Agenzia delle entrate ha precisato che le banche dati su cd-rom acquistate per l'esercizio dell'attività professionale costituiscono beni materiali strumentali all'attività stessa, aventi un'utilità pluriennale, per i quali non può applicarsi il criterio generale della "cassa" ma occorre seguire la procedura dell'ammortamento. Pertanto, in conformità a quanto previsto dall'articolo 54 del Dpr n. 917/1986 per i beni strumentali, il relativo costo sarà: a) deducibile per quote annuali con il coefficiente di ammortamento del 15 per cento relativo al gruppo "XXII - Attività non precedentemente specificate - Altre attività - Attrezzature varie"; b) integralmente deducibile in base al criterio di cassa, se di importo unitario inferiore a 516,46 euro (ferma restando, anche in questo caso, la facoltà dell'ammortamento annuale).

Irpef - Indennizzo risarcimento danni - Imponibilità
D: VORREI SAPERE SE IL RISARCIMENTO OTTENUTO DALLA COMPAGNIA DI ASSICURAZIONE A SEGUITO DI UN INFORTUNIO CONSIDERATO "MICROPERMANENTE" DEBBA ESSERE DICHIARATO NELL'UNICO - PERSONE FISICHE E DEBBA ESSERE ASSOGGETTATO A TASSAZIONE.
R: laddove l'indennizzo ricevuto dalla compagnia di assicurazione sia compensativo (in via integrativa o sostitutiva) della mancata percezione di redditi, le somme corrisposte saranno considerate redditi della stessa specie di quelli sostituiti e, come tali, assoggettati a tassazione. Qualora, invece, il risarcimento erogato indennizzi il danneggiato delle perdite effettivamente subite e assolva alla funzione di reintegrazione patrimoniale del danno subito, non concorrerà alla formazione del reddito complessivo e, di conseguenza, non sarà soggetto a tassazione (si veda, in proposito, la risoluzione n. 155/E del 27/5/2002).

Irpef - Oneri e detrazioni - Rimborso
D: SONO ANCORA IN CERCA DI PRIMA OCCUPAZIONE; TUTTAVIA, HO SOSTENUTO DELLE SPESE CHE RIENTRANO TRA QUELLE DETRAIBILI O DEDUCIBILI IN DICHIARAZIONE DEI REDDITI. POSSO OTTENERE IL RIMBORSO, ANCHE PARZIALE, DI QUANTO PAGATO?
R: la detraibilità o la deducibilità degli oneri previsti dalla legge tributaria consentono di ottenere il rimborso (parziale o totale) di versamenti di imposta effettuati o di ritenute di acconto subite. Al di fuori di tali casi, il sostenimento di oneri e spese classificati come detraibili o deducibili non può comportare alcun rimborso di imposta. Tuttavia, nel caso in cui si trovasse nella condizione di essere fiscalmente a carico di un altro contribuente, quest'ultimo potrà portare in detrazione o deduzione alcuni oneri sostenuti nell'interesse dei familiari a carico.

Irpef - Familiari a carico - Non convivente
D: NEL CASO IN CUI MIA FIGLIA, CON REDDITO PERCEPITO INFERIORE A 2.840,51 EURO, RISULTI CONVIVENTE CON IL FIDANZATO, PUO' CONSIDERARSI FISCALMENTE A MIO CARICO? PER MEGLIO DIRE, ATTESO CHE LA STESSA NON E' ANCORA CONIUGATA, E' CORRETTO CONSIDERARLA QUALE FAMILIARE A CARICO, ANCHE SE NON CONVIVENTE CON IL PROPRIO GENITORE?
R: la condizione per essere considerato familiare a carico è quella di non aver percepito, nell'intero anno, un reddito complessivo superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili. Pertanto, nel caso di specie, atteso che tale condizione risulta verificata, la figlia sarà considerata a carico del genitore, anche se non convivente.

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INPS - Sui collaboratori rincari con tutela.

La Finanziaria ha previsto l’aumento dei contributi previdenziali agli iscritti alla Gestione Separata Inps prevedendo però che la maggiore trattenuta non possa in ogni caso determinare una riduzione del compenso netto percepito dal lavoratore superiore ad un terzo dell’aumento dell’aliquota. L’aumento delle aliquote dal 1° gennaio prossimo riguarda sia i collaboratori a progetto che le altre categorie di lavoratori iscritti alla gestione separata non assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria. Per i soggetti privi di altra forma previdenziale obbligatoria l’aliquota aumenta dal 18,20% al 23,50%; per gli altri si passa al 16%.

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UNIONE EUROPEA - L’Intrastat apre a Bulgaria e Romania.

Dal 1° Gennaio 2007 anche Bulgaria e Romania entreranno a far parte dell’Unione Europea: conseguentemente le transazioni con questi Paesi non saranno più soggette alle regole doganali connesse alle operazioni effettuate o ricevute con destinazione o provenienza di un Paese terzo ma saranno sottoposte al regime comunitario di cui al decreto legge 331/93 per l’Italia. L’adattamento del sistema italiano avverrà, come in precedenza, attraverso l’emanazione di un apposito decreto direttoriale che sarà formalizzato nei prossimi giorni contenente i nuovi codici identificativi e l’aggiornamento delle soglie di presentazione dei modelli Intrastat.

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Circolare n. 45/D dell’11/12/2006 e 46/D del 12/12/2006.

A partire dal 2007 diventa obbligatoria l’adozione di procedure informatiche per tutte le imprese che operano con Paesi terzi per la realizzazione di operazioni di transito (Ncts: nuovo sistema computerizzato di transito) e dovranno applicarsi le nuove regole per la compilazione della dichiarazione doganale DAU e i nuovi codici di nomenclatura combinata. Per facilitare il passaggio alle nuove regole le autorità doganali hanno predisposto apposito materiale informativo disponibile sul sito www.agenziadogane.it.

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Entro la fine dell’anno il recepimento della direttiva 48 del 2006.

La nuova normativa, introdotta dagli accordi di Basilea 2, entrerà in vigore il 1° Gennaio 2007. Per i metodi più avanzati di calcolo dei requisiti patrimoniali delle banche, l’efficacia delle nuove regole è invece spostata al 1° Gennaio 2008. Tuttavia alle banche è concesso di continuare ad applicare le norme attualmente in vigore, ossia Basilea1, sino alla fine del 2007. Entro la fine di quest’anno il Governo approverà il decreto legislativo di recepimento delle direttive comunitarie in una delle prossime riunione del Consiglio dei Ministri in calendario.

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domenica 17 dicembre 2006

Manovra-bis: nuovi reati tributari

Il reato riferito all’utilizzo in compensazione di crediti non spettanti o inesistenti ex art. 10-quater, D.Lgs. n. 74/2000 - introdotto dall'art. 35, comma 7, D.L. n. 223/2006 - si realizza quando, nel corso di uno stesso periodo d'imposta, siano state effettuate indebite compensazioni con crediti non spettanti o inesistenti per importi superiori a 50.000 euro, senza avere riguardo alla natura del credito utilizzato ed indipendentemente dai termini di presentazione della relativa dichiarazione.L’art. 35, comma 7, D.L. n. 223/2006 (convertito in legge n. 248/2006) ha previsto due nuove figure delittuose:
- omesso versamento dell'IVA;
- utilizzazione in compensazione di crediti non spettanti o inesistenti, ove l'ammontare ecceda 50.000 euro per ciascun periodo d'imposta.
Relativamente alla seconda fattispecie, come già precisato con circolare n. 28/E/2006, il delitto si perfeziona nel momento in cui viene operata la compensazione per un importo superiore alla soglia di punibilità (50.000 euro con riferimento al singolo periodo d'imposta), derivante dal richiamo operato dall'art. 10-quater ai limiti previsti dal precedente art. 10-bis. Tale rinvio, tuttavia, non comprende anche il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta.

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Manovra-bis: nuovi reati tributari

Il reato riferito all’utilizzo in compensazione di crediti non spettanti o inesistenti ex art. 10-quater, D.Lgs. n. 74/2000 - introdotto dall'art. 35, comma 7, D.L. n. 223/2006 - si realizza quando, nel corso di uno stesso periodo d'imposta, siano state effettuate indebite compensazioni con crediti non spettanti o inesistenti per importi superiori a 50.000 euro, senza avere riguardo alla natura del credito utilizzato ed indipendentemente dai termini di presentazione della relativa dichiarazione.L’art. 35, comma 7, D.L. n. 223/2006 (convertito in legge n. 248/2006) ha previsto due nuove figure delittuose:
- omesso versamento dell'IVA;
- utilizzazione in compensazione di crediti non spettanti o inesistenti, ove l'ammontare ecceda 50.000 euro per ciascun periodo d'imposta.
Relativamente alla seconda fattispecie, come già precisato con circolare n. 28/E/2006, il delitto si perfeziona nel momento in cui viene operata la compensazione per un importo superiore alla soglia di punibilità (50.000 euro con riferimento al singolo periodo d'imposta), derivante dal richiamo operato dall'art. 10-quater ai limiti previsti dal precedente art. 10-bis. Tale rinvio, tuttavia, non comprende anche il termine previsto per la presentazione della dichiarazione annuale di sostituto di imposta.

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venerdì 15 dicembre 2006

ICI: scadenza del 20.

Il prossimo mercoledì, 20 dicembre, scadrà il termine ultimo per il versamento del saldo dell’imposta comunale sugli immobili dovuta per l’anno 2006.Il saldo rappresenta, di fatto, la “liquidazione” dell’imposta dovuta per l’anno in corso. Infatti, l'Ici è dovuta per anni solari, proporzionalmente ai mesi di possesso del fabbricato e, generalmente, si versa in acconto, entro il 30 giugno, per un importo pari al 50 per cento dell'imposta calcolata sulla base delle aliquote e delle detrazioni in vigore per l'anno precedente, e a saldo, entro il 20 dicembre, utilizzando per il calcolo le aliquote e le detrazioni dell'anno in corso, al netto di quanto versato come prima rata.Va anche ricordato che il prossimo anno, pur restando ferme le regole di calcolo, i termini per il versamento saranno anticipati: l’acconto dovrà essere versato entro il 16 giugno, mentre il termine per il saldo sarà il 16 dicembre.

Chi è tenuto al versamento
Sono obbligati al pagamento dell’Ici:
i proprietari di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli situati nel territorio dello Stato
i titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie) sugli stessi beni
i locatari in caso di locazione finanziaria (leasing)
i concessionari di aree demaniali.
Il presupposto dell'imposta è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l'attività dell'impresa.

Come si calcola l’Ici
La base imponibile su cui calcolare l’Ici è determinata in maniera diversa a seconda del tipo di immobile. In particolare, per i fabbricati inscritti in catasto, la base imponibile è rappresentata dalla rendita catastale dell’immobile, rivalutata del 5 per cento, moltiplicata:
per 100, per i fabbricati dei gruppi catastali A, B e C (con esclusione delle categorie A/10 e C/1)
per 50, per i fabbricati del gruppo catastale D e della categoria A/10
per 34, per i fabbricati della categoria C/1.
Per le aree fabbricabili la base imponibile è data dal valore venale in comune commercio.Per i terreni agricoli la base imponibile è data dal reddito dominicale, rivalutato del 25 per cento, moltiplicato per 75.Per i fabbricati del gruppo catastale D non iscritti in catasto, posseduti interamente da imprese e contabilizzati distintamente, il valore è rappresentato dal costo risultante dalle scritture contabili al lordo delle quote di ammortamento, maggiorato con l’applicazione di appositi coefficienti.Sulla base imponibile così determinata si applica l'aliquota dell'imposta decisa dal Comune con apposita delibera.

Immobile adibito ad abitazione principale
Per l'unità immobiliare adibita a dimora abituale del contribuente è riconosciuta una detrazione dall'imposta dovuta, pari a 103,29 euro annui, da rapportare ai mesi durante i quali sussiste tale destinazione.Affinché possa essere riconosciuta tale detrazione, occorre che ci sia identità tra il soggetto obbligato al pagamento dell'Ici e il soggetto che dimora abitualmente nell'immobile.La detrazione, oltre che rapportata ai mesi di destinazione, deve essere suddivisa in parti uguali, nel caso in cui vi siano più contribuenti che dimorano nell'immobile, prescindendo, quindi, dalle quote di proprietà o di diritto reale di godimento.Relativamente alle abitazioni principali, è data al Comune una vasta facoltà di differenziare non solo le aliquote ma anche le detrazioni, a seconda del tipo di contribuenti oppure del tipo di immobile e così via.In particolare, il Comune, con apposita delibera, può:
assimilare all'abitazione principale l'unità immobiliare posseduta, a titolo di proprietà o di usufrutto, da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata
stabilire l'assimilazione all'abitazione principale dell'alloggio dato in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale, stabilendo il grado di parentela e accordando a detti immobili l'applicazione dell'aliquota ridotta o anche della detrazione
elevare l'importo della detrazione fino a 258,23 euro, in alternativa alla riduzione fino al 50 per cento dell'imposta dovuta per l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale
aumentare detta detrazione anche oltre 258,23 euro, fino a concorrenza dell'intera imposta dovuta per l'abitazione principale. In tal caso, però, il Comune non può stabilire un'aliquota superiore a quella ordinaria per le unità immobiliari tenute a disposizione del contribuente.

Come si versa l’Ici
I soggetti passivi, come definiti in precedenza, devono effettuare il versamento dell'imposta complessivamente dovuta al Comune per l'anno in corso in due rate. Il calcolo viene fatto non solo sulla base della percentuale di possesso, ma anche sui mesi di possesso, considerando come mese intero le frazioni superiori a 14 giorni.In dettaglio, relativamente all’anno 2006, è previsto che:
l'importo della prima rata, pari al 50 per cento dell'imposta dovuta calcolata sulla base dell'aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell'anno precedente, è stato versato entro il 30 giugno 2006
l'importo della seconda rata, pari al saldo dell'Ici dovuta per l'intero anno, è comprensivo dell'eventuale conguaglio sulla prima rata. Detto importo deve essere versato dal 1° al 20 dicembre 2006.
La norma riconosce, inoltre, al contribuente la facoltà di versare l'Ici complessivamente dovuta in un'unica soluzione, entro il termine del primo acconto (quindi, entro il 30 giugno). E' ovvio che, in questo caso, il calcolo dell'imposta dovuta è fatto utilizzando l'aliquota e le detrazioni in vigore nel Comune nell'anno in corso e non quelle deliberate per l'anno precedente.I pagamenti dell’Ici, il cui importo minimo dovuto è pari a 2,07 euro, devono essere effettuati utilizzando il bollettino di conto corrente postale intestato:
al concessionario della riscossione
al Comune che abbia optato per la riscossione diretta del tributo
al Comune che si avvalga dei servizi accessori al conto corrente postale.Inoltre, per i Comuni che hanno aderito a un’apposita convenzione, l’Ici può essere versata anche tramite il modello F24, compilando l’apposita sezione “Ici ed altri tributi locali” e utilizzando i seguenti codici tributo:
3901 - Imposta comunale sugli immobili (Ici) per l’abitazione principale
3902 - Imposta comunale sugli immobili (Ici) per i terreni agricoli
3903 - Imposta comunale sugli immobili (Ici) per le aree fabbricabili
3904 - Imposta comunale sugli immobili (Ici) per gli altri fabbricati
3905 - Imposta comunale sugli immobili (Ici) credito Ici.In particolare, nel modello F24 devono essere riportati:
nello spazio codice ente/codice comune, il codice catastale del comune ove sono ubicati gli immobili
nel campo anno di riferimento l’anno di riferimento dell’imposta.Anche riguardo alle modalità di versamento, si ricorda che, a partire dal prossimo anno, ci saranno alcune importanti novità, introdotte dal Dl n. 223/2006. Infatti, a partire dal 1° maggio 2007, è prevista la possibilità per tutti i contribuenti di effettuare il pagamento dell’Ici, utilizzando il modello di pagamento F24.Tutti i contribuenti, pertanto, avranno la possibilità, in sede di versamento, di compensare il debito Ici con le eventuali eccedenze di imposta, utilizzando, ad esempio, un credito Irpef risultante dalla dichiarazione dei redditi.Per il versamento del saldo Ici di quest’anno, invece, restano valide le vecchie regole esposte in precedenza.

Esempio di calcolo del saldo Ici
Si supponga il caso di un contribuente che per tutto il 2006 ha posseduto, al 100 per cento, una abitazione secondaria (categoria catastale A/3), la cui rendita catastale ammonta a 956,32 euro.Il Comune in cui è sito tale immobile ha disposto le aliquote del 4,9 per mille per l’anno 2005 e del 5,5 per mille per il successivo 2006.Il contribuente ha versato l’acconto Ici di giugno applicando la vecchia aliquota del 2005. Per chiarezza si riporta anche il calcolo del predetto acconto, presupponendo che, anche per tutto il 2005, il possesso è stato del 100 per cento.
Valore immobile ai fini Ici: 956,32 * 1,05 * 100 = 100.413,60
Imposta dovuta per il 2005: 100.413,60 * 4,9/1.000 = 492,03
I rata versata entro il 30 giugno 2006: 492,03 x 50% = 246,01
Imposta dovuta per il 2006: 100.413,60 * 5,5/1.000 = 552,27
II rata da versare entro il 20 dicembre 2006: 552,27 – 246,01 = 306,26

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CUD 2007: modello e istruzioni.

La certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente (equiparati e assimilati) deve essere consegnata, in duplice copia, al contribuente (dipendente, pensionato, percettore di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente) dai datori di lavoro o enti eroganti e dagli enti pubblici o privati che erogano trattamenti pensionistici, entro il 15 marzo del periodo d'imposta successivo a quello cui si riferiscono i redditi certificati ovvero entro 12 giorni dalla richiesta del dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro. I dati contenuti nella certificazione sono: redditi corrisposti nell'anno, ritenute operate, deduzioni e detrazioni effettuate, dati previdenziali e assistenziali.
Per saperne di piu'

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Agevolazioni 488.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha reso disponibili i pareri espressi dal Comitato tecnico-consultivo per gli interventi di agevolazione in favore delle attività produttive nelle aree depresse del Paese - di cui alla legge n. 488/1992 - nella 44 riunione svoltasi nei giorni 13 e 20 novembre 2006.
(Parere Ministero sviluppo economico 12/12/2006)

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IRAP: Deducibilità dei costi per personale addetto alla ricerca e sviluppo.

L'Agenzia delle Entrate esamina la disciplina della deducibilità dalla base imponibile IRAP - dei costi per il personale addetto alla ricerca e sviluppo, ai sensi dell'art. 11, comma 1, lettera a), D.Lgs. n. 446/1997.
(Risoluzione Agenzia delle Entrate 13/12/2006, n. 138/E)

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IRAP: spese per lavoratori disabili.

Ai fini della deduzione dalla base imponibile IRAP delle somme corrisposte a soggetti disabili precedentemente all'assunzione in servizio, in base a contratti di collaborazione coordinata e a borse-lavoro per tirocini finalizzati all'assunzione, rileva esclusivamente la sussistenza dello stato di disabilità, non la tipologia contrattuale del rapporto intercorrente tra il datore di lavoro e i disabili, a condizione che lo stato di minorazione del lavoratore venga fatta rilevare nello contratto di lavoro.
(Risoluzione Agenzia delle Entrate 13/12/2006, n. 139/E)

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Nuove iniziative imprenditoriali.

Il regime agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali di cui all'art. 13, legge n. 388/2000 è applicabile ai contribuenti che hanno esercitato nel triennio precedente un'attività produttiva solo di reddito agrario ai sensi dell'art. 32, D.P.R. n. 917/1986.
(Risoluzione Agenzia delle Entrate 14/12/2006, n. 140/E)

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Reddito d'impresa.

L'indennità suppletiva di clientela, connotata dall'incertezza dell'obbligo del preponente alla sua corresponsione, costituisce un costo meramente eventuale e, come tale, non accantonabile fiscalmente; non è pertanto deducibile dal reddito d'impresa e manifesta la qualità di componente negativo deducibile solo nell'esercizio in cui viene concretamente corrisposta.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. trib., 24/11/2006, n. 24973)

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giovedì 14 dicembre 2006

Quesito del cliente - Informazioni su compensazione

come compilare f24 telematico in caso di compensazione..
credito irpef con debito inps. codici da applicare su modello f24 telematico...grazie infinite e cordiali saluti.mara newco..

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Quesito del cliente - IVA agevolata 10%

Salve,

Volevo porVi un quesito. Mio padre, invalido al 100% con accompagno (IVA al 4% non credo), ha eseguito dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria nella casa di sua proprieta’.i lavori sono iniziati a giugno e finiti a novembre 2006. Le fatture riportano l’IVA al 20 % ma e’ corretto? So che col decreto bersani l’Iva dovrebbe essere al 10% per le spese sostenute a partire dal 1 ottobre 2006 ma per le fatture emesse prima (ad esempio luglio e agosto)?

 

Grazie mille per l’aiuto che mi darete

 

Antonella D’Elia

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Innovazione nelle imprese: disponibili le graduatorie.

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MSE) ha reso note le graduatorie dei bandi "e-commerce" e "quick response" finalizzati, rispettivamente, a promuovere la diffusione del commercio elettronico e a supportare i collegamenti telematici nelle imprese del settore tessile, abbigliamento e calzaturiero. Entrambi i bandi erano stati aperti nel luglio 2006.
Lo stesso Ministero ha inoltre provveduto a rendere pubblica la graduatoria delle iniziative presentate in risposta al bando tematico, aperto nel novembre 2005, a sostegno di piccole imprese e imprese start-up nei settori di alta e medio/alta tecnologia.

Graduatoria - bando "e-commerce"
Graduatoria - bando "quick response"
Graduatoria - bando tematico FIT nei settori di alta e medio/alta tecnologia

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martedì 12 dicembre 2006

Per le società di persone verifiche estese ai familiari dei soci.

L'amministrazione finanziaria alle prese con un accertamento in una società di persone con solo due soci, può effettuare indagini bancarie anche sui conti correnti dei familiari. E' quanto chiarisce la Cassazione con la sentenza n. 14691/06. I Supremi giudici hanno precisato che la procedura è legittima quando sia fittizia la riferibilità delle operazioni all'interessato, specie se quest'ultimo abbia solo proventi dalla società.

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Pubblicata la VI direttiva rifusa: in vigore dal 1° gennaio 2007.

È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea la direttiva n. 2006/112/CE, che - per ragioni di chiarezza e razionalizzazione - riscrive la VI Direttiva IVA n. 77/388/CEE al fine di tenere conto delle diverse e sostanziali modifiche che l'hanno interessata nel corso degli anni. La direttiva entra in vigore il 1° gennaio 2007.(Direttiva Consiglio CE 28/11/2006, n. 2006/112/CE, G.U.U.E. 11/12/2006, n. L347)

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Dogane. Formulario DAU.

L'Agenzia delle Dogane dirama le istruzioni nazionali per la stampa, l'uso e la compilazione dei formulari per le dichiarazioni doganali, nonché le relative tabelle contenenti i codici da utilizzare in considerazione del termine del 1° gennaio 2007 per l'applicazione delle nuove modalità di compilazione del documento amministrativo unico DAU ai sensi del regolamento n. 2286/2003/CE.(Circolare Agenzia Dogane 11/12/2006, n. 45/D)

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Le risposte dell'Agenzia delle Entrate.

Irpef - Redditi diversi - Plusvalenze su cessione di immobili
D: NEL CASO DI VENDITA A MENO DI CINQUE ANNI DALL'ACQUISTO DELL'ABITAZIONE PRINCIPALE PER IL QUALE SI E' BENEFICIATO DELLE AGEVOLAZIONI PREVISTE DALLA LEGGE PER L'ACQUISTO DELLA PRIMA CASA, LA PLUSVALENZA GENERATA E' TASSATA?
R: la plusvalenza realizzata quale differenza tra il prezzo di acquisto, aumentato di tutte le spese afferenti, e il prezzo di vendita non è soggetta a tassazione qualora l'immobile sia stato adibito ad abitazione principale del cedente o di un suo familiare (articolo 67, 1 comma, lettera b, Dpr 917/86).

Imposta di bollo - Modello F23 - Codice tributo
D: LE MARCHE DA BOLLO PER IL LIBRO GIORNALE POSSONO ESSERE VERSATE CON F23, CODICE 456T?
R: l'imposta di bollo si può versare con F23, codice 458T, o con marche per importo di 14,62 euro ogni 100 pagine; non si versa con F24.

Iva - Operazioni con San Marino - Modalità
D: IN CASO DI FATTURA PER SERVIZI RICEVUTI DA SAN MARINO SOGGETTA IVA IN ITALIA, OCCORRE EFFETTUARE APPOSITA COMUNICAZIONE ALL'AGENZIA DELLE ENTRATE?
R: per le prestazioni di servizi non è necessario consegnare un esemplare della fattura all'ufficio, tale adempimento (come anche la presentazione del modello Intra) vale solo per gli scambi di beni.

Imposta di registro - Verbali rilascio immobile - Registrazione
D: I VERBALI DI RILASCIO DI UN IMMOBILE A SEGUITO DI CONVALIDA DI INTIMAZIONE DI SFRATTO PER MOROSITA' VANNO REGISTRATI?
R: per le ordinanze di convalida delle intimazioni di sfratto per morosità, rimane ancora valido quanto stabilito dalla circolare ministeriale n. 8 del 22/1/1986, cioè che non rientrano tra gli atti per i quali non vi è obbligo della registrazione.

Imposta di registro - Risoluzione anticipata - Adempimenti
D: QUALI SONO GLI ADEMPIMENTI IN MATERIA DI IMPOSTA DI REGISTRO IN CASO DI RISOLUZIONE ANTICIPATA DEL CONTRATTO DI LOCAZIONE?
R: il pagamento dell'imposta di registro per una disdetta anticipata del contratto, pari a 67 euro, va effettuata tramite F23, utilizzando il codice tributo 113T.

Imposta di registro - Contratti di locazione - Ravvedimento
D: NON HO VERSATO L'IMPOSTA DI REGISTRO PRIMA ANNUALITÀ NEI TERMINI; COSA FARE?
R: può ravvedersi, per mancata registrazione, pagando una sanzione del 15% dell'imposta dovuta (1/8 del 120%) entro 30 giorni dalla scadenza, oppure del 24% (1/5 del 120%) entro un anno dalla scadenza.

Agevolazioni - Prima casa - Decadenza
D: QUANDO SI DECADE DALL'AGEVOLAZIONE PRIMA CASA?
R: si perdono i benefici per l'acquisto dell'abitazione principale quando non viene trasferita la residenza nel comune dove è situato l'immobile entro 18 mesi dall'acquisto, ovvero viene venduto o donato l'immobile prima che siano trascorsi cinque anni dall'acquisto, a meno che entro un anno si proceda all'acquisto di altro immobile da adibire ad abitazione principale. La decadenza dai benefici comporta il recupero della differenza dell'imposta non versata, oltre agli interessi sulla maggiore imposta dovuta e la sanzione pari al 30% dell'imposta stessa.

Modello 730 - Prestazioni occasionali - Ammissibilità
D: POSSO INDICARE NEL MODELLO 730 IL REDDITO DERIVANTE DA UNA RICEVUTA EMESSA PER PRESTAZIONE OCCASIONALE?
R: sì; tale tipo di reddito va indicato nel rigo D4, con codice 8, nella colonna 1 "tipo di reddito".

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POLIZZE VITA - Tassati i rendimenti certi.

L’Agenzia delle Entrate, con la nota n. 954-148814/2006 in risposta ad un quesito di una associazione di categoria ha precisato che le prestazioni “ricorrenti” di una polizza vita possono essere tassate se al momento della loro corresponsione siano maturati rendimenti che abbiano il requisito della certezza: quindi solo se alla scadenza o in caso di riscatto venga garantito un capitale minimo di ammontare predeterminato. L’Associazione aveva chiesto chiarimenti con riferimento al trattamento di alcune particolari tipologie di polizze di assicurazione sulla vita: si tratta delle polizze che, oltre alla corresponsione di un capitale a scadenza, prevedono l’erogazione di prestazioni “ricorrenti” (cedole ad es.) generalmente collegate ad un titolo strutturato.

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IVA - Impasse sui dati per le autovetture.

Per i contribuenti che intendono calcolare l’acconto Iva, in scadenza il prossimo 27 dicembre, secondo il metodo previsionale anziché storico diventa alquanto incerta la percentuale di detrazione da adottare per quantificare l’imposta inerente le autovetture e gli acquisti connessi a questi beni (carburanti, manutenzioni ecc..): ad oggi non ci sono state posizioni ufficiali da parte degli organi competenti e l’esclusivo rinvio al criterio dell’inerenza rispetto all’attività svolta (criterio generalissimo che vincola la detrazione dell’imposta assolta sugli acquisti), operato dal decreto legge n. 258/06, non rappresenta certo una regola operativa di aiuto per i conteggi. La norma citata anticipa che con un decreto ministeriale potranno essere introdotte limitazioni forfettarie, applicabili solo dopo la ratifica da parte del Consiglio UE.

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Studi di settore.

I confidi che esercitano esclusivamente l'attività di garanzia collettiva dei fidi nei confronti delle imprese socie o consorziate non sono tenuti alla compilazione e all'invio del questionario ESG91.(Comunicato stampa Agenzia delle Entrate 07/12/2006)

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Società fiduciarie.

Nel caso di società fiduciaria che intesta a nome proprio e per conto di clienti fiducianti, quote di società di persone di cui all'art. 5, comma 1, D.P.R. n. 917/1986 (si tratta, nella specie, di quote di accomandanti di società in accomandita semplice), l'Agenzia delle Entrate indica gli strumenti mediante i quali devono essere comunicati all'Amministrazione finanziaria i dati identificativi della società fiduciaria e della società partecipata nonché dei fiducianti nel caso in cui siano persone fisiche non operanti in regime d'impresa o professionale.(Risoluzione Agenzia delle Entrate 07/12/2006, n. 136/E)

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Non sono soggetti ad IVA i servizi di soccorso stradale.

Le prestazioni di soccorso stradale che un ente specializzato si impegna a fornire ai propri soci nel caso di realizzazione del rischio di guasto meccanico o di incidente coperto da tale ente, dietro pagamento - da parte di questi ultimi - di una quota di iscrizione annuale fissa, rientrano nella nozione di "operazioni di assicurazione" di cui all'art. 13, parte B, lettera a), della direttiva n. 77/388/CEE e devono pertanto essere esentate dall'IVA.(Corte Giust. CE Sentenza, Sez. IV, 07/12/2006, n. C-13/06)

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L’abolizione dell’imposta non cancella l’illecito.

Le sanzioni per comportamenti posti in essere nel periodo di vigenza del tributo restano irrogabili (sentenza n. 24991 del 24 novembre 2006).

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lunedì 11 dicembre 2006

Il Commercialista in Rete cambia faccia.

Abbiamo deciso di cambiare l'immagine e l'offerta che vi proponiamo!

Stiamo aggiungendo nuove ed interessanti sezioni. A breve il blog sarà completato ed aggiornato.

Speriamo di essere sempre più vicini ai vostri bisogni.


Cordiali saluti,
Il Commercialista in Rete.

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giovedì 7 dicembre 2006

Società fiduciarie: Imputazione del reddito.

Rispondendo a un interpello, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito il trattamento fiscale da riservare ai redditi derivanti dalle partecipazioni detenute attraverso società fiduciarie, nonchè i relativi obblighi di comunicazione all'Amministrazione finanziaria.
risoluzione n. 136/e del 7 dicembre 2006

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IRES: Operazioni straordinarie.

Presenta caratteri di elusività l'operazione di scissione parziale non proporzionale, volta a surrogare una cessione di beni fra società o una loro ripartizione fra soci al fine di aggirare norme tributarie, con indebito risparmio d’imposta.
comitato antielusione - parere n. 31/06

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Immatricolazione dei veicoli.

Con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate sono stati individuati i veicoli che, a prescindere dalla categoria di omologazione, risultano utilizzabili per il trasporto privato di persone.
provvedimento agenzia delle entrate del 6 dicembre 2006

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Locazioni: Circolare Assonime.

Assonime, nella Circolare n. 54 del 5 Dicembre 2006, specifica che la nuova disciplina sulle locazioni degli immobili strumentali si applica anche ai contratti di sublocazione. Anche per questi contratti dunque scatta l’obbligo della registrazione telematica per i contratti in corso al 4 Luglio 2006 (il termine per questo adempimento è stato prorogato al 18 Dicembre 2006). In materia di locazioni commerciali, l’articolo 36 della Legge n. 392 del 1978 prevede che il conduttore più sublocare l’immobile anche senza il consenso del locatore, purchè venga insieme ceduta o locata l’azienda.

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Scadenza per i soggetti passivi Iva.

Entro mercoledì 27 dicembre i contribuenti devono provvedere al versamento dell’acconto Iva per il 2006. le regole per il calcolo non hanno subito modifiche, con possibilità di utilizzare uno dei tre metodi (storico, previsionale o della liquidazione “intermedia”) messi a disposizione dalla normativa vigente. Ricordiamo che l’acconto non è dovuto se il pagamento risulti inferiore a 103,29 Euro. Per l’omesso, tardivo o insufficiente versamento è prevista la sanzione del 30% dell’importo non pagato. La sanzione è ridotta al 3,75% se il ravvedimento è effettuato entro il 26 Gennaio 2007 mentre se è effettuato entro il 31 Luglio 2007 la sanzione aumenta al 6%. La sanzione sarà versata con codice tributo 8904.

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In biblioteca non entra l’Iva.

Il numero 22, comma 1, dell'articolo 10, Dpr n. 633/1972, individua come operazioni "esenti", ai fini Iva, tra le altre, le prestazioni proprie delle biblioteche, discoteche e simili, nonché quelle inerenti alla visita di musei, gallerie, pinacoteche, eccetera.A tale esenzione, che ha fondamento nel carattere sociale e culturale delle operazioni in questione, è stata riconosciuta natura "oggettiva" già con precedenti pronunce dell'Amministrazione finanziaria.La risoluzione n. 30 del 23/4/1998, infatti, con riferimento all'organizzazione di mostre, ebbe, modo di precisare che l'esenzione in questione è "un'esenzione oggettiva che opera ogni qual volta vengono esposti in spazi appositamente predisposti, quadri, fotografie (...) di autori di chiara fama, con scopo unicamente divulgativo".Con tale affermazione, in pratica, si volle sottolineare la prevalenza della natura delle prestazioni in questione sulla natura (giuridica) del soggetto che le mette in essere.La risoluzione n. 135/E del 6 dicembre 2006 ha affrontato nuovamente la problematica, a seguito del quesito posto da una società cooperativa aggiudicataria di un appalto, indetto da un ente locale, avente a oggetto la gestione del servizio di biblioteca comunale.Tale servizio, comunque coordinato da un apposito funzionario comunale, si concretizza in una serie di prestazioni che vanno dall'informazione all'orientamento, dal prestito dei libri alla gestione e conservazione del patrimonio librario, nonché dalla promozione alla valorizzazione del medesimo.La nota di prassi, sulla base delle precedenti prese di posizione, rileva come la norma espressa dal citato numero 22, comma 1, dell'articolo 10, non faccia "alcun riferimento ai soggetti che rendono la prestazione e a quelli destinatari delle stesse".Pertanto si deve concludere come il carattere "oggettivo" della prestazione renda superflua "la natura giuridica del soggetto esecutore del servizio, come non risulta determinante il soggetto a cui viene fornita la prestazione". Alla luce del suddetto criterio si rende del tutto evidente come le prestazioni in questioni non subiscano nessuna diversa considerazione a seconda che esse siano svolte direttamente o indirettamente, attraverso l'affidamento a terzi delle medesime.Ciò evidenziato, quello che resta da definire è, al limite, l'esatta natura delle prestazioni, in considerazione della molteplicità di operazioni fornite dall'istante, al fine di evitare che godano impropriamente dell'esenzione anche attività non immediatamente connesse al servizio di biblioteca.In tal senso, la risoluzione, sulla base delle specifiche disposizioni di legge ("Codice dei beni culturali"), individua come specifiche e proprie prestazioni delle biblioteche: la raccolta, la catalogazione, la conservazione, l'archiviazione e la consultazione, anche per via informatica, di libri o qualunque altro materiale utile ai fini dello studio e della ricerca.Sono, perciò, escluse dall'esenzione le prestazioni diverse da quelle espressamente indicate dalla nota di prassi.

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mercoledì 6 dicembre 2006

Novità ICI.

La "manovra d'estate", decreto legge n. 223/2006, ha introdotto diverse novità in materia di imposta comunale sugli immobili.In primo luogo, è stato eliminato l'obbligo di presentazione della comunicazione Ici prevista dal comma 1, lettera I), n. 1, dell'articolo 59, del decreto legislativo n. 446/1997, che, nel processo di riordino della disciplina dei tributi locali, aveva già portato alla soppressione della dichiarazione Ici, prevista dal comma 4, dell'articolo 10, del Dlgs n. 504/1992.Il citato articolo 59, infatti, aveva stabilito la "soppressione dell'obbligo di presentazione della dichiarazione o denuncia, ed introduzione dell'obbligo della comunicazione da parte del contribuente al comune competente, entro un termine stabilito dal comune stesso, degli acquisti, cessazioni o modificazioni di soggettività passiva, con la sola individuazione dell'unità immobiliare".Come chiarito dalla circolare 28/2006 dell'Agenzia delle entrate, la finalità di tale disposizione è di eliminare, in tema di dichiarazione dei dati relativi ai propri immobili, la duplicazione degli adempimenti posti a carico dei contribuenti, che, di fatto, nei casi in cui acquistino immobili, sono già soggetti al sistema di pubblicità immobiliare. E' da rimarcare, comunque, che l'obbligo della presentazione della comunicazione rimane in vigore sino alla data di effettiva operatività del sistema di circolazione e fruizione dei dati catastali (cosiddetto "catasto online"). L'obbligo, inoltre, non viene meno nel caso in cui i contribuenti abbiano diritto all'esenzione dell'imposta ovvero a una riduzione nel pagamento della stessa.I contribuenti, ai sensi dell'articolo 37, comma 55, del decreto legge n. 223/2006, potranno liquidare l'imposta comunale sugli immobili direttamente in sede di dichiarazione dei redditi. Di fatto, sarà possibile evidenziare il proprio debito Ici nel modello Unico (o 730), in cui verrà inserita una apposita sezione Ici.In particolare, le società e gli enti, per il periodo di imposta in corso al 31/12/2007, in sede di dichiarazione, dovranno riportare tutte le indicazioni utili ai fini del trattamento dell'imposta (periodo di possesso, detrazioni, agevolazioni). Per contro, dal 2008, i contribuenti diversi da società o enti dovranno specificare, per ciascun fabbricato, l'indirizzo, l'identificativo dell'immobile, costituito dal codice catastale del Comune, dal foglio, dalla sezione, dalla particella e dal subalterno, nonché l'importo dell'Ici pagata l'anno precedente.Tutti i contribuenti, inoltre, a partire dalla dichiarazione dei redditi per l'anno 2006, avranno l'obbligo di evidenziare l'importo dell'Ici dovuta per l'anno precedente in relazione a ciascun immobile posseduto. L'Agenzia delle entrate, a tal riguardo, in sede di liquidazione automatica delle dichiarazioni, dovrà verificare l'effettivo versamento dell'Ici, comunicandone l'eventuale esito ai Comuni competenti.Ulteriori novità sono previste in merito ai termini e alle modalità di versamento dell'imposta.Fino all'anno d'imposta 2006, i versamenti Ici sono stati effettuati in due rate: la prima, entro il 30 giugno, di importo pari al 50 per cento dell'imposta dovuta sulla base delle aliquote e delle detrazioni dei dodici mesi dell'anno precedente, la seconda, da pagarsi tra il 1° e il 20 dicembre, di importo pari al saldo dovuto per l'intero anno.Il legislatore è intervenuto a modificare tali termini dall'anno di imposta 2007, anticipando la scadenza della prima rata al 16 giugno e della seconda al 16 dicembre; la ratio di tale modifica è da ricercarsi nell'esigenza di allineare le date di versamento dell'Ici a quelle delle altre imposte.Per uniformare ulteriormente il processo di versamento dell'Ici, il Dl n. 223/2006 ha introdotto la possibilità di utilizzare la delega di pagamento F24, compilando la sezione "Ici ed altri tributi locali". Per la verità, tale possibilità era già prevista per i soli contribuenti proprietari di immobili ubicati in quei Comuni che avevano stipulato apposita convenzione con l'Agenzia delle entrate, per il pagamento del tributo mediante il modello F24.In sostanza, tutti i contribuenti, a partire dal 1° maggio 2007, indipendentemente dall'ubicazione degli immobili di proprietà, potranno utilizzare il classico bollettino postale ovvero il modello di pagamento F24. Solo in questo secondo caso, però, sarà loro consentito compensare il debito Ici con eventuali eccedenze di imposte (Irpef, Ires, Irap) risultanti dalla dichiarazione dei redditi.

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