venerdì 22 gennaio 2016

Nuovo regime forfetario e vecchi minimi: il regime transitorio.

Anche i contribuenti che nel 2015 hanno adottato il regime forfetario possono fruire della più favorevoli regole sull’applicazione dell’imposta sostitutiva al 5% prevista per effetto dalle modifiche apportate dalla legge di Stabilità 2016. È una delle disposizioni transitorie che cercano di raccordare, anche se in maniera non del tutto esaustiva, le nuove norme con quelle che si sono succedute negli ultimi anni. La legge di Stabilità 2016, in particolare, oltre a sancire, definitivamente, la fine dei vecchi regimi agevolati e a confermare le regole transitorie fissate dalla legge n. 190/2014, ha disposto che i contribuenti che, al 31 dicembre 2014, si avvalgono del regime fiscale di vantaggio di cui al D.L. n. 98/2011 (c.d. minimi al 5%), possono continuare ad avvalersene fino alla scadenza naturale.


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Mutuo di importo maggiore del prezzo di acquisto.

Ho stipulato un contratto di mutuo per la prima casa di importo maggiore rispetto a quanto pagato per l'acquisto. Come faccio a valutare quanto potrò detrarre?

Qualora il mutuo ecceda il costo sostenuto per l'acquisto dell'immobile, comprese spese notarili e altri oneri accessori, la detrazione deve essere limitata all'ammontare del costo, come risulta dalla sommatoria del valore dell'immobile indicato nel rogito, nonché dei citati, ulteriori, oneri accessori, debitamente documentati, connessi con l'operazione di acquisto. Per determinare la quota di interessi per la quale è possibile usufruire dell’agevolazione, andrà utilizzata la seguente formula: interessi sui quali calcolare la detrazione = costo di acquisizione dell'immobile x interessi pagati / capitale dato in mutuo (paragrafo 4.1 della circolare 15/E del 2005).



Fonte: Agenzia Entrate

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Accertamento integrativo e nuovi elementi.

La sopravvenienza di nuovi elementi, da parte dell’Agenzia delle Entrate, legittima l’accertamento integrativo, qualora l’ufficio, successivamente all’accertamento originario, venga a conoscenza di elementi fattuali, probatoriamente rilevanti, sconosciuti al momento dell’emissione dell’avviso di accertamento originario.
È quanto precisato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 576 del 15 gennaio 2016.

I fatti
A una società contribuente veniva notificato un avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate determinava una maggiore imposta Irpeg, oltre interessi e sanzioni, conseguente a una maggiore plusvalenza derivante dalla rettifica del corrispettivo conseguito con una cessione di ramo di azienda.
A seguito di alcune segnalazioni interne, l’Agenzia veniva a conoscenza del fatto che il medesimo ramo di azienda era stato riacquistato dalla stessa società contribuente con attribuzione di un valore di avviamento di gran lunga superiore a quello determinato in occasione della prima cessione.
Conseguentemente veniva emesso un avviso di accertamento integrativo, con il quale veniva stabilita una maggiore plusvalenza rispetto a quella originariamente determinata con il primo avviso di accertamento.

Avverso l’avviso di accertamento integrativo la società contribuente proponeva ricorso alla Commissione tributaria provinciale, che lo rigettava con sentenza, poi riformata in sede di appello.
In particolare, i giudici di secondo grado ritenevano insussistente il requisito – della sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi – richiesto, ai fini dell’accertamento integrativo, dall’articolo 43, comma 3, del Dpr 600/1973, secondo il quale “l’accertamento può essere integrato o modificato in aumento mediante la notificazione di nuovi avvisi, in base alla sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi da parte dell'Agenzia delle Entrate…”.

Avverso la sentenza di secondo grado, proponeva ricorso, per cassazione, l’Agenzia delle Entrate, per far valere, in particolare, la violazione e falsa applicazione del citato articolo 43, comma 3.

La sentenza
Con la sentenza in commento, la Cassazione ha chiarito che “La sopravvenienza di ‘nuovi elementi’ richiesti dalla norma per l’emissione dell’accertamento integrativo non può essere restrittivamente interpretata quale sopravvenienza di ‘nuovi elementi reddituali’, poiché l’emersione di nuovi cespiti imponibili legittima senz’altro l’adozione di un autonomo avviso di accertamento”.

L’articolo 43, comma 3, Dpr 600/1973, nella misura in cui “richiede genericamente la sopravvenienza di ‘nuovi elementi’, legittima il ricorso all’avviso di accertamento integrativo allorché l’Ufficio, successivamente all’accertamento originario, venga a conoscenza di elementi fattuali, probatoriamente rilevanti, sconosciuti al momento della emissione dell’avviso originario”.
A tal proposito, la Cassazione ha chiarito che “devono considerarsi sopravvenuti… anche i dati conosciuti da un ufficio fiscale, ma non ancora in possesso di quello che ha emesso l’avviso di accertamento al momento dell’adozione di esso (Sez. 5, Sentenza n. 11057 del 12/05/2006, Rv. 590591)”.
Non è invece consentito “emettere un avviso di accertamento integrativo sulla base della semplice rivalutazione o maggiore approfondimento di dati probatori già interamente noti all’Ufficio al momento della emissione dell’avviso originario (conforme Sez. 5, Sentenza n. 11421 del 03/06/2015, Rv. 635680; Sez. 5, Sentenza n. 8029 del 03/04/2013, Rv.625927)”.

Alla luce delle considerazioni che precedono, la Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia e, per l’effetto, ha annullato la sentenza, rinviando la decisione, anche per quanto riguarda le spese di lite, a una diversa sezione della Commissione tributaria regionale.

Accertamento integrativo e autotutela sostitutiva
In ambito tributario, al generale potere di annullamento d’ufficio si affiancano altre due forme di correzione di errori e di omissioni dell’Amministrazione finanziaria: l’autotutela “sostitutiva” e l’accertamento ‘integrativo’.

Attraverso l’esercizio dell’autotutela sostitutiva, l’ufficio annulla un atto, affetto da vizi formali, ed emana un nuovo atto privo di quel vizio.
Diversamente, con l’integrazione di un avviso di accertamento già emanato, l’ufficio produce un nuovo avviso contenente elementi rinvenuti in epoca successiva al primo accertamento, tali da modificare nella sostanza il presupposto d’imposta.
Al riguardo, è possibile citare la sentenza della Cassazione 21719/2011, ove si precisa che “il rimedio della ‘autotutela sostitutiva’ differisce dal potere di integrazione dell’atto impositivo in quanto quest’ultimo presuppone la esistenza di un precedente valido atto di imposizione, mentre il primo richiede quale condizione necessaria la eliminazione (anche implicita nel caso in cui l’atto riformato riproduca lo stesso contenuto dell’atto sostituito: Corte cass. V sei. 3.8.2007 n. 17119) del precedente atto impositivo illegittimo od infondato”.

Sia in caso di autotutela sostitutiva sia in caso di accertamento integrativo, l’ufficio è tenuto comunque a rispettare i termini decadenziali per l’accertamento.




Fonte: Agenzia Entrate

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Modelli Unico 2016.

Sul sito dell’Agenzia, sono disponibili da oggi le bozze dei modelli Unico 2016 per le società di persone (Sp), le società di capitali (Sc) e gli enti non commerciali (Enc), e del modello per il consolidato nazionale e mondiale (Cnm).
Tante le novità: dal patent box alle deducibilità dei costi black list, dalla disciplina Cfc all’interpello disapplicativo per le società di comodo, dalla deduzione Ace all’opzione per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili alle stabili organizzazioni all’estero, dai redditi dei soggetti controllati residenti in Stati con regime fiscale privilegiato alle stabili organizzazioni di società ed enti non residenti.

Unico 2016
I modelli Unico per l’anno d’imposta 2015 hanno in comune alcune innovazioni apportate in seguito alle più recenti modifiche normative.
Una di queste è il patent box, cioè l’agevolazione spettante, su opzione, ai titolari di reddito d’impresa, per i quali i redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, da brevetti industriali, da marchi d’impresa, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi a esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili, non concorrono a formare il reddito complessivo nella misura del 50% (per gli anni 2015 e 2016, la misura è pari, rispettivamente, al 30 e al 40%). Per questo motivo, nei quadri RF e RG è stata introdotta l’indicazione della quota del reddito escluso da tassazione.

Da quest’anno, poi, le spese e gli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con imprese residenti o localizzate in Stati o territori aventi regimi fiscali privilegiati (“costi black list”) ovvero relative a prestazioni di servizi rese da professionisti domiciliati negli stessi Stati o territori sono ammessi in deduzione nei limiti del loro valore normale e, qualora si possa provare che le operazioni poste in essere rispondono a un effettivo interesse economico e che le stesse hanno avuto concreta esecuzione, per l’intero importo. Spese e componenti negativi deducibili devono essere separatamente indicati nella dichiarazione dei redditi. A tale scopo, va indicata la quota eccedente il valore normale, qualora deducibile, nei quadri RF e RG.

Sempre da quest’anno, per effetto dell’abrogazione dell’articolo 168 del Tuir, la disciplina Cfc (controlled foreign companies) non si applica più alle imprese estere collegate residenti o localizzate in Stati o territori con regime fiscale privilegiato. Per questo motivo, è stata eliminata la sezione del quadro FC, riservata alla determinazione del reddito delle imprese estere.
Inoltre, i soci residenti controllanti, che non applicano la disciplina delle cfc, in quanto ritengono sussistenti le esimenti di cui al comma 5 dell’articolo 167 del Tuir, ma che non hanno presentato istanza di interpello disapplicativo, oppure, pur avendola presentata, non hanno ottenuto risposta favorevole, sono tenuti a segnalare, nella dichiarazione dei redditi, la detenzione di partecipazioni in queste cfc. A tal fine, sono state inserite apposite caselle nel quadro FC.

Altra innovazione è per i contribuenti che ritengono sussistenti le condizioni per la disapplicazione della disciplina delle società di comodo, ma non hanno presentato l’istanza di interpello oppure, avendola presentata, non hanno ricevuto risposta positiva: sono tenuti a darne separata indicazione nella dichiarazione dei redditi. A questo fine, nel prospetto “Verifica della operatività e determinazione del reddito imponibile minimo dei soggetti di comodo” del quadro RS, è stata inserita una casella per segnalare l’accoglimento dell’interpello disapplicativo, la mancata presentazione dell’istanza di interpello o la risposta negativa allo stesso.

I contribuenti che intendono disapplicare le disposizioni con finalità antielusiva specifica, ma non hanno presentato l’istanza di interpello prevista oppure, pur avendola presentata non hanno ricevuto risposta positiva, devono indicare – separatamente – nella dichiarazione dei redditi gli elementi conoscitivi indicati dall’Agenzia delle Entrate. Conseguentemente è stato modificato il prospetto del quadro RS dedicato alla deduzione per il capitale investito, introdotta per favorire la crescita economica (Ace).

In caso di opzione per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili alle stabili organizzazioni all’estero (articolo 168-ter del Tuir), il soggetto residente nel territorio dello Stato deve escludere dal risultato di bilancio gli utili e le perdite realizzati, risultanti dall’apposito rendiconto economico e patrimoniale. A tal fine, Unico 2016 è stato innovato con l’inserimento di due nuovi codici, tra le variazioni in aumento e in diminuzione nel quadro RF, per indicare la somma algebrica degli utili e delle perdite risultanti dai predetti rendiconti.
Inoltre, è stata prevista l’indicazione analitica del reddito esente prodotto da ciascuna stabile organizzazione all’estero. Per questo, i quadri di determinazione del reddito d’impresa (RF, RG e RC) sono stati modificati per consentire di dichiarare tali redditi esenti (occorre compilare un modulo distinto per ciascuna stabile organizzazione).
Queste disposizioni si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della norma (articolo 14 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147).

Relativamente ai redditi dei soggetti controllati residenti in Paesi black list, i contribuenti, che esercitano l’opzione di cui all’articolo 168-ter del Tuir e, pertanto, applicano alle stabili organizzazioni localizzate in Paesi a regime fiscale privilegiato – se non ricorrono le esimenti previste nell’articolo 167 del medesimo testo unico – la disciplina delle cfc, devono barrare la nuova casella “Articolo 168-ter, comma 4” della sezione I del quadro FC.

Unico Sc 2016
Dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, il reddito complessivo delle società e degli enti commerciali non residenti, di cui all’articolo 73, comma 1, lettera d), del TUIR, è formato soltanto dai redditi prodotti nel territorio dello Stato (con esclusione di quelli esenti da imposta e di quelli soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o a imposta sostitutiva). Tali redditi vanno determinati secondo le disposizioni del titolo I del Tuir, con l’eccezione dei redditi d’impresa derivanti da attività esercitate in Italia mediante stabili organizzazioni, ai quali si applicano le disposizioni previste dall’articolo 152 del Tuir. A tal fine, per le società di capitali e gli enti commerciali non residenti, con o senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato, è stato implementato il quadro RN e sono stati inseriti i quadri relativi alla determinazione dei redditi di terreni, fabbricati, capitale e diversi, e di partecipazione in società di persone e in società di capitali trasparenti.

Inoltre, in seguito alla sentenza della Corte costituzionale 10/2015, è stata eliminata dal quadro RQ la sezione dedicata all’imposta addizionale per il settore petrolifero e dell’energia elettrica (robin tax).

Unico Enc 2016
Modifiche, infine, ai quadri RF e RS di Unico Enc per recepire le novità decorrenti dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del Dlgs 147/2015: il reddito complessivo degli enti non commerciali non residenti con stabile organizzazione in Italia, va determinato secondo le disposizioni del titolo I del Tuir, ad eccezione dei redditi d’impresa derivanti da attività esercitate in Italia mediante stabili organizzazioni, ai quali si applicano le stesse disposizioni previste per le società e gli enti commerciali non residenti (articolo 153 del Tuir).




Fonte: Agenzia Entrate

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730 precompilato.

In attesa della formalizzazione della proroga, l’Agenzia delle Entrate anticipa agli operatori interessati (medici, farmacie, strutture sanitarie, eccetera) che avranno nove giorni in più, rispetto alla scadenza prevista del 31 gennaio (provvedimento 31 luglio 2015), per inviare al “Sistema tessera sanitaria” i dati relativi alle spese sanitarie e ai rimborsi effettuati nel 2015 per prestazioni non erogate o erogate parzialmente (vedi “Spese mediche nella precompilata: sì dal 2016, con l’ok del Garante”).

Nove giorni in più per l’invio dei dati…
La concessione di questo extra-time va incontro alle esigenze rappresentate dagli Ordini professionali e dalle associazioni di categoria, anche in considerazione della novità dell’adempimento, grazie al quale i contribuenti potranno trovare già inserite nel proprio 730 precompilato le spese mediche sostenute nell’anno precedente.
Lo slittamento al 9 febbraio, comunque, non comporterà alcuna modifica al calendario di presentazione della dichiarazione da parte dei contribuenti che, pertanto, rimane invariato.

… altrettanti per opporsi al loro utilizzo
Conseguentemente, slitta di nove giorni, cioè al 9 marzo, il termine entro il quale i contribuenti potranno manifestare all’Agenzia delle Entrate opposizione all’utilizzo dei dati delle spese sanitarie sostenute nel 2015 per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.
In tal modo, non viene alterato il sistema di tutela della privacy approvato, in base al quale è possibile esprimere il proprio rifiuto all’utilizzo di quelle informazioni direttamente alla stessa Agenzia, fino al prossimo 31 gennaio, tramite l’apposito modello, scaricabile da internet e disponibile anche in formato editabile, ovvero, dal 10 febbraio al 9 marzo, accedendo all'area autenticata del sito www.sistemats.it.




Fonte: Agenzia Entrate

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lunedì 18 gennaio 2016

Ammortizzatori sociali in deroga.

In data 24 dicembre 2015, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha emanato il decreto interministeriale prot.n.40/0026591, che, all’art.1, dispone, per le finalità di cui all’articolo 44, comma 6, del decreto legislativo n.148 del 14 settembre 2015, che le Regioni e le  Province autonome possano concedere i trattamenti di integrazione salariale e di mobilità, anche in deroga ai criteri di cui all’articolo 2 e 3 del decreto interministeriale n.83473 del 1 agosto 2014 nella misura del 5% delle risorse attribuite con il D.I. n.90973 dell’8 luglio 2015, secondo la seguente ripartizione:

RegioneRiparto del 5% delle risorse del D.I. 90973
Abruzzo€ 767.063
Basilicata€ 259.750
Calabria€ 1.110.223
Campania€ 1.557.301
Emilia Romagna€ 1.929.136
Friuli Venezia Giulia€ 372.527
Lazio€ 2.119.615
Liguria€ 542.119
Lombardia€ 4.421.028
Marche€ 735.205
Molise€ 171.974
P.A. Bolzano€ 122.923
P.A. Trento€ 147.374
Piemonte€ 1.873.884
Puglia€ 2.169.541
Sardegna€ 1.082.067
Sicilia€ 1.231.732
Toscana€ 1.661.387
Umbria€ 460.110
Valle D'Aosta€ 37.713
Veneto€ 2.227.328

Gli effetti dei suddetti trattamenti non possono prodursi oltre la data del 31 dicembre 2015.

 Le Direzioni Regionali INPS, con il supporto delle apposite schede di rendicontazione della spesa presenti sul SIP, dovranno monitorare le spese al fine di contenere le stesse nell’ambito del suddetto stanziamento, comunicando tempestivamente alla Direzione Centrale Prestazioni a sostegno del Reddito appena sia stato utilizzato il 90% dello stanziamento assegnato.

Si precisa, altresì, che al fine di consentire all’Istituto il monitoraggio delle prestazioni corrisposte, le Regioni e le Province Autonome, devono espressamente indicare nella determinazione concessoria l’impiego delle risorse finanziarie di cui all’articolo 44, comma 6, del decreto legislativo n.148 del 14 settembre 2015.

Le Regioni e le Provincie autonome per trasmettere, tramite il sistema SIP, i suddetti provvedimenti concessori relativi a periodi di competenza 2015, decretati ai sensi all’articolo 44, comma 6, del decreto legislativo n.148 del 14 settembre 2015, dovranno utilizzare come decreto di finanziamento il numero fittizio di decreto “33337” e le strutture territoriali INPS nell’emettere le autorizzazioni di Cig in deroga per i periodi di competenza 2015, dovranno utilizzare lo stesso numero di decreto “33337” e come codice intervento “699”.

 Per erogare le prestazioni di mobilità in deroga per i periodi di competenza 2015 ai sensi all’articolo 44, comma 6, del decreto legislativo n.148 del 14 settembre 2015, le Sedi dovranno usare i seguenti codici d’intervento:
RegioneCodice Intervento Mobilità art. 44, c.6, del D.Lgs. n. 148/2015
Abruzzo350
Basilicata351
Calabria352
Campania353
Emilia Romagna354
Friuli Venezia Giulia355
Lazio356
Liguria357
Lombardia358
Marche359
Molise360
P.A. Bolzano361
P.A. Trento362
Piemonte363
Puglia364
Sardegna365
Sicilia366
Toscana367
Umbria368
Valle D'Aosta369
Veneto370
Verranno a breve aggiornati i prospetti informativi di monitoraggio relativi a ciascuna Regione o Provincia autonoma, nella Banca Dati Percettori, con l’indicazione del finanziamento previsto dal decreto in argomento che verrà evidenziato in una riga a parte.

Si ribadisce, infine, che sulla base di quanto previsto dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, l’Istituto è autorizzato ad erogare i trattamenti solamente fino a concorrenza delle risorse finanziarie disponibili per ciascuna Regione e Provincia autonoma.


Fonte: Messaggio INPS 54 del 11/01/2016

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Convenzione fra l’INPS e CONFLAVORO per la riscossione dei contributi di assistenza contrattuale.

In data 13 novembre 2015tra l’INPS e la Confederazione Piccole e Medie Imprese (CONFLAVORO PMI) è stata stipulata una convenzione (allegato n.1), approvata con determinazione commissariale n.130 del 30 luglio 2014, per la riscossione dei contributi di assistenza contrattuale, ai sensi di quanto stabilito dalla  legge 4 giugno 1973 n.311.

 

      Si illustrano, di seguito, i punti salienti relativi all’applicazione della convenzione.
                                                                   

       Modalità di riscossione

La riscossione dei contributi per assistenza contrattuale stabiliti dai contratti di lavoro, dovuti dalle imprese iscritte all’associazione, sarà effettuata dall’INPS, a favore delle associazioni sindacali in regola con gli obblighi contributivi, unitamente alla riscossione dei contributi obbligatori dovuti dai datori di lavoro all’INPS, così come stabilito dal D.M. 5 febbraio 1969 e successive modificazioni e integrazioni e sarà operata con le medesime modalità e la medesima periodicità.

 La circostanza che l’esazione del contributo avvenga congiuntamente a quella dei contributi obbligatori, non altera la natura volontaria del contributo associativo ed è pertanto escluso per l'Istituto qualsiasi obbligo di esazione coattiva del contributo associativo stesso.  
                         

     Misura del contributo

L’INPS considererà versato a titolo di contributo di assistenza contrattuale, di cui alla presente convenzione, il solo importo che verrà indicato dai datori di lavoro nell’UNIEMENS.

Qualora il datore di lavoro non versi per intero l’importo dei contributi obbligatori dovuti, entro le scadenze previste dalla normativa vigente, la quota versata a titolo di contributo di assistenza contrattuale sarà attribuita a scomputo del debito per contributi previdenziali ed eventuali oneri accessori.

L’INPS non effettuerà alcun intervento diretto o di controllo nei confronti dei datori di lavoro, relativamente al versamento dei contributi oggetto della presente convenzione.


Costi

I costi individuati dall’Istituto per il servizio di riscossione dei contributi di assistenza contrattuale sono stati attualizzati, per l’anno 2015, con Determinazione commissariale n.  48 del 23 dicembre 2014.

Per la convenzione di cui trattasi è previsto il seguente importo:

 - contributi per assistenza contrattuale

   per ogni UNIEMENS                                                                € 0,17
 

La variazione annuale dei costi sarà oggetto di apposita comunicazione scritta, a seguito della quale l’associazione ha facoltà di recedere entro 60 giorni dalla stessa comunicazione.

Sono a carico dell’associazione oltre alle spese, ogni altro onere, anche fiscale, inerente alla presente convenzione.


Modalità di versamento delle quote di assistenza contrattuale

L’INPS corrisponderà all’associazione – Sede nazionale – senza onere di interessi né a qualsiasi altro titolo, somme pari agli importi riscossi per contributi di assistenza contrattuale risultanti dall’UNIEMENS  al netto dei costi per il servizio di riscossione.

Il versamento avverrà entro la fine del mese successivo a quello di elaborazione dell’UNIEMENS.

Unitamente al versamento di cui al primo comma, le Strutture periferiche dell’INPS metteranno a disposizione dell’associazione, con riferimento agli UNIEMENS elaborati in ciascun mese, i dati relativi alle imprese che hanno versato il contributo di assistenza contrattuale, con l’indicazione del periodo contributivo e dell’ammontare del versamento.

Qualora l’importo dell’acconto periodico dovuto all’associazione risulti inferiore ad Euro 50,00 (cinquanta/00), l’Istituto provvederà ad accantonare le somme dovute fino al raggiungimento di un importo da versare pari o superiore ad Euro 50,00.

L'INPS è sollevato da ogni e qualsiasi responsabilità, ove le rimesse di cui al comma precedente dovessero avvenire oltre il termine convenuto, a causa di difficoltà operative connesse alle esigenze prioritarie di assolvimento dei compiti istituzionali.


 Clausola di salvaguardia

L’INPS è esonerato – e l’associazione lo riconosce esplicitamente – da ogni e qualsiasi responsabilità, nei confronti delle imprese aderenti alla stessa associazione e, comunque, verso i terzi e verso chicchessia, derivante dall’applicazione della presente convenzione. In specie, l’Istituto si intende sollevato da ogni e qualsiasi responsabilità in caso di pignoramento presso terzi, eseguito da creditori dell’associazione stipulante o di strutture associate alla stessa, sulle somme oggetto della presente convenzione, anche in relazione a pignoramenti in corso o già eseguiti alla data di stipula della convenzione.

L’Istituto è estraneo ai rapporti intercorrenti tra gli associati e l’associazione alla quale i predetti soggetti sono iscritti.

Pertanto l'associazione stipulante esonera l'INPS da ogni e qualsiasi responsabilità derivante dai suddetti rapporti, ivi compresi quelli relativi all’eventuale restituzione delle somme versate dalle imprese per contributi di assistenza contrattuale.

L'associazione è tenuta, inoltre, al rimborso, a semplice presentazione di nota specifica, delle spese sostenute dall’Istituto laddove lo stesso risulti convenuto o chiamato in giudizio in controversie giudiziarie per questioni attinenti o comunque connesse ai rapporti intercorrenti tra gli associati e l’associazione alla quale essi sono iscritti. Le spese di cui sopra saranno quantificate nel rispetto di quanto previsto dalla vigente normativa sui compensi professionali.

L’INPS si riserva la facoltà di sospendere l’efficacia del presente negozio giuridico ove sorgano contestazioni: sull’uso della denominazione, dell’acronimo, del logo dell’associazione sindacale; sul legittimo esercizio dei corrispondenti poteri statutari, nonché a seguito della perdita da parte dell’associazione sottoscrivente dei requisiti prescritti ex lege per accedere alla stipula della presente convenzione o qualora intervengano disposizioni normative e/o regolamentari che rendano opportuna e/o necessaria, nell’interesse dell’INPS, l’adozione di un nuovo testo che regoli il negozio giuridico.

L’Istituto si riserva, comunque, la facoltà di recedere unilateralmente dalla presente convenzione in tutti i casi in cui siano rilevabili pregiudizi, irregolarità o conflitti di interessi a danno dell’Istituto da parte dell’associazione.


      Disposizioni in materia di protezione dei dati personali

     Le Parti si vincolano, per quanto di rispettiva competenza, alla scrupolosa osservanza delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in particolare per quanto concerne la sicurezza dei dati, gli adempimenti e la responsabilità nei confronti degli interessati, dei terzi e dell’Autorità del Garante per la protezione dei dati personali.


     Durata e recesso

La convenzione ha validità fino al 31 dicembre 2016. La richiesta di rinnovo dovrà pervenire all’Istituto, a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento o, in alternativa, mediante Posta Elettronica Certificata (P.E.C.), almeno 90 giorni prima della scadenza. In mancanza di richiesta, la convenzione cesserà di essere valida ed efficace alla data di scadenza, senza la necessità di ulteriori atti o comunicazioni.

È fatta, comunque, salva la facoltà di recesso a favore di ciascuna delle Parti, da esercitarsi a mezzo comunicazione da far pervenire all’altra con un preavviso di almeno 60 giorni, a mezzo lettera  raccomandata con avviso di ricevimento ovvero a mezzo Posta Elettronica Certificata (P.E.C.).

L’associazione si impegna a comunicare tempestivamente, con le modalità telematiche indicate dall’Istituto, ogni variazione relativa alle proprie generalità di identificazione e i poteri di rappresentanza, indicati nella presente convenzione, nonché a produrre l’eventuale documentazione a supporto.

  Si comunica che la sede della Confederazione Piccole e Medie Imprese (CONFLAVORO PMI) è in via del Brennero n.1040/BH – Lucca (LU).
       

     Istruzioni operative e contabili

Riguardo alle modalità di esposizione dei dati nel flusso UNIEMENS si forniscono, di seguito, le necessarie istruzioni da portare a conoscenza delle imprese aderenti alla Confederazione Piccole e Medie Imprese (CONFLAVORO PMI), a cui è attribuito il codice di nuova istituzione “W436”.

Nel flusso UNIEMENS, le imprese nell’elemento , , dovranno validare il nuovo codice causale “W436” avente significato di “Ass. Contr. Confederazione Piccole e Medie Imprese (CONFLAVORO PMI)” e il relativo .

I contributi di assistenza contrattuale di che trattasi, evidenziati dai datori di lavoro nel flusso UNIEMENS con il citato codice “W436“, vengono imputati, in sede di specificazione contabile, al conto GPA25526.

Contestualmente a tale imputazione, la procedura stessa, al fine di rilevare il debito verso la Confederazione Piccole e Medie Imprese (CONFLAVORO PMI), predispone la seguente scrittura in P.D.:

GPA35526 a GPA11526

per un importo pari a quello evidenziato in AVERE nel citato conto GPA25526.

Pertanto, i saldi dei conti GPA25526 e GPA35526 devono costantemente concordare.

Per assicurare detta concordanza, nonché la concordanza tra le risultanze contabili e le somme derivanti dalle ripartizioni delle denunce contributive pervenute mediante flusso UNIEMENS, i conti GPA25526 e GPA35526 devono essere movimentati, con il codice documento “95”, soltanto mediante la procedura automatizzata di ripartizione.

Le Sedi procederanno alla stampa della reportistica a disposizione generata dalla procedura in triplice copia.

Una copia è destinata alle imprese che hanno versato il contributo di assistenza contrattuale, con l’indicazione del periodo contributivo e dell’ammontare del versamento.

Un’altra copia della stampa di detto report deve essere inviata all’Ufficio competente per la contabilità della  sede ed una copia deve rimanere agli atti dell’Ufficio amministrativo.

Le somme riscosse devono essere accreditate alla sopra citata associazione al netto del rimborso spese e dell’eventuale imposta di Bollo, se dovuta.

I pagamenti di cui sopra devono essere imputati in DARE del conto GPA11526, al quale devono essere altresì addebitate le somme da trattenere sull’ammontare del contributo riscosso a titolo di rimborso spese (AVERE del conto GPA24042) per l’effettuazione del servizio in argomento e della relativa imposta di bollo, se dovuta, (AVERE del conto GPA25228).

L’eventuale saldo del suddetto conto GPA11526, risultante alla fine dell’esercizio, deve essere ripreso in carico nel nuovo esercizio dalla specifica procedura automatizzata.

Entro il 31 maggio dell’anno successivo a quello cui si riferiscono le elaborazioni delle denunce riscosse, le strutture territoriali devono predisporre e trasmettere alla Confederazione Piccole e Medie Imprese (CONFLAVORO PMI) apposito rendiconto dal quale risulti: l’ammontare dei contributi riscossi relativi alle denunce elaborate nell’anno di riferimento, per le quali sono state emesse le distinte delle imprese di cui sopra; l’ammontare delle somme corrisposte; l’ammontare delle spese e dell’imposta di bollo trattenute sui contributi riscossi.



Fonte: Circolare INPS 2 del 11/01/2016

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Gestione Artigiani e Commercianti – Imposizione contributiva anno di imposta 2015.

Facendo seguito alla Circolare n° 26 del 4.2.2015 avente ad oggetto “La contribuzione dovuta per l’anno 2015 dagli Artigiani e dagli Esercenti attività commerciali”, si comunica che è stata ultimata l’elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla gestione previdenziale per l’anno 2015 e non già interessati da imposizione contributiva.

 A seguito della predetta attività sono stati predisposti i modelli “F24” necessari per il versamento della contribuzione dovuta secondo le disposizioni di cui alla citata Circolare n.26/2015.

Detti modelli F24 sono disponibili, in versione precompilata, nel Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti alla sezione Posizione assicurativa – Dati del modello F24 dove è possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento.

Inoltre, nel rispetto di quanto comunicato con Circolare n° 24 del 8.2.2013, dove si recita che “l’Istituto, a partire dall’anno 2013, non invierà più le comunicazioni contenenti i dati e gli importi utili per il pagamento della contribuzione dovuta…”, le comunicazioni di cui trattasi saranno disponibili, sempre nel Cassetto, anche alla sezione Comunicazione bidirezionale – Modelli F24, con la riproduzione della stessa lettera che prima del 2013 veniva spedita a mezzo posta.

E’ previsto, inoltre, l’invio di email di alert ai titolari di posizione assicurativa, ovvero loro intermediari delegati, per i quali si è in possesso di recapito email.

L’accesso ai Servizi del Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti avviene, come di consueto, tramite PIN del soggetto titolare di posizione contributiva, ovvero di un suo intermediario in possesso di delega in corso di validità.



Fonte: Messaggio INPS 81 del 12/01/2016

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Studi di settore: on line le bozze dei 204 modelli per i dati rilevanti.

Disponibili, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, le versioni provvisorie dei 204 modelli, con le relative istruzioni, per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore 2016, da utilizzare per la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2015.

Le bozze sono aggiornate con le informazioni relative ai correttivi crisi, individuate sulla base della metodologia presentata alla Commissione degli esperti lo scorso 2 dicembre e con le informazioni necessarie per gestire i “super-ammortamenti” introdotti dalla Stabilità 2016 (legge 208/2015).

I modelli, una volta definitivi, dovranno essere utilizzati dai contribuenti che, nel periodo d’imposta 2015, hanno esercitato in via prevalente una delle attività economiche nel settore delle manifatture dei servizi, delle attività professionali e del commercio, per le quali risultano approvati gli studi.
In particolare, riguardano:
51 studi relativi ad attività economiche del settore delle manifatture
60 studi relativi ad attività economiche del settore dei servizi
24 studi relativi ad attività professionali
69 studi relativi ad attività economiche del settore del commercio.
La trasmissione dei modelli dovrà essere effettuata, unitamente a Unico 2016, direttamente o tramite gli intermediari abilitati, mediante i servizi telematici Entratel o Fisconline.


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Regime agevolato: il riscatto della laurea.

Sono un professionista soggetto al regime per l’imprenditoria giovanile. Il pagamento del riscatto degli anni di laurea è equiparato al pagamento dei contributi previdenziali. È quindi deducibile dal reddito?

Per i soggetti che usufruiscono del regime per l’imprenditoria giovanile sono deducibili dal reddito determinato secondo le regole proprie del regime esclusivamente i contributi Inps obbligatori, non anche i contributi per il riscatto degli anni di laurea, versati in via volontaria alla forma pensionistica obbligatoria di appartenenza. Soltanto i contributi obbligatori possono, infatti, essere dedotti prioritariamente dal reddito di impresa o di lavoro autonomo, nel limite di capienza di tali redditi (l’eventuale eccedenza sarà invece deducibile dal reddito complessivo).



Fonte: Agenzia Entrate

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Modelli di dichiarazione 2016.

Cu sintetico e ordinario, 770 semplificato e ordinario, pacchetti 730 e Iva: sono i primi modelli approvati in forma definitiva, insieme alle relative istruzioni, con sei diversi provvedimenti del 15 gennaio 2016. Dovranno essere utilizzati in occasione delle dichiarazioni 2016 relative al periodo d’imposta 2015. Promozione immediata, senza prove preliminari, per i due 770.

I modelli 2016, come anticipato al momento della pubblicazione delle bozze, presentano numerose novità rispetto a quelli dello scorso anno. In risalto, naturalmente, la predisposizione di una “precompilata” sempre più esauriente, motivo per cui sono aumentate le informazioni contenute nella Certificazione unica (vedi articolo “Modelli 2016: al primo incontro si presentano le bozze di Cu e 730”), informazioni che hanno anche consentito di mettere a punto un 770 semplificato più snello, meno oneroso per i sostituti d’imposta.
Su fronte Iva, spazio, invece, alle nuove ipotesi di reverse charge, alle operazioni di split payment e alle dichiarazioni d’intento ricevute dagli esportatori abituali che intendono acquistare o importare senza applicazione dell’Iva, come vuole l’evoluzione normativa che ha interessato l’imposta (vedi “Modelli Iva 2016: in bozza, sul web, l’ordinario e il base”).

Nel dettaglio sono stati approvati:
la Certificazione unica sintetica e la Certificazione unica ordinaria complete di istruzioni. Le Cu, ricordiamo, devono essere rilasciate dai sostituti d’imposta (o altri soggetti tenuti all’adempimento) ai lavoratori interessati entro il 28 febbraio e trasmesse all’Agenzia delle Entrate entro il 7 marzo

i 770 ordinario (e istruzioni) e 770 semplificato (e istruzioni) 2016. Si tratta della dichiarazione che i sostituti d’imposta dovranno trasmettere entro il prossimo 1° agosto (la scadenza ordinaria del 31 luglio quest’anno è di domenica)

il pacchetto 730/2016 che contiene il modello di dichiarazione 730/2016; i 730-1 e 730-2 per i sostituti d’imposta; il 730-2 per Caf e professionisti abilitati; i 730-3, 730-4 e 730-4 integrativo, con le relative istruzioni. Via libera anche alla bolla per la consegna del modello 730-1

Iva annuale 2016 (e istruzioni) e Iva base (e istruzioni). I termini di presentazione, in entrambi i casi, sono gli stessi di quelli previsti per la dichiarazione in forma unificata e cioè entro il 30 settembre
Iva 74-bis 2016 e relative istruzioni. È il modello da utilizzare per la dichiarazione di fallimento o liquidazione coatta amministrativa

le istruzioni al modello per la compilazione della comunicazione annuale dei dati Iva. Gli aggiornamenti, dovuti all’evoluzione normativa, non toccano né il modello (approvato con provvedimento del 17 gennaio 2011) né le specifiche tecniche (approvate con provvedimento del 15 gennaio 2010).



Fonte: Agenzia Entrate

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Comunicazioni di irregolarità: l'invio ora avviene tramite Pec.

Viaggiano tramite posta elettronica certificata le comunicazioni di irregolarità che scaturiscono dal controllo automatizzato delle dichiarazioni fiscali (articoli 36-bis del Dpr 600/1973 e 54-bis del Dpr 633/1972). La nuova modalità sarà utilizzata in prima battuta, a partire da oggi e nelle prossime settimane, per circa 200mila avvisi da recapitare alle società di capitali (soggetti tenuti a comunicare alle Camere di commercio il proprio indirizzo Pec) che hanno presentato Unico Sc per l'anno 2013. Successivamente, tramite lo stesso mezzo, saranno spedite anche le comunicazioni riguardanti gli altri modelli dichiarativi trasmessi dalle stesse società.

Il nuovo canale sostituisce l'ordinaria raccomandata con avviso di ricevimento, modalità che viene comunque mantenuta nell'ipotesi in cui l'invio non dovesse andare a buon fine oppure in caso di anomalie riscontrate nell'indirizzario nazionale "Ini-Pec", istituito dallo Sviluppo economico.

Due le caselle di invio delle comunicazioni: dc.gt.liquidazione1.noreplay@pec.agenziaentrate.it e dc.gt.liquidazione2.noreplay@pec.agenziaentrate.it, entrambe denominate "noreply", ossia attive esclusivamente per l'inoltro e, pertanto, da non utilizzare, da parte dei contribuenti, per eventuali richieste di chiarimenti. A tale scopo andranno, invece, utilizzati gli ordinari canali di assistenza messi in campo dall'Agenzia delle Entrate, in primis il servizio telematico "Civis".

L'uso della posta elettronica certificata garantisce, ai contribuenti, una maggiore tempestività nel ricevere le comunicazioni del Fisco e, al bilancio statale, un notevole risparmio sui costi di postalizzazione.




Fonte: Agenzia Entrate

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