giovedì 31 agosto 2017

Quesito: detrazione recupero edilizio e unioni civili

Ai fini del "bonus ristrutturazioni", tra i familiari conviventi che hanno diritto al beneficio è incluso anche il componente dell’unione civile?

Tra i soggetti che hanno diritto alla detrazione delle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture, è compreso anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento. Nel novero dei familiari rientrano il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado e il componente dell’unione civile. Con riguardo a quest’ultimo, infatti, la legge 76/2016, per garantire la tutela dei diritti derivanti dalle unioni civili tra persone delle stesso sesso, equipara al vincolo giuridico derivante dal matrimonio quello prodotto dalle unioni civili, stabilendo che, a esclusione delle previsioni del codice civile non richiamate espressamente e quelle della legge sull’adozione, “le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole coniuge, coniugi o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche a ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso”. In tal caso, ferme restando le altre condizioni richieste dalla legge, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile.

Fonte: Agenzia Entrate

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mercoledì 30 agosto 2017

Quesito: Cedolare secca ed applicazione aliquota ridotta

In quali casi la disciplina della cedolare secca prevede l’applicazione dell’aliquota del 10%?

L’applicazione della cedolare secca con aliquota ridotta del 10% è prevista, per il quadriennio 2014-2017 (15% a regime dal 2018), per i contratti di locazione che, oltre a essere riferiti a unità immobiliari ubicate nei comuni con carenze di disponibilità abitative (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, nonché i comuni confinanti con gli stessi e gli altri comuni capoluogo di provincia) e negli altri comuni ad alta tensione abitativa individuati dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), siano stipulati a canone concordato sulla base di appositi accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini (articolo 9, comma 1, Dl 47/2014). L’aliquota ridotta è applicabile anche ai contratti transitori (ossia di durata da un minimo di un mese a un massimo di diciotto mesi), a condizione che siano stipulati a canone concordato e riguardino abitazioni ubicate nei predetti comuni (circolare 8/E del 7 aprile 2017, paragrafo 1.1), nonché a quelli stipulati nei comuni per i quali è stato deliberato, negli ultimi cinque anni precedenti il 28 maggio 2014 (data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl 47/2014), lo stato di emergenza a seguito del verificarsi di eventi calamitosi (articolo 9, comma 2-bis, Dl 47/2014).

Fonte: Agenzia Entrate

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martedì 29 agosto 2017

Quesito: ravvedimento per comunicazioni Iva

L’omessa trasmissione delle comunicazioni dei dati delle fatture e delle liquidazioni periodiche Iva è regolarizzabile attraverso il ravvedimento?

Il decreto legge collegato alla manovra di bilancio 2017 (Dl 193/2016), allo scopo di contrastare l’evasione in materia di Iva, ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2017, due nuovi adempimenti telematici: la comunicazione trimestrale obbligatoria dei dati delle fatture emesse, di quelle ricevute e registrate (e delle relative note di variazione) e la comunicazione dei dati di sintesi delle liquidazioni periodiche Iva (articoli 21 e 21 bis, Dl 78/2010). Sotto il profilo sanzionatorio, per l’omissione o l’errata trasmissione dei dati delle fatture, è prevista l’applicazione della sanzione amministrativa di 2 euro per ogni fattura, con un limite massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre; la sanzione è ridotta alla metà, entro il limite massimo di 500 euro, se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza ordinaria ovvero se, nello stesso termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati (articolo 11, comma 2-bis, Dlgs 471/1997). L’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche è, invece, punita con la sanzione amministrativa da 500 a 2mila euro, ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro i quindici giorni successivi alla scadenza ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati (articolo 11, comma 2-ter, Dlgs 471/1997). La descritta disciplina sanzionatoria ha natura amministrativo-tributaria e, quindi, in assenza di una deroga espressa, a essa risulta applicabile l’istituto del ravvedimento operoso (articolo 13, Dlgs 472/1997). Ne deriva che le violazioni relative agli adempimenti in esame possono essere regolarizzate inviando la comunicazione omessa/errata e applicando alle relative sanzioni le riduzioni previste dalla disciplina del ravvedimento, a seconda del momento in cui interviene il versamento

Fonte: Agenzia Entrate

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lunedì 28 agosto 2017

Mediazione tributaria: nuovo limite di valore

Il nuovo limite di 50mila euro per le controversie oggetto di reclamo/mediazione si applica anche agli atti notificati nel 2017?

Con la manovra correttiva dei conti pubblici (Dl 50/2017) è stato aumentato il valore delle controversie rilevante per la mediazione tributaria. In base alla nuova formulazione dell’articolo 17-bis, Dlgs 546/1992 (come modificato dall’articolo 10, comma 1, Dl 50/2017), infatti, per le liti di valore non superiore a 50mila euro (in luogo dei 20mila previsti dalla normativa previgente), il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione. Il nuovo limite, peraltro, si applica agli atti impugnabili notificati a decorrere dal 1° gennaio 2018 (articolo 10, comma 2, Dl 50/2017).

Fonte: Agenzia Entrate

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Quesito: sanzione per irregolarità contabili

Quali sanzioni amministrative sono previste in caso di irregolare o omessa tenuta o conservazione della contabilità?

Nei confronti di chi non tiene o non conserva le scritture contabili, i documenti e i registri previsti dalla normativa in materia di imposte dirette e Iva, ovvero quelli la cui conservazione è comunque imposta da altre disposizioni tributarie, è prevista l’irrogazione di una sanzione amministrativa da 1.000 a 8mila euro. La sanzione può essere ridotta fino alla metà del minimo qualora le irregolarità rilevate nei libri e nei registri o i documenti mancanti siano di scarsa rilevanza, sempreché non ne sia derivato ostacolo all’accertamento delle imposte dovute. Essa, invece, è irrogata in misura doppia se vengono accertate evasioni dei tributi diretti e dell’Iva complessivamente superiori, nell’esercizio, a 50mila euro (articolo 9, commi 1 e 3, Dlgs 471/1997).

Fonte: Agenzia Entrate

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venerdì 18 agosto 2017

Bonus fiscale a favore di chi fa investimenti pubblicitari

A partire dal 2018, imprese e lavoratori autonomi potranno beneficiare di un credito d’imposta in relazione alle campagne pubblicitarie effettuate su quotidiani, periodici, emittenti televisive e radiofoniche.
È una delle novità introdotte dalla manovra correttiva dei conti pubblici (articolo 57-bis decreto legge 50/2017).
In tal modo, il legislatore ha dato attuazione a quanto previsto dalla delega contenuta nella legge 198/2016, finalizzata all’introduzione di benefici fiscali connessi agli “investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali”, attraverso il riconoscimento di “un particolare beneficio agli inserzionisti di micro, piccola o media dimensione e alle start up innovative” (articolo 2, comma 2, lettera n).
 
L’obiettivo è duplice: da un lato, spingere imprese e lavoratori autonomi a utilizzare gli strumenti pubblicitari per  sostenere lo sviluppo e la crescita della propria attività e, dall’altro, aumentare le risorse finanziarie a favore del comparto editoria.
Più in particolare, è previsto che “a decorrere dall’anno 2018, alle imprese e ai lavoratori autonomi che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente, è attribuito un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, elevato al 90% nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative, nel limite massimo complessivo di spesa stabilito annualmente con Dpcm. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione (…)”.
 
Per rendere concretamente operativo il beneficio fiscale, sarà necessario attendere le relative disposizioni di attuazione, la cui emanazione è affidata a un successivo Dpcm da adottare, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge.
Con il Dpcm, infatti, dovranno essere definiti: le tipologie di investimento che danno diritto al beneficio; i casi di esclusione; le procedure di riconoscimento, concessione e utilizzo del credito; la documentazione richiesta; il sistema dei controlli volti ad assicurare il rispetto dei limiti previsti dalla legge.
 
Nell’attesa delle disposizioni attuative e sulla base di quanto attualmente previsto dalle disposizioni in esame, si fornisce una prima ricostruzione del nuovo credito d’imposta.
 
Ambito soggettivo: chi ha diritto al credito d’imposta
Dalla lettura della norma, si evince che, sotto il profilo soggettivo, potranno beneficiare del credito d’imposta:

  • imprese
  • lavoratori autonomi. 
Si tratta, a ben vedere, di una formulazione alquanto ampia che sembra includere in modo onnicomprensivo nel perimetro di riferimento dell’agevolazione tanto le imprese (a prescindere dalla loro forma giuridica) quanto i lavoratori autonomi (in particolar modo, quindi, i professionisti).
 
Del resto, la riforma degli ordinamenti professionali (attuata con il Dpr 137/2012) ha previsto che “è ammessa con ogni mezzo la pubblicità informativa avente a oggetto ‘'l’attività delle professioni regolamentate, le specializzazioni, i titoli posseduti attinenti alla professione, la struttura dello studio professionale e i compensi richiesti per le prestazioni” (articolo 4, comma 1).
 
Ambito oggettivo: quali investimenti sono agevolabili
Il riconoscimento del credito d’imposta è connesso agli investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.
Deve trattarsi, però, di investimenti incrementali, cioè il cui valore deve superare almeno dell’1% quello relativo agli investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente.
 
Ammontare del credito d’imposta
Il credito d’imposta è pari al:
  • 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati
  • 90%, nel caso di microimprese, piccole e medie imprese e start up innovative. 
In entrambi i casi, quindi, sarà prima necessario verificare che l’ammontare degli investimenti pubblicitari realizzati in un determinato anno sia superiore, almeno dell’1%, a quello degli investimenti effettuati nell’anno precedente. Se tale verifica ha esito positivo, per il calcolo del beneficio spettante, si applicheranno al valore incrementale le aliquote del 75% e del 90%, a seconda dei casi.
Il credito d'imposta è concesso nel limite complessivo, che costituisce tetto di spesa, stabilito annualmente con Dpcm (adottato ai sensi dell'articolo 1, comma 4, legge 198/2016).
 
Utilizzo del credito d’imposta
Il credito sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione, mediante il modello F24, previa istanza diretta al dipartimento per l’Informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio dei ministri.

Fonte: Agenzia Entrate

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giovedì 17 agosto 2017

Versamenti fino al 21 agosto: conferma anche per i professionisti

Estesa anche ai contribuenti titolari di redditi di lavoro autonomo (articolo 53, comma 1, del Tuir) la possibilità di versare le imposte derivanti dalle dichiarazioni dei redditi, Iva e Irap 2017, entro il prossimo 21 agosto, con la maggiorazione dello 0,4%, senza incorrere in sanzioni.
A ufficializzare lo slittamento il Dpcm 3 agosto 2017, anticipato dal comunicato stampa del 26 luglio 2017 e disponibile sul sito del Mef, in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Dunque, a differenza del Dpcm 20 luglio 2017, il nuovo provvedimento, che sostituisce il precedente, amplia l’ambito soggettivo dell’extratime, non confinandolo più ai soli titolari di reddito d’impresa, ma aprendo le porte anche a professionisti e artisti.
 
Questo il calendario dei versamenti alla luce della proroga:

  • entro il 20 luglio 2017, anziché la scadenza ordinaria del 30 giugno, senza alcuna maggiorazione
  • dal 21 luglio al 21 agosto 2017 (la scadenza del 20 agosto cade di domenica), invece del 31 luglio, con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. 
Il decreto specifica, inoltre, che i nuovi termini riguardano anche i soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese e che devono dichiarare redditi “per trasparenza”, in base agli articoli 5, 115 e 116 del Tuir. Per essere più chiari, possono usufruire del calendario più elastico anche:
  • chi partecipa in società di persone commerciali
  • i collaboratori di imprese familiari
  • i coniugi che gestiscono aziende coniugali
  • i componenti di associazioni tra artisti o professionisti
  • i soci di Sc “trasparenti”. 
Nello specifico, sono differiti i versamenti relativi:
  • al saldo 2016 e al primo acconto 2017 dell’Irpef e dell’Ires (e relative addizionali), dell’Irap, delle imposte sostitutive (come quelle dovute dai contribuenti “forfetari” e dai “minimi”, e la cedolare secca sui canoni abitativi), dell’Ivie e dell’Ivafe
  • al saldo per il 2016 e al primo acconto 2017 dei contributi Inps dovuti da artigiani e commercianti sul reddito eccedente il minimale e di quelli a carico dei professionisti iscritti alla Gestione separata
  • all’acconto del 20% sui redditi a tassazione separata non soggetti a ritenuta
  • al saldo 2016 del contributo di solidarietà del 3% dell’Irpef, per i redditi superiori a 300mila euro
  • al saldo Iva 2016, nel caso in cui il pagamento non sia avvenuto entro la scadenza ordinaria del 16 marzo 2017
  • all’Iva per l’adeguamento 2016 agli studi di settore.
Fonte: Agenzia Entrate

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sabato 12 agosto 2017

Controlli formali e compliance: c’è più tempo per i contribuenti

Più tempo a disposizione di cittadini e professionisti per inviare documenti e fornire chiarimenti all’Agenzia delle entrate. Con il comunicato stampa del 2 agosto 2017, infatti, l’amministrazione ha fatto sapere che c’è tempo fino al 2 ottobre 2017 per rispondere alle richieste di documentazione per i controlli formali sulle dichiarazioni dei redditi del 2015 e alle comunicazioni inviate per rimediare a errori o dimenticanze sui redditi dichiarati (lettere di compliance).
Con specifico riferimento a queste ultime, si ricorda che durante i mesi di maggio, giugno e luglio, l’Agenzia ha inviato ai contribuenti una serie di comunicazioni relative a varie tipologie di reddito, per il periodo d’imposta 2013 e ai dati degli studi di settore presentati dai contribuenti per il triennio 2013-2015. 

Tutti coloro che le hanno ricevute hanno due possibilità:

  • se ritengono corretti i dati riportati nella dichiarazione, possono, entro il prossimo 2 ottobre, comunicarlo all’Agenzia, indicando eventuali elementi, fatti e circostanze non conosciuti dall’amministrazione, evitando in tal modo che l’anomalia si traduca in futuro in un avviso di accertamento
  • se, invece, ritengono corrette le segnalazioni dell’Agenzia, possono regolarizzare la propria posizione inviando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte dovute, gli interessi e le sanzioni in misura ridotta (ravvedimento operoso). 
Infine, nel comunicato stampa, l’Agenzia ricapitola i canali di assistenza a disposizione dei contribuenti:
  • Centri di assistenza multicanale (Cam), che rispondono ai numeri 848.800.444 da telefono fisso e 06.96668907 da cellulare, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, selezionando l’opzione “Servizi con operatore - Comunicazione direzione centrale accertamento” (costo in base al piano tariffario applicato dal gestore)
  • Direzione provinciale di competenza
  • uno degli uffici territoriali della Direzione Provinciale. 
Fonte: Agenzia Entrate

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giovedì 10 agosto 2017

Spese di bonifica dall'amianto: il codice per utilizzare il credito

I costi sostenuti dai titolari di reddito d’impresa, nel corso del 2016, per interventi di bonifica dall’amianto su beni e strutture produttive situati in Italia, danno diritto a un credito d’imposta pari al 50% delle spese effettuate.

L’agevolazione, fruibile in tre rate annuali a partire da quest’anno, è prevista dall’
articolo 56, legge 221/2015, recante “Disposizioni in materia ambientale per promuovere la green economy".
Le modalità e i termini per la concessione e l’utilizzo del credito sono stati definiti dal 
Dm 15 giugno 2016 (vedi “Rimosso l’amianto, ecco il credito. L’agevolazione diventa operativa”).
 
Per consentirne l’utilizzo in compensazione, con la 
risoluzione n. 109/2017 l’Agenzia delle entrate ha istituito il codice tributo “6877”.
Nella compilazione del modello F24 (da presentare esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia), il codice va riportato nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, oppure, nel caso in cui si debba procedere alla restituzione dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”.
Infine, nel campo “anno di riferimento” deve essere inserito, con il formato “AAAA”, l’anno in cui la spesa è stata sostenuta.

Fonte: Agenzia Entrate

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mercoledì 9 agosto 2017

Quesito: comunicazione dati liquidazioni periodiche Iva

L’obbligo di trasmettere la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva sussiste anche nel caso in cui, nel corso di un trimestre, non sia stata registrata alcuna operazione rilevante?

I soggetti passivi Iva sono tenuti a trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate (con periodicità trimestrale) una comunicazione dei dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche (articolo 21-bis, Dl 78/2010). L’obbligo non ricorre in assenza di dati da indicare, per il trimestre, nel quadro VP del modello. Quindi, i contribuenti che nel corso del trimestre di riferimento non hanno effettuato alcuna operazione, né attiva né passiva, non devono trasmettere la comunicazione. L’obbligo, invece, sussiste nell’ipotesi in cui occorra dare evidenza del riporto di un credito proveniente dal trimestre precedente (vedi faq pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione Home – Cosa devi fare – Comunicazioni – Liquidazioni periodiche Iva – Faq).

Fonte: Agenzia Entrate

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martedì 8 agosto 2017

Voluntary disclosure bis: più tempo per aderire all’emersione spontanea

Prorogato dal 31 luglio al 30 settembre 2017 il termine per l’adesione alla voluntary disclosure bis. In realtà, il rinvio è fino al prossimo 2 ottobre visto che la nuova data, stabilita con il Dpcm 28 luglio 2017 , pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di venerdì, cade di sabato.
 
Il decreto prevede, quindi, una finestra più ampia rispetto alla riapertura dei termini fissati con l'articolo 7 del Dl 193/2016, che introduce l'articolo 5 - octies all’interno del Dl 167/1990.
L’emersione volontaria, ricordiamo, può riguardare sia la detenzione di patrimoni o attività estere in violazione delle regole sul monitoraggio fiscale, che irregolarità od omissioni dichiarative erariali e previdenziali “nazionali".
In sintesi, in presenza dei requisiti stabiliti dalla norma, i contribuenti possono regolarizzare la loro posizione fiscale, di loro iniziativa, versando sanzioni ridotte, per trasgressioni relative ad attività internazionali, imposte sui redditi, addizionali, imposte sostitutive, Irap, Iva, dichiarazioni dei sostituti d’imposta e contributi previdenziali, commesse fino al 30 settembre 2016.
 
L’opportunità è delimitata ai periodi d’imposta per i quali non sono ancora scaduti i termini di accertamento e per le contestazioni in materia di monitoraggio fiscale.

Fonte: Agenzia Entrate

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lunedì 7 agosto 2017

Quesito: redditi da proprietà condominiali

I redditi da proprietà condominiali devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi?

I locali per la portineria, l’alloggio del portiere e gli altri servizi di proprietà condominiale dotati di rendita catastale autonoma devono essere dichiarati dal singolo condomino solo se la quota di reddito che gli spetta per ciascuna unità immobiliare è superiore a 25,82 euro. L’esclusione non si applica per gli immobili concessi in locazione e per i negozi (cfr Istruzioni per la compilazione dei modelli di dichiarazione dei redditi).

Fonte: Agenzia Entrate

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venerdì 4 agosto 2017

Deducibilità dell’Imu

La deducibilità dell’Imu relativa agli immobili strumentali vale anche ai fini Irap?

L'imposta municipale propria relativa agli immobili strumentali è deducibile ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni nella misura del 20%, mentre è indeducibile ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive (articolo 14, comma 1, Dlgs 23/2011).

Fonte: Agenzia Entrate

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martedì 1 agosto 2017

Quesito: accordo di riduzione del canone di locazione

L’esenzione dal pagamento delle imposte di registro e di bollo vale anche nel caso di un accordo di riduzione del canone di locazione per un solo anno?

La registrazione dell’atto, con il quale le parti dispongono esclusivamente la riduzione del canone di un contratto di locazione in essere, è esente dall’imposta di registro e di bollo (articolo 19, comma 1, decreto legge 133/2014). Tale agevolazione spetta anche nell’ipotesi in cui le parti concordino la riduzione del canone solo per un periodo di durata del contratto, ad esempio, un anno (circolare n. 12/E dell’8 aprile 2016, paragrafo 16.1).

Fonte: Agenzia Entrate

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