sabato 27 febbraio 2010

Quesito: credito IVA in compensazione orizzontale.

ditta individuale: al 31 dicembre ha un credito iva di 50.000,00 il 2 febbraio 2010 conferisce tutta l'azienda in una srl cessando la partita iva il 16 febbraio compensa 6.000,00euro. CHIEDO il credito lo posso utilizzare nella srl e se sì come comunicarlo all'agenzia delle entrate?

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Quesito: iva 4% installazione impianto fotovoltaico su prima casa.

vorrei sapere se posso fatturare al 4% la progettazione e l’installazione di un impianto fotovoltaico da costruire in una palazzina in costruzione dichiarata dal costruttore prima casa e venduta come tale.

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Quesito: informazioni sulla partita iva.

sono un'onicotecnica.vorrei aprire un nail center ma ho bisogno di qualche informazione...quali sono le tasse iniziali da pagare?quanto capitale minimo devo raggiungere alla fine del anno?poi ci sono altre domande...sinceramente mi piaccerebbe tanto aprirlo questo nail center ma purtroppo non dispongo di tanto capitale...

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Quesito: info 730.

nel 2010 inizierò lavori di ristrutturazione e acquisterò
anche arredamento e un pc nuovo. chiedo:
nel 730/2011 posso detrarre oltre al 36% per lavori di
ristrutturazione anche il 20% per acuisto arredamento come
è avvenuto quest'anno?

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Quesito: sostituto d'imposta e recupero IVA.

Da febbraio 2010 sono in disoccupazione e percepisco l’indennità dall’INPS.
Nella compilazione del modello 730 relativo ai redditi del 2009 chi devo indicare come sostituto di imposta?
Inoltre non ho ben chiaro quale quadro del modello 730 devo compilare per il recupero credito di IVA versata ai sensi dell’articolo 7 legge 23/12/1998 n°448 derivato dalla vendita e acquisto prima casa.

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Quesito: conto vendita.

creo oggetti di bigiotteria e un negozio mi ha proposto il conto vendita. Premesso che non ho la partita iva, volevo chiedere se per rifornire un negozio di merce in conto vendita è obbligatorio averla o se essendo io un venditore occasionale in effetti, potrei non aprirla (tantopiù che ho letto qualcosa a proposito di un limite di 5.000,00 euro che se non viene superato consente di essere catalogato come venditore occasionale). In questo caso come mi regolerei? Dovrei fare un accordo scritto col negoziante di volta in volta che gli mando la merce con i prezzi e ciò che intendo ricavare senza ovviamente fatturare nulla? Saremmo nel giusto entrambi?Inoltre dovrei rilasciare ricevuta e lui a me fattura o cosa? Vorrei delucidazioni in merito.

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Quesito: chiarimenti scatti anzianità.

VOLEVO UN CHIARIMENTO IN MERITO ALLO SCATTO ANZIANITA’ DEL CCNL METALMECCANICO PICCOLA INDUSTRIA.

SONO UN OPERAIO ASSUNTO IN DATA 01.02.1994 LIVELLO CONTRATTUALE 4° , HO MATURATO FINO ALLA DATA 01.02.2006 IL 5°E ULTIMO SCATTO ANZIANITA’ CALCOLATO OGNI 2 ANNI.
IN DATA GENNAIO 2010 LA DITTA MI HA SPOSTATO DAL 4° LIVELLO AL 5° E HO TROVATO SULLA BUSTA PAGA LA RETRIBUZIONE DEL LIVELLO ULTIMO ASSEGNATOMI, VOLEVO SAPERE SE MI DEVONO CAMBIARE ANCHE L’IMPORTO DELLO SCATTO ANZIANITA’ RELATIVO AL NUOVO LIVELLO.

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Software Iva 74-bis 2010.

Disponibile sul sito delle Entrate software Iva 74-bis 2010 attraverso il quale è possibile compilare on line il modello Iva 74-bis 2010 - usato per dichiarare le operazioni effettuate nella frazione d'anno antecedente la dichiarazione di fallimento o liquidazione coatta amministravi avvenuta nel 2010 - e inviare direttamente il relativo file telematico senza passare necessariamente per la verifica preventiva delle procedure di controllo scaricabili, in ogni caso, allo stesso indirizzo internet.

Sulla pagina web dell'Agenzia anche alcune informazioni sul prodotto e i vantaggi della moderna procedura informatica adotta, basata su criteri innovativi per la distribuzione dei software Java. La nuova tecnologia, infatti, assicura sempre l'utilizzo dell'ultima versione del software evitando complesse procedure di installazione e aggiornamento perché consente di attivare direttamente le applicazioni dalla rete.

È importante segnalare, inoltre, che le modalità di installazione sono cambiate rispetto allo scorso anno ed è quindi opportuno leggere le istruzioni.


Fonte: Agenzia Entrate

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IVA. Luogo delle prestazioni di servizi.

È in vigore dal 20 febbraio scorso il decreto legislativo che recepisce le direttive 2008/8/CE, n. 2008/9/CE e n. 2008/117/CE. Il provvedimento modifica, ai fini Iva, le regole per l’individuazione del luogo delle prestazioni di servizi, il rimborso dell'imposta ai soggetti passivi stabiliti in altro stato membro, nonchè gli strumenti di contrasto alla frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie.

dlgs 18/10 (gu n. 41 del 19 febbraio 2010)


Fonte: Min.Finanze

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Le sanzioni per l’utilizzo di crediti inesistenti.

Il soggetto che usa nel modello di versamento F24 falsi crediti, rischia di vedersi irrogare sanzioni dal 100 al 200 per cento; inoltre, i termini per la riscossione dei crediti inesistenti sono stati allungati. Secondo quanto stabilito dall’articolo 1, comma 421, della Legge numero 311 del 2004, l’atto di recupero potrà essere notificato entro il 31 Dicembre dell’ottavo anno successivo a quello dell’indebito utilizzo.

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Niente ipoteca per debiti inferiori a 8 mila Euro.

Secondo le Sezioni Unite della Corte di Cassazione (sentenza n. 4077/2010) il limite fissato per le espropriazioni immobiliari vale anche per le ipoteche che quindi non possono essere iscritte se il debito tributario del contribuente non supera gli 8mila euro. Nel caso poi in cui nella cartella di pagamento non si individui chiaramente la natura tributaria del credito è legittimo il ricorso del contribuente al giudice di pace anziché alla commissione tributaria.

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Nuovi limiti dimensionali per la redazione del bilancio.

Il D.Lgs. n. 173 del 3 novembre 2008 fissa i nuovi limiti dimensionali per il bilancio abbreviato e per il bilancio consolidato. Ai sensi dell'art. 6 del citato le disposizioni si applicano ai bilanci relativi agli esercizi aventi inizio da data successiva a quella del 21 novembre 2008, data di entrata in vigore del decreto legislativo citato. L’obbligo della redazione del bilancio in forma estesa, della nomina del collegio sindacale nelle società a responsabilità limitata (ex. Art. 2447 c.c.) riguarda il secondo esercizio consecutivo in cui i limiti imposti dalla norma sono superati.

Il Decreto lascia immutato il numero dei dipendenti a 50, mentre vengono aumentati il valore dei ricavi (voce A1 di conto economico) e dell’attivo di bilancio individuato secondo i corretti principi contabili di riferimento.

Anche i limiti al superamento dei quali diviene obbligatorio redigere il bilancio consolidato vedono il permanere del numero dei dipendenti a 250, mentre il valore dei ricavi e del totale attivo sono incrementati.

Tali valori devono essere determinati come sommatoria dei bilanci della capogruppo e delle società controllate, prima delle rettifiche di consolidamento ().

In relazione alle nuove informazioni da inserire nella nota integrativa, ai sensi del già citato D.Lgs. 173/2008 si precisa che, nei bilanci in forma abbreviata, vanno incluse le informazioni sulle parti correlate limitatamente a quelle riscontrate con i maggiori azionisti, con gli organi di amministrazione e controllo; mentre le informazioni sulle operazioni fuori bilancio potranno essere limitate alla natura dell’operazione ed al suo obiettivo.

Nella redazione dei bilanci consolidati troveranno invece piena applicazione il n. 22 bis dell’art. 2427 e 2435 bis del c.c.


Fonte: IPSOA

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Detrazioni per sicurezza, difesa e soccorso su UNICO PF.

Con il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate del 1° febbraio scorso, è stato approvato il modello di dichiarazione "Unico Persone Fisiche 2010", con le relative istruzioni, che le persone fisiche devono presentare nel 2010, per il periodo d'imposta 2009, ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta sul valore aggiunto.
Il modello si compone di tre fascicoli, dei quali il primo, che contiene il frontespizio della dichiarazione, è destinato a tutti i contribuenti che non sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione e non intendono o non possono utilizzare il modello 730/2010.

Anche quest'anno è disponibile, insieme al fascicolo 1, il modello Unico Mini 2010, una versione semplificata e alternativa rispetto al modello ordinario, utilizzabile dai contribuenti che si trovano nelle situazioni dichiarative più comuni e meno complesse.

Il fascicolo 1 di Unico Persone Fisiche 2010 presenta numerose novità. Esaminiamo nel dettaglio, in questo primo intervento, le principali modifiche intervenute nel frontespizio e nel quadro RC.

Frontespizio
La casella "Eventi eccezionali", presente nella sezione "Tipo di dichiarazione", deve essere compilata dai contribuenti che hanno fruito, per l'anno 2009, delle agevolazioni fiscali previste da particolari disposizioni normative emanate a seguito di calamità naturali o di altri eventi eccezionali.
Quest'anno è stato integrato l'elenco dei codici che possono essere indicati in questa casella. In particolare, per fruire della sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti relativi ai tributi erariali, i soggetti residenti o aventi sede legale o operativa nei comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 nella regione Abruzzo devono indicare il codice '3', i contribuenti residenti o aventi sede legale o operativa nei comuni colpiti dall'alluvione del 1° ottobre 2009 nella provincia di Messina devono indicare il codice '4', mentre il codice '6' è riservato ai soggetti, titolari di reddito d'impresa, aventi sede legale o operativa nei territori del comune di Romacolpiti dall'alluvione dell'11 dicembre 2008. Infine, devono indicare nella casella "Eventi eccezionali" il codice '7' i contribuenti residenti nel comune di Viareggio e individuati da un'apposita ordinanza, che hanno subito un grave disagio socio economico a seguito dell'incidente ferroviario del 29 giugno 2009.

Nella sezione "Dati del contribuente" sono stati inseriti dei nuovi campi che individuano il periodo d'imposta cui si riferisce la dichiarazione nelle ipotesi di liquidazione o fallimento dell'impresa. La casella "Liquidazione volontaria" va barrata nel caso in cui la dichiarazione sia presentata dal contribuente che si trova in un periodo di imposta interessato dalla procedura della liquidazione volontaria disciplinata dall'articolo 182 del Tuir.
I campi "Stato" e "Periodo d'imposta" devono invece essere compilati esclusivamente nel caso in cui la dichiarazione venga presentata dal liquidatore o dal curatore fallimentare. In questa ipotesi, infatti, deve essere indicato, oltre al periodo d'imposta cui si riferisce la dichiarazione, anche un codice che identifica la situazione del contribuente nello stesso periodo d'imposta (ad esempio, periodo ante liquidazione, periodo post liquidazione, periodo di chiusura del fallimento).
Nuovi campi sono stati introdotti anche nella sezione relativa ai dati del soggetto che presenta la dichiarazione per conto di un altro contribuente (rappresentante, tutore, ecc.).
Quest'anno, i dati relativi alla residenza anagrafica o, se diverso, al domicilio fiscale, devono essere indicati solo se il soggetto che presenta la dichiarazione per conto del contribuente è residente all'estero (in tal caso deve essere barrata anche la nuova casella "Rappresentante residente all'estero") oppure ha indicato il codice di carica '11', che identifica il "Soggetto esercente l'attività tutoria del minore o interdetto in relazione alla funzione istituzionale rivestita" (ad esempio, sindaco che svolge attività tutoria di minore). Inoltre, nel caso in cui chi presenta la dichiarazione sia un soggetto diverso da persona fisica, devono essere riportati: il codice fiscale della società o ente dichiarante (nuovo campo), il codice fiscale e i dati anagrafici del rappresentante della società o ente dichiarante e il codice di carica corrispondente al rapporto intercorrente tra la società o l'ente dichiarante e il contribuente cui la dichiarazione si riferisce.

Quadro RC - Redditi di lavoro dipendente e assimilati
Le agevolazioni fiscali a carattere sperimentale introdotte nel periodo luglio-dicembre 2008 e riguardanti l'applicazione di un'imposta sostitutiva alle somme percepite per prestazioni di lavoro straordinario e lavoro supplementare o per prestazioni rese in relazione a incrementi di produttività, sono state prorogate per l'anno 2009 con riferimento ai soli premi di produttività, previsti dall'articolo 2, comma 1, lettera c), del decreto legge 93/2008, convertito dalla legge 126/2008.
In particolare, è prevista l'applicazione di un'imposta sostitutiva dell'Irpef e delle addizionali regionale e comunale pari al 10%, sulle somme erogate a livello aziendale in relazione a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa e altri elementi di competitività e redditività legati all'andamento economico dell'impresa, nel limite complessivo di 6mila euro lordi. Destinatari di tale agevolazione sono i lavoratori dipendenti del settore privato, titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, i quali abbiano percepito nell'anno 2008 redditi di lavoro dipendente di ammontare non superiore a 35mila euro, al lordo delle somme assoggettate nel 2008 all'imposta sostitutiva di cui all'articolo 2 del citato decreto legge 93/2008.
L'imposta sostitutiva è applicata direttamente dal sostituto d'imposta tranne nei casi di espressa rinuncia in forma scritta da parte del lavoratore. Le somme erogate per premi di produttività e la relativa imposta sono indicate nei punti 90, 91 e 93 del Cud 2010.
Nel punto 90 del Cud 2010, infatti, sono indicate le somme percepite per l'incremento della produttività, nel limite di 6mila euro, e nel successivo punto 91 è riportata l'imposta sostitutiva del 10% applicata dal sostituto. Il punto 93 è barrato nell'ipotesi in cui il sostituto abbia applicato la tassazione ordinaria su richiesta del sostituito ovvero qualora abbia ritenuto meno favorevole per il lavoratore la tassazione sostitutiva.
Se il lavoratore non deve o non intende modificare la tassazione applicata dal sostituto, non è tenuto a compilare il rigo RC4 "Premi di produttività".
Tale rigo deve invece essere compilato in alcune ipotesi particolari, come nel caso in cui il contribuente debba ricondurre a tassazione ordinaria l'ammontare dei premi di produttività, assoggettati a imposta sostitutiva, che eccede l'importo di 6mila euro. Ad esempio, in presenza di più Cud non conguagliati, qualora la somma degli importi indicati nei punti 90 dei diversi Cud, per i quali risulta compilato anche il punto 91, sia superiore a 6mila euro.
Inoltre, il contribuente è tenuto a far concorrere al reddito complessivo, assoggettandole a tassazione ordinaria, le somme che, per qualsiasi motivo, siano state eventualmente assoggettate a imposta sostitutiva pur in assenza dei presupposti richiesti dalla legge (ad esempio, reddito di lavoro dipendente percepito nel 2008 superiore a 35mila euro).
Infine, il rigo RC4 può essere compilato dal lavoratore che, in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi, scelga una tassazione (sostituiva o ordinaria) diversa rispetto a quella applicata dal sostituto, ritenendola più conveniente (e, nel caso in cui intenda assoggettare i premi a imposta sostituiva, purché ne ricorrano i presupposti).
Le modalità di compilazione del rigo RC4 sono le stesse previste nel modello Unico 2009.
Per il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico titolare di reddito complessivo di lavoro dipendente non superiore, nell'anno 2008, a 35mila euro, è prevista, in via sperimentale sul trattamento economico accessorio, una riduzione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali. Tale riduzione è applicata dal sostituto d'imposta in un'unica soluzione, nel limite dell'imposta lorda calcolata sul trattamento economico accessorio erogato e, per l'eventuale importo residuo, in occasione delle successive erogazioni effettuate nell'anno al medesimo titolo.
Per il personale volontario non in servizio permanente delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché per gli allievi delle accademie, delle scuole e degli istituti di istruzione, la riduzione di imposta si applica sull'imposta lorda determinata sulla metà del trattamento economico complessivamente percepito.
Nell'anno 2009 l'imposta è ridotta per ciascun beneficiario dell'importo massimo di 134 euro.
Per accogliere tale agevolazione, nel quadro RC è stata introdotta la sezione V denominata "Detrazione sicurezza, difesa e soccorso". Nel rigo RC17 va indicato l'importo della detrazione riconosciuta dal sostituto d'imposta per il personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso, risultante dal punto 50 del Cud 2010. L'importo non può eccedere il limite massimo di 134 euro.
In presenza di una pluralità di rapporti di lavoro con più Cud non conguagliati, nel rigo RC17 va indicata la somma degli importi risultanti dai punti 50 dei diversi Cud, sempre nel limite di 134 euro.
L'importo indicato nel rigo RC17 va poi riportato nel rigo RN21 del quadro RN. In tal modo, la detrazione riconosciuta al personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso può essere sommata alle altre detrazioni d'imposta nel totale del rigo RN22.


Fonte: Agenzia Entrate

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mercoledì 24 febbraio 2010

Quesito: acquisto ulteriore abitazione.

Mio marito è proprietario di una casa donatagli dal padre prima del matrimonio; io al momento vorrei acquistare un'altra casa ,mi risulterà prima casa o seconda?
Premetto di stare nel suo stesso nucleo familiari e di avere la separazione dei beni.

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Quesito: informazioni contrattuali.

lavoro da quasi due anni in una piscina come addetta alle pulizie ma non ho mai firmato un contratto ed ho sempre comunque ricevuto un compenso. Adesso mi chiedono di dichiarare di prestare la propria opera in favore dell'associazione a titolo esclusivamente gratuito e volontario esonerando da ogni responsabilità la società, conferendomi tale incarico secondo l'art. 67, comma 1, lett. m) del D.P.R. 917/1086
La mia domanda è: possono chiedermi di firmare un contratto sportivo vista la mansione che svolgo?
e poi a cosa andrei in contro?

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Quesito: cartella equitalia.

avevo un azienda che ho chiuso a dicembre 2008. Mi è arrivata una cartella di equitalia con cui mi si chiedono i pagamenti inail dei 3 anni interi in cui avevo l'attiovità, ma evidentemente negli f24 pagati non sono mai state inserite queste tasse. Devo rivalermi sul commercialista che avevo o cosa posso fare??

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Quesito: assoggettamento fiscale.

MI permetto di scriverle per porle una questione relativa al trattamento fiscale del TFR e di un bonus d’uscita concesso dall’Azienda.
Dal 1988 sono un distaccato e quindi residente all’estero ( Francia). ( Anagraficamente e fiscalmente).
Il contratto di distacco è con una società italiana che mi ha distaccato presso un GIE, costituito con un’altra società francese.
Ho sempre pagato le imposte in Francia ( sulla totalità della retribuzione – Stipendio e indennità di distacco) mentre i contributi previdenziali sono stati versati in Italia fino al 31 dicembre 2006 e dal 1 gennaio 2007 in Francia, calcolati sempre sul totale percepito.
Al 31 dicembre 2009, ho presentato le dimissioni ed ho negoziato con l’Azienda, un incentivo per lasciare e richiedere la pensione con 35 anni di contributi versati all’INPS e gli ultimi 3 all’URSSAF.

La questione è: visto che dopo varie insistenze da parte mia e le informazioni richieste all’Ufficio delle Entrate da parte dell’Azienda, relativamente all’assoggettamento fiscale del TFR, l’Azienda ha assoggettato all’IRPEF, il solo importo del TFR maturato in ITALIA, come deve comportarsi relativamente all’incentivo che dovrei percepire?
Secondo la giurisprudenza dovrebbe essere trattato come il TFR ? visto che probabilmente, lo si puo’ paragonare ad un complemento di liquidazione, concesso dall’Azienda per vari motivi, Anzianità – merito – chiusura di eventuali controversie ecc. ecc.

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Quesito: come calcolare Consuntivi 2009 per "conguaglio RC professionale".

sono un Geometra libero professionista l'assicurazione con cui ho in essere una polizza "RC professionale" mi ha mandato una lettera chiedendomi di riferire i dati consuntivi per l'anno 2009 per il calcolo del conguaglio.
Volevo sapere come calcolare i dati consutivi avendo soltanto le fatture emesse ma non chiaramente la dichiarazione dei redditi che verrà fatta soltanto a giugno 2010

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Pagamento dell’indennità di maternità/paternità ai lavoratori domestici somministrati.

In merito alla richiesta di chiarimenti per le modalità di pagamento dell’indennità di paternità/maternità a favore dei lavoratori domestici somministrati, coloro che sono assunti da agenzie interinali come lavoratori dipendenti, l’Inps precisa che l’agenzia di somministrazione provvede al versamento dei contributi tramite F24, secondo le modalità ed i termini previsti per i lavoratori dipendenti. L’agenzia, inoltre, deve trasmettere mensilmente all’Inps, i dati dei lavoratori tramite UNIEMENS.
Le indennità sono pagate direttamente dall’Inps come per la generalità dei lavoratori domestici.
E’ quanto comunicato con il messaggio n. 5409 del 23 febbraio 2010.

Fonte: INPS

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Spa e Snc si estinguono con la cancellazione.

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 4062 del 22 febbraio ha chiarito gli effetti della riforma del diritto societario del 2004. Le società, anche quelle di persone, si estinguono con la cancellazione dal registro delle imprese. Prima della riforma la giurisprudenza della Corte era favorevole ad una lettura delle norme del Codice Civile orientata alla prosecuzione della capacità giuridica e della soggettività delle società commerciali anche dopo la cancellazione dal registro e dopo lo scioglimento e la successiva liquidazione del patrimonio sociale. (Art. 2495 del Codice Civile )

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UNIEMENS 2010.

Il termine obbligatorio del 1° marzo 2010 (il 28 febbraio è festivo) inizialmente previsto per la presentazione della dichiarazione UNIEMENS individuale è stata differito al 31 maggio 2010 relativamente ai dati retributivi e contributivi del mese di aprile.Per le mensilità di gennaio, febbraio e marzo 2010 i datori di lavoro possono continuare ad utilizzare il flusso Emens aggregato. Quadro normativo

L’articolo 44 del decreto legge 30 settembre 2003 n. 269, convertito in legge 24 novembre 2003, n. 326, ha istituito l’obbligo, per i datori di lavoro che operano in veste di sostituti di imposta, di trasmettere mensilmente agli enti previdenziali i dati retributivi degli addetti, al fine di consentire il calcolo dei contributi ed il corrispondente accredito della posizione individuale del lavoratore, al fine dell’erogazione delle prestazioni spettanti. Da qui l’obbligo di trasmissione all’INPS dell’Emens, che per anni si è affiancato al flusso dei pagamenti risultante dal mod.DM10.

Con messaggio n. 11903 del 25 maggio 2009 l’INPS ha avviato l’operazione UNIEMENS, inizialmente aggregando i flussi delle retribuzioni (Emens) e quello dei contributi (DM10).

Con la mensilità di gennaio 2010 i due flussi convergono nell’unica procedura denominata UNIEMENS Individuale, che riunifica, quindi i dati retributivi con quelli contributivi, non più considerati sul coacervo delle retribuzioni ma singolarmente, per ogni addetto. L’aggregazione dei dati avrebbe dovuto completarsi con l’indicazione, nella denuncia mensile, anche di quelli relativi alla tassazione, in una sorta di mod.770 mensile, riepilogativo di tutti gli elementi che compongono la retribuzione o il compenso.

L’operazione, che avrebbe dovuto partire dal primo gennaio 2008, è stata ulteriormente rinviata al 1° gennaio 2011 dal decreto legge n. 194 del 30 dicembre 2009, pubblicato sulla G.U. n. 302 dello stesso giorno.

Nel 2010 l’inserimento dei dati fiscali avverrà a titolo sperimentale, con modalità che saranno stabilite di concerto dall’Inps e dall’Agenzia delle Entrate

Chi, come

Soggetti obbligati alla presentazione, esclusivamente telematica, del flusso UNIEMNS individuale sono i datori di lavoro del settore privato che svolgono anche le funzioni di sostituto di imposta. La presentazione del modello deve essere effettuata entro la fine del mese successivo a quello di riferimento .

Nell’area dei servizi online per aziende, consulenti e professionisti è attiva la funzione che consente l’invio dei flussi e la gestione delle relative ricevute.

L’INPS fornisce anche il software di controllo per la verifica dei flussi che debbono confluire nel modello unificato.

Quando

Entro il 1° marzo 2010 (il 28 febbraio è festivo) deve essere presentata la dichiarazione UNIEMENS individuale relativa al mese di gennaio 2010. Purtuttavia, tenuto conto della complessità dell’operazione, con messaggio n. 3872 del 5 febbraio 2010 l’INPS ha comunica che per le mensilità di gennaio, febbraio e marzo 2010 i datori di lavoro possono continuare ad utilizzare il flusso Emens aggregato.

La prima scadenza obbligatoria per l’invio del nuovo flusso UNIEMENS è, pertanto, stabilita al 31 maggio 2010 relativamente ai dati retributivi e contributivi del mese di aprile.

Che cosa

Con la circolare n. 7 del 15 gennaio 2010 l’INPS ha fornito le istruzioni per l’esposizione, nel modello UNIEMENS dei valori risultanti dal conguaglio contributivo di fine anno. L’Istituto ricorda che, entro il prossimo 16 marzo è possibile procedere, senza addebito di sanzioni, alle operazioni di conguaglio relative al Fondo di tesoreria ed alle misure compensative, poste a favore dei datori di lavoro che conferiscono il TFR dei lavoratori al Fondo stesso o alla previdenza complementare. Qualora nel corso del mese intervengano eventi che comportano variazioni nella retribuzione imponibile, il datore di lavoro può tenerne conto nel mese successivo. Ciò comporta la necessità di ricondurre, a fine anno, dette variabili nell’ambito dell’effettivo esercizio di competenza. Anche ai fini della certificazione CUD 2010 e mod. 770/2010 le variabili relative al mese di dicembre 2009, per le quali gli obblighi contributivi sono stati assolti nel mese di gennaio 2010, devono essere comprese nell’imponibile dell’anno 2009, dal quale è peraltro espunto l’eventuale importo indicato nel mese di gennaio 2009 ma riferibile al precedente mese di dicembre 2008.

Rientrano fra le voci variabili:

- compensi per lavoro straordinario;

- indennità di trasferta o missione;

- indennità economica di malattia o maternità anticipate dal datore di lavoro per conto dell'INPS;

- indennità riposi per allattamento;

- giornate retribuite per donatori sangue;

- riduzioni delle retribuzioni per infortuni sul lavoro indennizzabili dall'INAIL;

- permessi non retribuiti;

- astensioni dal lavoro;

- indennità per ferie non godute;

- congedi matrimoniali;

- integrazioni salariali (non a zero ore).

Agli eventi di cui sopra possono essere assimilati l’indennità di cassa, i prestiti ai dipendenti, i congedi parentali in genere ed i ratei di retribuzione per le assunzione effettuate, negli ultimi giorni del mese, di cui sono stati già elaborati i cedolini. Con il flusso UNIEMENS i codici ex DM10 (A000, D000, ecc ) sono stati soppressi.

Per gestire le variabili retributive e contributive in aumento e in diminuzione nonché per gli imponibili negativi, con il conseguente recupero delle contribuzioni non dovute - a livello individuale - deve essere compilato l’elemento VarRetributive di DenunciaIndividuale.

Nel sito dell’Inps è disponibile, dal 15 gennaio scorso, la versione 1.3 del software di controllo UniEMens aggregato che consente la verifica e la certificazione delle denunce retributive mensili (EMens) e delle denunce contributive aziendali (DM10).

La nuova versione tiene conto delle modifiche che possono derivare dal conguaglio contributivo di fine anno la cui codifica è illustrata nella citata circolare n. 7/2010


Fonte: IPSOA

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CUD 2010 entro il primo marzo.

E' lunedì 1° marzo (la scadenza ordinaria del 28 febbraio, quest'anno, infatti, cade di domenica) il termine ultimo entro il quale i sostituti d'imposta o gli enti pensionistici devono consegnare, in duplice copia, ai propri dipendenti o pensionati la certificazione unica attestante i redditi erogati nel corso del 2009. In caso di cessazione del rapporto di lavoro, la certificazione va consegnata entro 12 giorni dalla richiesta del contribuente.

Nel Cud sono indicati i redditi di lavoro dipendente, assimilati e di pensione, soggetti a tassazione ordinaria, a ritenuta a titolo d'imposta o a imposta sostituiva, quelli sottoposti a tassazione separata (ad esempio, trattamento di fine rapporto, indennità e prestazioni in forma di capitale), i dati relativi ai conguagli e gli oneri di cui si è tenuto conto.

Nel modello trovano spazio anche le informazioni necessarie per l'eventuale compilazione della dichiarazione dei redditi (tra cui i numeri di giorni di lavoro dipendente o di pensione).
Nel Cud di quest'anno debuttano campi ad hoc relativi alle novità del 2010: i contributi versati dai dipendenti alla loro prima occupazione per le forme pensionistiche complementari, il "bonus famiglia" erogato dal sostituto d'imposta, la detrazione Irpef sul trattamento economico accessorio del personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.
Il campo "Eventi eccezionali", poi, deve essere valorizzato con il codice '3' in riferimento ai contribuenti residenti al 6 aprile 2009 nei comuni della provincia dell'Aquila colpiti dal sisma, per i quali sono stati sospesi, fino al 30 giugno 2010, i termini per gli adempimenti e i versamenti fiscali.

La certificazione, inoltre, contiene i dati previdenziali e assistenziali relativi ai contributi versati o dovuti all'Inps e all'Inpdap.

Il Cud può essere trasmesso in formato elettronico: il sostituto, però, ha l'obbligo di accertarsi che il dipendente (o pensionato) abbia gli strumenti necessari per riceverlo con questa modalità. In caso contrario, la consegna deve avvenire in forma cartacea.

I contribuenti che nel 2009 hanno percepito solo i redditi certificati dal Cud, sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione, a condizione che siano state effettuate in modo corretto le operazioni di conguaglio. Possono, inoltre, compilare le due schede allegate alla certificazione, per la scelta, rispettivamente, della destinazione dell'otto per mille e del cinque per mille della propria Irpef.
Il contribuente esonerato può comunque presentare la dichiarazione dei redditi se nel corso dell'anno ha affrontato spese, non indicate nel Cud, per le quali intende fruire della detrazione d'imposta o della deduzione dal proprio reddito imponibile.


Fonte: Agenzia Entrate

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Regole ufficiali e nuovi modelli per l'Intrastat 2010.

Elenchi riepilogativi anche per le prestazioni di servizi in ambito comunitario, calendario abbreviato per la periodicità di presentazione degli Intrastat e relative nuove soglie per l'ammontare degli scambi effettuati, obbligo di invio telematico.
Sono alcune delle novità 2010 in tema di armonizzazione dell'Iva comunitaria, già annunciate e ora ufficializzate grazie alla firma del decreto del ministro dell'Economia e delle Finanze del 22 febbraio. Il decreto segue e, in un certo senso, si fonde con il Dlgs 18/2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di venerdì 19, che trasferisce nella norma nazionale la "valanga" di novità comunitarie in materia di Iva, principalmente in relazione alle prestazioni di servizi effettuate tra soggetti passivi Ue.
Sempre il 22 febbraio è arrivata inoltre, con la determinazione n. 22778 dell'Agenzia delle Dogane, l'approvazione dei modelli definitivi.

Intrastat più frequenti, meno spazio alle frodi comunitarie
La previsione di una periodicità accelerata per gli obblighi dichiarativi è sostanzialmente in linea con la necessità di velocizzare gli scambi di informazioni sulle movimentazioni delle merci tra Amministrazioni finanziarie. Ciò per vigilare con maggior attenzione sull'effettiva legalità fiscale delle operazioni.
Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2010, i modelli riepilogativi delle cessioni di beni e di alcune prestazioni di servizi tra soggetti Iva appartenenti a Paesi diversi dell'Unione europea, avranno cadenza trimestrale per coloro che realizzano un ammontare di operazioni rilevanti non superiore a 50mila euro. Chi invece supera tale soglia dovrà inviare gli elenchi ogni mese. Sparisce del tutto l'Intrastat annuale.
Per potersi collocare nella giusta tempistica (mensile o trimestrale), gli interessati dovranno fare riferimento a quanto realizzato nei quattro trimestri che precedono la presentazione. Riguardo alla rilevazione del quantum, il decreto stabilisce che il limite dei 50mila euro va rispettato per ciascuna categoria di operazioni. Questo vuol dire che, se un "trimestrale" è dentro la soglia per le cessioni di beni, ma la supera per le prestazioni di servizi, nel mese successivo a quello in cui è stato sorpassato il limite, diventa "mensile" per tutte le tipologie di operazioni.
Per i neo passivi Iva, cioè coloro che hanno iniziato l'attività da meno di quattro trimestri, la nuova norma deroga al riferimento temporale, ma rimane ferma la condizione dell'importo "vincolato" (non superiore ai 50mila euro) nei trimestri già trascorsi e, quindi, considerabili.
Infine, calendario obbligatoriamente mensile per chi effettua scambi intracomunitari di navi, aeromobili, energia elettrica, gas e merci acquisite o vendute come soccorsi d'urgenza in regioni sinistrate.

Intrastat, cessioni e prestazioni pari sono
In conseguenza del recepimento delle modifiche apportate alla direttiva Ce 112/2006, relative, tra le altre, alla nuova territorialità delle prestazioni di servizi (Dlgs 18/2010), i modelli riepilogativi si adeguano e accolgono anche questa categoria di operazioni che, pertanto, dovranno essere incluse.
In particolare, si tratta di tutte le prestazioni elencate nella nuova formulazione dell'articolo 7 del Dpr 633/1972, tranne quelle descritte ai punti 7-quater e 7-quinquies dello stesso testo normativo.
In sostanza, derogano alla regola generale le prestazioni relative ai beni immobili (ad esempio, le perizie, le forniture di alloggio nel settore alberghiero, la concessione di diritti di utilizzo di immobili, eccetera), al trasporto passeggeri, ai servizi culturali, artistici, sportivi, scientifici, educativi, ricreativi e simili, e ancora, alla ristorazione, catering, locazione a breve termine dei mezzi di trasporto. Tutte, in ogni caso, a determinate condizioni.

Va inoltre ricordato che le nuove regole dell'Iva comunitaria hanno ampliato la definizione di soggetto passivo ai fini della tassazione delle prestazioni di servizi. Dal 2010, infatti, sono considerati tali anche gli enti, soggetti passivi, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali o agricole, nonché gli enti che non svolgono alcuna attività commerciale ma che sono comunque titolari di numero di partita Iva, avendo effettuato acquisti intracomunitari per un ammontare superiore a 10mila euro. Di conseguenza, anche questi soggetti sono tenuti a presentare gli elenchi riepilogativi.

Intrastat, contenuti
I nuovi elenchi si compongono di una parte fiscale e una statistica. La prima non va compilata in caso di prestazioni di servizi non soggette a Iva nel territorio di destinazione.
Per quanto riguarda la seconda, nel Dm firmato il 22 febbraio, è precisato che è "appannaggio" esclusivo degli operatori con periodicità mensile.

Quando e come presentare i modelli
Gli Intrastat vanno trasmessi via web all'Agenzia delle Dogane entro il 25 del mese successivo al periodo di riferimento.
Fino al 30 aprile 2010, però, è ancora ammessa la presentazione in formato elettronico agli uffici doganali competenti entro il giorno 20 del mese successivo al periodo di riferimento.
Sull'argomento è intervenuta l'Agenzia delle Entrate con la circolare 5/E del 17 febbraio che, richiamando esplicitamente la norma dello Statuto del contribuente per la quale "le sanzioni non sono comunque irrogate quando la violazione dipende da obiettive condizioni di incertezza…", per venire incontro alle esigenze degli operatori alle prese con il recepimento delle nuove disposizioni, ha escluso l'applicazione di sanzioni per le violazioni - sanate entro il 20 luglio 2010 - riguardanti gli elenchi relativi ai mesi da gennaio a maggio 2010, per gli obblighi mensili, e al primo trimestre 2010, per gli obblighi trimestrali.

Sono naturalmente rimaste invariate le scadenze e le modalità di presentazione relative alla chiusura del 2009, che hanno avuto come termine gennaio 2010.

Con la determinazione n. 22778 del 22 febbraio, l'Agenzia delle Dogane, di concerto con il direttore delle Entrate e d'intesa con l'Istat, ha approvato i 10 rinnovati Intrastat e le specifiche tecniche per la trasmissione. I nuovi modelli sono reperibili sul sito delle Dogane.


Fonte: Agenzia Entrate

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Elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie - Direttive 2008/8/CE e 2008/117/CE.

Come noto, dal 1° gennaio 2010 la Direttiva 2006/112/CE è stata modificata dalle Direttive 2008/8/CE, 2008/9/CE e 2008/117/CE.
In particolare, la Direttiva 2008/8/CE e la Direttiva 2008/117/CE hanno modificato gli articoli 262 e seguenti della Direttiva 2006/112/CE, relativi agli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie.
I predetti articoli, nella nuova versione, prevedono quanto segue:
• gli elenchi riepilogativi comprendono, oltre agli acquisti e cessioni di beni, anche le prestazioni di servizio intracomunitarie, per le quali il committente è debitore dell’imposta ai sensi dell’art. 196 (prestazioni generiche);
• la periodicità degli elenchi in questione, come regola generale, è mensile;
• è prevista la facoltà per gli Stati membri di fissare una periodicità trimestrale al ricorrere di determinate condizioni;
• gli Stati membri possono esigere che la presentazione degli elenchi avvenga in via telematica.

La normativa interna di recepimento della novellata disciplina comunitaria non è stata ancora pubblicata. Ne consegue che ad oggi gli operatori non hanno la possibilità di conoscere compiutamente il quadro normativo che disciplina i nuovi obblighi in materia di elenchi riepilogativi (c.d. Intrastat).
Sussistendo, pertanto, “obiettive condizioni di incertezza”, è ragionevole ritenere che, nelle more dell’attuazione a regime della nuova disciplina, gli operatori possano incorre in errori nella compilazione degli elenchi in questione.
Pertanto, in applicazione dell’art. 10, comma 3, della legge 27 luglio 2000 n. 212, recante disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente, l’Amministrazione finanziaria, in sede di controllo, non applicherà sanzioni in caso di eventuali violazioni concernenti la compilazione dei suddetti elenchi, relativi ai mesi da gennaio a maggio 2010 per gli obblighi mensili, nonché al primo trimestre 2010 per gli obblighi trimestrali.
Ciò a condizione che i contribuenti provvedano a sanare eventuali violazioni, inviando, entro il 20 luglio 2010, elenchi riepilogativi integrativi redatti secondo le modalità che saranno definite dalla normativa in corso di emanazione.


Fonte: Circolare Agenzia Entrate 5/E del 17 febbraio 2010

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Accertamento induttivo anche con contabilità formalmente regolare.

Con la sentenza numero 4013/10, la Corte di Cassazione ha avuto modo di affermare che il Fisco può ricorrere in modo diretto all’induttivo per accertare irregolarità anche in presenza di una contabilità formalmente regolare ma nella sostanza costituita da operazioni inesistenti; inoltre, non risultano nemmeno necessarie presunzioni gravi, precise e concordanti per autorizzare l’Ufficio a riconoscere la presenza di irregolarità.


Fonte: Il Sole 24 Ore

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martedì 23 febbraio 2010

INTRASTAT, come e quando presentare gli elenchi.

È pronto il decreto che fissa modalità e termini di presentazione dei nuovi modelli INTRASTAT: il testo del provvedimento, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è stato anticipato nel pomeriggio di ieri sul sito del Ministero dell’Economia e delle finanze. In base a quanto stabilito dal decreto, gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie devono essere presentati all’Agenzia delle Dogane per via telematica entro il giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento; fino al 30 aprile 2010, gli elenchi possono essere presentati in formato elettronico agli Uffici doganali territorialmente competenti entro il giorno 20 del mese successivo al periodo di riferimento.

Per le modalità tecnico-operative per la presentazione degli elenchi, si rimanda alla determinazione adottata ieri dall'Agenzia delle Dogane, di concerto con l'Agenzia delle Entrate.

Per quanto riguarda la periodicità, il decreto (art. 2) stabilisce che ciascun elenco è presentato con riferimento:
a)a periodi trimestrali per i soggetti che hanno realizzato, nei 4 trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni, un ammontare totale trimestrale non superiore a 50.000 euro;
b)a periodi mensili per quanti non si trovano nelle stesse condizioni. Il decreto disciplina anche il contenuto degli elenchi, per quanto riguarda sia la parte contenente dati di natura fiscale, sia la parte contenente dati di natura statistica.

(D.M. Ministero dell'economia e delle finanze 22/02/2010, in corso di pubblicazione G.U.)


Fonte: Agenzia Entrate

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Rettifica della detrazione Iva per i neo contribuenti minimi.

Il termine per il versamento del saldo annuale Iva (codice tributo 6099), per i contribuenti tenuti alla presentazione della dichiarazione in via autonoma, scade il 16 marzo; l’importo può essere versato in un’unica soluzione oppure ratealmente, suddividendolo in rate di pari importo e applicando, alle rate successive alla prima, gli interessi dello 0,33% mensile.
In alternativa, per i soli contribuenti che presentano la dichiarazione Iva in forma unificata, il saldo annuale può essere versato entro il termine previsto per il versamento delle imposte risultanti dal modello Unico 2010, con la maggiorazione dello 0,40% a titolo d’interesse per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo.
Il versamento va effettuato se di importo superiore a 10,33 euro.
Gli interessi andranno esposti a parte nel modello F24, con l’apposito codice tributo 1668.

Per i contribuenti che si avvalgono del regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo (articolo 13 della legge 388/2000), la scadenza del 16 marzo è l’unico adempimento connesso alla liquidazione Iva, nel senso che tali soggetti non sono tenuti alla liquidazione e all’eventuale versamento periodico mensile o trimestrale.

Con riferimento ai contribuenti che intendono avvalersi, con decorrenza dal corrente anno del “regime dei minimi” (articolo 1, commi 96-117, della legge 244/2007), è previsto, in conformità dell’articolo 19-bis2, 3° comma, Dpr 633/1972, il versamento dell’ammontare complessivo della rettifica dell’Iva già detratta in relazione al mutato regime fiscale.
Sulla base di tale disposizione, ai sensi del comma 101 dell’articolo 1 della legge 244/2007, “l’imposta dovuta per effetto della rettifica è versata in un’unica soluzione ovvero in cinque rate annuali di pari importo, utilizzando il codice tributo 6497. L’unica o prima rata deve essere corrisposta entro il termine previsto per il versamento del saldo annuale Iva e le successive rate entro il termine previsto per il versamento a saldo dell’imposta sostituiva”.

In pratica, si tratta di “restituire” all’erario la parte di Iva detratta afferente beni e servizi non ancora ceduti o non ancora utilizzati nel periodo in cui il contribuente era in regime “ordinario”, in quanto con il “regime dei minimi” non si applica Iva sulle cessioni/prestazioni di servizi e non si detrae l’imposta sugli acquisti di beni e servizi.
Tale previsione è contenuta nella circolare 73/2007 (illustrativa del nuovo regime) che, richiamando l’articolo 19-bis2, recita: “l’Iva relativa a beni e servizi non ancora ceduti o non ancora utilizzati deve essere rettificata in un’unica soluzione senza attendere il materiale impiego degli stessi, fatta eccezione per i beni ammortizzabili, compresi i beni immateriali, la cui rettifica va eseguita soltanto se non siano trascorsi quattro anni da quello della loro entrata in funzione, ovvero dieci anni dalla data di acquisto o ultimazione se trattasi di fabbricati o loro porzioni”. In altre parole, si tratta dei beni acquistati dal 2006 in poi e degli immobili acquistati o ultimati dal 2001 in poi.

Per il calcolo dell’Iva “da restituire”, va considerato che, per le rimanenze e i servizi non ancora utilizzati, va rettificato l’intero ammontare dell’Iva a credito detratta all’atto dell’acquisto. Naturalmente, con riferimento alle autovetture, è opportuno verificare l’ammontare detratto in sede di acquisto come anche l’eventuale presenza dell’istanza di rimborso Iva auto (non detratta) relativa agli acquisti effettuati dal 1° gennaio 2003 al 13 settembre 2006 (in tal caso, andrà considerato il 40% dell’Iva a credito).
Per esempio, un professionista che passa al “regime dei minimi” nel 2010 e al 31 dicembre 2009 possiede un’attrezzatura tecnica acquistata nel 2005 per 5mila euro più Iva al 20% non deve effettuare alcuna rettifica; per un pc acquistato nel 2007 per 1.800 euro più Iva al 20% (pari a 360 euro), effettuerà una rettifica di imposta pari a 144 euro (pari ai 2/5 di 360), mentre, per un’autovettura acquistata nel 2006 per 20mila euro più Iva al 20% (pari a 4mila euro), detratta nella misura del 15% (600 euro), e in presenza di istanza di rimborso Iva auto, la rettifica sarà pari a 320 euro (4.000 x 40% x 1/5).

Nella dichiarazione Iva 2010, i contribuenti che intendono avvalersi del regime dei “minimi” devono compilare il rigo VA14; in particolare, va barrata la casella 1 per comunicare che si tratta dell’ultima dichiarazione annuale Iva precedente all’applicazione del regime. Al campo 2 deve essere indicato l’ammontare complessivo della rettifica dell’Iva detratta, operata ai sensi dell’articolo 19-bis2 in relazione al mutato regime fiscale. L’importo di questa rettifica non va incluso nel rigo VF56 (totale rettifiche).


Fonte: Agenzia Entrate

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Codice fiscale ai non residenti.

Nuovo canale per il recapito di codice fiscale e tessera sanitaria ai contribuenti non residenti che ne fanno richiesta alle rappresentanze diplomatico-consolari italiane all'estero. La consegna, infatti, non sarà più "a cura" del corriere diplomatico, ma, per effetto del servizio attivato dall'Agenzia delle Entrate, vedrà impegnata Poste Italiane, che provvederà, ogni quindici giorni, alla spedizione dei "badge" richiesti dai Consolati. Consolati che poi consegneranno i tesserini agli interessati.

L'indicazione è contenuta nella circolare, a firma congiunta Agenzia delle Entrate/Ministero degli Affari Esteri, n. 7/E del 22 febbraio. Documento con il quale è stato anche specificato che la richiesta del codice fiscale plastificato da parte del cittadino dovrà essere limitata ai casi in cui ciò sia legato a una specifica esigenza. L'Agenzia delle Entrate ha, difatti, messo a disposizione dei Consolati una nuova funzione di stampa del certificato cartaceo, rilasciato in tempo reale e completo di timbro e firma apposti dalla rappresentanza diplomatica.

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Doppio binario per le poste in valuta.

Le poste in valuta presenti nel bilancio chiuso al 31 Dicembre 2009, seguono un doppio binario; infatti, le imprese quando chiudono i conti devono adeguare le attività e le passività extra euro al tasso di cambio di fine esercizio, con la conseguente rilevazione degli eventuali utili o perdite nel conto economico. Nel modello di dichiarazione dei redditi, Unico, l’adeguamento non assume alcuna rilevanza, e comporta l’effettuazione di prestabilite variazioni in aumento (perdite su cambi non realizzate) e in diminuzione (utili su cambi non realizzati).


Fonte: Il Sole 24 Ore

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Dichiarazione Iva autonoma per poter compensare il credito d’imposta.

Il modello Unico 2010 è stato approvato con Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 1° Febbraio scorso. Il modello da utilizzare per la dichiarazione dei redditi relativi al periodo di imposta 2009, quest’anno si presenta un po’ meno “unico”, in quanto, dopo la dichiarazione Irap che già dallo scorso anno deve essere predisposta ed inviata separatamente, perde quest’anno anche la dichiarazione Iva; infatti, i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione Iva autonoma, al fine di poter utilizzare il credito Iva o richiedere il rimborso dell’Iva derivante dalla dichiarazione annuale, non sono obbligati alla presentazione della dichiarazione unificata.


Fonte: Il Sole 24 Ore

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Le nuove regole IVA sui servizi UE.

È in vigore dal 20 febbraio scorso l’atteso decreto legislativo che recepisce le tre direttive UE sull'IVA nei servizi (direttive n. 2008/8/CE, n. 2008/9/CE e n. 2008/117/CE). Il provvedimento - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di venerdì - rivoluziona le regole per l’individuazione del luogo di tassazione delle prestazioni di servizi. Una delle maggiori novità è rappresentata dalla regola di carattere generale, che opera quando la legge non prevede deroghe per talune prestazioni di servizi: il nuovo criterio introdotto dal D.Lgs. n. 18/2010 stabilisce che il luogo di tassazione è quello dove è stabilito il committente se questi è un soggetto passivo d’imposta. In tal modo, il legislatore intende perseguire l’obiettivo di fissare come luogo dell’imposizione quello in cui avviene il consumo effettivo del servizio. Invece, per i servizi resi a privati, le prestazioni sono tassate nel luogo in cui è stabilito il prestatore del servizio, in modo da semplificare gli adempimenti degli operatori economici.

Infatti, per le operazioni effettuate nei confronti di soggetti passivi, poiché l’applicazione del criterio generale porta ad individuare il luogo di tassazione in quello in cui è stabilito il committente, questi dovrà documentare l’operazione in regime di reverse charge. Quando il destinatario della prestazione è un privato, il criterio generale fissa il luogo di tassazione nel Paese del prestatore, il quale potrà quindi porre in essere gli adempimenti agevolmente, applicando cioè l’IVA nazionale. In tal modo, l’obbligo di nominare un rappresentante fiscale o di identificarsi direttamente, per quanto concerne le operazioni attive, scatterà solo per quelle operazioni che, in deroga alla regola generale, si considerano effettuate nel Paese del committente anche quando questi è un privato.

Debitore del tributo

In caso di un'operazione rilevante ai fini IVA in Italia effettuata da un non residente nei confronti di un soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato, gli adempimenti relativi all'applicazione dell'IVA gravano sul cessionario/committente nazionale anche se il non residente è identificato in Italia. Pertanto, in tale ipotesi il soggetto non residente non potrà più applicare l'IVA in fattura per le operazioni effettuate e per l'imposta assolta sugli acquisti dovrà procedere ad una richiesta di rimborso.

Questa regola si applica anche agli enti non commerciali in possesso di partita IVA, a prescindere dal fatto che l’acquisto sia afferente la sfera istituzionale ovvero quella imprenditoriale.

Il nuovo quarto comma dell’art. 17 prevede che le predette disposizioni non si applicano per le operazioni effettuate da o nei confronti di soggetti non residenti, qualora le stesse siano rese o ricevute per il tramite di stabili organizzazioni nel territorio dello Stato.

Per le operazioni effettuate in Italia da non residenti nei confronti di privati consumatori o di enti non commerciali privi di partita IVA, il cedente/prestatore non residente è tenuto all’identificazione diretta o alla nomina di un rappresentante fiscale (a meno che, anche in questo caso, l’operazione non sia resa per il tramite di una stabile organizzazione in Italia).

(D.Lgs. 11/02/2010, n. 18, G.U. 19/02/2010, n. 41)


Fonte: IPSOA

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lunedì 22 febbraio 2010

Quesito: ICI e dichiarazione redditi forze di polizia.

volevo porvi due quesiti in riferimento all'oggetto premettendo che sono un poliziotto, vivo e risiedo in Sardegna e che ho una sola casa di proprietà in Roma.
1) Devo pare l'ICI?
2) Devo fare la dichiarazione dei redditi?

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Quesito: documentazione richiesta per accensione mutuo.

Lavoro per Princess Cruises Line, famosa linea di navi da crociera battente bandiera Bermudense.
Lavoro per la compagnia da 5 anni con una brillante carriera da bar Steward a Food & Beverage Manager con grandi successi.

Sono sempre dipeso dalla agenzia di Chiasso in Svizzera che mi assumeva con 'contratti' di 6 mesi pagandomi in dollari americani. Ovviamente ho sempre speso piu di 180 giorni all'estero anche se ho mantenuto la mia residenza in Italia.
Ovviamente quel tipo di contratto non prevede TFR, INPS, IRPEF e non ho mai pagato tasse sul reddito in Italia tantomeno in nessun altro paese.
Beneficio della carriera che sto facendo ed avendo da un paio di anni una posizione manageriale, ho finalmente ottenuto un contratto Italiano nel quale io figuro come lavoratore dipendente di una azienda italiana.

Vengo al punto dopo questa breve premessa:

sono nel mezzo dell'approvazione di un mutuo per comperare una casa a Rodi in Grecia quando inaspettatamente, dopo avere prodotto tutti i possibili ed immaginabili tipi di documentazione, mi viene chiesto di dimostrare le mie ultime dichiarazioni dei redditi in quanto unica prova amissibile per provare che ho lavorato negli ultimi 2 o 3 anni. Precedendemente mi era stato chiesto un "emplyment status" che Princess Cruises mi ha fornito ufficialmente dichiarando che lavoro per la Compagnia dal 2005 ad indicando le varie promozioni.

Vorrei sapere perche' io devo produrre le sopracitate dichiarazioni dei redditi e inoltre vorrei sapere quale e' la strada piu' veloce per fare le suddette dichiarazioni.

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Quesito: dubbi partita IVA.

Sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato part-time (7ore
giornaliere) presso una società che realizza siti Internet a Roma. In
questi ultimi tempi mi stanno capitando delle occasioni per sviluppare
progetti in maniera autonoma (prevalentemente presso il mio paese di
origine), ma non ho una partita IVA per poter fatturare.

Il primo questito è: posso aprire una partita IVA per un'attività in
tutto simile alla mia attuale occupazione? Considerando che c'è la
"concorrenza" nel settore ma non dal punto di vista geografico.

Secondo questito: senza bisogno di aprire partita IVA, potrei
utilizzare la partita IVA già esistente dei miei genitori che però
fanno tutt'altro (ovvero, noleggio di autovetture e autobus con
conducente)? Occorre aggiungere un codice attività? Che conseguenze si
hanno?

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Quesito: perdita agevolazione I° casa.

ho comprato casa da impresa con agevolaz. I°casa(prezzo rogito € 170.000), ho portato la residenza entro 18 mesi e l'ho abitata per tre anni, adesso vorrei venderla senza riacquistare. Sapreste quantificarmi esattamente quanto andrei a pagare tra differenza iva imposte e sanzioni ?

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Quesito: successione su immobile unico ma individuato da tre particelle.

Sono unico erede di un immobile, costruito nel 1976, che in origine era di proprietà di mio padre. Nel 1985, alla sua morte è diventato di proprietà di mia madre per il 75% e mia per il 25%.
Dalla sua costruzione questo immobile è residenza sia mia (e relativa famiglia) che di mio padre e mia madre.
Trattasi di una villa unifamiliare che consta di tre superfici, purtroppo ciascuna individuata con una particella catastale, ma assolutamente “unita”. È costituita da un unicum non frazionabile.
Orbene nella successione ho dichiarato l’intero immobile come prima casa, richiedendo le relative agevolazioni.
Mi è pervenuto un avviso di liquidazione dell’imposta con relativa irrogazione di sanzione, avendo l’Ufficio considerata una delle tre particelle prima casa e le altre due “seconde”.
In che termini mi conviene far ricorso?

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Provvidenze per il personale dipendente della Città del Vaticano.

Bollettino N. 8 (periodo 1° gennaio 1999 - 31 dicembre 1999)

Il testo delle Norme « Provvidenze a favore della famiglia », approvate dal Santo Padre Giovanni Paolo II il 20 gennaio 1994 ed entrate in vigore il 1° gennaio 1994 [AAS 86 (1994) 163-169)], è stato aggiornato dall'ULSA, come di seguito, con inserimento delle integrazioni ad esse apportate dal Rescriptum ex Audientia SS.mi Prot. n. 439.991/G.N. del 2 giugno 1999.

PROVVIDENZE A FAVORE DELLA FAMIGLIA

Per il personale in servizio alle dipendenze della Curia Romana, dello Stato della Città del Vaticano, della Radio Vaticana, e degli Organismi o Enti esistenti e futuri anche non aventi sede nello Stato della Città del Vaticano, gestiti amministrativamente in modo diretto dalla Sede Apostolica e comunque alle dipendenze di tutti gli Enti compresi nel campo di applicazione delle norme per la disciplina della concessione dell'assegno per il nucleo familiare, sono disposte le seguenti provvidenze.

Titolo I

Assegno per la nascita di figli

Art. 1

Al dipendente, a motivo della nascita di un figlio, viene corrisposto un assegno di importo pari a due terzi della retribuzione (stipendio base + ASI + bienni) o della pensione del mese di nascita del bambino.

Art. 2

Nel caso di parto gemellare viene corrisposto un assegno di importo pari all'assegno di cui all'Art. 1 moltiplicato per il numero dei figli nati dal parto gemellare.

Art. 3

Nel caso entrambi i coniugi siano dipendenti vaticani, le provvidenze di cui agli Articoli 1 e 2 sono commisurate alla retribuzione o pensione di importo più favorevole per i coniugi.

Art. 4

Le stesse provvidenze di cui ai precedenti articoli sono corrisposte anche in caso di adozione di figli di età inferiore ad anni cinque.

L'assegno di cui agli Articoli 1 e 2 dovrà essere correlato al mese del provvedimento di adozione del Tribunale.

Art. 5

Alla domanda per l'assegno dovrà essere allegato il certificato di nascita e di battesimo o, in caso di adozione, copia integrale dell'atto di nascita dell'adottato rilasciato dall'anagrafe del Comune di appartenenza.

Titolo II

Agevolazioni a tutela della maternità

Le norme che seguono sono integrative delle vigenti disposizioni di tutela della maternità.

Art. 6

Fino a tre mesi prima del parto, nel caso di gravi complicazioni della gestazione o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dalla gravidanza, sono disposti uno o più periodi di collocamento in aspettativa per maternità in base ad apposita certificazione medica, confermata dalla Direzione dei Servizi Sanitari dello Stato della Città del Vaticano, che ne dispone la durata.

Art. 7

E' disposto, su richiesta dell'interessata, il collocamento in aspettativa per maternità della dipendente che abbia adottato un bambino o lo abbia ottenuto in affidamento, sempreché, in ogni caso, il bambino non abbia superato al momento della adozione o dell'affidamento i sei anni di età.

Tale aspettativa della durata di tre mesi ha inizio dalla data dell'effettivo ingresso del bambino nella famiglia adottiva o affidataria.

Art. 8

Durante i periodi di aspettativa per maternità di cui agli Articoli 6 e 7 è corrisposta l'intera retribuzione, con esclusione dei compensi connessi con la presenza in servizio e con l'espletamento di specifiche funzioni ed il tempo trascorso in tali periodi è computato a tutti gli effetti correlati con l'anzianità di servizio.

Art. 9

La dipendente madre, durante le malattie di figli od equiparati ai sensi dell'Art. 5 lett. c) delle norme per la disciplina della concessione dell'assegno per il nucleo familiare, ha diritto, dietro presentazione di certificato medico, fino al compimento del terzo anno di età del bambino, ad assentarsi dal lavoro.

Durante i periodi di assenza la retribuzione viene ridotta complessivamente dell'85%.

Tali periodi sono computati a tutti gli effetti dell'anzianità di servizio e dell'eventuale trattamento di quiescenza, previo versamento delle relative trattenute calcolate sull'intera retribuzione precedentemente goduta.

Art. 10

Beneficia delle provvidenze di cui agli Articoli 7, 8 e 9 il padre, nel caso la madre si trovi nella condizione di completa impossibilità fisica di assistenza al bambino, per decesso, separazione o abbandono del tetto coniugale, ricovero ospedaliero ovvero stato invalidante temporaneo o permanente accertati con giudizio insindacabile dal Collegio medico nominato dalla Direzione dei Servizi Sanitari dello Stato della Città del Vaticano in virtù della normativa vigente.

Titolo III

Agevolazioni in favore di dipendenti
con familiari disabili
Art. 11

La dipendente madre nel caso di figli o equiparati ai sensi dell'Art. 5 lett. c) delle norme per la disciplina della concessione dell'assegno per il nucleo familiare, disabili in situazione di gravità, ha diritto, fino al compimento del terzo anno di età del bambino, al collocamento in aspettativa successivamente a periodi di aspettativa fissati da altre norme regolamentari, con retribuzione mensile ridotta complessivamente del 70%.

Tale periodo di aspettativa è computato agli effetti dell'anzianità di servizio e dell'eventuale trattamento di quiescenza, previo versamento delle relative ritenute calcolate sull'intera retribuzione mensile.

Art. 12

Beneficia della provvidenza di cui all'Articolo precedente il padre, nel caso la madre si trovi nella condizione di completa impossibilità fisica di assistere il minore, per decesso, separazione o abbandono del tetto coniugale, ricovero ospedaliero, ovvero stato invalidante temporaneo o permanente accertati, con giudizio insindacabile, dal Collegio medico nominato dalla Direzione dei Servizi Sanitari dello S.C.V. in virtù della normativa vigente.

Art. 13

I soggetti di cui agli Articoli 11 e 12 hanno diritto, in alternativa all'aspettativa, di fruire di due ore di permesso giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del bambino.

Art. 14

Successivamente al compimento del terzo anno di vita del bambino disabile, in situazione di gravità accertata, i soggetti di cui agli Articoli 11 e 12 nonché il dipendente che assiste una persona appartenente al suo nucleo familiare, ai sensi dell'Art. 5 delle norme per la disciplina della concessione dell'assegno per il nucleo familiare, hanno diritto, ogni mese, a tre giorni di permesso retribuito, fruibili anche in modo continuativo, a condizione che la persona disabile in situazione di gravità non sia ricoverata a tempo pieno presso istituti specializzati.

Art. 15

I soggetti di cui all'Art. 14 dovranno essere agevolati, compatibilmente con le esigenze di servizio, nell'orario giornaliero di lavoro.

Art. 15-bis 1

1. L'assegno mensile di disabilità compete:

a) ai dipendenti in servizio attivo ed ai titolari di pensione vaticana alle condizioni che:

a1) abbiano diritto all'assegno per il nucleo familiare in conformità alle vigenti Norme per la disciplina della concessione dell'assegno per il nucleo familiare di seguito denominate « Norme »;

e

a2) almeno un familiare, appartenente al loro nucleo ai sensi dell'art. 5 commi 1 e 2 delle « Norme », sia riconosciuto, a giudizio insindacabile del Collegio medico nominato, a norma di legge, dalla Direzione dei Servizi Sanitari dello Stato della Città del Vaticano, disabile in situazione di gravità ai sensi del successivo art. 16 lett. b) delle presenti Provvidenze a favore della Famiglia, o permanentemente inabile a qualsiasi lavoro, proficuo, regolare e continuativo a causa di infermità o difetto fisico o psichico;

b) al titolare di pensione indiretta vaticana che, riconosciuto permanentemente inabile a qualsiasi lavoro proficuo, regolare e continuativo a causa di infermità o difetto fisico o psichico, ai sensi dell'art. 6, lett. b) delle « Norme », abbia diritto all'assegno per il nucleo familiare.

2. Per ciascun familiare, o al titolare di pensione vaticana, che si trovi nelle condizioni di cui all'art. 1, compete un assegno mensile di disabilità in misura differenziata in relazione allo scaglione di reddito corrispondente all'assegno per il nucleo familiare spettante al dipendente od al titolare di pensione vaticana, in base alla Tabella di cui all'art. 15 comma 2 delle «Norme»: l'importo dell'assegno di disabilità è pari a quello previsto, tempo per tempo, per un nucleo familiare di due componenti, nella citata Tabella, per lo scaglione di reddito sopra indicato. L'importo dell'assegno mensile di disabilità del 7° scaglione di reddito è esteso anche all'8° ed al 9° scaglione.

3. L'assegno mensile di disabilità non concorre a formare la base imponibile delle contribuzioni previdenziali ed assistenziali e non si computa nel reddito ai fini della concessione dell'assegno per il nucleo familiare.

4. L'assegno mensile di disabilità spetta ai dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale nella misura da determinarsi correlando la durata del lavoro a tempo parziale con la durata del lavoro a tempo normale.

5. L'assegno mensile di disabilità è a carico:

a) delle Amministrazioni dalle quali il personale in servizio dipende;

b) delle Amministrazioni dalle quali i dipendenti o danti causa appartenevano al momento del loro collocamento in quiescenza, per i titolari di pensione vaticana.

6. L'assegno mensile di disabilità decorre dal giorno e dal mese di presentazione della relativa istanza alle Amministrazioni competenti, corredata dei documenti attestanti lo stato di disabilità.

La sua misura per detto mese è correlata al rapporto tra il numero dei giorni consecutivi dalla data di presentazione dell'istanza ed il divisore fisso di trenta. Le Amministrazioni procedono di ufficio ad attivare il Collegio medico della Direzione dei Servizi Sanitari dello Stato della Città del Vaticano.

7. L'assegno di disabilità non viene corrisposto nel caso vengano meno le condizioni che lo hanno determinato.

8. Nei casi di cui al precedente comma 7, entro trenta giorni dal loro accadimento, il percettore dell'assegno di disabilità deve darne notizia con lettera AR alla competente Amministrazione; l'importo dell'assegno di disabilità del mese di accadimento è calcolato con gli stessi criteri di cui al comma 6.

9. Le Amministrazioni competenti, di concerto tra loro, con propri provvedimenti, approvano il modello uniforme della istanza di cui al comma 6 e stabiliscono le certificazioni da presentare a corredo delle medesime.

Art. 16

Agli effetti delle presenti disposizioni:

a) E persona disabile colui che è portatore di una minorazione fisica, psichica o sensoriale stabilizzata o progressiva, che è causa di grave limitazione di funzioni psichiche o fisiche, con difficoltà di apprendimento o di relazione o di integrazione lavorativa nel contesto ambientale e sociale.

b) Quando la minorazione singola o plurima riduce l'autonomia fisica o psichica della persona, correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione (lo status) viene definito di gravità.

c) L'accertamento clinico della disabilità e della connotazione di gravità è effettuato da un Collegio medico nominato dalla Direzione dei Servizi Sanitari dello S.C.V. e composto da esperti qualificati il cui giudizio è insindacabile.

Titolo IV

Spese scolastiche

Art. 17

Le provvidenze del presente Titolo sono disposte anche a favore dei titolari delle pensioni dirette o indirette erogate dalle Amministrazioni competenti.

Capo I: Spese di iscrizione e frequenze di corsi di studio

Art. 18

Sono deducibili dal calcolo del reddito del nucleo familiare, ai fini della determinazione dell'assegno mensile del medesimo, le spese sostenute nell'anno per i componenti del nucleo familiare, a motivo di iscrizione e frequenza di corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria, o di qualificazione professionale statali, pareggiate, parificate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali.

Capo II: Assegni scolastici

Art. 19

All'inizio di ogni anno scolastico, a titolo di contributo per l'acquisto di libri di testo, è concesso ai dipendenti che fruiscono dell'assegno per il nucleo familiare, un assegno scolastico per ciascun componente del nucleo iscritto e frequentante corsi regolari di studio in scuole di istruzione secondaria o di qualificazione professionale statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali.

Art. 20

Gli assegni scolastici competono nelle seguenti misure annuali, differenziate in relazione allo scaglione di reddito corrispondente all'assegno per il nucleo familiare spettante al dipendente nel mese di agosto di ogni anno in base alla tabella di cui all'Art. 15,2 delle relative norme: 2

a) per i dipendenti con livelli di reddito familiare ricompresi nei primi tre scaglioni di reddito

L. 300.000

b) per i dipendenti con livelli di reddito familiare ricompresi nei secondi tre scaglioni di reddito

L. 180.000

c) per i dipendenti con livelli di reddito familiare ricompresi nei restanti scaglioni di reddito

L. 90.000

Art. 21

Gli importi degli assegni scolastici sono rivalutati annualmente a decorrere dall'anno 1995 con effetto dal 1° luglio di ogni anno in misura pari alla variazione percentuale da applicarsi agli importi mensili dell'assegno per il nucleo familiare ai sensi dell'Art. 15,1 delle relative norme.

Art. 22

Gli assegni scolastici sono corrisposti agli aventi diritto negli importi vigenti nel mese di ottobre di ogni anno con la retribuzione dello stesso mese.

Art. 23

Le Amministrazioni competenti, di concerto tra loro, con propri provvedimenti, approvano il modello uniforme di domanda per la concessione degli assegni scolastici e le certificazioni a corredo della medesima da presentarsi entro il 15 settembre di ogni anno.

Titolo V

Disposizioni finali

Art. 24

Le provvidenze a tutela della famiglia di cui ai Titoli precedenti non concorrono a formare la base imponibile delle contribuzioni previdenziali ed assistenziali e non si computano nel reddito ai fini della concessione dell'assegno per il nucleo familiare.


Fonte: Vaticano

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sabato 20 febbraio 2010

Quesito: deducibilità acquisti regime minimi.

mi occupo di consulenza web marketing, ho aperto da poco la partita iva con regime dei minimi come consulente nel campo dell'informatica, ditta individuale.

Il mio commercialista mi ha detto che se faccio acquisti che competono il mio lavoro deduco il 100%, ad esempio un computer nuovo. Ma deduco il 100% dell'iva o della somma totale spesa?

Esiste un sito o uno sportello con una lista dei costi deducibili? C'è troppa confusione...

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Quesito: detrazioni fiscali familiari a carico 2010.

Vorrei porle una domanda circa le detrazioni fiscali per figli, nel caso in cui uno dei due genitori, regolarmente coniugati, lavoro presso la Città del Vaticano.
Il quesito è il seguente:
una nostra dipendente ha il coniuge che lavora presso la Città del Vaticano e chiede se può beneficiare delle detrazioni per i figli al 100%.

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Quesito: caso benefici ristrutturazione.

Ho acquistato casa in novembre 2009. La casa era in precedenza un magazzino per cui si è proceduto al cambio della destinazione d'uso e dei relativi lavori. L'azienda costruttrice pur avendo inoltrato richiesta per accedere alle detrazioni del 36% non le ha ottenute.

Cercando in rete e presso il sito dell'Agenzia delle Entrate , ho scoperto che
"..la mancata fruizione della detrazione fiscale del 36% delle spese di interventi di ristrutturazione da parte del venditore di un immobile non comporta la decadenza del beneficio in capo all'acquirente, anche nel caso di immobile originariamente venduto dall'impresa edile.." (circolare Agenzia delle Entrate n. 457/E del 01.12.2008);
"..la circostanza che il venditore non abbia usufruito del dirittto alla detrazione non osta a che l'acquirente possa farlo..purchè esso sia in possesso di copia della concessione edilizia, dichiarazione di ultimazione lavori, atto della compravendita in cui risulti il corrispettivo dell'importo" (circolare 95/E del 2000).
Posso usufruire della detrazione del 36% del 25% del valore di acquisto dell'appartamento?
E se sì (come spero) come devo procedere?

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Quesito: taxi in vespa.

vorrei avviare un'attività privata di servizio taxi in vespa a Roma. Avendo a
disposizione una vespa, vorrei sapere se:
1. lo posso fare autonomamente aprendo partita iva
2. se lo posso fare senza aderire a cooperative (cosi come funziona per i taxi
in auto)
3. se lo posso fare senza necessità di un concorso
4. se bisogna iscriversi al ruolo
5. se è necessaria una licenza come per i taxi in auto
La mia necessità è immediata, ovvero vorrei evitare concorsi o progetti col
Comune che di solito hanno tempi lunghi.
Al di là della convenienza economica, mi interessa sapere se per legge si può
fare.
Ho verificato e non mi sembra ci sia una normativa in merito ai taxi a due
ruote; ho visto che su roma non esiste un taxi su due ruote (a quanto mi sembra
non esista attualmente in tutta Italia) se non un servizio di noleggio scooter
con conducente (cosa diversa da ciò che ho in mente).

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Quesito: acquisto di olive da piccoli produttori senza partita IVA.

Vorrei gentilmente sapere se un commerciante di olive che acquista anche da privati senza partita IVA deve emettere autofattura con o senza indicazione dell'IVA o deve considerare come una ricevuta e non va registrata senza deducibilità dell'IVA. Grazie per la cortesia e gentilmente fatemi sapere al più presto così posso fare la rettifica e inviare correttamente la comunicazione dati IVA.

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Quesito: iscrizione retroattiva alla gestione commercianti.

qualche giorno fa a seguito di un’ispezione da parte di due funzionari dell’INPS, sono stato da questi retroiscritto alla gestione commercianti con validità dal 01/01/2005 e ora mi chiedono i relativi contributi, seppur senza applicazione delle sanzioni civili.

La domanda è la seguente: possono farlo? Tenendo conto che all’epoca ero si titolare di P.IVA e producevo un reddito come procacciatore, ma non ero nemmeno iscritto alla Camera di Commercio, non avendone ancora i requisiti?
Tale iscrizione è infatti avvenuta nel 12/2009, periodo dal quale sono iscritto alla gestione commercianti ed ho peraltro iniziato a versare regolarmente i relativi contributi previdenziali.

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Quesito: fatturazione ONLUS.

faccio parte di una piccolissima Onlus di Milano,
il nostro progetto e' quello di gestire una webradio.
Ci siamo praticamente sempre autotassati fin dalla nostra nascita, ma adesso una nostra proposta, dopo molti tentativi, ha avuto successo. La Regione ci avrebbe affidato la preparazione di una trasmissione radiofonica su turismo e disabili (noi dell'associazione siamo tutti disabili) da trasmettere sulla nostra radio. Non sappiamo se possiamo accettare perche' Ci viene richiesto di emettere fattura... noi abbiamo solo il nostro codice fiscale

e non abbiamo idea di come fare ad emettere una fattura che possa essere regolare, non ci e' mai capitato, come vi dicevo. Ho provato a spiegare al nostro contatto alla Regione che noi potremmo scrivere un documento, una specie di ricevuta, in cui diciamo che abbiamo ricevuto i 400 euro a fronte della realizzazione della trasmissione, ma il mio contatto si occupa della parte stampa e giustamente mi ha detto che nemmeno lui s'intende di fisco, a quello che vede lui, pero' tutti, a fronte dei pagamenti della Regione, mandano la fattura, anche se e' vero che noi siamo la prima Onlus con cui si interfaccia.
siamo degli assurdi sprovveduti in materia fiscale, me ne rendo conto, daltronde non sapremmo nemmeno a chi rivolgerci per capirne di piu'. Per noi sarebbe veramente un peccato dover rifiutare l'incarico che abbiamo cosi' duramente guadagnato, e' una piccola cifra, ma per noi sarebbe superimportante.

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Novità contributive 2010.

Nella ccircolare n. 25 del 18 febbraio 2010sono riepilogate le innovazioni in materia di contribuzione dovuta dalla generalità dei datori di lavoro e dalle aziende agricole per gli operai a tempo determinato e indeterminato.
Tra le principali novità, la proroga, fino al 31 dicembre 2010, dei trattamenti straordinari di integrazione salariale e di mobilità per le imprese esercenti attività commerciali e per le agenzie di viaggio e turismo con più di 50 dipendenti, e per le imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti, e la proroga della possibilità di iscrizione nelle liste di mobilità per i lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo, per le imprese che occupano anche meno di 15 dipendenti.


Fonte: INPS

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Nuova procedura “Accentramento Contributivo”.

E’ disponibile il nuovo servizio “Accentramento Contributivo” che consente la trasmissione delle richieste di nuove autorizzazioni all’accentramento dei versamenti contributivi con il rilascio in tempo reale delle ricevute di riscontro. La procedura si trova nella pagina “Servizi per aziende e consulenti” di questo sito, all’interno del menù “Iscrizione e Variazione Azienda”. Al momento la procedura è in fase di sperimentazione ed è disponibile solo per i Consulenti del Lavoro iscritti all’Ordine già abilitati ai servizi web dell’Inps. A conclusione di questa fase il servizio sarà esteso ai datori di lavoro e agli altri soggetti abilitati.

Messaggio n. 4750 del 16/02/2010


Fonte: INPS

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Nuova procedura accesso al Fondo di Solidarietà del Credito.

È stata realizzata una nuova procedura per l’acquisizione e la gestione delle richieste di accesso al Fondo di Solidarietà per il personale delle aziende di credito. La nuova procedura, denominata SOLICRE, sostituisce la precedente applicazione “Progetti in favore dell’occupazione Fondo di Solidarietà del Credito” e sarà disponibile in via sperimentale fino al 15 marzo 2010, data entro la quale gli istituti di Credito interessati al finanziamento potranno trasmettere le richieste, oltre che telematicamente, anche in forma cartacea. Dal 16 marzo 2010 le domande dovranno essere presentate solo per via telematica. SOLICRE consente di acquisire e gestire le richieste in via telematica con un ruolo attivo e collaborativo da parte delle aziende di credito: a tal fine, il soggetto individuato da queste ultime dovrà richiedere personalmente, presso la sede Inps competente e munito di apposita delega, il rilascio delle credenziali necessarie.

Messaggio n. 4877 del 17 febbraio 2010


Fonte: INPS

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La nullità della notifica è sanata dalla presentazione del ricorso.

La notificazione dell'atto di accertamento tributario affetta da nullità rimane sanata, con effetto retroattivo, dalla tempestiva proposizione del ricorso del contribuente avverso l'atto medesimo.
La sanatoria si verifica in applicazione dell'articolo 160 del codice di procedura civile, il quale, attraverso il rinvio al precedente articolo 156, prevede che la nullità di una notifica non può mai essere pronunciata se l'atto ha raggiunto il suo scopo, pervenendo a conoscenza del destinatario.
Questo il principio di diritto ribadito dalla Corte di cassazione, con l'ordinanza 1044/2010, ove è stato anche precisato che l'irritualità della notifica di un atto fiscale non ne determina l'inesistenza.

Vicenda di merito e giudizio di legittimità
Avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Roma, che aveva accolto il ricorso proposto da un contribuente contro un avviso di rettifica Iva, l'ufficio proponeva appello.
Con sentenza n. 44/7/2007, il giudice tributario regionale rigettava il gravame, affermando la nullità insanabile della notifica dell'atto impositivo, in quanto non effettuata previamente alla società e, in mancanza, al suo legale rappresentante.

La parte pubblica adiva quindi il giudice di legittimità assumendo, con un primo motivo, la violazione e falsa applicazione dell'articolo 56 del Dpr 633/1972, relativamente all'affermazione della Commissione regionale secondo la quale gli avvisi emessi dall'ufficio assumono giuridica esistenza con la rituale notificazione.
La doglianza in questione è stata accolta sul rilievo che "la non definitività dell'avviso di accertamento o rettifica, conseguente ad irrituale notifica dello stesso, non comporta la inesistenza dell'atto medesimo (v. sent. n. 6476 del 19/03/2007)".

Con altro motivo l'Agenzia assumeva la violazione e falsa applicazione dell'articolo 156 del codice di procedura civile, laddove la Ctr non aveva rilevato che la nullità della notificazione dell'atto impositivo sarebbe stata sanata dall'impugnazione proposta dall'interessato.
Anche questa seconda censura è stata ritenuta fondata dai giudici di legittimità, che hanno richiamato il principio secondo il quale "la notificazione dell'avviso di accertamento tributario affetta da nullità rimane sanata, con effetto 'ex tunc', dalla tempestiva proposizione del ricorso del contribuente avverso tale avviso".

A favore di tale conclusione, precisa l'ordinanza in esame, opera da un lato la circostanza che "l'avviso di accertamento ha natura di 'provocatio ad opponendum', la cui notificazione è preordinata all'impugnazione", dall'altro, il fatto che l'articolo 60 del Dpr 600/1973 (dettato in materia di accertamento delle imposte sui redditi, ma applicabile anche in tema di Iva ex articolo 56 del Dpr 633/1972) "richiama espressamente, in tema di notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente, le 'norme stabilite dall'articolo 137 cod. proc. civ., e segg.' così rendendo applicabile l'articolo 160 c.p.c., il quale, attraverso il rinvio al precedente articolo 156, prevede appunto che la nullità non possa mai essere pronunciata se l'atto ha raggiunto il suo scopo".

Considerazioni
La pronuncia si riporta a un principio che costituisce un approdo interpretativo oramai da ritenere consolidato nell'elaborazione della giurisprudenza di legittimità.
La "storica" sentenza 19854/2004, emessa a sezioni unite, che intervenne a dirimere un lungo contrasto formatosi tra i giudici della Suprema corte, sancì alcuni principi che ancora oggi guidano l'interpretazione dei collegi giudicanti in merito agli effetti dell'impugnazione di un atto tributario la cui notifica sia viziata sotto il profilo della nullità.

In particolare, detta pronuncia - sul rilievo che la natura sostanziale dell'atto di accertamento non costituisce un ostacolo insormontabile all'applicazione di istituti appartenenti al diritto processuale, soprattutto quando, come nella specie, vi sia un espresso richiamo nella disciplina tributaria (articolo 60 del Dpr 600/1973) - ha chiarito che la vigenza in ambito fiscale delle regole sulla notificazione fissate dalla norma processuale civilistica comporta l'applicazione, quale necessità logica, anche del regime delle relative nullità e della disciplina sulle sanatorie "che costituisce una sorta di limite alla dichiarazione di nullità, non essendovi alcun principio o ragione sistematica per ritenere che in materia di notificazione di atti di accertamento, pur regolata dal codice di procedura civile, viga un regime diverso".

Successivamente, la riferita regola iuris è stata ribadita da numerose pronunce delle sezioni semplici della Corte di cassazione.
Tra le più recenti merita di essere segnalata, per l'abbondante richiamo di precedenti in termini, la sentenza 5472/2009.
In questa pronuncia, la Cassazione ha affermato che dall'applicazione, per l'avviso di accertamento, delle norme sulle notificazioni dettate per il processo civile consegue "che la proposizione del ricorso del contribuente produce l'effetto di sanare la nullità della notificazione dell'avviso di accertamento per raggiungimento dello scopo dell'atto, ex art. 156 c.p.c. (v. Cass., Sez. Un., 5/10/2004, 19854, e, conformemente, Cass., 24/11/2004, n. 22197; Cass., 9/6/2005, n. 12153; Cass., 25/11/2005, n. 24962; Cass., 31/10/2006, n. 23469; Cass., 10/3/2008, n. 6347. Contra, ma isolatamente, v. peraltro Cass., 23/04/2008, n. 10477)".

L'ordinanza 1044/2010 ribadisce dunque che, anche con riguardo agli atti tributari, si applica la regola di cui al combinato disposto dell'articolo 160 e del terzo comma dell'articolo 156 del codice di rito civile, e che pertanto la nullità della notificazione "non può mai essere pronunciata, se l'atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato".
In definitiva, nel caso di impugnazione di un atto la cui notificazione si assuma affetta da nullità, laddove l'interessato mostri di aver avuto piena conoscenza del contenuto dell'atto medesimo e abbia potuto adeguatamente esercitare il proprio diritto di difesa, lo stesso non potrà, in via di principio, dedurre i vizi relativi alla notificazione a sostegno di una domanda di annullamento.


Fonte: Agenzia Entrate

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Evoluzione degli Studi di settore su base territoriale.

Nella riunione della Commissione degli esperti del 18 febbraio 2010 sono stati esaminati, evoluti e approvati i 69 Studi di settore che andranno in vigore a partire dal periodo d’imposta 2009.
Gli Studi sono così suddivisi: 12 per le attività professionali, 21 per quelle del commercio, 12 per le manifatturiere e 24 per le attività dei servizi.

Particolare attenzione è stata riservata allo Studio di settore UG69U relativo al comparto delle “costruzioni”.
Infatti, si tratta del primo Studio a cui è stata applicata una metodologia di analisi su base regionale al fine di rendere gli Studi più aderenti alle realtà territoriali, come previsto dall’articolo 83, comma 19 del Dl 112/2008, convertito in legge 133/2008.
La valutazione delle risultanze derivanti dall’applicazione dello Studio è stata effettuata anche con la fattiva partecipazione degli Osservatori regionali, che hanno inviato circa 400 esempi, accuratamente selezionati, per verificare la effettiva rappresentatività dello Studio rispetto alle specifiche realtà economiche locali.
Sotto il profilo metodologico, le imprese del settore delle costruzioni sono state preventivamente suddivise in gruppi omogenei tenendo conto degli aspetti strutturali e, successivamente, ripartite a livello regionale.
In questo modo, sono stati individuati 408 gruppi omogenei rappresentativi dei modelli organizzativi delle imprese del settore, in modo da valorizzare le peculiarità territoriali.
Per ogni gruppo omogeneo sono state definite le specifiche funzioni di ricavo.
In fase di applicazione, l’analisi discriminante, l’analisi di coerenza e quelle di normalità economica e di congruità si applicano su base regionale; ciò vuol dire che ogni regione ha i propri specifici parametri di riferimento.

Negli Studi di settore in evoluzione nel 2009 sono state sperimentate e introdotte, inoltre, numerose novità di carattere metodologico.
Tra le più importanti, si segnalano la predisposizione di indicatori di normalità economica specifici per Studio di settore, la definizione di tre nuovi indicatori territoriali, l’individuazione di una nuova modalità di valorizzazione del contributo dei soci amministratori.

A seguito dell’introduzione dei nuovi indicatori, con riferimento ai 69 studi evoluti, devono considerarsi definitivamente superati i vecchi indicatori di normalità economica.
Per quanto concerne i nuovi indicatori territoriali, finalizzati a una adeguata valorizzazione delle specifiche differenze legate al luogo di svolgimento dell’attività, va osservato che gli stessi permettono di differenziare i risultati stimati, all’interno della funzione di ricavo. Tali indicatori tengono conto del livello delle retribuzioni, di quello del reddito disponibile per abitante e del livello delle quotazioni immobiliari.
Inoltre, a seguito delle ulteriori informazioni richieste nel modello degli Studi di settore, è stato possibile affinare ulteriormente la stima, all’interno delle funzioni di ricavo, dell’apporto dei soci amministratori che prestano attività nella società in via prevalente e continuativa.

Va evidenziato che l’approvazione dei 69 Studi di settore evoluti consente al contribuente, ove più favorevoli, l’applicazione retroattiva degli stessi in sede di eventuale contraddittorio e/o contenzioso.

La Commissione degli esperti, infine, si è riservata di valutare, nella prossima riunione del 31 marzo 2010, i correttivi da introdurre al fine di rendere maggiormente flessibili gli studi rispetto agli effetti della crisi economica 2009.


Fonte: Agenzia Entrate

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Detrazione per spese iscrizione dottorato di ricerca.

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che i corsi di dottorato di ricerca siano da considerarsi "corsi di istruzione universitaria" e, pertanto, ai relativi costi d’iscrizione sia applicabile il beneficio della detrazione Irpef del 19 per cento, prevista anche per i corsi di perfezionamento e di specializzazione, così come per i master post laurea.

risoluzione n. 11/e del 17 febbraio 2010


Fonte: Min.Finanze

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Modelli Intrastat – Controlli.

In sede di controllo, non verranno erogate sanzioni per le possibili violazioni derivanti dalla compilazione dei modelli Intrastat relativi ai mesi da gennaio a maggio 2010 per gli obblighi mensili oppure al primo trimestre dell’anno per gli obblighi trimestrali. I contribuenti dovranno comunque rimediare alle eventuali irregolarità entro il 20 luglio prossimo, inviando elenchi riepilogativi integrativi redatti secondo le modalità definite dalla normativa in corso di emanazione. Così ha chiarito l’Agenzia delle Entrate.

circolare n. 5/e del 17 febbraio 2010

Fonte: Min.Finanze

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Specifiche tecniche dichiarazioni 2010.

Tutte pronte le specifiche tecniche per l'invio on line delle dichiarazioni fiscali 2010.
Pubblicate ieri quelle relative al 730 e al 770, ordinario e semplificato, è oggi la volta dei rimanenti modelli: Irap, Unico PF, Unico SP, Unico ENC, Unico SC, e Consolidato nazionale e mondiale.

Per la loro approvazione, quattro i provvedimenti - tutti datati 16 febbraio 2010 - firmati dal direttore dell'Agenzia delle Entrate.

In dettaglio, si tratta dell'approvazione delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti:
•nel modello di dichiarazione "Irap 2010", da utilizzare per la dichiarazione ai fini dell'imposta regionale sulle attività produttive per l'anno 2009
•nel modello di dichiarazione "Unico 2010-PF", nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione dei parametri e nella comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli indicatori di normalità economica nonché dei dati riguardanti le scelte per la destinazione dell'otto e del cinque per mille dell'Irpef
•nel modello di dichiarazione "Unico 2010-SP" e nella comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli indicatori di normalità economica, e nel modello "Unico 2010-ENC"
•nel modello di dichiarazione "Unico 2010-SC" e nella comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli indicatori di normalità economica, e nel modello "Consolidato nazionale e mondiale 2010".

Per tutti, è utile ricordare che, qualora la dichiarazione inviata non rispetti le specifiche tecniche definite, la stessa verrà scartata.


Fonte: Agenzia Entrate

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Farmaci, ok a sigle e abbreviazioni. Addio alla fotocopia della ricetta.

Via libera allo scontrino parlante che non riporta la natura del prodotto acquistato tramite la tradizionale dicitura "farmaco" o "medicinale", ma attraverso sigle come "Otc" (medicinale da banco) e "Sop" (senza obbligo di prescrizione), abbreviazioni come "med." e "f.co", e termini come "omeopatico" o "ticket".
Sono alcuni dei chiarimenti forniti dall'Agenzia, con la risoluzione n. 10/E del 17 febbraio, a un dottore commercialista che chiede - tramite il proprio ordine professionale - di sapere se, ai fini della deduzione o della detrazione d'imposta, l'indicazione della natura del prodotto acquistato deve avvenire esclusivamente mediante la dicitura "farmaco" o "medicinale", se è eventualmente possibile integrare le informazioni presenti sullo scontrino con altri documenti e se è ancora obbligatorio conservare la prescrizione medica.

Semaforo verde sul primo punto: i documenti di spesa rilasciati per l'acquisto di medicinali consentono di fruire dei benefici Irpef a condizione che sia indicata la natura del prodotto attraverso sigle, abbreviazioni o terminologie chiaramente riferibili a farmaci. Sono dunque ammessi gli scontrini che riportano le indicazioni "Otc" (che sta per "over the counter", ovvero medicinale da banco) e "Sop" (senza obbligo di prescrizione). Le sigle in questione attengono, infatti, a una specifica categoria di medicinali, disciplinata espressamente dal decreto legislativo 219/2006. Strada aperta anche alla dicitura "omeopatico", perché è riconosciuta la natura di medicinale dei prodotti omeopatici. Analogo discorso per "ticket", dicitura che soddisfa l'indicazione della natura del prodotto acquistato, potendo essere riferita solo a medicinali erogati dal servizio sanitario. Per quanto riguarda invece le preparazioni galeniche, cioè i medicinali preparati in farmacia in base a una prescrizione medica destinata a un determinato paziente o in base alle indicazioni della Farmacopea europea o delle Farmacopee nazionali in vigore negli stati dell'Ue, l'Agenzia aveva già chiarito, con la risoluzione 218/2009, che ai fini dell'indicazione della natura del prodotto venduto può essere riportata la dicitura "farmaco" o "medicinale" e per la qualità l'espressione "preparazione galenica". Infine, le formule abbreviate "med." e "f.co" equivalgono alle rispettive diciture per esteso, essendo intese nell'uso comune come abbreviazioni dei termini "medicinale" e "farmaco".

Disco rosso, invece, sulla possibilità di integrare le informazioni presenti sullo scontrino con altri documenti, come ad esempio copia della ricetta con il timbro della farmacia, del foglietto illustrativo o dell'Annuario farmaceutico: ai fini della fruizione del beneficio fiscale, il documento di spesa deve infatti necessariamente riportare natura e qualità del prodotto (oltre che la quantità).

Infine, non è più necessario - anche in virtù dei nuovi obblighi in materia di certificazione delle spese sostenute per l'acquisto di medicinali - conservare la fotocopia della ricetta rilasciata dal medico di base, perché la natura e la qualità del prodotto acquistato si evincono dalla dicitura "farmaco" o "medicinale" e dalla indicazione del numero Aic riportate nei documenti di spesa rilasciati dalle farmacie. A questo proposito, la risoluzione ricorda che l'Agenzia ha precisato, con la circolare 40/2009, che l'indicazione sullo scontrino della qualità del prodotto deve avvenire tramite il numero di autorizzazione all'immissione in commercio (Aic) di ciascun farmaco, rilevato mediante lettura ottica del codice a barre, anziché mediante l'indicazione del nome del medicinale.


Fonte: Agenzia Entrate

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