mercoledì 30 aprile 2014

Rivalutazione beni d'impresa, imposta sostitutiva in unica soluzione.

L'art. 4 del D.L. n. 66/2014 ha modificato i termini di versamento dell'imposta sostitutiva dovuta dai soggetti che hanno optato per la rivalutazione dei beni d'impresa. In particolare, ha stabilito che l'imposta sostitutiva debba essere pagata in unica soluzione entro il 16 giugno 2014, anziché in tre rate, come era previsto finora dalla Legge di Stabilità 2014. Tale modifica è, tuttavia, intervenuta oltre il limite utile agli amministratori di società per predisporre il progetto di bilancio. Pertanto, molte imprese che avevano proceduto alla rivalutazione contando su un versamento rateale dell'imposta sostitutiva, si trovano di fronte al problema di dover pagare invece l'intero importo del tributo entro il prossimo 16 giugno, al momento del versamento delle imposte da Unico 2014.


Fonte: Il Sole 24 Ore

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Compensazioni orizzontali solo con modello F24 telematico dal 1° ottobre.

Il Decreto Renzi (D.L. n. 66 del 24.04.2014), oltre al taglio del cuneo fiscale per lavoratori e imprese, contiene anche altre misure di notevole rilevanza. Una di queste è l'obbligo, dal 1° ottobre 2014, di eseguire i versamenti con il modello F24: esclusivamente in via telematica tramite i servizi telematici messi a disposizione dalle Entrate se, per effetto delle compensazioni, il saldo finale è pari a zero; esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dalle Entrate e dagli intermediari della riscossione convenzionati con le Entrate, cioè banche, Poste Italiane o agenti della riscossione, nel caso in cui siano effettuate compensazioni e il saldo finale sia di importo positivo; esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dalle Entrate e dagli intermediari della riscossione convenzionati con le Entrate, se il saldo finale supera i 1.000 euro. La novità, contenuta nell'art. 11 del decreto, riguarda solo le compensazioni "orizzontali" e segna, di fatto, un abbandono quasi definitivo del modello F24 cartaceo, in quanto riguardano tutti i contribuenti, compresi i privati e i non titolari di partita IVA.


Fonte: Il Sole 24 Ore

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Possibile esonero dal canone Rai.

Attenzione, neo 75enni, a non lasciarsi sfuggire l’opportunità di essere dispensati dal pagamento dell’imposta per l’abbonamento radio-televisivo. Domani scade il termine per inviare il modulo di richiesta all’Agenzia delle Entrate. Si tratta di una dichiarazione sostitutiva, che attesta il possesso dei requisiti necessari e che dovrà essere accompagnata da un documento di identità, così come stabilito dall’articolo 1, comma 132, della legge 244/2007 (Finanziaria 2008).

La domanda deve essere spedita, con plico raccomandato senza busta, entro mercoledì 30 aprile, all’ufficio territoriale di Torino 1, sportello S.A.T. della direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Torino, presso la casella postale 22, 10121 Torino, oppure, rispettando lo stesso termine di scadenza, potrà essere consegnata direttamente presso uno degli uffici territoriali delle Entrate.

Assistenza e informazioni sulle modalità di compilazione della dichiarazione possono essere richieste al numero 848.800.444 o presso gli uffici dell’Agenzia presenti su tutto il territorio nazionale.
Inoltre, a disposizione dei cittadini c’è anche il call center della Rai, al numero 199.123.000.

Per avere diritto all’esenzione occorre:
aver compiuto 75 anni di età entro il termine di pagamento del canone (31 gennaio per chi paga annualmente, 31 luglio per chi versa semestralmente)
non convivere con persone, diverse dal coniuge, titolari di reddito proprio
possedere un reddito che, unito a quello del coniuge convivente, non superi complessivamente 516,46 euro per tredici mensilità (6.713,98 euro annui).
Per reddito si intende la somma di:
reddito imponibile (al netto degli oneri deducibili) risultante dalla dichiarazione dei redditi presentata per l’anno precedente (coloro che sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione, devono fare riferimento al reddito indicato nel modello Cud)
redditi soggetti a imposta sostitutiva o ritenuta a titolo di imposta, quali, ad esempio, gli interessi maturati su depositi bancari, postali, Bot, Cct e altri titoli di Stato, nonché i proventi di quote di investimenti
retribuzioni corrisposte da enti o organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica
redditi di fonte estera non tassati in Italia.
Viceversa, sono esclusi dal calcolo:
redditi esenti da Irpef (ad esempio, pensioni di guerra, rendite Inail, pensioni erogate a invalidi civili)
reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze
trattamenti di fine rapporto e relative anticipazioni
altri redditi assoggettati a tassazione separata.
I requisiti devono essere riferiti ai redditi dell’anno precedente quello per il quale si intende fruire dell’agevolazione.

Nelle annualità successive, i contribuenti possono continuare a beneficiare dell’agevolazione senza procedere alla presentazione di nuove dichiarazioni.
Resta fermo, tuttavia, che l’interessato, qualora vengano meno i requisiti per beneficiare dell’esenzione, sarà tenuto al versamento del canone.

In proposito, si ricorda che l’articolo 1, comma 132, della legge 244/2007, dispone l’irrogazione di una sanzione amministrativa di “importo compreso tra euro 500 e euro 2000 per ciascuna annualità evasa”. La sanzione si cumula con il canone dovuto e gli interessi maturati.
In caso di dichiarazioni mendaci si applicano, invece, le sanzioni penali previste dall’articolo 76 del Dpr 445/2000.


Fonte: Agenzia Entrate

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Passaggio da agricolo a edificabile: è un campo fertile per il Registro.

La cessione da parte di un imprenditore agricolo di un terreno, divenuto edificabile, non rientra - avendo detto terreno perduto la qualità di bene strumentale, cioè di bene relativo all’impresa - tra le operazioni imponibili di cui al DPR n. 633 del 1972, art. 1, e pertanto non va assoggettata ad IVA, ma all’imposta (proporzionale) di registro (Cass. n. 5366 del 1999; v., nello stesso senso, Cass. n. 27576 del 2008; v. anche Corte di Giustizia, sent. del 2011, in cause C-180/10 e C-181/10, Jaroslaw Slaby e Emilian KuC, sull’interpretazione dell’art. 4, nn. 1 e 2, della sesta direttiva, nonchè degli artt. 9, n. 1, 16 e 295, n. 1, punto 3, della direttiva IVA.).

Sentenza n. 8327 del 9 aprile 2014 (udienza 6 marzo 2014)
Cassazione civile, sezione V - Pres. Merone Antonio  -  Est.  Botta  Raffaele
Imprenditore agricolo – Vendita di terreno edificabile – Non rientra tra le operazioni imponibili ex articolo 1, DPR n 633/1973 – Applicazione dell’imposta di registro in misura proporzionale

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Bonus prima casa: secondo acquisto.

Sono proprietaria al 50% di un’immobile acquistato anni fa a Bergamo (prima casa). Ora abito a Milano dai suoceri. Posso acquistare a Milano usufruendo di nuovo dell’agevolazione?

Per usufruire dell’agevolazione prima casa, l'acquirente deve dichiarare, nell'atto di compravendita, di non essere titolare, neppure per quote o in comunione legale con il coniuge, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà o nuda proprietà, usufrutto, uso e abitazione su altra casa di abitazione acquistata, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni fiscali prima casa (nota II-bis, lettera c), all’articolo 1 della tariffa, parte I, allegata al Dpr 131/1986). Allo stato, pertanto, non è possibile godere nuovamente del beneficio di imposta.


Fonte: Agenzia Entrate

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Credito Iva trimestrale: ultim’ora per il rimborso o la compensazione.

I contribuenti Iva che nella prima liquidazione periodica dell’anno, relativa al periodo gennaio/marzo 2014, hanno realizzato un’eccedenza di imposta detraibile superiore a 2.582,28 euro e intendono chiedere, in tutto o in parte, il rimborso della somma o utilizzare la stessa in compensazione, devono presentare telematicamente, entro il 30 aprile, il modello TR, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate con le relative istruzioni. La trasmissione può essere effettuata dal diretto interessato o da un intermediario abilitato.

L’opportunità non è prerogativa della totalità dei contribuenti Iva, ma esclusivamente di quelli in possesso di determinati requisiti elencati nell’articolo 30, terzo comma, lettere a), b), c), e) e d) del Dpr 633/1972, a cui rimanda la disposizione dello stesso decreto che, a determinate condizioni, apre la strada alla restituzione infrannuale del maggior tributo versato (articolo 38-bis, comma 2).

In sostanza, possono chiedere il rimborso in questione i contribuenti:
che effettuano esclusivamente o prevalentemente operazioni attive con aliquote inferiori a quelle dell’imposta relativa agli acquisti e alle importazioni
che effettuano operazioni non imponibili (articoli 8, 8-bis e 9 del Dpr 633/1972) per un ammontare superiore al 25% del totale complessivo di tutte le operazioni compiute nello stesso periodo
che hanno acquistato e/o importato, nel trimestre, beni ammortizzabili per un ammontare superiore ai 2/3 del totale degli acquisti e delle importazioni imponibili
che realizzano, in un trimestre solare, nei confronti di soggetti Iva non stabiliti in Italia, operazioni attive per un importo superiore al 50% di tutte le operazioni effettuate, limitatamente a prestazioni:
di lavorazione relative a beni mobili materiali
di trasporto di beni e relative prestazioni di intermediazione
di servizi accessori ai trasporti di beni e relative prestazioni di intermediazione
di servizi relative a operazioni creditizie, finanziarie, assicurative rese a soggetti extra comunitari o riguardanti beni destinati a essere esportati fuori dalla Comunità europea (articolo 19, comma 3, lettera a-bis)
non residenti e senza stabile organizzazione in Italia, identificati direttamente (articolo 35-ter del Dpr 633/1972) o tramite un rappresentante residente nel territorio dello Stato.
La via alternativa
L’operatore in possesso di uno di questi requisiti può, pertanto, ottenere la restituzione del credito Iva, maturato nel primo trimestre 2014, o utilizzarlo in compensazione orizzontale mediante modello F24, nel rispetto del nuovo limite di 700mila euro (prima l’asticella si fermava a 516.456,90 euro) e indicando il codice tributo 6036 che identifica il primo trimestre.
Chi sceglie la seconda modalità deve tener conto del fatto che, on base a quanto disposto dall’articolo 8, comma 18, Dl 16/2012, il superamento della soglia di 5mila euro annui (riferita al totale dei crediti trimestrali maturati nell’anno) comporta l’obbligo di utilizzare tali crediti soltanto a partire dal sedicesimo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda e utilizzando esclusivamente i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline), non anche quelli home-banking o remote banking messi a disposizione da istituti finanziari e Poste italiane.
Sempre in tema di compensazione, occhio: il contribuente che ha debiti di importo superiore a 1.500 euro su ruoli definitivi, scaduti e non pagati, non può accedervi.

Rimborso “garantito”
Così come previsto per i rimborsi Iva annuali, anche quelli trimestrali devono essere “garantiti” e solo a determinate condizioni godono di esoneri e franchigie.
In particolare, l’articolo 38-bis, al settimo comma, propone un dettagliato elenco di contribuenti “virtuosi”, cioè affidabili, esclusi dalla produzione di garanzia.
Questa è però inevitabile quando l’ammontare del rimborso va oltre il 100% della media dei versamenti affluiti nel conto fiscale nel biennio precedente alla richiesta.

Rimborso sprint
Tra gli operatori legittimati a chiedere la restituzione del credito Iva trimestrale ce ne sono alcuni che possono ottenerla in via prioritaria, entro tre mesi dalla richiesta. Sono i contribuenti che:
hanno effettuato nel trimestre prevalentemente prestazioni di subappalto in edilizia e hanno emesso fatture senza addebito di imposta (codice “1”)
svolgono le attività individuate dal codice Atecofin 2004 37.10.1, cioè di recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami metallici (codice “2”)
esercitano le attività individuate dal codice Atecofin 2004 27.43.0, cioè producono piombo, zinco, stagno e semilavorati (codice “3”)
svolgono le attività individuate dal codice Atecofin 2004 27.42.0, cioè producono alluminio e semilavorati (codice “4”).
I codici vanno indicati nel frontespizio del modello TR.
Per accedere al rimborso prioritario, gli interessati devono:
barrare la casella “contribuenti ammessi all’erogazione prioritaria del rimborso”
indicare il presupposto “aliquota media”
esercitare l’attività da almeno tre anni
avere un’eccedenza detraibile chiesta a rimborso di importo pari o superiore a 3mila euro
possedere un’eccedenza detraibile chiesta a rimborso di importo pari o superiore al 10% dell’importo complessivo dell’imposta assolta sugli acquisti nel trimestre cui si riferisce il rimborso.
Il lato vincolante della richiesta e dei termini
Una volta presentata la domanda di rimborso infrannuale, il contribuente non può più cambiare idea, cioè gli è preclusa la possibilità di revocare la scelta per preferire altre modalità di esercizio del credito.
Il termine di presentazione, in questo caso il 30 aprile, è tassativo; l’Agenzia non prende in considerazione le istanze trasmesse dopo la scadenza. È possibile, invece, correggere eventuali errori o omissioni nella compilazione del modello, inviando una nuova istanza, ma sempre prima dello scadere del termine.


Fonte: Agenzia Entrate

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Visure catastali elaborabili per chi è abilitato a Sister.

Attivata una nuova vantaggiosa opportunità per gli utenti iscritti a Sister, la piattaforma telematica dei servizi catastali e di pubblicità immobiliare: l’acquisizione dei dati delle visure anche nel formato xml, utile per compiere successive elaborazioni.

Grazie alla visura catastale elaborabile, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate solamente per gli utenti abbonati a Sister allo stesso costo della visura in formato pdf, professionisti ed enti che gestiscono patrimoni immobiliari di notevoli dimensioni possono trasferire nei loro archivi gestionali le informazioni contenute negli atti del catasto terreni ed edilizio urbano.

Il servizio si aggiunge a quelli attivati nei giorni scorsi, che consentono a chiunque di effettuare le visure personali tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate (Entratel e Fisconline) e, agli abbonati al sistema Sister, di acquisire i fogli di mappa in versione digitale.


Fonte: Agenzia Entrate

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martedì 29 aprile 2014

Exit tax a rate, istituiti i codici tributo.

Con la Risoluzione n. 44/E del 24 aprile scorso, l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per il versamento rateale della "exit tax". L’articolo 166 del Tuir, infatti, stabilisce che il quale il trasferimento all’estero della residenza di imprese commerciali (società, enti e imprenditori individuali) costituisce realizzo, al valore normale, dei componenti dell’azienda o del complesso aziendale. A seguito del trasferimento, la differenza tra il valore normale ed il costo fiscalmente riconosciuto dei beni costituenti l’azienda (la plusvalenza) è tassata in Italia con la c.d. "exit tax". Tale imposta, secondo quanto stabilito dal decreto Mef del 2 agosto 2013, può anche essere versata a rate (in quote costanti, con riferimento all’esercizio in cui ha efficacia il trasferimento e nei nove successivi), maggiorate degli interessi nella misura prevista dall’articolo 20 del Dlgs 241/1997.

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Taglio del cuneo fiscale, decreto legge in Gazzetta.

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2014 il Decreto Legge n. 66 datato 24 aprile 2014 (“Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale”), che contiene le disposizioni sul cosiddetto "bonus Renzi". In particolare, nel 2014, ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo compreso tra 8mila e 24mila euro, verrà riconosciuto un credito di 640 euro, cioè 80 euro al mese a partire dalla busta paga di maggio. Il credito scatta ed è riconosciuto dal sostituto d’imposta in busta paga quando l’imposta lorda calcolata sui redditi “agevolabili” supera la detrazione per lavoro dipendente. Per imprese e professionisti, poi, l'Irap viene ridotta del 10% a partire dal 2014. Per la generalità dei contribuenti, infatti, l'Irap passerà dal 3,9% al 3,5% già in occasione del primo acconto 2014.

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80 euro mensili ai dipendenti. Irap più leggera del 10 per cento.

Nel 2014, ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo compreso tra 8mila e 24mila euro, verrà riconosciuto un credito di 640 euro, 80 al mese a partire da maggio.
A prevederlo, il decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014 (“Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale”), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 95 dello stesso giorno.
Oltre i 24mila euro e fino a 26mila, il bonus diminuirà con il crescere del reddito, azzerandosi del tutto al raggiungimento di quel tetto. In quella fascia, spetta per la parte corrispondente al rapporto tra 26.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 2.000.
Il credito scatta, ed è riconosciuto dal sostituto d’imposta in busta paga, quando l’imposta lorda calcolata sui redditi “agevolabili” supera la detrazione per lavoro dipendente.
Oltre che ai lavoratori dipendenti, il credito spetta anche a chi è titolare dei seguenti redditi assimilati al lavoro dipendente: compensi dei soci lavoratori delle cooperative; indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità; borse di studio e assegni di formazione professionale; compensi per collaborazioni coordinate e continuative; remunerazioni dei sacerdoti; prestazioni pensionistiche erogate da forme di previdenza complementare; compensi percepiti dai lavoratori socialmente utili.
(articolo 1)

Meno Irap, a partire dal 2014, a carico di imprese e professionisti. Le aliquote ordinarie passano:
da 3,9 a 3,5%, per la generalità dei contribuenti
da 1,9 a 1,7%, per il settore agricolo e le cooperative di piccola pesca
da 4,65 a 4,2%, per le banche e gli altri soggetti finanziari
da 5,9 a 5,3%, per le imprese di assicurazione
da 4,2 a 3,8%, per le imprese titolari di concessioni per la gestione di servizi e opere pubbliche diverse da quelle di costruzione e gestione di autostrade e trafori.
Una riduzione generalizzata, quindi, intorno al 10 per cento.
Il beneficio potrà essere fruito, parzialmente, già in occasione del primo acconto 2014: nel calcolare l’importo dovuto con il metodo previsionale, si potranno applicare le seguenti aliquote (nell’ordine, a seconda dell’attività svolta: 3,75%, 1,8%, 4,5%, 5,7%, 4%).
(articolo 2)

Cancellato definitivamente l’obbligo (introdotto dalla “legge europea 2013”) per gli intermediari finanziari di effettuare una ritenuta d’acconto del 20% sui trasferimenti di denaro provenienti dall’estero costituenti redditi da investimenti o da attività di natura finanziaria. L’adempimento sarebbe dovuto partire dal prossimo 1 luglio.
(articolo 4)

Stabilizzata la possibilità di utilizzare in compensazione i crediti commerciali vantati verso le pubbliche amministrazioni per pagare le somme dovute in caso di ricorso agli istituti deflativi del contenzioso (adesione al pvc o all’invito al contraddittorio, accertamento con adesione, acquiescenza, definizione agevolata delle sanzioni, conciliazione giudiziale, mediazione). È stato infatti eliminato il limite temporale presente nella norma di riferimento, che circoscriveva l’opportunità ai soli crediti maturati fino al 31 dicembre 2012.
(articolo 39)

Estesa invece alle cartelle e agli atti esecutivi notificati fino al 30 settembre 2013 (non più fino al 31 dicembre 2012) la possibilità di compensare gli stessi crediti per somministrazioni, forniture, appalti e prestazioni, con i debiti a ruolo relativi a tributi erariali, regionali e locali, contributi previdenziali e assistenziali, premi Inail.
(articolo 40)

Novità, dall’1 ottobre 2014, per i versamenti tramite F24: in caso di saldo finale pari a zero per effetto di compensazione, dovranno avvenire soltanto tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate; potranno invece viaggiare anche attraverso i servizi telematici offerti dagli intermediari della riscossione convenzionati con la stessa Agenzia, gli F24 oggetto di compensazioni e con saldo finale è positivo e gli F24 con saldo finale di importo superiore a 1.000 euro.
(articolo 11)

Dall’1 luglio 2014 sale dal 20 al 26% la tassazione sulle rendite finanziarie, redditi di capitale e capital gain. Immutato, invece il prelievo sugli interessi dei titoli di Stato (12,50%), i proventi dei titoli di risparmio per l’economia meridionale (5%) e il risultato netto delle forme di previdenza complementare (11%).
(articolo 3)

Passa dal 12 al 26% l’imposta sostitutiva sulla rivalutazione dovuta dagli istituti di credito che posseggono quote della Banca d’Italia: il versamento andrà effettuato in unica soluzione entro il termine per il saldo delle imposte sui redditi per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013.
(articolo 4)

Stessa scadenza per le società che rivalutano i beni aziendali sulla base della disposizione normativa contenuta nella Stabilità 2014: l’imposta sostitutiva andrà pagata in unica soluzione, non più in tre quote annuali.
(articolo 4)

Dal 2014, i redditi derivanti dall’attività di produzione di energie da fonti rinnovabili agroforestali o fotovoltaiche vanno determinati applicando ai corrispettivi registrati ai fini IVA il coefficiente di redditività del 25% (fino al 2013, erano considerati produttivi di reddito agrario). La disposizione rileva già in sede di determinazione del primo acconto 2014.
(articolo 22)

Dal 2014, con apposito decreto ministeriale, sarà ridefinito l’elenco dei comuni montani e di collina, nei quali i terreni sono esclusi dall’applicazione dell’Imu. L’obiettivo è assicurare maggiori entrate per almeno 350 milioni di euro all’anno.
(articolo 22)

È differita dall’1 maggio all’1 agosto 2014 la decorrenza dell’incremento del prelievo fiscale sui prodotti da fumo, previsto dal Dl 91/2013.
(articolo 5)


Fonte: Agenzia Entrate

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Decadenza benefici “prima casa”: la separazione non è forza maggiore.

 I) La Corte ribadisce che la previsione di cui alla legge n. 289/2002, articolo 11, comma 1 – il quale nell’ultimo periodo espressamente proroga di due anni, con riferimento ai contribuenti che non abbiano presentato l’istanza di definizione agevolata, i termini per la rettifica e la liquidazione della maggiore imposta di registro, ipotecaria, catastale – è applicabile non solo con riferimento alla definizione del valore dei beni ma anche all’ipotesi di cui al comma 1-bis, riguardante la definizione delle violazioni relative all’applicazione di agevolazioni tributarie sulle medesime imposte (v. Cass. 12069/10, Cass. 24575/10, Cass. 20698/11, Cass. 5480/13 e, in precedenza, Cass. 4321/09).
II) Nel caso di vendita ante tempus di un immobile acquistato con i benefici prima casa, nella nozione forza maggiore astrattamente idonea ad impedire la decadenza da tali benefici non sono sussumibili meri motivi soggettivi, quali la separazione coniugale, ma solo impedimenti oggettivi, imprevedibili e inevitabili.

Ordinanza n. 8620 dell’11 aprile 2014 (udienza 20 febbraio 2014)
Cassazione civile, sezione VI - 5 - Pres. Iacobellis Marcello - Est. Cosentino Antonello
Articolo 11, comma 1, legge n. 289 del 2002 – Rettifica e liquidazione imposta registro ipotecaria, catastale – Proroga termini – Applicabile anche all’articolo 11, comma 1-bis – Definizione di violazioni relative ad agevolazioni tributarie delle medesime imposte
Articolo 1, comma 4, nota 2 bis, Tariffa allegata al D.P.R. n. 131 del 1986 – Vendita ante tempus dell’immobile acquistato con i benefici prima casa - Revoca agevolazione – Nozione di causa di forza maggiore

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Regime dei nuovi minimi e fitto locale commerciale.

La spesa per il fitto di un locale di 550 euro mensili influisce sul limite di 15mila euro, da non superare nel triennio solare precedente, richiesto per usufruire del regime dei "nuovi minimi"?

La norma che ha introdotto il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità richiama espressamente la disciplina relativa al contribuenti "minimi", integrandola con ulteriori elementi (articolo 27, commi 1 e 2, Dl 98/2011). Resta precluso, in particolare, l’accesso al regime ai soggetti che hanno effettuato nel triennio precedente acquisto di beni strumentali, pure mediante contratti di appalto e di locazione (anche finanziaria), per un importo complessivo superiore a 15mila euro (articolo 1, comma 96, lettera b, legge 244/2007). Ai fini del calcolo rilevano anche i canoni di locazione o noleggio corrisposti eventualmente anche a soggetti non titolari di partita Iva dal contribuente per acquisire la disponibilità del bene medesimo (circolare 7/2008).


Fonte: Agenzia Entrate

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La scheda carburante è imperfetta: addio a detrazione Iva e deduzioni.

Con l’ordinanza 8699 del 14 aprile, la Cassazione, accogliendo il ricorso dell’Agenzia delle Entrate e confermando un orientamento che può dirsi consolidato, ha ribadito che la completa e puntuale compilazione della scheda carburante (necessaria per ciascun veicolo utilizzato nell’esercizio dell’impresa), nonché la sua sottoscrizione da parte dell’addetto alla distribuzione rappresentano condizioni imprescindibili per la deducibilità del costo di acquisto del carburante per autotrazione e per la detraibilità della relativa Iva, non essendo ammessi adempimenti alternativi: ciò a prescindere dalla contabilizzazione dell’operazione nelle scritture dell’impresa.

La vicenda processuale
Una società impugnava un avviso di accertamento a fini Ires, Iva e Irap relativo al 2005, con il quale venivano recuperati a tassazione costi per l’acquisto di carburante in quanto ritenuti privi del requisito dell’inerenza; i primi due gradi di giudizio si chiudevano con opposte statuizioni: a fronte del rigetto del ricorso da parte della Ctp, la Ctr accoglieva l’appello, annullando l’atto impositivo.

Di qui, il ricorso per cassazione, con cui l’Agenzia delle Entrate denunciava, tra l’altro, la violazione degli articoli 109 del Dpr 917/1986, 1 del Dpr 444/1997 e 21 del Dpr 633/1972, per avere la Ctr ritenuto non essenziali le prescrizioni formali previste ai fini della procedura di netting, il particolare sistema di vendita di carburante che si articola in un rapporto trilaterale tra titolare del veicolo, gestore dell’impianto di distribuzione e compagnia petrolifera (cfr circolare 205/1998 e risoluzione 106/996). In base a tale meccanismo, è possibile sostituire la scheda carburante con una speciale procedura di fatturazione posta in essere con l’utilizzo di un’apposita carta di credito e sulla base di specifici contratti di somministrazione. In questi casi, gli utilizzatori dei veicoli della società devono compilare, mensilmente, un documento, numerato e datato, nel quale devono essere indicati il numero di targa del veicolo e i chilometri percorsi.

Tale eccezione ha fatto breccia nei giudici di legittimità, che hanno richiamato un orientamento consolidato (non a caso la pronuncia è stata resa in forma di ordinanza), secondo cui “la possibilità di detrarre dall'imposta dovuta quella assolta per l'acquisto di carburanti destinati ad alimentare i mezzi impiegati per l'esercizio dell'impresa è subordinata al fatto che le cosiddette “schede carburanti", che l'addetto alla distribuzione è tenuto a rilasciare, siano complete in ogni loro parte e debitamente sottoscritte, senza che l'adempimento a tal fine disposto ammetta equipollente alcuno e indipendentemente dall'avvenuta contabilizzazione dell'operazione nelle scritture dell'impresa”(cfr Cassazione, sentenze 26539/2008 e 21941/2007).

In merito alla procedura di netting, i giudici hanno precisato che la stessa non esonera il contribuente (sul quale del resto ricade l’onere probatorio in virtù del consolidato principio – desumibile dall’articolo 2697 del codice civile – secondo cui, in materia tributaria e con riguardo alla determinazione dei reddito d’impresa, l’onere della prova circa l’esistenza dei fatti che danno luogo a oneri e costi deducibili, ivi compreso il requisito dell’inerenza, incombe sul contribuente che li invoca) dal comprovare l’inerenza dell’acquisto di carburante all’attività di impresa.
Di conseguenza, laddove la fatturazione (nel caso di specie, il documento che l’utilizzatore del veicolo è tenuto a compilare mensilmente) sia priva degli elementi che consentono di riferire specificamente e univocamente l’acquisto di carburante ai singoli mezzi strumentali all’attività di impresa, va esclusa la possibilità di dedurre il costo.
La Commissione tributaria regionale non si è attenuta a tali principi laddove ha operato una valutazione “forfettaria” dell’inerenza in base al numero considerevole di autoveicoli e della quantità di carburante utilizzato.
Di qui, l’accoglimento del ricorso dell’Agenzia delle Entrate con rinvio della controversia, anche per la quantificazione delle spese, ad altra sezione della Ctr.

Ulteriori osservazioni
Nella gestione contabile delle imprese di trasporto, le spese per carburanti sono di solito documentate in parte con schede carburante e in parte con fatture di netting, relative a contratti stipulati direttamente con società petrolifere.

Per quanto riguarda la disciplina delle schede carburante, il Dpr 444/1997 prevede che gli acquisiti effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione debbano risultare da apposite annotazioni in una scheda, da istituirsi per ciascun veicolo utilizzato nell’esercizio dell’impresa. Il documento deve contenere, oltre agli estremi di individuazione del veicolo, la ditta, la denominazione o ragione sociale, ovvero il cognome e il nome, il domicilio fiscale e il numero di partita Iva del soggetto d’imposta che acquista il carburante. In occasione di ogni rifornimento l’addetto alla distribuzione, con firma di convalida, deve certificare la data del rifornimento, l’ammontare del corrispettivo (al lordo dell’imposta sul valore aggiunto), nonché, anche a mezzo di apposito timbro, la denominazione o la ragione sociale dell’esercente l’impianto di distribuzione, ovvero il cognome e il nome se persona fisica e l’ubicazione dell’impianto stesso. Inoltre, prima della registrazione nell’apposito registro Iva acquisiti, deve essere annotato sulla scheda il numero dei chilometri, rilevabile, alla fine del mese o trimestre, dall’apposito dispositivo esistente nel veicolo.
Si tratta di disposizioni dirette a facilitare l’accertamento del consumo del veicolo in rapporto ai chilometri percorsi, ispirate, come sottolineato anche dalla circolare 205/1998, da motivi di cautela fiscale, al fine di rendere possibile un’attività di controllo su una voce di costo (quella del carburante) che si presta a facili abusi.

La necessità dell’indicazione della targa sulla scheda carburante, ai fini della deduzione del costo nella determinazione delle imposte sul reddito, è stata sostenuta anche dalla Cassazione con la sentenza 21769/2005, secondo cui, anche se il numero di targa non è espressamente richiesto dalla normativa, non c’è dubbio che esso debba ritenersi prescritto obbligatoriamente, costituendo il principale elemento di individuazione del veicolo. In caso contrario, verrebbe a mancare ogni garanzia circa l’identità del veicolo effettivamente rifornito e l’effettiva riferibilità del relativo costo all’attività d’impresa.

La predetta circolare 205/1998, nel legittimare la prassi del netting, ha previsto la possibilità di sostituire la scheda carburante con una particolare procedura di fatturazione posta in essere con l’utilizzo di un’apposita carta di credito e sulla base di determinati contratti di somministrazione. Con tale sistema, in sostanza, l’attività di rifornimento si scinde in due operazioni distinte:
il gestore dell’impianto di distribuzione emette nei confronti della società petrolifera fattura per le somministrazioni di carburante effettuate alle società beneficiarie dei rifornimenti
la società petrolifera, a sua volta, emette fattura nei confronti della società che usufruisce della somministrazione sulla base delle informazioni automatizzate dei prelievi effettuati con l’utilizzo di carte magnetiche.

In altri termini, le aziende di trasporto stipulano un contratto direttamente con le società petrolifere (aderendo a un sistema di tessere magnetiche) che, a loro volta, provvedono al rifornimento per il tramite dei gestori degli impianti con i quali stipulano un altro contratto di somministrazione.

Il netting rappresenta una deroga legittima al divieto di fatturazione di cui all’articolo 1 del Dpr 444/1997 che, secondo l’interpretazione fornita con la richiamata circolare 205, è previsto a carico esclusivo dei gestori di impianti di distribuzione di carburante, non delle società petrolifere.
Gli utilizzatori dei veicoli della società, similmente a quanto avviene con il sistema delle schede carburante, devono compilare, mensilmente, un documento, numerato e datato, nel quale devono essere indicati anche i chilometri percorsi: anche tale disciplina serve a facilitare l’accertamento del consumo del veicolo in rapporto ai chilometri percorsi.

Laddove, perciò, le fatture riepilogative dei rifornimenti eseguiti con l’utilizzo di carte magnetiche non riportino il chilometraggio del mezzo rifornito, oppure, quando l’indicazione dei chilometri fornisca un quadro inattendibile, l’ufficio ne potrà disconoscere il relativo costo, come del resto avvenuto nella vicenda di cui sopra.
Spetterà quindi al contribuente fornire la prova contraria in base al consolidato principio per cui “in tema di accertamento delle imposte sui redditi e con riguardo alla determinazione dei reddito d'impresa, l'onere della prova circa l'esistenza dei fatti che danno luogo ad oneri e costi deducibili, ivi compreso il requisito dell'inerenza, incombe al contribuente che invoca la deducibilità” (cfr ex plurimis Cassazione, sentenze 26539/2008 e 12330/2001).
Né può ritenersi sufficiente una prova generica o di tipo presuntivo (quale quella avallata dalla sentenza della Ctr cassata dall’ordinanza in commento) in un ambito (quello del carburante per autotrazione) in cui le prescrizioni formali hanno, per così dire, valenza sostanziale, rappresentando un requisito imprescindibile per la deducibilità del costo.


Fonte: Agenzia Entrate

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Modello 730, entro il 30 aprile la consegna al sostituto d'imposta.

Ultimi giorni utili per la prima scadenza della presentazione del modello 730/2014.
Entro mercoledì 30 aprile i contribuenti che si rivolgono al proprio datore di lavoro o ente pensionistico, possono chiudere i conti con il Fisco consegnando la sola dichiarazione compilata e la scheda per la scelta della destinazione dell'8 e del 5 per mille, senza necessità di allegare alcun documento.
Chi sceglie il sostituto, infatti, non è tenuto a esibire la documentazione comprovante la veridicità dei dati esposti nel 730, in particolare, quella a sostegno di oneri portati in detrazione e/o in deduzione.
C'è tempo, invece, fino al 3 giugno per la consegna del modello 730/2014 a un Caf o a un professionista abilitato (quest'anno il 31 maggio cade di sabato e il 2 giugno è festa). In questo caso, però, è necessario allegare i documenti che certificano i dati dichiarati, in particolare le ritenute subite e gli atti che attestano il diritto agli "sconti" fiscali.

Possono utilizzare il modello 730/2014: lavoratori dipendenti; pensionati; cittadini che effettuano lavori socialmente utili; giudici costituzionali, parlamentari nazionali e altri titolari di cariche pubbliche elettive; soci di cooperative di produzione e lavoro, di servizi, agricole e di prima trasformazione dei prodotti agricoli e di piccola pesca; persone che hanno percepito prestazioni economiche sostitutive di reddito di lavoro dipendente, come l'indennità di mobilità.

2 per mille ai partiti
A partire da quest'anno, i contribuenti possono destinare il due per mille dell'Irpef a favore di un partito politico iscritto nell'apposito Registro. Basta compilare la scheda reperibile online per sostenere una delle undici formazioni ammesse al riparto. Oltre a quelle dell'8 e del 5 per mille, quindi, è possibile effettuare un'ulteriore scelta di destinazione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche.
La scheda può essere consegnata in formato cartaceo al sostituto d'imposta, a Caf e intermediari abilitati o presso gli uffici postali. In alternativa, può essere trasmessa on line dallo stesso contribuente tramite i servizi telematici dell'Agenzia. La novità è stata introdotta dal Dl 149/2013.

730 senza sostituto
I contribuenti che nel 2013 hanno percepito redditi da lavoro dipendente, pensioni o alcuni dei redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, quest'anno possono presentare il 730 anche in assenza di un sostituto d'imposta tenuto al conguaglio. In questo caso, devono consegnare il modello a un Caf o a un professionista abilitato, indicando la lettera "A" nella casella del frontespizio "730 senza sostituto" e barrando la casella "Mod. 730 dipendenti senza sostituto", presente nel riquadro "Dati del sostituto d'imposta che effettuerà il conguaglio".

Versione editabile
Anche quest'anno, il 730 è presente in versione "editabile". Lavoratori dipendenti e pensionati potranno, quindi, compilare direttamente sul pc la dichiarazione dei redditi 2013. I contribuenti, una volta compilati i quadri del modello elettronico, dovranno stampare la dichiarazione, sottoscriverla e presentarla al sostituto d'imposta. Il modello non può, invece, essere trasmesso telematicamente. Insieme al modello, sul sito internet dell'Agenzia, è disponibile il formato "editabile" della scheda per la scelta della destinazione dell'otto e del cinque per mille dell'Irpef (modello 730-1).


Fonte: Agenzia Entrate

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Bonus di 80 euro.

Sono i datori di lavoro, in qualità di sostituti d’imposta, a dover fare i conti, per primi, con la riduzione del cuneo fiscale per i titolari di redditi di lavoro dipendente ed assimilati, stabilita dal decreto legge 66/2014, pubblicato nella G.U. n. 95 del 24 aprile, che ha modificato l’articolo 13 del Tuir aggiungendovi il comma 1-bis (vedi articolo “80 euro mensili ai dipendenti. Irap più leggera del 10 per cento”).
A loro, in linea di massima, sono indirizzate le prime indicazioni, fornite dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 8/E del 28 aprile, sull’applicazione “automatica” e sulla fruizione del credito d’imposta già nella busta paga del prossimo mese di maggio.

Stiamo parlando del bonus Irpef di 80 euro al mese riservato ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo compreso tra 8mila e 24mila euro. Bonus che spetta ugualmente, ma in misura decrescente, fino a 26mila euro, e che scatta quando l’imposta lorda calcolata sui redditi “agevolabili” non viene azzerata dalla detrazione per lavoro dipendente, mentre non influiscono in alcun modo le altre categorie di detrazioni.
Inizia qui il lavoro dei sostituti d’imposta, cioè di chi eroga quei redditi che fanno sorgere il diritto al credito, chiamati a riconoscerlo automaticamente, senza richiesta esplicita da parte del beneficiario.

Innanzitutto, verificato il diritto (e a tal proposito la circolare precisa che l’abitazione principale e le relative pertinenze restano fuori dal calcolo del reddito complessivo), i sostituti devono rapportare il credito alla durata, eventualmente inferiore all’anno, del rapporto di lavoro, considerando il numero di giorni lavorati nell’anno.
Poi, per erogare le somme spettanti, utilizzano l’ammontare complessivo delle ritenute disponibile in ciascun periodo di paga e, se tale ammontare non è sufficiente, possono attingere le risorse necessarie dai contributi previdenziali dovuti per lo stesso periodo di paga. I contributi presi in “prestito” non dovranno più essere versati, in quanto l’Inps si rivarrà sull’Erario. Come? Versando meno ritenute, quando opera come sostituto d’imposta.

Una volta riconosciuto, il credito Irpef sarà dunque erogato a partire dalla retribuzione del mese di maggio. Ma se per motivi tecnici legati alle procedure di pagamento degli stipendi ciò non fosse possibile, si sistemerà tutto nel successivo mese di giugno.

La via senza sostituto
I titolari di redditi di lavoro dipendente che, nel 2014, ricevono gli emolumenti da datori non sostituti d’imposta (come i lavoratori domestici) e quelli che chiudono il rapporto di lavoro prima del mese di maggio, non vedranno sul prossimo “cedolino” l’eventuale bonus. Nulla è perduto, potranno recuperarlo evidenziando il credito nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2014. Le strade per “rientrare” sono due: compensazione o rimborso.

Un credito che non c’era
I contribuenti che non hanno i requisiti per il ricevere il bonus, ad esempio perché hanno un reddito complessivo superiore a 26mila euro a causa della compresenza di altri redditi, devono comunicarlo al sostituto d’imposta, che recupererà le somme eventualmente corrisposte nelle successive buste paga e, comunque, in occasione del conguaglio di fine anno o di fine rapporto. Se comunque si percepisce un credito in tutto o in parte non spettante, lo stesso andrà restituito in sede di dichiarazione dei redditi.

Infine, la circolare ribadisce che il credito “non concorre alla formazione del reddito” e, quindi, non è imponibile ai fini delle imposte sui redditi, né rileva ai fini dell’Irap di chi lo eroga.


Fonte: Agenzia Entrate

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lunedì 28 aprile 2014

Dopo il condono cala il sipario su rimborsi e crediti d’imposta.

In tema di sanatorie fiscali, ex articolo 15 della legge n. 289/2002, la Corte conferma il proprio indirizzo in base al quale “Il condono fiscale pone il contribuente di fronte ad una libera scelta fra trattamenti distinti che non si intersecano fra loro: o coltivare la controversia nei modi ordinari, conseguendo, ove del caso, i rimborsi di somme indebitamente pagate o comunque spettanti, oppure corrispondere quanto dovuto per la definizione agevolata ma senza la possibilità di riflessi o interferenze con quanto già corrisposto sulla linea del procedimento fiscale ordinario; ne discende che l’adesione del contribuente alle sanatorie fiscali previste dalla legge n. 289/2002, articolo 15, è ostativa al rimborso del credito d’imposta asseritamente spettante e che, pertanto, l’Amministrazione deve disconoscere i crediti esposti nella dichiarazione relativa ad una annualità d’imposta oggetto di definizione agevolata” (Cassazione n. 22559/2008).

Sentenza n. 7979 del 4 aprile 2014 (udienza 25 febbraio 2014)
Cassazione civile, sezione V - Pres. Cirillo Ettore -  Est.  Tricomi  Laura
Legge n. 289 del 2002, articolo 15 – Sanatorie fiscali – Adesione alla definizione agevolata – Corresponsione delle somme per la definizione agevolata – Condizione ostativa per il rimborso di crediti d’imposta asseritamente spettanti – Disconoscimento dei crediti esposti in dichiarazione per le annualità definite

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Rifiuto di esibire la contabilità. Valido l’accertamento induttivo.

La documentazione intenzionalmente occultata da un imprenditore durante la verifica fiscale non è utilizzabile a suo favore in sede amministrativa o contenziosa.
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 8359 del 14 aprile, ribadisce il principio della rilevanza del dolo nel rifiuto di esibizione di registri e scritture contabili.

I fatti
Sulla base di un verbale redatto dalla Guardia di finanza, l’ufficio ha accertato maggiori Irpeg e Irap, per l’anno 2000, nei confronti di una società per azioni esercente attività di vendita di accessori per computer e articoli per ufficio.
L’avviso induttivo era stato emesso ex articolo 39, comma 2, lettera c), Dpr 600/1973, a seguito del rifiuto di esibizione del terzo, depositario della documentazione della contribuente e indicato da quest’ultima nel corso del primo accesso.

Impugnato l’avviso, la Commissione tributaria provinciale ha respinto il ricorso della società.

Di diverso avviso i giudici d’appello, che hanno parzialmente riformato la sentenza e hanno ritenuto legittimo l’accertamento induttivo operato dall’ufficio, sulla base della mancata esibizione dei documenti contabili (schede clienti e fornitori) nei tempi, luoghi e modi richiesti in sede di verifica e redazione del verbale di constatazione, e anche successivamente, in un arco temporale di tre mesi circa dal primo accesso. Hanno, inoltre, rideterminato l’imponibile ai fini Irpeg e Irap, applicando una percentuale di redditività pari all’1% dei ricavi, ritenuta più equa rispetto a quella del 2%, indicata dall’ufficio come media delle industrie del settore, operanti nel territorio.

La società, dopo aver dichiarato il fallimento, nel frattempo proponeva ricorso per cassazione, lamentando, tra l’altro, violazione e falsa applicazione degli articoli 52 del Dpr 633/1972, e 39, comma 2, lettera c), del Dpr 600/1973.
La Corte ha respinto il ricorso e, “ribadita l’immedesimazione essenziale tra le ipotesi del rifiuto di esibizione e della dichiarazione non veritiera di non possedere (nel senso, appunto, che questa dichiarazione altro non è che, per presunzione di legge, un diniego di esibizione), ha affermato che anche questa particolare ipotesi di rifiuto è necessariamente ‘dolosa’, occorrendo la sua non corrispondenza al vero e che sia diretta ad impedire l'ispezione del documento, accertabile con qualsiasi mezzo di prova, anche di natura meramente indiziaria…”.

Osservazioni
La pronuncia riguarda la valutazione sia della sussistenza del rifiuto della società a esibire la documentazione richiesta in fase di controllo amministrativo, con le conseguenti preclusioni istruttorie, sia dell’attività ispettiva degli accertatori, legittima ex articolo 39, comma 2, lettera c), Dpr 600/1973 (nel testo vigente ratione temporis).

Con riferimento alla dichiarazione di non possedere libri, registri, documenti e scritture (compresi quelli la cui tenuta e conservazione non è obbligatoria), resa dal contribuente nel corso di un accesso, opera la preclusione della inutilizzabilità degli stessi a proprio favore in sede amministrativa o contenziosa, se la stessa dichiarazione: a) non è veritiera o, in quanto diretta a impedire l’ispezione del documento, rappresenta un sostanziale rifiuto di esibizione, accertabile con qualunque mezzo di prova e anche attraverso presunzioni; b) è resa con coscienza e volontà; c) è supportata da dolo, e cioè dalla volontà del contribuente di impedire l’ispezione del documento in sede e nel corso dell’accesso (Sezioni unite 45/2000, Cassazione 1344/2010 e 16536/2010).

La Corte ha chiarito che la stessa preclusione non opera, invece, se l’indisponibilità del documento dipende da caso fortuito o forza maggiore, o sia imputabile a colpa (negligenza e imperizia nella custodia e conservazione; Cassazione 4821/2002, 14339/2011, 18921/2011 e 415/2013).
Con una chiara precisazione relativa alla “componente oggettiva” della fattispecie: i tre comportamenti materiali del contribuente distinti tra loro (il rifiuto di esibire i documenti richiesti, la dichiarazione di non possederli, la loro sottrazione all’ispezione) e descritti in astratto dalla norma (articolo 52, Dpr 633/1972), configurano, in concreto, un solo comportamento, il rifiuto di esibizione, del quale la dichiarazione di non possedere e la sottrazione sono soltanto “forme sintomatiche per legge”.

Dopo aver ribadito l’immedesimazione tra le ipotesi del rifiuto e della dichiarazione non veritiera di non possedere (nella fattispecie in esame, il rifiuto del terzo di esibire la documentazione richiesta e la mancata produzione dell’attestazione prescritta dall’articolo 52, comma 10, Dpr 633/1972, rendevano operativa la presunzione assoluta di non veridicità della dichiarazione che le scritture si trovavano presso un terzo), la Corte ha sottolineato la “circostanza che il contribuente non ha dimostrato attraverso la prescritta attestazione e la successiva produzione del documento la veridicità della sua dichiarazione di non poter esibire il documento perché posseduto da un terzo” (articolo 52, comma 10, Dpr 633/1972).

Ha affermato, altresì, che le stesse preclusioni istruttorie operano anche se la dichiarazione non veritiera riguarda documenti “la cui tenuta e conservazione non sono obbligatorie” o che possono essere tenuti in luoghi diversi da quelli indicati nelle dichiarazioni ex articolo 35, Dpr 633/1972. Ciò in quanto nessun dato testuale legittima un diverso regime dell’elemento psicologico a seconda della tipologia del documenti. Il divieto, infatti, va letto alla luce del principio di collaborazione e buona fede (in senso oggettivo) gravante su entrambe le parti nel procedimento amministrativo (articolo 10, legge 212/2000): da un lato, l’Amministrazione procedente deve formulare una richiesta di informazioni e documenti specifica e adeguata al caso concreto; dall’altro, il contribuente deve assumere un comportamento collaborativo e trasparente, rispettoso dei canoni di correttezza e diligenza.

In conclusione, l’Amministrazione finanziaria ha legittimamente effettuato l’accertamento induttivo, in quanto ricorreva l’ipotesi (articolo 39, comma 2, lettera c), Dpr 600/1973) di “sottrazione all’ispezione di alcune scritture contabili obbligatorie”, tra le quali rientrano anche le “schede contabili clienti e fornitori”, scritture ausiliarie ex articolo 14, lettera c), Dpr 600/1973.


Fonte: Agenzia Entrate

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Decadenza agevolazione prima casa.

In caso di decadenza dall’agevolazione prima casa per vendita prima dei cinque anni e mancato riacquisto nel successivo, l’imposta può essere recuperata anche in capo al venditore originario?

Nel caso di decadenza delle agevolazioni concesse per l'acquisto di un immobile da destinare a personale abitazione, per fatto imputabile alla parte acquirente, non c’è la solidarietà tra le parti (circolare 38/2005). Infatti, l’imposta dovuta in seguito alla decadenza dell’agevolazione costituisce imposta complementare, dovuta per un fatto imputabile soltanto a una delle parti contraenti che sarà, pertanto, a carico esclusivamente di questa (articolo 57, comma 4, Dpr 131/1986). Il venditore originario non potrà quindi essere chiamato a rispondere dell’imposta dovuta dall’acquirente per la decadenza dell’agevolazione, posto che essa deriva dal solo mancato riacquisto, da parte di quest’ultimo, entro un anno, di un altro immobile, in presenza delle condizioni per usufruire dell’agevolazione (risoluzione ministeriale prot. 310603 del 19/10/90).


Fonte: Agenzia Entrate

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Arriva un “quintetto” di codici per le rateizzazioni da “exit-tax”.

La risoluzione n. 44/E del 24 aprile prende le mosse dal contenuto dell’articolo 166 del Tuir, secondo il quale il trasferimento all’estero della residenza di imprese commerciali (società, enti e imprenditori individuali) costituisce realizzo, al valore normale, dei componenti dell’azienda o del complesso aziendale. A seguito del trasferimento, quindi, la differenza tra il valore normale e il costo fiscalmente riconosciuto dei beni costituenti l’azienda (la plusvalenza), è tassata in Italia (exit tax). L’imposta non si applica, se i beni confluiscono in una stabile organizzazione situata nel territorio italiano.
Gli effetti possono essere sospesi se il trasferimento avviene in Stati appartenenti all’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo, con i quali l’Italia ha stipulato un accordo sulla reciproca assistenza in materia di riscossione di crediti tributari, comparabile con quella assicurata dalla direttiva 2010/24/UE del Consiglio Ue (“paesi collaborativi”).
Il decreto Mef 2 agosto 2013 ha stabilito le modalità di attuazione della norma, prevedendo, tra l’altro, la possibilità di versare le imposte sui redditi dovute sulle plusvalenze in quote costanti, con riferimento all’esercizio in cui ha efficacia il trasferimento e nei nove successivi, maggiorate degli interessi nella misura prevista dall’articolo 20 del Dlgs 241/1997.

La risoluzione odierna, dunque, istituisce i codici tributo per versare a rate l’imposta su plusvalenza da exit-tax. Vanno riportati nella sezione “Erario” del modello F24, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, indicando nel campo “anno di riferimento” l’anno per il quale si effettua il versamento:
4049 – Irpef
2026 – Ires
2027 – Maggiorazione Ires - società di comodo
2028 – Addizionale Ires - settore petrolifero e gas
2030 – Addizionale Ires - enti creditizi, finanziari e assicurativi.


Fonte: Agenzia Entrate

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Tari e Tasi: i tributi comunali sono pronti per viaggiare in F24.

La Stabilità 2014 (articolo 1, comma 639, legge 147/2013) ha istituito l’imposta unica comunale (Iuc). Alla base del tributo ha individuato due presupposti, uno collegato al possesso di immobili, l’altro all’erogazione dei servizi comunali: l’imposta, quindi, include l’Imu (escluse le abitazioni principali), la Tari, cioè la tassa sui rifiuti, a carico dell’utilizzatore, e la Tasi, il tributo sui “servizi indivisibili” (ad esempio, illuminazione, strade, eccetera), dovuta dal possessore e, in parte, dall’utilizzatore dell’immobile.
In relazione alla Tari, i Comuni che hanno realizzato sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico, possono, attraverso un apposito regolamento, applicare una tariffa, avente natura corrispettiva, in sostituzione del tributo.

Tari (o tariffa) e Tasi, quindi, sono tributi nuovi e, per consentire il versamento mediante modello F24 dei relativi importi, hanno bisogno di codici che li identifichino.
Ebbene, considerato che il primo è il legittimo erede della Tares e il secondo esordiente a tutti gli effetti, l’Agenzia delle Entrate, con tre distinte risoluzioni (nn. 45/E, 46/E e 47/E del 24 aprile), ha rinominato, per la Tari, gli stessi codici l’anno scorso assegnati alla Tares (risoluzioni nn. 37 e 42 del 2013), mentre, per la Tasi, ha istituito numeri tutti inediti.
E questo per due diverse deleghe di pagamento, quella utilizzata dalla generalità dei contribuenti (F24) e quella riservata agli enti pubblici (F24EP).

I codici tributo riservati alla Tasi sono:
per l’F24
“3958” – Tasi, abitazione principale e relative pertinenze
“3959” – Tasi, fabbricati rurali ad uso strumentale
“3960” – Tasi, aree fabbricabili
“3961” – Tasi, altri fabbricati
“3962” – Tasi, interessi
“3963” – Tasi, sanzioni

per l’F24 EP:
“374E” – Tasi, fabbricati rurali ad uso strumentale
“375E” – Tasi, aree fabbricabili
“376E” – Tasi, altri fabbricati
“377E” – Tasi, interessi
“378E” – Tasi, sanzioni.

I codici relativi al tributo possono essere utilizzati anche per le somme dovute a seguito dell’attività di controllo. Quelli relativi a interessi e sanzioni, invece, vanno utilizzati soltanto per le somme dovute a seguito dell’attività di controllo; in caso di ravvedimento, infatti, sanzioni e interessi devono essere versati unitamente all’imposta.

I codici rinominati che identificano la Tari (o la tariffa) sono:
per l’F24
“3944” – Tari (e Tares)
“3945” – Tari (e Tares), interessi
“3946” – Tari (e Tares), sanzioni
“3950” – tariffa
“3951” – tariffa, interessi
“3952” – tariffa, sanzioni

per l’F24 EP:
“365E” – Tari (e Tares)
“366E” – Tari (e Tares), interessi
“367E” – Tari (e Tares), sanzioni
“368E” – tariffa
“369E” – tariffa, interessi
“370E” – tariffa, sanzioni.

I codici per la Tari (e quelli per l’eventuale tariffa) possono essere utilizzati anche per versare i tributi dovuti a seguito dell’attività di controllo.


Fonte: Agenzia Entrate

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domenica 27 aprile 2014

Scadenze fiscali del 26 maggio.

Operatori intracomunitari con obbligo mensile: presentazione INTRASTAT
Adempimento: Intra
Presentazione degli elenchi riepilogativi (INTRASTAT) delle cessioni e/o acquisti intracomunitari di beni nonch¿elle prestazioni di servizi intracomunitari effettuati nel mese precedente


Fonte: Agenzia Entrate

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Scadenze fiscali del 20 maggio.

Associazioni sportive dilettantistiche che hanno presentato la domanda di ammissione al cinque per mille: richiesta rettifica errori iscrizione
Adempimento: Richieste/domande/Istanze
Scade il termine per chiedere la rettifica di eventuali errori di iscrizione nell'elenco delle "Associazioni Sportive Dilettantistiche"

Enti del volontariato che hanno presentato la domanda di ammissione al cinque per mille: richiesta rettifica errori iscrizione
Adempimento: Richieste/domande/Istanze
Scade il termine per chiedere la rettifica di eventuali errori di iscrizione nell'elenco degli "enti del volontariato"


Fonte: Agenzia Entrate

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Scadenze fiscali del 16 maggio.

Ravvedimento
Adempimento: Ravvedimento
Ultimo giorno utile per la regolarizzazione dei versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 16 aprile 2014 (ravvedimento), con la maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta al 3%

Enti pubblici: Ravvedimento
Adempimento: Ravvedimento
Ultimo giorno utile per la regolarizzazione dei versamenti di imposte e ritenute non effettuati (o effettuati in misura insufficiente) entro il 16 aprile 2014 (ravvedimento), con la maggiorazione degli interessi legali e della sanzione ridotta al 3%

Contribuenti Iva: comunicazione dati contenuti nelle dichiarazioni d'intento
Adempimento: Comunicazioni
Presentazione della comunicazione dei dati contenuti nelle dichiarazioni d'intento ricevute per le quali le operazioni effettuate senza applicazione di imposta sono confluite nella liquidazione con scadenza 16 maggio

Istituti di credito e intermediari finanziari: Versamento imposta sostitutiva
Adempimento: Imposte sostitutive
Versamento dell'imposta sostitutiva risultante dal "conto unico" relativo al mese precedente, sugli interessi, premi ed altri frutti delle obbligazioni e titoli similari, emessi da Banche, S.p.a. quotate ed Enti Pubblici

Istituti di credito e intermediari finanziari: Versamento imposta sostitutiva
Adempimento: Imposte sostitutive
Versamento dell'imposta sostitutiva risultante dal "conto unico" relativo al mese precedente, sugli utili delle azioni e dei titoli immessi nel sistema di deposito accentrato gestito dalla Monte Titoli S.p.a.

Imposta sostitutiva su ciascuna plusvalenza o altro reddito diverso realizzato in regime di risparmio amministrato
Adempimento: Imposte sostitutive
Versamento dell'imposta sostitutiva applicata su ciascuna plusvalenza realizzata nel secondo mese precedente (regime del risparmio amministrato)

Versamento dell'imposta sostitutiva applicata sul risultato maturato delle gestioni individuali di portafoglio
Adempimento: Imposte sostitutive
Versamento dell'imposta sostitutiva sul risultato maturato delle gestioni individuali di portafoglio (regime del risparmio gestito) in caso di revoca del mandato di gestione nel secondo mese precedente

Enti pubblici: versamento rata saldo IVA 2013
Adempimento: Iva
Versamento 3¿ rata del Saldo IVA 2013 dovuto in base alla dichiarazione annuale con la maggiorazione dello 0,33% mensile a titolo di interessi

Contribuenti Iva trimestrali "per opzione": versamento Iva 1¿ trimestre
Adempimento: Iva
Versamento dell'IVA dovuta per il 1¿ trimestre (maggiorata dell'1% ad esclusione dei regimi speciali ex art.74, comma 4, D.P.R. 633/72)

Contribuenti Iva trimestrali (subfornitori): Versamento Iva dovuta nel 1¿ trimestre relativa alle operazioni derivanti da contratti di subfornitura
Adempimento: Iva
Versamento dell'IVA dovuta relativa al 1¿ trimestre

Contribuenti Iva trimestrali "naturali": versamento Iva relativa al 1¿ trimestre
Adempimento: Iva
Versamento dell'IVA dovuta relativa al 1¿ trimestre

Associazioni sportive dilettantistiche e soggetti assimilati: versamento Iva 1¿ trimestre
Adempimento: Iva
Liquidazione e versamento dell'IVA relativa al 1¿ trimestre (senza la maggiorazione del 1%)

Versamento rata del saldo Iva dovuta in base alla dichiarazione annuale
Adempimento: Iva
Versamento 3¿ rata dell'IVA relativa all'anno d'imposta 2013 risultante dalla dichiarazione annuale con la maggiorazione dello 0,33% mensile a titolo di interessi

Liquidazione e versamento dell'Iva relativa al mese precedente
Adempimento: Iva
Liquidazione e versamento dell'Iva relativa al mese precedente

Soggetti che hanno affidato a terzi la contabilit¿Liquidazione e versamento dell'Iva relativa al secondo mese precedente
Adempimento: Iva
Liquidazione e versamento dell'Iva relativa al secondo mese precedente

Enti pubblici: liquidazione e versamento Iva mese precedente
Adempimento: Iva
Liquidazione e versamento mensile IVA

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte su rendite AVS corrisposte nel mese precedente

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento della rata dell'addizionale regionale dell'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze del mese precedente a seguito delle operazioni di conguaglio di fine anno

Enti pubblici: Versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento della rata dell'addizionale regionale dell'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze del mese precedente a seguito delle operazioni di conguaglio di fine anno

Enti pubblici: Versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati nonch¿ui redditi di lavoro autonomo corrisposti nel mese precedente

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte su indennit¿i cessazione del rapporto di agenzia corrisposte nel mese precedente

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte su indennit¿i cessazione del rapporto di collaborazione a progetto corrisposte nel mese precedente

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte su contributi, indennit¿ premi vari corrisposti nel mese precedente

Imposta sostitutiva sulla retribuzione di produttivit
Adempimento: ritenute
Versamento imposta sostitutiva sulle somme erogate ai dipendenti, nel mese precedente, in relazione a incrementi di produttivit¿innovazione ed efficienza legati all'andamento economico delle imprese

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento della rata dell'addizionale comunale all'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze del mese precedente a seguito delle operazioni di conguaglio di fine anno

Enti pubblici: Versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento della rata dell'addizionale comunale all'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze del mese precedente a seguito delle operazioni di conguaglio di fine anno

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento in unica soluzione dell'addizionale comunale all'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze del mese precedente a seguito delle operazioni di cessazione del rapporto di lavoro

Enti pubblici: Versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento in unica soluzione dell'addizionale comunale all'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze del mese precedente a seguito delle operazioni di cessazione del rapporto di lavoro

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento della rata dell'acconto dell'addizionale comunale all'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze del mese precedente

Enti pubblici: Versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento della rata dell'acconto dell'addizionale comunale all'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze del mese precedente

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento dell'addizionale sui compensi a titolo di bonus e stock options trattenuta dal sostituto d'imposta

Condomini in qualit¿i sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute operate dai condomini sui corrispettivi nel mese precedente per prestazioni relative a contratti d'appalto, di opere o servizi effettuate nell'esercizio d'impresa

OICR: Versamento ritenute
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute sui proventi derivanti da O.I.C.R. effettuate nel mese precedente

Imprese di assicurazione: versamento ritenute
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte su redditi di capitale derivanti da riscatti o scadenze di polizze vita stipulate entro il 31/12/2000, escluso l'evento morte, corrisposti o maturati nel mese precedente

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte su interessi e redditi di capitale vari corrisposti o maturati nel mese precedente

Banche e Poste: Versamento ritenuta operata su bonifici
Adempimento: ritenute
Versamento delle ritenute sui bonifici effettuati nel mese precedente dai contribuenti che intendono beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d'imposta

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte su redditi derivanti da perdita di avviamento commerciale corrisposti nel mese precedente

Enti pubblici: Versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento dell'acconto mensile Irap dovuto sulle retribuzioni, sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e sui compensi corrisposti nel mese precedente

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento in unica soluzione dell'addizionale regionale all'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze del mese precedente a seguito delle operazioni di cessazione del rapporto di lavoro

Enti pubblici: Versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento in unica soluzione dell'addizionale regionale all'Irpef trattenuta ai lavoratori dipendenti e pensionati sulle competenze del mese precedente a seguito delle operazioni di cessazione del rapporto di lavoro

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte sui pignoramenti presso terzi riferite al mese precedente

Enti pubblici: Versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte sui pignoramenti presso terzi riferite al mese precedente

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte su redditi derivanti da riscatti di polizze vita corrisposti nel mese precedente

Soggetti che corrispondono redditi di pensione: versamento della rata relative alle imposte dovute in sede di conguaglio
Adempimento: ritenute
Versamento della rata relativa alle imposte dovute in sede di conguaglio di fine anno per importi complessivamente superiori a 100 euro

Enti pubblici che corrispondono redditi di pensione con vincolo di tesoreria unica: versamento della rata relative alle imposte dovute in sede di conguaglio
Adempimento: ritenute
Versamento della rata relativa alle imposte dovute in sede di conguaglio di fine anno per importi complessivamente superiori a 100 euro

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati corrisposti nel mese precedente

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte su redditi di lavoro autonomo corrisposti nel mese precedente

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte su provvigioni corrisposte nel mese precedente

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte su premi e vincite corrisposti o maturati nel mese precedente

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte su cessione titoli e valute corrisposti o maturati nel mese precedente

Sostituti d'imposta: versamento ritenute operate nel mese precedente
Adempimento: ritenute
Versamento ritenute alla fonte su redditi di capitale diversi corrisposti o maturati nel mese precedente

Versamento imposta sugli intrattenimenti
Adempimento: altro
Versamento dell'imposta sugli intrattenimenti relativi alle attivit¿volte con carattere di continuit¿el mese precedente

Tobin Tax: Versamento dell'imposta sui trasferimenti della propriet¿i azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi nonch¿i titoli rappresentativi dei predetti strumenti
Adempimento: altro
Versamento dell'imposta sulle transazioni finanziarie (c.d. Tobin Tax) di cui all'art. 1, comma 491, della Legge n. 228/2012 relativa ai trasferimenti della propriet¿i azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi nonch¿i titoli rappresentativi dei predetti strumenti effettuati nel mese precedente

Tobin Tax: Versamento dell'imposta dovuta sui trasferimenti della propriet¿i azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi nonch¿i titoli rappresentativi dei predetti strumenti
Adempimento: altro
Versamento dell'imposta sulle transazioni finanziarie (c.d. Tobin Tax) di cui all'art. 1, comma 491, della Legge n. 228/2012 dovuta sui trasferimenti della propriet¿i azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi nonch¿i titoli rappresentativi dei predetti strumenti effettuati nel mese precedente

Imprese di assicurazione: versamento acconto
Adempimento: altro
Versamento, a titolo di acconto, di una somma pari al 40% dell'imposta sulle assicurazioni dovuta per l'anno precedente provvisoriamente determinata, al netto di quella relativa alle assicurazioni contro la responsabilit¿ivile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore

Societ¿i Gestione Accentrata ex art. 80 del TUF: Versamento dell'imposta sui trasferimenti della propriet¿i azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi nonch¿i titoli rappresentativi dei predetti strumenti effettuati dai soggetti deleganti
Adempimento: altro
Versamento dell'imposta sulle transazioni finanziarie (c.d. Tobin Tax) di cui all'art. 1, comma 491, della Legge n. 228/2012 relativa ai trasferimenti della propriet¿i azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi nonch¿i titoli rappresentativi dei predetti strumenti effettuati fino al 31 marzo dai soggetti deleganti

Societ¿i Gestione Accentrata ex art. 80 del TUF: Versamento dell'imposta dovuta sulle operazioni su strumenti finanziari derivati e su valori mobiliari effettuate dai soggetti deleganti
Adempimento: altro
Versamento dell'imposta sulle transazioni finanziarie (c.d. Tobin Tax) di cui all'art. 1, comma 492, della Legge n. 228/2012 dovuta sulle operazioni su strumenti finanziari derivati e su valori mobiliari effettuate fino al 31 marzo dai soggetti deleganti

Societ¿i Gestione Accentrata ex art. 80 del TUF: versamento dell'imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza relative alle azioni, agli strumenti finanziari partecipativi, ai titoli rappresentativi, ai valori mobiliari e agli strumenti finanziari derivati effettuate dai soggetti deleganti
Adempimento: altro
Versamento dell'imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza relative ad azioni e strumenti finanziari di cui all'art. 1, comma 495, della Legge n. 228/2012 (c.d. Tobin Tax) dovuta sugli ordini relativi ai trasferimenti degli strumenti finanziari partecipativi di cui all'art. 1, comma 491, della L. n. 228/2012 e sugli ordini relativi agli strumenti finanziari derivati e valori mobiliari di cui all'art. 1, comma 492, della Legge n. 228/2012, effettuati fino al 31 marzo dai soggetti deleganti

Enti pubblici che corrispondono redditi di pensione con vincolo di tesoreria unica: versamento quota canone Rai trattenuta ai pensionati
Adempimento: altro
Versamento della rata relativa al canone Rai trattenuta ai pensionati
Soggetti che corrispondono redditi di pensione : versamento quota canone Rai trattenuta ai pensionati
Adempimento: altro

Versamento della rata relativa al canone Rai
Tobin Tax: Versamento dell'imposta dovuta sulle operazioni su strumenti finanziari derivati e su valori mobiliari
Adempimento: altro
Versamento dell'imposta sulle transazioni finanziarie (c.d. Tobin Tax) di cui all'art. 1, comma 492, della Legge n. 228/2012 dovuta sulle operazioni su strumenti finanziari derivati e su valori mobiliari effettuate nel mese precedente

Tobin Tax: Versamento dell'imposta dovuta sulle operazioni su strumenti finanziari derivati e su valori mobiliari
Adempimento: altro
Versamento dell'imposta sulle transazioni finanziarie (c.d. Tobin Tax) di cui all'art. 1, comma 492, della Legge n. 228/2012 dovuta sulle operazioni su strumenti finanziari derivati e su valori mobiliari effettuate nel mese precedente

Tobin Tax: versamento dell'imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza relative alle azioni, agli strumenti finanziari partecipativi, ai titoli rappresentativi, ai valori mobiliari e agli strumenti finanziari derivati
Adempimento: altro
Versamento dell'imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza relative ad azioni e strumenti finanziari di cui all'art. 1, comma 495, della Legge n. 228/2012 (c.d. Tobin Tax) dovuta sugli ordini relativi ai trasferimenti degli strumenti finanziari partecipativi di cui all'art. 1, comma 491, della L. n. 228/2012 e sugli ordini relativi agli strumenti finanziari derivati e valori mobiliari di cui all'art. 1, comma 492, della Legge n. 228/2012, effettuati nel mese precedente

Tobin Tax: versamento dell'imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza relative alle azioni, agli strumenti finanziari partecipativi, ai titoli rappresentativi, ai valori mobiliari e agli strumenti finanziari derivati
Adempimento: altro
Versamento dell'imposta sulle negoziazioni ad alta frequenza relative ad azioni e strumenti finanziari di cui all'art. 1, comma 495, della Legge n. 228/2012 (c.d. Tobin Tax) dovuta sugli ordini relativi ai trasferimenti degli strumenti finanziari partecipativi di cui all'art. 1, comma 491, della L. n. 228/2012 e sugli ordini relativi agli strumenti finanziari derivati e valori mobiliari di cui all'art. 1, comma 492, della Legge n. 228/2012 effettuati nel mese precedente


Fonte: Agenzia Entrate


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Scadenze fiscali del 15 maggio.

Esercenti commercio al minuto e soggetti della grande distribuzione: adempimenti contabili
Adempimento: adempimenti contabili
Registrazione, anche cumulativa, delle operazioni per le quali ¿ilasciato lo scontrino fiscale o la ricevuta fiscale, effettuate nel mese solare precedente

ASD, Pro-loco e altre associazioni: adempimenti contabili
Adempimento: adempimenti contabili
Dette associazioni devono annotare, anche con un'unica registrazione, l'ammontare dei corrispettivi e di qualsiasi provento conseguito nell'esercizio di attivit¿ommerciali, con riferimento al mese precedente

Soggetti IVA: adempimenti contabili
Adempimento: adempimenti contabili
Emissione e registrazione delle fatture differite relative a beni consegnati o spediti nel mese solare precedente e risultanti da documento di trasporto o da altro documento idoneo ad identificare i soggetti tra i quali effettuata l'operazione


Fonte: Agenzia Entrate

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Scadenze fiscali del 12 maggio.

Imposta di bollo: Versamento in modo virtuale dell'imposta relativa agli assegni in circolazione alla fine del 1 trimestre 2014
Adempimento: Imposta di bollo
Versamento in modo virtuale dell'imposta di bollo relativa agli assegni circolari in circolazione alla fine del 1¿ trimestre 2014


Fonte: Agenzia Entrate

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Scadenze fiscali del 7 maggio.

Enti del volontariato che intendono partecipare al cinque per mille: presentazione telematica della domanda di ammissione
Adempimento: Richieste/domande/Istanze
Per gli enti interessati a partecipare al riparto della quota del cinque per mille dell'Irpef per l'esercizio finanziario 2014 scade il termine per la presentazione della domanda di iscrizione nell'elenco degli "enti del volontariato" tenuto dall'Agenzia delle Entrate

Associazioni sportive dilettantistiche che intendono partecipare al cinque per mille: presentazione telematica della domanda di ammissione
Adempimento: Richieste/domande/Istanze
Per le ASD interessate a partecipare al riparto della quota del cinque per mille dell'Irpef per l'esercizio finanziario 2014 scade il termine per la presentazione della domanda di iscrizione nell'elenco delle "associazioni sportive dilettantistiche" predisposto dal CONI e gestito dall'Agenzia delle Entrate


Fonte: Agenzia Entrate

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Scadenze fiscali del 6 maggio.

Enti della ricerca scientifica e dell'universit¿he hanno trasmesso la domanda di ammissione al cinque per mille: richiesta di rettifica degli errori
Adempimento: Richieste/domande/Istanze
Scade il termine per chiedere la rettifica di eventuali errori di iscrizione nell'elenco degli "enti della ricerca scientifica"

Enti della ricerca sanitaria che hanno trasmesso la domanda di ammissione al cinque per mille: richiesta di rettifica degli errori
Adempimento: Richieste/domande/Istanze
Scade il termine per chiedere la rettifica di eventuali errori di iscrizione nell'elenco degli "enti della ricerca sanitaria"


Fonte: Agenzia Entrate

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Scadenze fiscali del 2 maggio.

Contratti di locazione: registrazione e versamento dell'imposta di registro e degli altri tributi dovuti
Adempimento: Imposta di registro
Versamento dell'imposta di registro e degli altri tributi dovuti sui contratti di locazione e affitto stipulati in data 01/04/2014 o rinnovati tacitamente con decorrenza dal 01/04/2014. I tributi devono essere autoliquidati e versati entro 30 giorni dalla stipula, prima della registrazione; la copia dell'attestato di versamento va poi consegnata all'Ufficio Territoriale dell'Agenzia delle Entrate insieme alla richiesta di registrazione. In caso di registrazione telematica, il pagamento ¿ontestuale alla registrazione

Contratti di locazione: registrazione e versamento dell'imposta di registro e degli altri tributi dovuti
Adempimento: Imposta di registro
Versamento dell'imposta di registro e degli altri tributi dovuti sui contratti di locazione e affitto stipulati in data 01/04/2014 o rinnovati tacitamente con decorrenza dal 01/04/2014. I tributi devono essere autoliquidati e versati entro 30 giorni dalla stipula, prima della registrazione; la copia dell'attestato di versamento va poi consegnata all'Ufficio Territoriale dell'Agenzia delle Entrate insieme alla richiesta di registrazione. In caso di registrazione telematica, il pagamento ¿ontestuale alla registrazione

Contratti di locazione: registrazione e versamento dell'imposta di registro e degli altri tributi dovuti
Adempimento: Imposta di registro
Versamento dell'imposta di registro e degli altri tributi dovuti sui contratti di locazione e affitto stipulati in data 01/04/2014 o rinnovati tacitamente con decorrenza dal 01/04/2014. I tributi devono essere autoliquidati e versati entro 30 giorni dalla stipula, prima della registrazione; la copia dell'attestato di versamento va poi consegnata all'Ufficio Territoriale dell'Agenzia delle Entrate insieme alla richiesta di registrazione. In caso di registrazione telematica, il pagamento contestuale alla registrazione.


Fonte: Agenzia Entrate

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giovedì 24 aprile 2014

Artigiani e commercianti, i modelli F24 2014 dell'Inps da oggi nel cassetto previdenziale.

A partire da oggi, artigiani e commercianti, accedendo al cassetto previdenziale dell'Inps tramite Pin dell'Inps, troveranno nella sezione "Posizione assicurativa - Dati del modello F24" il prospetto ed i modelli F24 precompilati per il versamento dei contributi dovuti per l'anno 2014. A breve, sarà poi resa disponibile anche la lettera in formato Pdf nella sezione "Comunicazione bidirezionale - Modelli F24" e sarà inviata un'email di avviso agli iscritti ed ai loro delegati di cui risulta l'indirizzo di posta elettronica.


Fonte: Il Sole 24 Ore

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Spesometro, ora ravvedimento entro un anno dall'invio.

Il aprile era l'ultimo giorno utile per l'invio dei dati relativi alle operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate nel 2013 ("spesometro") da parte dei contribuenti con liquidazione IVA diversa da quella mensile, cioè trimestrale o annuale (mentre per i contribuenti con liquidazione IVA mensile il termine era già scaduto lo scorso 10 aprile). Per coloro che non vi hanno provveduto nei termini, si apre ora la strada del ravvedimento operoso. Il termine per il ravvedimento è di un anno, che va calcolato a seconda delle differenti scadenze per l'invio (10 aprile o 22 aprile). In base all'articolo 21 del D.L. n. 78/2010 e secondo quanto indicato dalla circolare 24/E/2011 relativa allo spesometro: «L'omessa trasmissione della comunicazione, nonché l'invio della stessa con dati incompleti o non corrispondenti al vero, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da un minimo di 258 a un massimo di 2.065 euro». Il contribuente può provvedere alla regolarizzazione attraverso l'istituto del ravvedimento operoso (articolo 13 del Dlgs 472/97) correggendo l'errore commesso entro un anno dalla sua scadenza originaria e versando una sanzione ridotta pari a un ottavo del minimo edittale, cioè un ottavo di 258 euro e, quindi, pari a 32,25 euro.


Fonte: Il Sole 24 Ore

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Fatturazione elettronica obbligatoria verso tutte le PA anticipata al 31 marzo 2015.

Il decreto sul taglio del cuneo fiscale contiene anche altre misure di diverso genere. Tra queste, l'anticipo al 31 marzo 2015 dell'avvio a regime della fatturazione elettronica obbligatoria nei confronti di tutte le Pubbliche Amministrazioni, comprese quelle locali, diverse da Ministeri, Agenzie fiscali ed enti di previdenza. Nei confronti di queste ultime l'obbligo decorre, infatti, dal 6 giugno 2014, secondo il calendario originariamente fissato dal decreto ministeriale n. 55 del 3 aprile 2013. Lo stesso decreto aveva fissato al 6 giugno 2015 la decorrenza per le altre amministrazioni centrali, delegando ad un ulteriore decreto ministeriale l'individuazione della tempistica per le amministrazioni locali: ora tale termine del 6 giugno 2015 è stato anticipato al 31 marzo 2015.


Fonte: Il Sole 24 Ore

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Corso di lingua: indetraibilità delle spese.

È possibile detrarre le spese sostenute per un corso di inglese presso una scuola abilitata, cui ha partecipato mio figlio?

È ammessa la detrazione Irpef del 19% in relazione alla spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione secondaria di primo e secondo grado, universitaria, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti pubblici o privati, italiani o stranieri (articolo 15, comma 1, lettera e, del Tuir). Non sono invece detraibili le spese per corsi su singole materie. Le spese sostenute per la frequenza di corsi di lingua, anche se sostenuti presso un istituto abilitato, non rientrano tra le spese ammesse in detrazione.


Fonte: Agenzia Entrate

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Le nuove regole del rito civilistico valgono anche per i processi fiscali.

Le modifiche apportate al ricorso per cassazione dal Dl 83/2012 (“decreto crescita”), sono applicabili anche al processo tributario.
Ciò in considerazione del “valore costituzionale dell’unità della giurisdizione e della limitazione dei margini di specialità ammessi nel nostro ordinamento”, che si palesa nella “riduzione dei margini di specialità del processo tributario destinata ad arrestarsi… alla soglia del giudizio di legittimità”.

È quanto chiarito dalle sezioni unite della Corte di cassazione con sentenza 7 aprile 2014, n. 8053.

La questione
L’articolo 54 del Dl 83/2012 ha apportato alcune modifiche al libro secondo del codice di procedura civile in materia di appello e di ricorso per cassazione.
In particolare, è stata prevista la sostituzione del n. 5) del primo comma dell’articolo 360, concernente il vizio di “omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio” con il seguente: “per omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti”. Inoltre, è stato inserito l’articolo 348-ter, il quale, all’ultimo comma, prevede che il ricorso per cassazione avverso la sentenza d’appello – che confermi la decisione di primo grado per le stesse ragioni, inerenti alla questione di fatto, poste a base della decisione appellata – può essere proposto esclusivamente per i motivi di cui ai nn. 1), 2), 3) e 4) dell’articolo 360 cpc.

Tuttavia, considerato che l’articolo 54, comma 3-bis, del “decreto crescita” prevede che “le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano al processo tributario di cui al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546”, si è posto il dubbio dell’applicabilità di tali modifiche normative ai ricorsi per cassazione avverso le pronunce delle Commissione tributarie.

Con l’ordinanza 23273/2013, la sezione sesta civile della Cassazione, pur precisando di condividere la tesi favorevole all’applicazione di tale modifica normativa sul rilievo che “l’art. 54, comma 3 bis… riguarda solo il processo tributario vero e proprio (primo e secondo grado) delineato dalla L. n. 546 del 1992, mentre il giudizio di cassazione, anche ove verta in materia tributaria, non è più ‘processo tributario’ ed è disciplinato dalle disposizioni del codice di procedura civile”, ha rilevato che “nella dottrina sembra prevalere l’opinione opposta secondo cui la riforma in questione non tocca il processo di cassazione, quando formino oggetto di ricorso sentenze delle Commissioni Tributarie”. Conseguentemente, con l’ordinanza in questione, i predetti dubbi sono stati posti all’attenzione delle sezioni unite.

La sentenza
Con la sentenza 8053/2014, le sezioni unite della Cassazione, dopo aver precisato che il rinvio operato dall’articolo 62 del Dlgs 546/1992 alle norme sui ricorsi per cassazione deve ritenersi “formale” e “mobile” e non “materiale” e “fisso”, hanno chiarito che ai ricorsi per cassazione proposti avverso le sentenze delle Commissioni tributarie si applicano sia il nuovo n. 5) dell’articolo 360, cpc, sia l’ultimo comma del citato articolo 348-ter.
In particolare, le sezioni unite hanno precisato che il nuovo n. 5 dell’articolo 360 deve essere interpretato non più come omessa motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio, ma come omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e che abbia carattere decisivo, nel senso che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia. L’omesso esame di elementi istruttori, invece, non integra di per sé il vizio di omesso esame di un fatto decisivo, qualora il fatto storico rilevante in causa sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, benché la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie.

Le sezioni unite hanno, poi, precisato che, a seguito della riforma processual-civilistica, è venuto meno il controllo della motivazione con riferimento al parametro della “sufficienza”, mentre è rimasto il controllo sull’esistenza (sotto il profilo dell’assoluta omissione o della mera apparenza) e sulla coerenza (sotto il profilo della irriducibile contraddittorietà e dell’illogicità manifesta) della motivazione.
Tuttavia, con riferimento a questi ultimi parametri, il vizio di motivazione si converte nel vizio di “violazione di legge” (articolo 132, n. 4, cpc ai sensi del motivo n. 3) dell’articolo 360), sempre che il vizio emerga immediatamente e direttamente dal testo della sentenza impugnata e prescinda dal confronto con le risultanze processuali. Si tratta, in buona sostanza, dei casi di “mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, di “motivazione apparente”, di “contrasto irriducibile fra affermazioni inconciliabili” e di “motivazione perplessa od obiettivamente incomprensibile”.

Alla luce di tali argomentazioni, le sezioni unite hanno precisato che, in sede di predisposizione del ricorso per cassazione, il ricorrente che intende far valere la violazione del vizio di motivazione di cui al n. 5 dell’articolo 360 cpc deve indicare il fatto storico il cui esame sia stato omesso, il dato emergente dalla sentenza o dagli atti processuali da cui ne risulti l’esistenza, il momento e la sede processuale in cui tale fatto sia stato oggetto di discussione tra le parti, e la decisività del fatto stesso.

Conclusioni
Le sezioni unite della Cassazione hanno evidenziato che la specializzazione del giudizio di legittimità in materia tributaria si pone soltanto in una prospettiva futura e non anche di diritto vivente. Infatti, come rilevato dalla sentenza in commento, la “delega fiscale” approvata con legge 23/2014, all’articolo 10, recante disposizioni per la revisione del contenzioso tributario, ha invitato il legislatore delegato a introdurre norme “per il rafforzamento della tutela giurisdizionale del contribuente, assicurando la terzietà dell’organo giudicante”. Ciò, a giudizio della Corte suprema, significherebbe che, per il momento, il legislatore non intende “favorire un accrescimento dello spessore di specialità del processo tributario… ma semmai incoraggiare quel processo di assimilazione alle regole ordinarie…”.


Fonte: Agenzia Entrate

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Il noleggio occasionale in mare trova la rotta per la sostitutiva.

“1847” è il codice tributo che va indicato nel modello F24 per il versamento dell’imposta del 20% dovuta da parte di coloro che, avendo svolto attività occasionale di noleggio o locazione di imbarcazioni e navi da diporto, optano per il regime di tassazione sostitutivo.
A istituirlo, la risoluzione n. 43/E del 23 aprile.

Si tratta, in particolare, delle somme dovute da chi beneficia della norma agevolativa prevista dall’articolo 49-bis del Dlgs 171/2005, che disciplina il noleggio occasionale di unità destinate a scopi sportivi o ricreativi. In particolare, la disposizione si rivolge a “…il titolare persona fisica o società non avente come oggetto sociale il noleggio o la locazione ovvero l’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria, di imbarcazioni e navi da diporto…”. Chi svolge tale attività per non più di 42 giorni complessivi, può assoggettare i relativi proventi a un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali, nella misura del 20%, da versare entro il termine stabilito per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. In tal caso, costi e spese sostenute relative all’attività di noleggio non sono detraibili né deducibili.

Il nuovo codice tributo va riportato nel modello F24, nella sezione “Erario”, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, con indicazione nel campo “anno di riferimento“ dell’anno d’imposta per cui si effettua il versamento.
Il codice potrà essere utilizzato anche in compensazione.


Fonte: Agenzia Entrate

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Settore bancario e assicurativo: il codice per l’addizionale Ires.

Gli enti creditizi e finanziari, la Banca d’Italia, e le società e gli enti che esercitano attività assicurativa dovranno versare con il codice tributo “2025” l’addizionale all’Ires, pari a 8,5 punti percentuali, dovuta per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013 (la maggiorazione è stata introdotta dal decreto Imu - articolo 2, comma 2, Dl 133/2013).
A stabilirlo, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 42/E del 23 aprile.

Il codice deve essere esposto nella sezione “Erario” del modello F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando nel campo “anno di riferimento” quello cui si riferisce il versamento. Nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.”, va invece riportato il numero della rata in pagamento (due cifre), seguito dal numero complessivo delle rate (due cifre); in caso di pagamento in unica soluzione, deve essere indicato “0101”.


Fonte: Agenzia Entrate

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Scheda per scelta del 2 per mille.

Disponibili, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, le applicazioni per la gestione delle schede per la destinazione della scelta del due per mille dell’Irpef ai partiti politici.
Sono infatti on line, da oggi, sia il software di compilazione sia la procedura di controllo per intercettare eventuali errori, anomalie o incongruenze con le indicazioni fornite dalle specifiche tecniche (sistemi operativi: Windows 8, Windows 7, Windows Vista e Windows XP; Linux; Mac OS X 10.7.3 e superiori).

Le applicazioni si avvalgono di una tecnologia che consente all’utente di utilizzare le stesse direttamente dal web. All’avvio, viene automaticamente verificata l’esistenza di una versione più recente del software e, in caso positivo, avviene l’aggiornamento. In tal modo, si ha la garanzia di impiegare sempre l’ultima versione dell’applicazione, senza dover eseguire alcuna procedura di installazione o aggiornamento.


Fonte: Agenzia Entrate

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mercoledì 23 aprile 2014

Quesito: diritto reale di abitazione e IMU.

Posseggo un appartamento a Roma in cui abita e risiede mio figlio. Cosa devo fare per evitare di pagare l'IMU come "seconda casa"? Si tenga presente che le condizioni per una DONAZIONE non sono ancora mature. Posso creare un "diritto reale di abitazione a favore di mio figlio? devo servirmi di un notaio? Predetto diritto costituisce premessa per la compagna (non è la moglie) ad abitare l'appartamento nel caso di screzi tra i due o di incidente a mio figlio?

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Mini Imu su terreni di coltivatori diretti e Iap: se è stata pagata, niente Irpef.

Con la Risoluzione n. 41/E/2014, l'Agenzia delle Entrate si sofferma a chiarire il principio di sostituzione Imu-Irpef per i terreni. In particolare, precisa che tale principio trova applicazione anche in presenza del versamento della sola “mini” Imu. Deve essere, invece, assoggettata all'Irpef (e relative addizionali) la componente dominicale dei fondi esclusi dal pagamento dell'IMU per il 2013. Per i terreni agricoli, e quelli non coltivati, posseduti e condotti da coltivatori diretti e da imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, non era dovuta l’Imu per l’anno 2013 (decreti legge nn. 54, 102 e 133 del 2013). In considerazione della disposizione normativa secondo la quale il tributo municipale sostituisce l’Irpef e le relative addizionali regionale e comunale dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati, la risoluzione 41/E del 18 aprile chiarisce le modalità di compilazione della dichiarazione dei redditi in presenza di quei terreni.

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Codice fiscale, la sua verifica è ora possibile on line.

Per sapere se un codice fiscale è esistente, valido e corrispondente ai dati anagrafici di una determinata persona, è ora disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate un apposito servizio on line disponibile a tutti, senza obbligo di registrazione. Naturalmente, il possessore deve essere presente nel data base dell'Anagrafe tributaria. Al servizio si accede attraverso il percorso "servizi fiscali online" - "Tutti i servizi fiscali" - "verifica del codice fiscale". Il servizio è particolarmente utile in casi di omocodia, ossia di codici fiscali identici, e per la verifica del codice fiscale di cittadini nati in Comuni italiani, che sono stati successivamente ceduti ad altri Stati in base al Trattato di pace (allegato A alla direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 5 luglio 2012).

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Irap tagliata del 10,2%.

Con il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 18 aprile, non viene solo previsto un taglio dell'Irpef per i lavoratori dipendenti, ma parallelamente, nell'ottica della riduzione del cuneo fiscale, anche un taglio dell'Irap del 10,2% per aziende e professionisti. Per effetto di tale taglio, l'aliquota Irap si riduce dello 0,4% (dal 3,9% al 3,5% per le aziende private ed i professionisti). Quest'anno, tuttavia, i benefici saranno dimezzati per effetto dell'acconto 2014 fissato al 3,7%. L'approvazione del decreto legge conferma, poi, l'aumento della tassazione delle rendite finanziarie (ad esclusione dei titoli di Stato), che passa dal 20% al 26% dal 1° luglio 2014.


Fonte: Il Sole 24 Ore

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Bonus Irpef strutturale di 80 euro in busta paga, approvato il decreto legge.

Come annunciato, il Governo ha approvato venerdì 18 aprile il decreto legge sul taglio del cuneo fiscale, che prevede un aumento di circa 80 euro in busta paga per i lavoratori dipendenti. Il "bonus", che è strutturale e non una tantum, scatterà dalla busta paga relativa al mese di maggio 2014. Il beneficio degli 80 euro si avrà, più in particolare, per coloro che percepiscono un reddito tra 16.000 e 25.000 euro (circa 6 milioni di contribuenti). Se, invece, il reddito non supera i 16.000 il beneficio è pari al 4% del reddito, mentre per chi guadagna più di 25.000 euro il bonus decresce in modo proporzionale. I datori di lavoro dovranno anticipare il bonus scomputandolo dalle ritenute e, nel caso queste siano insufficienti, dai contributi per la differenza restante. Per ora, dal bonus sono esclusi gli incapienti (coloro che percepiscono meno di 8.000 euro annui), per i quali il Governo si è impegnato a trovare "a breve" una soluzione in separata sede.


Fonte: Il Sole 24 Ore

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