giovedì 30 luglio 2009

Documenti di spesa attestanti l'acquisto di medicinali - specificazioni richieste ai fini della deduzione e della detrazione d'imposta.

Il Garante per la protezione dei dati personali, in data 29 aprile 2009, ha

emesso un Provvedimento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 107 dell’11

maggio 2009, in materia di certificazione della spesa sanitaria per l’acquisto di

medicinali con il quale ha disposto che l’Agenzia delle Entrate deve fornire

“indicazioni, immediatamente operative, affinché, ai fini della detrazione o della

deduzione delle spese sanitarie, lo scontrino fiscale rilasciato per l’acquisto di

farmaci riporti in luogo della menzione in chiaro della denominazione

commerciale degli stessi, il numero di autorizzazione all’immissione in

commercio (AIC), oltre al codice fiscale del destinatario, alla natura e alla

quantità dei medicinali acquistati”.

Per quanto concerne gli aspetti operativi, il Provvedimento prevede,

altresì, che i titolari del trattamento dei dati personali che emettono scontrini

fiscali per l’acquisto di farmaci dovranno adeguarsi alle suddette indicazioni

entro e non oltre la data del 1° gennaio 2010.

La scrivente fa presente, in via preliminare, che la normativa fiscale

vigente in materia, recata dagli articoli 10, comma 1, lett. b), e 15, comma 1, lett.

c), del Tuir, come modificati dall’art. 1, comma 28, della legge 27 dicembre

2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), prevede espressamente che il diritto

alla deduzione dall’imponibile e alla detrazione d’imposta per le spese sanitarie

relative all’acquisto di medicinali, spetta a condizione che dette spese siano

certificate “da fattura o da scontrino fiscale contenente la specificazione della

natura, qualità e quantità dei beni e l’indicazione del codice fiscale del

destinatario”.

In relazione al soddisfacimento dei predetti requisiti informativi, la

scrivente, con risoluzione 5 luglio 2007, n. 156, ha precisato che, per quanto

concerne la necessità di indicare la natura del prodotto acquistato, è sufficiente

che il documento di spesa rechi la dizione generica di “farmaco” o “medicinale”,

mentre, per quanto concerne l’indicazione della qualità del prodotto, tale

requisito risulta soddisfatto qualora il documento di spesa rechi la denominazione

del farmaco acquistato.

In merito alle indicazioni sulla qualità del prodotto sono pervenute al

Garante numerose segnalazioni volte ad evidenziare che la menzione in chiaro

del nome del farmaco comporta una lesione della riservatezza e della dignità dei

contribuenti.

Il Garante, accogliendo le suddette segnalazioni, ha rilevato che all’atto

della presentazione della documentazione fiscale per la denuncia dei redditi

presso i Caf oppure presso i commercialisti, l’indicazione sullo scontrino fiscale,

“oltre del codice fiscale del destinatario, anche della natura, della qualità e

della quantità dei medicinali acquistati configura, infatti, un trattamento

sistematico di dati personali sulla salute degli interessati, idoneo a rivelarne

anche le patologie”.

Per contemperare la tutela della riservatezza dei cittadini e l’interesse

pubblico alla riduzione del rischio di indebite deduzioni e detrazioni fiscali, il

Garante, con il Provvedimento in esame, ha quindi disposto che la specificazione

sullo scontrino della qualità del prodotto acquistato sia soddisfatta attraverso

l’indicazione del numero di autorizzazione all’immissione in commercio (AIC),

rilevato mediante lettura ottica del codice a barre, di ciascun farmaco.

Ad avviso del Garante, infatti, “l’univoca individuazione “codificata”

della qualità del bene, unita alla sua natura, quantità e prezzo consente,…, di

rendere comunque trasparente, nei confronti dei cittadini, il contenuto dello

scontrino al fine della verifica dell'importo pagato per ciascun farmaco

acquistato. Pertanto per lo svolgimento delle attività istituzionali in ambito

fiscale, non risulta indispensabile che lo scontrino, ai fini della detrazione o

della deduzione delle spese sanitarie, riporti in chiaro la denominazione

commerciale del farmaco acquistato.”

Sulla base di quanto stabilito dal Garante, conseguentemente, ai fini della

detrazione d’imposta e della deduzione dal reddito, lo scontrino non dovrà più

indicare in modo specifico la denominazione commerciale dei medicinali

acquistati in quanto, in luogo di questo, sarà necessario indicare il numero di

autorizzazione all’immissione in commercio.

In particolare, per poter fruire delle agevolazioni, gli scontrini fiscali

dovranno contenere:

-natura e quantità dei medicinali acquistati;

-codice alfanumerico posto sulla confezione di ogni medicinale;

-codice fiscale del destinatario dei medicinali.

Si fa presente inoltre che, sino al 31 dicembre 2009, potranno ritenersi

validi ai fini agevolativi in discorso sia gli scontrini emessi con il vecchio sistema

(con l’indicazione del nome del medicinale in luogo del nuovo codice (AIC), sia

quelli emessi secondo le nuove modalità indicate dal Garante.


Fonte: Circolare Agenzia Entrate 40/E del 30 luglio 2009.

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Quesito: info regime dei minimi.

Mio marito ha una sua ditta dal 2007, regime normale, la commercialista ci ha roposto con il 1 gennaio 2008 di rientrare nel regime dei minimi, lui ha anche un lavoro dipendende e per lei questa era la soluzione ideale, visto che mutuo e altro potevano venire recuperati dal redito da lavoro dipendende.Oggi abbiamo cambiato commercialista e quella che ci fa la dichiarazione ha messo in evidenza che dal 2007 mio marito e i suoi faratelli hanno una società agricola, quindi lei avanza il dubbio che ci sia l'esclusione dal regime dei minimi. Ho contattato la mia ex commercialista e mi dice che lei non è iu' la nostra consulente e che ci dobbiamo arrangiare, e comunque che le società agricole hanno un rwgime fiscale a parte per questo ce l'ha roposto a suo tempo e se qualora avesse sbagliato che glielo comunichiamo. Ora puo' risondermi nel caso di esclusione dal regime dei minimi ci troviamo qualche bel problemino....

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Quesito: assoggettamento IVA.

ho bisogno di risolvere questo problema, un'impresa edile slovena lavorain italia acquistando materiali in italia con fatture o con ricevute fiscali;volevo sapere se possono lavorare per privati e la fattura se è soggetta a ivaoppure no. Loro dicono che non sono soggetti all'Iva perche' non possonoscaricarla e quindi emettono fattura esente iva. Secondo me no, altrimentitutti i privati in italia contatterebbero le imprese estere per svolgere lavoriin italia senza dover pagare l'Iva.Come dovrebbero operare correttamente se vogliono svolgere lavori a privatiin Italia?

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Quesito: lavori di ristrutturazione.

avreida porvi le domande che elenco qui di seguito:1. Ho presentato tutta la documentazione prevista per avviare laprocedura di cui alla legge 449/97 e successive modifiche. Michiedevoquale fosse il periodo massimo previsto entro il quale far rientrareilavori di ristruturazione. Se se ne efettuano alcuni oltre iltriennioin cui è valida la DIA sono normalmente detraibili?2. Se si eseguono dei lavori che non sono stati elencati nella DIA,ma che si rendono necessari successivamente (es. si prevede dirisanaresolo i muri, pi quando si va ad operare ci si acirge che anche isolaisono ammalorati) come bisogna procedere?3. Sto eseguendo la ristrutturazione su un immobile ricevuto incomodato dai miei genitori, in attesa della definitiva donazione.Quando ho tramesso la documentazione al Cntro di Pescara, ilcontrattodi comodato, non era stato regfistrato, oggi, a distanza di quasidueanni ho appreso che era necessario registralo. Come possoprocedere?POsso registrarlo oggi? La mancta registrazione comporta solo lesanzioni previste dalla legge oppure può venire meno anche ilbeneficio fiscale sulla ristrutturazione? Quale sarebbe il modomigliore per risanare la faccenda?

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mercoledì 29 luglio 2009

Inammissibile la questione incostituzionalità dell'atto tributario notificato prima di sessanta giorni dal pvc.

È manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 12, comma 7, della legge 212/2000, nella parte in cui non prevede la sanzione di nullità per l’atto di accertamento che sia stato notificato prima del decorso di sessanta giorni dalla notificazione al contribuente del processo verbale di constatazione.

Così ha concluso la Corte costituzionale - chiamata a giudicare della conformità di detta norma dello Statuto del contribuente, in riferimento agli articoli 24 e 111 della Costituzione - con l’ordinanza n. 244 del 24 luglio 2009, che ha anche indicato alcuni criteri guida per l’interpretazione della disposizione tributaria.

L’ordinanza di rimessione

Con ordinanza del 5 dicembre 2007, la Commissione tributaria regionale della Campania – nel corso del giudizio di appello proposto da un contribuente nei confronti dell’ufficio delle Entrate di Caserta avente a oggetto la sentenza con la quale la Ctp della stessa città aveva ritenuto valido l’avviso di accertamento emesso dall’ufficio prima del decorso di sessanta giorni dalla notificazione al contribuente del processo verbale di accesso – sollevava, in riferimento agli articoli 24 e 111 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale del comma 7 dell’articolo 12 della legge 212/2000 (Statuto del contribuente). Secondo tale disposizione, “Nel rispetto del principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente, dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, il contribuente può comunicare entro sessanta giorni osservazioni e richieste che sono valutate dagli uffici impositori. L’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvo casi di particolare e motivata urgenza”.

In particolare, il giudice tributario, sul rilievo che la citata disposizione dello Statuto disciplina “una fase procedimentale – diretta a garantire e incentivare il principio di cooperazione tra amministrazione finanziaria e contribuente – che esalta la funzione propria del contraddittorio”, affermava che il principio del contraddittorio è desumibile dagli articoli 24, secondo comma, e 111 della Costituzione, facendone derivare la conseguenza che – stante la mancata previsione di qualunque sanzione per il caso in cui non venga rispettato il termine di sessanta giorni che deve intercorrere fra la data di consegna del processo verbale di contestazione e la notifica dell’atto di accertamento - l’emanazione dell’avviso di accertamento prima dello spirare del suddetto lasso temporale violerebbe sia il diritto di difesa del contribuente sia il principio del contraddittorio garantititi dalle richiamate norme della Carta costituzionale.

La pronuncia della Corte costituzionale

Il giudice delle leggi, con l’ordinanza in esame, ha dichiarato la manifesta inammissibilità della sollevata questione di legittimità costituzionale “perché il giudice, invece di sollevarla, avrebbe dovuto preliminarmente esperire un tentativo di interpretare diversamente la disposizione censurata ed il complessivo quadro normativo in cui essa si inserisce, cosí da consentire di superare il prospettato dubbio di costituzionalità”.

Nello specifico, i giudici della Consulta hanno rilevato che il collegio tributario avrebbe dovuto verificare la possibilità di ritenere invalido l’avviso di accertamento emanato prima della scadenza del suddetto termine di sessanta giorni, nel caso in cui tale avviso fosse privo di una adeguata motivazione sulla sua “particolare urgenza” (elemento richiesto dalla norma sottoposta al sindacato di legittimità).

L’ordinanza n. 244/2009 indica al proposito alcuni criteri guida che potrebbero orientare successive interpretazioni della norma contenuta nell’articolo 12 dello Statuto.

In particolare, secondo la Corte costituzionale, la norma in questione deve essere valutata in relazione al complessivo quadro di diritto positivo in cui si inserisce e, particolarmente, in raffronto, tra l’altro, con le norme di cui all’articolo 7, comma 1, della stessa legge 212/2000 nonché con la disciplina generale dettata dall’articolo 3 della legge 241/1990, sul procedimento amministrativo.

Dette norme, invero, enucleano uno specifico obbligo di motivare, anche sotto il profilo dell’urgenza, l’avviso di accertamento emanato prima della scadenza del termine di sessanta giorni decorrente dal rilascio al contribuente della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni, da parte degli organi di controllo, esplicitando la regola del generale obbligo di motivazione degli atti amministrativi (articolo 3 della legge 241/1990) e, tra essi, di quelli dell’amministrazione finanziaria (articolo 7, comma 1, dello Statuto).

Considerazioni

Alla luce dell’ordinanza in rassegna, dunque, resta aperto il dibattito – sul quale si riscontrano orientamenti giurisprudenziali contrastanti – circa gli effetti, in termini di validità dell’atto di accertamento tributario, del mancato rispetto del termine di sessanta giorni dal rilascio di copia del processo verbale.

La Consulta, come rilevato, ha dettato alcune linee interpretative, che potranno utilmente orientare l’attività degli operatori della materia.

Di certo, in base alla pronuncia, si può ora ritenere che non sia sufficiente l’affermazione che il comma 7 dello statuto non è assistito da alcuna sanzione di invalidità per far derivare da tale mera asserzione una illegittimità rispetto ai parametri costituzionali.

Soprattutto, non possono costituire metro di valutazione della norma di legge in questione gli articoli 24 e 111 della Costituzione, considerato che l’articolo 12 della legge 212/2000 è norma procedimentale che, in quanto “diretta a regolare il procedimento di accertamento tributario, non ha natura processuale ed è, quindi, estranea all’ambito di applicazione dei suddetti parametri costituzionali”.


Fonte: Agenzia Entrate

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Novità e ritocchi nella manovra d'estate.

Via libera dalla Camera, con 285 voti a favore e 250 voti contrari, alla manovra d’estate (Dl 78/2009) che adesso passerà al vaglio del Senato. Il testo approvato presenta numerose novità rispetto alla versione originaria, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 150 del 1° luglio. Vediamo, in sintesi, i principali interventi in ambito fiscale.

Maglie più strette per le compensazioni Iva (articolo 10)

Con l’articolo 10 diventano più rigorosi i controlli finalizzati a contrastare le compensazioni illecite. È introdotta, infatti, una procedura preventiva di verifica a cui devono attenersi i contribuenti che effettuano compensazioni di crediti Iva superiori a 10mila euro annui. Con le nuove regole il recupero dell’imposta eccedente potrà essere effettuata soltanto a partire dal 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale o dell’istanza infrannuale da cui emerge il credito. Nel contempo, la dichiarazione Iva si sgancia da Unico e può essere presentata dal 1° febbraio successivo all’anno d’imposta. Niente definizione agevolata, inoltre, per chi recupera crediti inesistenti. La sanzione prevista è del 100%, fino a un massimo del 200% delle somme scontate indebitamente e nella misura fissa del 200% per gli importi superiori a 50mila euro. È stato portato, infine, a 15mila euro il tetto oltre il quale per fruire della compensazione occorre che un intermediario autorizzato all’invio delle dichiarazioni telematiche apponga il visto di conformità.

Più garanzie e meno costi per il conto in banca (articolo 2)

L’articolo 2 rivede i rapporti tra banca e utente a favore di quest’ultimo. Il primo comma, innanzitutto, stabilisce che la data di valuta e di disponibilità, per l’intestatario di bonifici e assegni circolari, non potrà superare, a partire dal 1° gennaio 2010, il giorno successivo a quello di versamento; tre, invece, i giorni da calcolare per gli assegni bancari. A tutela del risparmiatore anche il comma 2. La commissione omnicomprensiva per il massimo scoperto non potrà superare lo 0,5%, per trimestre, dell’importo dell’affidamento. Più garanzie, infine, per la surrogazione dei mutui (comma 3), che dovrà essere perfezionata entro 30 giorni dalla richiesta della banca cessionaria, altrimenti il cliente avrà diritto a un risarcimento pari all’1% del valore del mutuo per ciascun mese o frazione di mese di ritardo.

Tremonti-ter, buone nuove per le imprese che investono (articolo 5)

La manovra punta sulle imprese per il rilancio dell’economia e, con la cosiddetta “Tremonti-ter”, introduce agevolazioni a favore delle aziende che investono in determinate tipologie di beni strumentali. L’articolo 5 esclude dal reddito di impresa il 50% delle spese sostenute, nel periodo compreso tra il 1° luglio 2009 al 30 giugno 2010, per l’acquisto di apparecchiature e macchinari nuovi inclusi nella divisione 28 della tabella Ateco 2007. Lo sconto sarà fruibile dal saldo delle imposte 2009, in pagamento a giugno 2010. Attenzione però, il bonus è revocato in caso di cessione del bene o di destinazione dello stesso a finalità estranee all’esercizio dell’impresa prima del secondo periodo d’imposta successivo a quello dell’acquisto, o – prescindendo dall’intervallo trascorso – se il bene è venduto a soggetti con stabile organizzazione in Paesi non aderenti allo Spazio economico europeo.

Nella versione emendata del decreto, arriva anche il semaforo verde per una misura di incentivo alla patrimonializzazione delle società di capitali o di persone da parte delle persone fisiche. La norma riconosce, infatti, per un rendimento presunto del 3% annuo, l’esclusione dall’imposizione fiscale. L’agevolazione avrà durata di cinque anni e sarà valida per i conferimenti avvenuti entro sei mesi dall’entrata in vigore del provvedimento.

Via libera alla regolarizzazione di colf e badanti (articolo 1-ter)

Sanatoria per colf e badanti che, alla data del 30 giugno, lavoravano da almeno tre mesi presso la famiglia che ne richiede la regolarizzazione. Il datore di lavoro, insieme alla dichiarazione di emersione - da presentare dal 1° al 30 settembre 2009 - deve versare un contributo forfetario di 500 euro. Esclusivamente per i collaboratori domestici, la norma prevede una soglia di reddito non inferiore a 20mila euro annui per le famiglie con un solo componente percettore di reddito e 25mila per i nuclei composti da più soggetti conviventi percettori di reddito. Le badanti, inoltre, non devono essere necessariamente assunte dalla persona che assistono, ma il rapporto di lavoro può essere stipulato anche da un familiare non convivente del soggetto non autosufficiente.

Iva anche a rate per l’adeguamento agli studi di settore (articolo 15, comma 6)

I contribuenti che svolgono attività economiche rientranti negli studi di settore potranno versare l’Iva da adeguamento a rate, secondo le stesse modalità delle imposte sui redditi. La norma è entrata in vigore già dai pagamenti in scadenza lo scorso 6 luglio. Chi opta per la rateazione, quindi, può versare l’importo dovuto entro il 16 di ciascun mese fino a novembre, maggiorato con i relativi interessi.

Una riscossione sempre più forte (articolo 15)

Numerose le misure in ambito riscossione. Si va dalla piena validità attribuita alla firma digitale sugli atti di liquidazione, accertamento e riscossione delle Agenzie fiscali, dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato e su quelli in materia di previdenza e assistenza obbligatoria ai nuovi termini per la notifica della cartella di pagamento. Per i ruoli consegnati agli agenti della riscossione a partire dal 31 ottobre 2009, infatti, ai fini del diritto al discarico per inesigibilità, la cartella dovrà essere notificata entro il nono mese successivo, non più entro il quinto. E ancora, ritenuta del 20% in caso di pagamento effettuato tramite pignoramento presso terzi, se questi ultimi rivestono la qualifica di sostituti d'imposta.

Ampio spazio anche alle novità in materia contributiva. Dal 1° gennaio 2010 le amministrazioni pubbliche dovranno fornire all’Inps e agli altri enti di previdenza e assistenza obbligatoria i dati in loro possesso funzionali ai controlli sulle prestazioni previdenziali e assistenziali erogate. Sono previste, inoltre, nuove regole sulla comunicazione dei dati reddituali da parte dei percettori di tali prestazioni. Agenzia delle Entrate e Inps potranno scambiare informazioni reciproche sulle violazioni contributive e tributarie. Le modalità di trasmissione saranno stabilite all’interno della convezione, stipulata dai due enti, prevista dall’articolo 83 del Dl 112/2008, sullo scambio di dati finalizzato all’attuazione di specifici controlli.

Pacchetto-lavoro (articoli 1 e 1-bis)

Molteplici gli strumenti varati a sostegno dei lavoratori. Tra questi, la possibilità per chi intraprende un’iniziativa imprenditoriale autonoma ed è in cassa integrazione di chiedere il trattamento spettante in un’unica soluzione per avviare la nuova attività. I lavoratori in cassa integrazione, inoltre, potranno essere inseriti dalla stessa impresa di appartenenza in progetti di formazione o riqualificazione. Sono istituiti fondi ad hoc per il rifinanziamento delle proroghe a 24 mesi della cassa integrazione guadagni straordinaria per cessazione di attività. E ancora rafforzamento in vista per i contratti di solidarietà, il cui trattamento economico viene aumentato del 20% (passa, infatti, dal 60% all’80% dello stipendio). Previste, infine, disposizioni sugli ammortizzatori sociali per i settori non coperti dalla Cassa integrazione guadagni.

Lotta ai paradisi fiscali e agli arbitraggi internazionali (articoli 12 e 13)

Nuovi strumenti per contrastare l’evasione e l’elusione fiscale internazionale. Si inverte l’onere della prova per le attività e gli investimenti realizzati nei cosiddetti paradisi fiscali che si presumono costituiti mediante redditi sottratti a tassazione, salvo prova contraria fornita dal contribuente. Lotta serrata anche agli arbitraggi fiscali. Il decreto dispone che l’accesso a regimi che possono favorire disparità di trattamento (con particolare riferimento a operazioni infragruppo) deve essere subordinato a una verifica di effettività sostanziale. Novità anche per le Cfc, per cui la disapplicazione della disciplina antielusiva può avvenire solo se il soggetto residente in Italia dimostri l’effettivo radicamento economico della società estera controlla nello Stato in cui ha sede. Per le attività bancarie, finanziarie e assicurative, in particolare, il collegamento con il tessuto economico è dimostrato quando la maggior parte delle fonti, degli impieghi o dei ricavi derivano dal mercato in cui è insediata la società. Infine, il decreto stabilisce alcuni casi specifici in cui non si può disapplicare la disciplina Cfc. Per rafforzare il contrasto alle frodi internazionali, è prevista la creazione di una task force speciale tra agenzia delle Entrate e Guardia di finanza.

“Scudo fiscale” (articolo 13-bis)

Sì alla possibilità di regolarizzare o rimpatriare le attività finanziarie e patrimoniali possedute all’estero. Il rimpatrio è previsto per le attività localizzate in Paese extraUe, per quelle, invece, detenute in un Paese Ue o dello See (Spazio economico europeo) che ha sottoscritto con l’Italia la convezione sullo scambio di informazioni fiscali, si può optare tra il rimpatrio o la regolarizzazione, continuando in questo caso a mantenere i propri capitali all’estero.

Chi sceglie di regolarizzare o rimpatriare dovrà, tra il 15 settembre 2009 e il 15 aprile 2010,presentare a un intermediario una dichiarazione riservata e pagare un’imposta straordinaria sulle attività finanziarie e patrimoniali con aliquota pari al 50% applicata al rendimento presunto del 2% annuo per un periodo di cinque anni. La norma si applica sui capitali posseduti almeno al 31 dicembre 2008. Vengono, inoltre, inasprite le sanzioni amministrative per chi non dichiara i redditi posseduti fuori dell’Italia. Lo “scudo fiscale” sarà attuato secondo le regole del Dl 350/2001 che contiene la precedente disciplina in materia. E’ comunque previsto un provvedimento delle Entrate che definirà in dettaglio la procedura.

Lotta all’evasione: accesso ai dati di Banca d’Italia, Consob e Isvap (articolo 15, commi 8-quinquies, 8-sexies)

Si aprono le porte della Banca d’Italia, della Consob e dell’Isvap agli ispettori del fisco. L’agenzia delle Entrate e la Guardia di finanza, infatti, potranno richiedere alle Authority, nell’ambito della lotta all’evasione, dati di natura creditizia, finanziaria e assicurativa, anche in deroga a specifiche norme di legge. La richiesta deve essere autorizzata dal direttore centrale Accertamento o dai direttori regionali dell’agenzia delle Entrate o dai comandanti regionali della Gdf e deve osservare le modalità concordate tra Mef e l’Authority interessata.

Misure cautelari ad ampio raggio (articolo 15, commi da 8-bis a 8-quater )

L’agenzia delle Entrate, durante l’attività di accertamento, potrà richiedere informazioni e documenti a categorie di imprese che svolgono attività legate alla finanza e al credito anche per richiedere l’iscrizione di ipoteca e l’applicazione del sequestro conservativo, per non perdere la garanzia del credito da parte del contribuente oggetto di sanzioni fiscali. Gli stessi strumenti possono essere utilizzati dall’Amministrazione finanziaria pure in altri casi di applicazione del sequestro conservativo e dell’ipoteca. Infine, in relazione agli importi iscritti a ruolo sulla base dell’accertamento di maggiori tributi, l’iscrizione di ipoteca e il sequestro conservativo mantengono la loro validità in favore dell’agente di riscossione, che potrà agire sui beni sequestrati o ipotecati secondo le disposizioni in materia (Dpr 602/1973).

Porno-tax (articolo 11-quater)

Il decreto, ai fini dell’attuazione della disciplina relativa all’addizionale sui ricavi o compensi derivanti dalla produzione, distribuzione, vendita e rappresentazione di materiale pornografico e di incitamento alla violenza (introdotta dalla legge 266/2005), prevede la possibilità di accordi tra agenzia delle Entrate, dipartimento per l’Informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio dei ministri, direzioni generali per il cinema e per lo spettacolo dal vivo del Mibac, dipartimento per le Comunicazioni del ministero dello Sviluppo economico e Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Le maggiori entrate andranno al ministero dei Beni culturali per interventi a favore del settore dello spettacolo.

La tassa aurea (articolo 14 )

Le plusvalenze iscritte in bilancio derivanti dalla disponibilità di metalli preziosi non industriali da parte di società ed enti sono tassate separatamente dall’imponibile complessivo. Su di esse viene applicata un’imposta sostitutiva del 6%, entro l’importo massimo di 300 milioni di euro. La misura si applica anche sulla disponibilità in oro della Banca d’Italia previo parere “non ostativo” della Banca centrale europea.

Il Pra segnala i pluri-intestatari (articolo 15, comma 8-octies)

Segnalazione in arrivo per le persone fisiche che possiedono dieci o più veicoli. Gli uffici del Pubblico registro automobilistico saranno tenuti a indicare i nominativi all’agenzia delle Entrate, alla Guardia di finanza e alla Regione territorialmente competente.

Giochi sotto osservazione (articolo 15, comma 8-decies e 8-duodecies e 8-quaterdecies)

L’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, nell’ambito delle risorse del proprio bilancio, può istituire apposite commissioni per il monitoraggio delle attività o degli adempimenti relativi all’esercizio dei giochi pubblici.

Gli uffici dell’Aams, inoltre, possono avvalersi, nell’espletamento delle proprie attività amministrative e tributarie, degli stessi poteri di accertamento e di ispezione riconosciuti agli uffici delle Entrate in materia di controlli Iva.

Il decreto, infine, affina gli strumenti per identificare, nell’ambito dell’attività di accertamento e dei controlli sul prelievo erariale unico, chi commette delle violazioni e offre la possibilità all’Aams, tramite la stipula di un’apposita convezione, di delegare i controlli in materia di Preu alla Siae.


Fonte: Agenzia Entrate

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martedì 28 luglio 2009

Istituzione dei codici tributo per il versamento di somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. n. 600

Al fine di consentire il versamento, con le modalità di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, delle somme dovute a seguito delle comunicazioni inviate ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, si istituiscono i codici tributo di seguito indicati.Per semplificare i riscontri dei contribuenti, sono riportati i corrispondenti codici tributo utilizzati per i versamenti spontanei.

Codici tributo per versamenti ai sensi dell’articolo 36-bis delD.P.R. n. 600/1973;
Codici tributo per versamenti spontanei

“9703” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Irap – versamento mensile – art. 10 bis, comma 1, D. Lgs 446/97. Imposta”;
3858

“9704” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Irap – versamento mensile – art. 10 bis, comma 1, D. Lgs 446/97. Interessi”;

“9705” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Irap – versamento mensile – art. 10 bis, comma 1, D. Lgs 446/97. Sanzioni”;

“7418”
– “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Irap – utilizzo incompensazione del credito d’imposta – articolo 10, comma 2, d.l.185/2008. Interessi”;
3859

“7419”
– “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Irap – utilizzo incompensazione del credito d’imposta – articolo 10, comma 2, d.l. 185/2008. Sanzioni”;

“7420” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per le spese sostenute per studi e consulenze inerenti operazioni di concentrazione delle micro, piccole e medie imprese, a valere sui fondi stanziati per l’anno 2006 – articolo 9 del decreto legge 14 maggio 2005, n. 80. Imposta”;
6792


“7421” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per lespese sostenute per studi e consulenze inerenti operazioni di concentrazione delle micro, piccole e medie imprese, a valere sui fondi stanziati per l’anno 2006 – articolo 9 del decreto legge 14 maggio 2005, n. 80. Interessi”;

“7422” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per lespese sostenute per studi e consulenze inerenti operazioni di concentrazione delle micro, piccole e medie imprese, a valere sui fondi stanziati per l’anno 2006 – articolo 9 del decreto legge 14 maggio 2005, n. 80. Sanzioni”;

“7423” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla rottamazione di autoveicoli per il trasporto promiscuo, immatricolati come “euro 0” o “euro 1” – Legge 296/2006, art. 1, c. 224. Imposta”;
6794

“7424” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla rottamazione di autoveicoli per il trasporto promiscuo, immatricolati come “euro 0” o “euro 1” – Legge 296/2006, art. 1, c. 224. Interessi”;

“7425” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla rottamazione di autoveicoli per il trasporto promiscuo, immatricolati come “euro 0” o “euro 1” – Legge 296/2006, art. 1, c. 224. Sanzioni”;

“7426” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla sostituzione, attraverso la rottamazione di autovetture immatricolate come “euro 0” o “euro 1”, con autovetture nuove immatricolate come euro 4 o euro 5, che emettono non oltre 140 grammi di CO2 al chilometro - Legge 296/2006, art. 1, c. 226. Imposta”;
6795

“7427” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla sostituzione, attraverso la rottamazione di autovetture immatricolate come “euro 0” o “euro 1”, con autovetture nuove immatricolate come euro 4 o euro 5, che emettono non oltre 140 grammi di CO2 al chilometro - Legge 296/2006, art. 1, c. 226. Interessi”;

“7428” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla sostituzione, attraverso la rottamazione di autovetture immatricolate come “euro 0” o “euro 1”, con autovetture nuove immatricolate come euro 4 o euro 5, che emettono non oltre 140 grammi di CO2 al chilometro - Legge 296/2006, art. 1, c. 226. Sanzioni”;


“7429” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla sostituzione, attraverso la rottamazione, di veicoli di cui all’art. 54, comma 1, lettera d) del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 di peso complessivo non superiore a 3,5 tonnellate, immatricolati come “euro 4” o “euro 5” - Legge 296/2006, art. 1, c. 227. Imposta”;
6796

“7430” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla sostituzione, attraverso la rottamazione, di veicoli di cui all’art. 54, comma 1, lettera d) del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 di peso complessivo non superiore a 3,5 tonnellate, immatricolati come “euro 4” o “euro 5” - Legge 296/2006, art. 1, c. 227. Interessi”;

“7431” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla sostituzione, attraverso la rottamazione, di veicoli di cui all’art. 54, comma 1, lettera d) del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 di peso complessivo non superiore a 3,5 tonnellate, immatricolati come “euro 4” o “euro 5” - Legge 296/2006, art. 1, c. 227. Sanzioni”;

“7432” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo all’acquisto dei veicoli di cui all'articolo 54, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, di peso complessivo non superiore a 3,5 tonnellate, omologati dal costruttore per la circolazione mediante alimentazione, esclusiva o doppia, del motore con gas metano o GPL, nonché mediante alimentazione elettrica ovvero ad idrogeno - Legge 296/2006, art. 1, c. 228. Imposta”;
6797

“7433” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo all’acquisto dei veicoli di cui all'articolo 54, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, di peso complessivo non superiore a 3,5 tonnellate, omologati dal costruttore per la circolazione mediante alimentazione, esclusiva o doppia, del motore con gas metano o GPL, nonché mediante alimentazione elettrica ovvero ad idrogeno - Legge 296/2006, art. 1, c. 228. Interessi”;


“7434” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo all’acquisto dei veicoli di cui all'articolo 54, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, di peso complessivo non superiore a 3,5 tonnellate, omologati dal costruttore per la circolazione mediante alimentazione, esclusiva o doppia, del motore con gas metano o GPL, nonché mediante alimentazione elettrica ovvero ad idrogeno - Legge 296/2006, art. 1, c. 228. Sanzioni”;

“7435” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla rottamazione di motocicli appartenenti alla categoria “euro 0”, con contestuale sostituzione con motocicli nuovi di categoria “euro 3” - Legge 296/2006, art. 1, c. 236. Imposta”;
6798

“7436” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla rottamazione di motocicli appartenenti alla categoria “euro 0”, con contestuale sostituzione con motocicli nuovi di categoria “euro 3” - Legge 296/2006, art. 1, c. 236. Interessi”;

“7437” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla rottamazione di motocicli appartenenti alla categoria “euro 0”, con contestuale sostituzione con motocicli nuovi di categoria “euro 3” - Legge 296/2006, art. 1, c. 236. Sanzioni”;

“7438” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla rottamazione di autovetture ed autoveicoli per il trasporto promiscuo, immatricolati come euro 0, euro 1 ed euro 2 – D.L. 248/2007, art. 29, c. 1. Imposta”;
6800

“7439” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla rottamazione di autovetture ed autoveicoli per il trasporto promiscuo, immatricolati come euro 0, euro 1 ed euro 2 – D.L. 248/2007, art. 29, c. 1. Interessi”;

“7440” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla rottamazione di autovetture ed autoveicoli per il trasporto promiscuo, immatricolati come euro 0, euro 1 ed euro 2 – D.L. 248/2007, art. 29, c. 1. Sanzioni”;

“7441” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per ilcontributo alla sostituzione, attraverso la rottamazione di motocicli e ciclomotori appartenenti alla categoria euro 0, con motocicli nuovi fino a 400 centimetri cubici di cilindrata di categoria euro 3 - D.L. 248/2007, art. 29, c. 2. Imposta”;
6801


“7442” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per ilcontributo alla sostituzione, attraverso la rottamazione di motocicli e ciclomotori appartenenti alla categoria euro 0, con motocicli nuovi fino a 400 centimetri cubici di cilindrata di categoria euro 3 - D.L. 248/2007, art. 29, c. 2. Interessi”;

“7443” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per ilcontributo alla sostituzione, attraverso la rottamazione di motocicli e ciclomotori appartenenti alla categoria euro 0, con motocicli nuovi fino a 400 centimetri cubici di cilindrata di categoria euro 3 - D.L. 248/2007, art. 29, c. 2. Sanzioni”;

“7444” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta percontributo alla sostituzione, attraverso la rottamazione di autovetture ed autoveicoli per il trasporto promiscuo immatricolate come euro 0, euro 1 o euro 2, con autovetture nuove immatricolate come euro 4 o euro 5, che emettono valori di CO2 al chilometro entro i limiti quanto previsto dal comma 3 dell’art. 29 del D.L. 248/2007. Imposta”;
6802

“7445” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla sostituzione, attraverso la rottamazione di autovetture ed autoveicoli per il trasporto promiscuo immatricolate come euro 0, euro 1 o euro 2, con autovetture nuove immatricolate come euro 4 o euro 5, che emettono valori di CO2 al chilometro entro i limiti quanto previsto dal comma 3 dell’art. 29 del D.L. 248/2007. Interessi”;

“7446” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla sostituzione, attraverso la rottamazione di autovetture ed autoveicoli per il trasporto promiscuo immatricolate come euro 0, euro 1 o euro 2, con autovetture nuove immatricolate come euro 4 o euro 5, che emettono valori di CO2 al chilometro entro i limiti quanto previsto dal comma 3 dell’art. 29 del D.L. 248/2007. Sanzioni”;

“7447” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla sostituzione, attraverso la rottamazione, di veicoli di cui all’art. 54, comma 1, lettera c), d), f), g), ed m) del D. Lgs. 285/1992, di peso complessivo non superiore a 3,5 tonnellate di categoria euro 0 ed euro 1, con analoghi veicoli nuovi immatricolati come euro 4 - D.L. 248/2007, art. 29, c. 4. Imposta”;
6803


“7448” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla sostituzione, attraverso la rottamazione, di veicoli di cui all’art. 54, comma 1, lettera c), d), f), g), ed m) del D. Lgs. 285/1992, di peso complessivo non superiore a 3,5 tonnellate di categoria euro 0 ed euro 1, con analoghi veicoli nuovi immatricolati come euro 4 - D.L. 248/2007, art. 29, c. 4. Interessi”;

“7449” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per contributo alla sostituzione, attraverso la rottamazione, di veicoli di cui all’art. 54, comma 1, lettera c), d), f), g), ed m) del D. Lgs. 285/1992, di peso complessivo non superiore a 3,5 tonnellate di categoria euro 0 ed euro 1, con analoghi veicoli nuovi immatricolati come euro 4 - D.L. 248/2007, art. 29, c. 4. Sanzioni”;

“7471” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per l’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio di atti illeciti, compresa l’installazione di apparecchi di videosorveglianza, a favore delle piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso e quelle di somministrazione di alimenti e bevande – Articolo 1, commi da 228 a 232 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Imposta”;
6804

“7472” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per l’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio di atti illeciti, compresa l’installazione di apparecchi di videosorveglianza, a favore delle piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso e quelle di somministrazione di alimenti e bevande – Articolo 1, commi da 228 a 232 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Interessi”;

“7473” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per l’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio di atti illeciti, compresa l’installazione di apparecchi di videosorveglianza, a favore delle piccole e medie imprese commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso e quelle di somministrazione di alimenti e bevande – Articolo 1, commi da 228 a 232 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Sanzioni”;

“7474” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta, agli esercenti attività di rivendita di generi di monopolio, per le spese sostenute per l’acquisizione el’installazione di impianti e attrezzature di sicurezza e per favorire la diffusione degli strumenti di pagamento con moneta elettronica – Articolo 1, commi da 233 a 237 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Imposta”;
6805


“7475” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta, agli esercenti attività di rivendita di generi di monopolio, per le spese sostenute per l’acquisizione e l’installazione di impianti e attrezzature di sicurezza e per favorire la diffusione degli strumenti di pagamento con moneta elettronica – Articolo 1, commi da 233 a 237 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Interessi”;

“7476” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta, agli esercenti attività di rivendita di generi di monopolio, per le spese sostenute per l’acquisizione e l’installazione di impianti e attrezzature di sicurezza e per favorire la diffusione degli strumenti di pagamento con moneta elettronica – Articolo 1, commi da 233 a 237 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Sanzioni”;

“7477” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta in favore degli istituti universitari di diretta emanazione delle università estere – art. 31, comma 3-ter, del dl 159/2007 convertito dalla legge 29/11/2007, n. 222. Imposta”;
6806

“7478” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta in favore degli istituti universitari di diretta emanazione delle università estere – art. 31, comma 3-ter, del dl 159/2007 convertito dalla legge 29/11/2007, n. 222. Interessi”;

“7479” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta in favoredegli istituti universitari di diretta emanazione delleuniversità estere – art. 31, comma 3-ter, del dl159/2007 convertito dalla legge 29/11/2007, n. 222.Sanzioni”;

“7480” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per le nuove assunzioni nelle aree svantaggiate – art. 1, commi da 539 a 547, della legge 244/2007. Imposta”;
6807

“7481” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per le nuove assunzioni nelle aree svantaggiate – art. 1, commi da 539 a 547, della legge 244/2007. Interessi”;


“7482” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta per lenuove assunzioni nelle aree svantaggiate – art. 1, commi da 539 a 547, della legge 244/2007. Sanzioni”;

“7483” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta in favoredelle imprese per i costi sostenuti per attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo – Articolo 1, commi da 280 a 283 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Imposta”;
6808

“7484” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta in favoredelle imprese per i costi sostenuti per attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo – Articolo 1, commi da 280 a 283 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Interessi”;

“7485” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta in favore delle imprese per i costi sostenuti per attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo – Articolo 1, commi da 280 a 283 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Sanzioni”;

“7486” –“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’impostacorrispondente a una quota parte dell’importo pagato quale tassa automobilistica per l’anno 2008, in favore delle imprese di autotrasporto – articolo 83 bis, comma 26, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Imposta”;
6809

“7487” –“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’impostacorrispondente a una quota parte dell’importo pagato quale tassa automobilistica per l’anno 2008, in favore delle imprese di autotrasporto – articolo 83 bis, comma 26, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Interessi”;

“7488” –“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’impostacorrispondente a una quota parte dell’importo pagato quale tassa automobilistica per l’anno 2008, in favore delle imprese di autotrasporto – articolo 83 bis, comma 26, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Sanzioni”;

“7489” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta di cuiall’articolo 2, comma 2, del d.P.R. 27/9/2007 n. 227 in favore delle imprese di autotrasporto. Imposta”;
6810


“7490” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta di cuiall’articolo 2, comma 2, del d.P.R. 27/9/2007 n. 227 in favore delle imprese di autotrasporto. Interessi”;

“7491” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta di cuiall’articolo 2, comma 2, del d.P.R. 27/9/2007 n. 227 in favore delle imprese di autotrasporto. Sanzioni”;

“7492” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. “IRES - utilizzo incompensazione del credito d’imposta – articolo 10, comma 2, d.l.185/2008. Interessi”;
2120

“7493” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. “IRES - utilizzo incompensazione del credito d’imposta – articolo 10, comma 2, d.l.185/2008. Sanzioni”;

“7494” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta in favoredelle imprese che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali nuovi destinati a strutture produttiveubicate nelle aree delle regioni ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato istitutivo della Comunity europea – art. 1, c.271-279, l. 296/2006.Imposta”;
6817

“7495” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta in favoredelle imprese che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali nuovi destinati a strutture produttiveubicate nelle aree delle regioni ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato istitutivo della Comunity europea – art. 1, c.271-279, l. 296/2006. Interessi”;

“7496” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Credito d’imposta in favoredelle imprese che effettuano l’acquisizione dei beni strumentali nuovi destinati a strutture produttiveubicate nelle aree delle regioni ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c), del Trattato istitutivo della Comunity europea – art. 1, c.271-279, l. 296/2006. Sanzioni”;

“9727” –“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutivadell’imposta sul reddito delle società e dell’imposta regionale sulle attività produttive, relativa alle SIIQ ed alle SIINQ, ai sensi della legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 126. Imposta”;
1120

“9728” –“Art. 36-bis D.P.R. 600/73.Imposta sostitutivadell’imposta sul reddito delle società e dell’imposta regionale sulle attività produttive, relativa alle SIIQ ed alle SIINQ, ai sensi della legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 126. Interessi”;


“9729” –“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutivadell’imposta sul reddito delle società e dell’imposta regionale sulle attività produttive, relativa alle SIIQ ed alle SIINQ, ai sensi della legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, comma 126. Sanzioni”;

“9730” –“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutivadell’imposta sul reddito e dell’imposta regionale sulle attività produttive sui conferimenti nelle SIIQ, SIINQ e fondi immobiliari, ai sensi della legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 137 e 140. Imposta”;
1121

“9731” –“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutivadell’imposta sul reddito e dell’imposta regionale sulle attività produttive sui conferimenti nelle SIIQ, SIINQ e fondi immobiliari, ai sensi della legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 137 e 140. Interessi”;

“9732” –“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutivadell’imposta sul reddito e dell’imposta regionale sulle attività produttive sui conferimenti nelle SIIQ, SIINQ e fondi immobiliari, ai sensi della legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 137 e 140. Sanzioni”;

“9733” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutiva per l’eliminazione del vincolo di disponibilità gravante sulle riserve in sospensione – Art. 1, comma 34, legge n. 244/2007. Imposta”;
1122

“9734” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutiva per l’eliminazione del vincolo di disponibilità gravante sulle riserve in sospensione – Art. 1, comma 34, legge n. 244/2007. Interessi”;

“9735” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutiva per l’eliminazione del vincolo di disponibilità gravante sulle riserve in sospensione – Art. 1, comma 34, legge n. 244/2007. Sanzioni”;

“9736” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutiva per ilrecupero a tassazione dell’eccedenza dedotta ai sensi dell’articolo 109, comma 4, lettera b) del Tuir – Art. 1, comma 48, legge n. 244/2007. Imposta”;
1123

“9737” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutiva per ilrecupero a tassazione dell’eccedenza dedotta ai sensi dell’articolo 109, comma 4, lettera b) del Tuir – Art. 1, comma 48, legge n. 244/2007. Interessi”;

“9738” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutiva per ilrecupero a tassazione dell’eccedenza dedotta ai sensi dell’articolo 109, comma 4, lettera b) del Tuir – Art. 1, comma 48,legge n. 244/2007. Sanzioni”;

“9739” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutiva per ilriallineamento delle differenze tra valori civili e fiscali degli elementi patrimoniali delle societàaderenti al consolidato nazionale, al consolidato mondiale ed al regime di trasparenza fiscale previsto, rispettivamente, dagli articoli 128, 141 e 115, comma 11, del Tuir – Art. 1, comma 49, legge 244/2007. Imposta”;
1125


“9740” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutiva per il riallineamento delle differenze tra valori civili e fiscali degli elementi patrimoniali delle societàaderenti al consolidato nazionale, al consolidato mondiale ed al regime di trasparenza fiscale previsto, rispettivamente, dagli articoli 128, 141 e 115, comma 11, del Tuir – Art. 1, comma 49, legge 244/2007. Interessi”;

“9741” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutiva per il riallineamento delle differenze tra valori civili e fiscali degli elementi patrimoniali delle societàaderenti al consolidato nazionale, al consolidato mondiale ed al regime di trasparenza fiscale previsto, rispettivamente, dagli articoli 128, 141 e 115, comma 11, del Tuir – Art. 1, comma 49, legge 244/2007. Sanzioni”;

“9742” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutiva per il riconoscimento dei maggiori valori attribuiti inbilancio alle immobilizzazioni materiali edimmateriali a seguito di operazioni di fusione, scissione e conferimento di aziende effettuate ai sensi degli articoli 172, 173 e 176 del Tuir – Art. 1, commi 46 e 47, legge 244/2007. Imposta”;
1126

“9743” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutiva per il riconoscimento dei maggiori valori attribuiti inbilancio alle immobilizzazioni materiali edimmateriali a seguito di operazioni di fusione, scissione e conferimento di aziende effettuate ai sensi degli articoli 172, 173 e 176 del Tuir – Art. 1, commi 46 e 47, legge 244/2007. Interessi”;

“9744” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Imposta sostitutiva per il riconoscimento dei maggiori valori attribuiti inbilancio alle immobilizzazioni materiali edimmateriali a seguito di operazioni di fusione, scissione e conferimento di aziende effettuate ai sensi degli articoli 172, 173 e 176 del Tuir – Art. 1, commi 46 e 47, legge 244/2007. Sanzioni”;

“9746” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Addizionale comunale all'IRPEF - Autotassazione. Acconto. Interessi”;
3843

“9747” –
“Art. 36-bis D.P.R. 600/73. “Addizionale comunale all'IRPEF - Autotassazione. Acconto. Sanzioni”;


“9748” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Addizionale comunale all'IRPEF trattenuta dal sostituto d'imposta - mod. 730. Acconto. Imposta”;
3845

“9749” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Addizionale comunaleall'IRPEF trattenuta dal sostituto d'imposta - mod. 730. Acconto. Interessi”;

“9750” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Addizionale comunaleall'IRPEF trattenuta dal sostituto d'imposta - mod. 730. Acconto. Sanzioni”;

“9755” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Addizionale comunaleall'IRPEF trattenuta dal sostituto d'imposta. Acconto. Imposta”;
3847

“9756” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Addizionale comunaleall'IRPEF trattenuta dal sostituto d'imposta. Acconto. Interessi”;

“9757” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Addizionale comunaleall'IRPEF trattenuta dal sostituto d'imposta. Acconto. Sanzioni”.

“9758” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Recupero crediti d’imposta utilizzati oltre il limite previsto dall’art. 1, comma 53, Legge n. 244/2007. Imposta”;

“9759” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Recupero crediti d’imposta utilizzati oltre il limite previsto dall’art. 1, comma 53, Legge n. 244/2007. Interessi”;

“9760” – “Art. 36-bis D.P.R. 600/73. Recupero crediti d’imposta utilizzati oltre il limite previsto dall’art. 1, comma 53, Legge n. 244/2007. Sanzioni”.
Tali codici sono utilizzati dai contribuenti nell’ eventualità in cui il destinatario delle predette comunicazioni, alle quali viene allegato il modello F24 precompilato, intenda versare solo una quota dell’importo complessivo richiesto con il codice tributo 9001.In tal caso, deve essere predisposto un modello F24 nel quale i codici istituiti sono esposti nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando anche il codice atto e l’anno di riferimento (nella forma “AAAA”) presenti nelle suddette comunicazioni.Per i codici tributo “7418”, “7419” e da “9703” a “9705” nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.”, è indicato il codice territoriale riportato nella tabella “T0 - Codici delle Regioni e delle Province autonome”, pubblicata nella sezione “Codici attività e tributo” del sito Internet http://www.agenziaentrate.gov.it/, nella forma “00T0”.Per i codici tributo da “9746” a “9750” e da “9755” e da “9757” nel campo “rateazione/regione/prov./mese rif.”, è indicato il codice territoriale riportato nella tabella “T1 - Codici degli Enti Locali”, pubblicata nella sezione“Codici attività e tributo” del sito Internet http://www.agenziaentrate.gov.it/, nella forma “00T 1 ”.

Fonte: Risoluzione Agenzia Entrate 193/E del 27 luglio 2009.

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Onlus erogative: cinque per mille buono per la "beneficenza".

Anche le erogazioni, derivanti dalle quote del "5 per mille", agli enti senza scopo di lucro possono, verificate determinate condizioni, configurare attività di beneficienza, permettendo di acquisire e/o mantenere la qualifica di Onlus e usufruire del relativo regime fiscale agevolato. L'Agenzia ritorna, con la risoluzione n. 192/E, sul tema, dopo i chiarimenti arrivati con la circolare 12/E/2009.

Il "caso"

Il comma 2-bis), inserito nell'articolo 10 del Dlgs 460/1997 dall'articolo 30, comma 4, del Dl 185/2008, ha qualificato e delimitato la nozione di beneficenza, prevedendo che "si considera attività di beneficenza, ai sensi del comma 1, lettera a), n. 3 anche la concessione di erogazioni gratuite in denaro con l'utilizzo di somme provenienti dalla gestione patrimoniale o da donazioni appositamente raccolte, a favore di enti senza scopo di lucro che operano prevalentemente nei settori di cui al comma 1, lettera a), per la realizzazione diretta di progetti di utilità sociale".

Attualmente, quindi, possono acquisire e/o mantenere la qualifica di Onlus e usufruire del relativo regime fiscale agevolato, perchè operanti nel settore "beneficenza", oltre agli enti che concedono erogazioni gratuite in danaro o in natura direttamente agli indigenti, anche quei soggetti che concedono "erogazioni gratuite in danaro...a favore di enti senza scopo di lucro che operano prevalentemente nei settori di cui al medesimo comma 1, lettera a), per la realizzazione diretta di progetti di utilità sociale".

In particolare, come precisato dalla circolare n. 12/E/2009, gli enti destinatari delle erogazioni gratuite di denaro devono:

•essere senza scopo di lucro

•operare prevalentemente e direttamente nei settori di attività previsti dal medesimo articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 460/1997, e, quindi, nei settori dell'assistenza sociale e socio-sanitaria, dell'assistenza sanitaria, dell'istruzione, della formazione, dello sport dilettantistico, della tutela, promozione e valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storico, della tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente, della promozione della cultura e dell'arte, della tutela dei diritti civili, della ricerca.

Affinché le erogazioni destinate a tali enti possano essere ricondotte nell'attività di beneficenza è, inoltre, necessario che:

•provengano dalla gestione patrimoniale o da donazioni appositamente raccolte

•siano destinate alla realizzazione diretta di progetti di utilità sociale.

Riguardo a quest'ultima previsione, la risoluzione ha evidenziato che gli enti beneficiari devono utilizzare "direttamente" le erogazioni ricevute per la realizzazione di progetti di utilità sociale: la norma esclude che gli enti beneficiari delle erogazioni effettuate dalle Onlus "erogative" possano a loro volta riversare le donazioni raccolte a favore di altri enti.

La specifica destinazione delle erogazioni a progetti di utilità sociale comporta, peraltro, da una parte la necessità della tracciabilità della donazione, attraverso strumenti bancari o postali che evidenzino la particolare causa del versamento e, dall'altra, l'esistenza non di un programma generico, ma di un progetto già definito nell'ambito del settore di attività dell'ente destinatario prima dell'effettuazione dell'erogazione.

L'utilità sociale del progetto comporta che esso si connoti per la realizzazione di finalità solidaristiche indirizzate, a seconda del settore di appartenenza dell'ente (ad esempio, formazione, istruzione eccetera), a particolari tipologie di soggetti o collettività svantaggiate, ovvero per la rilevanza artistica, scientifica o ambientale dell'intervento proposto (ad esempio, tutela di beni di interesse artistico e storico, ricerca scientifica di particolare interesse sociale) a vantaggio della collettività diffusa.

In relazione alla provenienza dei fondi attraverso i quali le Onlus erogative possono sostenere l'attività posta in essere da altri soggetti, l'Agenzia ha, quindi, precisato che anche le somme derivanti dalla quota del 5 per mille dell'Irpef, destinata dai contribuenti a finalità di interesse sociale, possono essere erogate, ai sensi del citato articolo 10, comma 2-bis), del Dlgs 460/1997, sempre che, in presenza della condizioni sopra esposte, gli enti destinatari delle erogazioni siano ricompresi tra i soggetti destinatari del 5 per mille.


Fonte: Agenzia Entrate

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lunedì 27 luglio 2009

Quesito: locazione immobili.

un soggetto fitta abitualmente degli immobili (3/4 appartamenti)con regolare contratto registrato. A tal fine intende costituire una società di servizi avente ad oggetto la locazione dei suddetti immobili oltre che a consulenza informatica.Le chiedo: è fattibile e quali adempimenti richiede?? C'è convenienza fiscale??Attualmente ha anche un contratto a tempo indeterminato part -time presso una società.

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Quesito: agevolazioni per ristrutturazione immobili.

Sto eseguendo dei lavori di ristruturazione su un immobile dei miei genitori che sarà destinato a mia dimora. L'immobile in questione è tuttora di proprietà dei miei, ma in attesa di atto di donazione, abbiamo redatto un contratto di comodato d'uso a titolo gratuito, atto che è stato allegato alla documentazione depositata presso il Centro Operativo di Pescara. L'atto però non è stato registrato, ho saputo in seguito che era invece necessario farlo. Vorrei sapere se l'anomalia suddetta preclude il beneficio previsto dalla Legge. Si può rimediare registrando oggi l'atto precitato?

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Quesito: 770/2009 ambasciata.

per gentilezza avrei bisogno di sapere per la compilazione del modello 770/09 quali quadri oltre i dati previdenziali una ambasciata deve compilare.

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Quesito: costruzione di un fabbricato ad uso abitazione su terreno ricevuto in successione mortis causa all'estero.

Sono un cittadino italiano, residente in Italia. Ho ricevuto in successione mortis causa, nel 2005, un terreno non edificabile all’estero (Croazia).
Oggi quel terreno è divenuto edificabile. E’ mia intenzione costruire su quel terreno una casa prefabbricata, una volta ottenuti i permessi relativi. L’immobile non sarà né locato, né affittato ma solo utilizzato dalla famiglia.
Il quesito è il seguente:

1) – effettuando i pagamenti della costruzione attraverso la mia banca (bonifico), quali sono i miei obblighi dichiarativi?

2) – una volta accatastato l’immobile in quello Stato, quali sono i miei obblighi dichiarativi e fiscali in Italia?

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Quesito: lavoro autonomo più dipendendte.

So che saro ripetitivo, è possibile aprire una ditta individuale essendo dipendente? Inoltre se la ditta è di quelle soggette a studi di settore, come viene inquadrata la posizione? Mi spiego meglio, i redditi da lavoratore dipendente sono divisi o cumulati con quelli da lavoratore autonomo? Bisogna quindi raggiungere gli studi di settore con il solo lavoro autonomo o è cumulabile con quello da dipendente? Oppure in questo caso non vengono applicati gli studi di settore?

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sabato 25 luglio 2009

Valutazione dei crediti al fair value.

Con risoluzione l’Agenzia delle Entrate ha precisato il trattamento tributario applicabile ai maggiori valori evidenziati, con riferimento ai crediti, nel primo bilancio separato redatto in conformità agli IAS/IFRS e nei bilanci successivi per effetto della designazione al fair value dei crediti stessi.

(risoluzione n. 189/e del 20 luglio 2009 )

Fonte: Min.Finanze

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Nautica da diporto – Regime fiscale.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito precisazioni sul trattamento fiscale da applicare alla nautica da diporto e, in particolare, sull’applicazione del principio secondo cui le prestazioni di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili di mezzi di trasporto “se rese da soggetti domiciliati o residenti in Italia si considerano effettuate nel territorio dello Stato quando sono utilizzate in Italia o in altro Stato membro della Comunità stessa”.

(circolare n. 38/e del 22 luglio 2009 )

Fonte: Min.Finanze

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venerdì 24 luglio 2009

Quesito: lavoro all'estero come freelance.

lavoro come tecnico per delle compagnie di navigazione con contratti temporanei (max 60 giorni) all'estero, in vari paesi europei o extraeuropei, in pratica sono un freelance che trova lavoro tramite agenzie inglesi; vengo pagato settimanalmente attraverso un'agenzia di servizi finanziari svizzera (inmodo da evitare la tassazione inglese).In pratica, per l'Italia sono disoccupato, non ho immobili di proprietà, ma solo un'auto a me intestata.Non ho certezza di lavorare con regolarità (esempio 183 giorni l'anno), non ho certificati (tipo CUD) rilasciati dalle agenzie inglesi o dalle compagnia dinavigazione.Sono residente in Italia. Devo pagare le tasse in Italia? Come?Quando scattano i controlli bancari su bonifici provenienti dall'estero?

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Quesito: delucidazioni su cartella esattoriale.

non sono un commercialista e vorrei avere spiegazioni in merito ad una cartella esattoriale pari ad euro 24.000,00 pervenutaci senza preavviso bonario ( per importi dovuti e non pagati a ns. conoscenza pari a 13.000 euro). L'agenzia delle entrate mi ha fatto una dichiarazione di avere inviato all'intermediario ( ex commercialista ) l'avviso che ha scaricato il flusso nel giugno del 2008.io ho pagato integralmente la cartella ( tranne uno sgravio parziale di euro 3.000,00 ) ora cosa posso e devo richiedere al mio ex consulente?

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Quesito: provvigione mediatori/proc.ri/agenti.

Avrei bisogno di una informazione riguardo le provvigioni in materia di mediazione agenzia e/o procacciatore di affari. Nello specifico vorrei sapere se il mediatore puo' avere una provvigione anche sulle vendite derivanti dall'installazione di un'attività grazie al suo intervento.... o se questo, eventualmente, è contrario a qualche norma. E' competenza della Camera di commercio esprimere un parere nel caso? Ci sono degli usi che è possibile consultare?

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Quesito: reverse charge in edilizia.

vorrei un chiarimento in merito all'applicazione della reverse charge sulla fatturazione delle forniture in opera in edilizia e precisamente:premesso che operiamo in una società di produzione e commercializzazione di conglomerati cementizi e bituminosi (codice attività 26660), effettuiamo, anche, la fornitura e posa in opera di conglomerati bituminosi per pavimentazioni stradali, vorrei sapere se si deve applicare il meccanismo della reverse charge alla fatturazione di questi lavori se sono commissionati non direttamente dall'ente appaltante, ma dall'impresa vincitrice di gara.

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Quesito: regime dei minimi ingegnere.

Ho una domanda riguardo al post: http://ilcommercialista.blogspot.com/2009/07/plusvalenza-su-usufrutto-acquisito.html
Se sono iscritto all'ordine degli Ingegneri, ma non esercito la professione (sono dipendente di una società) e volessi aprire una partita IVA per vendere la pubblicità sui miei siti, posso rientrare nel regime dei minimi?

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Quesito: Reverse charge.

un'impresa acquita da un privato un immobile cat A2 in condizioni di inabitabilita', con l'intento di ristrutturarlo e rivenderlo.Nel frattempo vince una grande gara in appalto e decide di rivendere il fabbricato ad altra impresa di costruzioni con il suo stesso intento di partenza ed eventualmente se necessario cambiarne anche la destinazione.secondo Voi e' applicabile l'inversione contabile o se altro quale articolo di esenzione devo applicare.

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Quesito: iva agevolata 4%.

iva agevolata 4%, vale anche per lavori di movimento terra?

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Quesito: membri del consiglio direttivo.

vorrei sapere se i membri del consiglio direttivo di un'associazione possano avere una percentuale - provvigione per ogni persona che contribuiscano a far aderire all'associazione stessa. Ci sono parametri normativi di riferimento?

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Quesito: apertura società dipendente.

lavoro da quattro anni come dipendente privato presso una società a responsabilità limitata.Vorrei ora costituire una società, sempre s.r.l, ma che non è concorrenziale all'attività dell'azienda.Avrei bisogno di un parere professionale relativamente al quesito che espongo qui di seguito:dal punto di vista burocratico, le due attività possono coesistere in parallelo?E quali sarebbero le differenze se invece dovessi aprire una partita iva individuale?

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Quesito: iva agevolata e detrazioni.

ho aperto da poco una attività di tipo fisioterapico e relativa società SAS di cui sono il socio accomandatario.
Ho comprato un immobile dove svolgere l'attività e l'ho intestato a me e non alla Società.
Sto svolgendo lavori di ristrutturazione e mi hanno parlato di iva agevolata al 10% (invece del 20%) e di utilizzare la detrazione del 55% per l'impianto dicondizionamento/riscaldamento poichè utilizza caldaie a condensazione a basso consumo energetico.Posso appliccare questa detrazione e l'iva agevolata? Oppure no?
Qualcuno mi dice che non posso perchè sono spese che vanno in ammortamento.Cosa mi conviene fare?

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Quesito: ICI e reddito in Italia per chi risiede all'estero.

Sono italiana, ho 71 anni, nata e residente a Roma fino al 30/6/09. Ero iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio e all'IVA, fino al 31/12/08. Ho chiuso in tale data la partita IVA e mi sono cancellata dall'Ordine, in quanto dal 1° luglio u.s. ho fissato la mia residenza in Argentina, presso mia figlia. Risulto ora regolarmente iscritta all'A.I.R.E. (anagrafe italiani residenti all'estero). Possiedo però un appartamentino a Roma, di cui continuerò a percepire l'affitto (il contratto è regolarmente dichiarato), ed ho un piccolissimo vitalizio proveniente da un'assicurazione vita, oltre che una pensione di vecchiaia erogata dall'ENPAP (ente previdenziale per gli psicologi italiani), di appena 459 euro ogni tre mesi.Il mio commercialista continuerà a gestire questa piccola contabilità....ma in quali termini? devo richiedere la domiciliazione fiscale presso il suo studio, in modo che arrivi a lui qualunque eventuale comunicazione che mi riguardi? Ho richiesto ad esempio un rimborso IRAP per tasse pagate indebitamente: come sapere se questo rimborso verrà effettuato?Nel caso fosse necessario richiedere tale domiciliazione fiscale, a chi mi devo rivolgere e quali documenti sono necessari?

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Aumentato ad Euro 15mila il limite per le compensazioni dei crediti Iva.

In tema di compensazioni, il maxi-emendamento al decreto anticrisi prevede che il visto di conformità per la compensazione dei crediti Iva può essere apposto anche da tutti i soggetti ammessi al rilascio del "timbro" di conformità. Il limite per il rilascio del visto è stato aumentato, portandolo da Euro 10mila ad Euro 15mila.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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Deduzioni Irap: i limiti del Tuir non hanno valore di presunzioni.

Il principio di inerenza da seguire ai fini Irap è quello civilistico, desumibile dalla corretta applicazione dei principi contabili. Dopo l'abrogazione dell'articolo 11-bis del Dlgs 446/1997, non c'è più legame tra il tributo regionale e l'Ires.

A ribadire il concetto è la circolare 39/E del 22 luglio, con la quale l'agenzia delle Entrate torna sulla modifica dei criteri di determinazione della base imponibile Irap, per puntualizzare ulteriormente quanto già espresso nella circolare 36/2009 del 16 luglio.

In particolare, è confermato che le modifiche apportate dalla Finanziaria 2008 (articolo 1, comma 50, della legge 244/2007) hanno reso indipendente l'imposta regionale sulle attività produttive dall'imposta sul reddito. Vale a dire che la rilevanza Irap dei componenti positivi e negativi di reddito segue il principio di derivazione dalle voci rilevanti del conto economico.

Ai fini poi della deducibilità dei componenti negativi, occorre che gli stessi siano connotati dal generale requisito di inerenza al valore della produzione Irap. Se un costo non attiene all'attività d'impresa, ma alla sfera personale degli amministratori o dei soci, non può essere dedotto soltanto perché civilisticamente è stato imputato al conto economico; in tal caso, l'ufficio può contestare l'assenza di inerenza del costo.

A tal proposito, la circolare 36/2009, per limitare eventuali controversie tra contribuenti e Fisco sulle corrette modalità di applicazione dei principi enunciati, ha indicato la possibilità di evitare le conseguenze derivanti dai dubbi sull'inerenza di alcuni componenti negativi: il requisito è certamente rispettato se si deducono importi non superiori a quelli determinati applicando le disposizioni previste dal Tuir per l'applicazione delle imposte sul reddito.

In modo particolare, la soluzione può tornare utile in riferimento a quei costi per i quali il Testo unico delle imposte sui redditi ha limitato la deducibilità, introducendo presunzioni legali di parziale inerenza (ad esempio, apparecchiature per servizi di comunicazione, spese di rappresentanza, mezzi di trasporto a motore utilizzati nell'esercizio dell'attività di impresa, oneri di utilità sociale eccetera).

Resta fermo - ribadisce la circolare 39/2009 - che ai costi dedotti integralmente o in misura superiore "l'Amministrazione non potrà opporre le forfetizzazioni del Tuir", che "nel sistema dell'Irap non hanno valore di presunzioni e non possono essere utilizzate dagli uffici per contestare l'inerenza dei costi dedotti".


Fonte: Agenzia Entrate

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Detrazione per acquisto mobili, elettrodomestici ad alta efficienza energetica, apparecchi televisivi e computer.

L’art. 2 del Decreto Legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modificazioni dalla Legge 9 aprile 2009, n. 33, nel quadro delle misure anti¬recessione, riconosce a coloro che fruiscono dell’agevolazione prevista in materia di ristrutturazioni edilizie “ limitatamente agli interventi di recupero del patrimonio edilizio effettuati su singole unità immobiliari residenziali iniziati a partire dal 1 luglio 2008, a fronte di spese sostenute dalla predetta data, è riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 20 per cento delle ulteriori spese documentate, effettuate con le stesse modalità, sostenute dal 7 febbraio 2009 e fino al 31 dicembre 2009, per l'acquisto di mobili, elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+, esclusi quelli indicati al secondo periodo, nonché apparecchi televisivi e computer, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui al primo periodo e' cumulabile con la detrazione per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro combinazione prevista dal comma 353 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, come prorogata dal comma 20 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244.” La detrazione “da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, è calcolata su di un importo massimo complessivo non superiore a 10.000 euro ”.

1. I SOGGETTI CHE POSSONO BENEFICIARE DELLA DETRAZIONE

La nuova detrazione, come si evince dalla formulazione della norma, è ancorata alla fruizione dell’altro beneficio fiscale previsto dall’art. 1 Legge 27 dicembre 1997 n. 449 relativamente ai soli “... interventi di recupero del

patrimonio edilizio effettuati su singole unità immobiliari residenziali iniziati a partire dal 1 luglio 2008, a fronte di spese sostenute dalla predetta data...”

Ciò comporta che il contribuente che voglia fruire del nuovo beneficio fiscale, in ossequio a quanto disposto dal decreto del Ministero delle finanze di concerto con il Ministro dei Lavori pubblici del 18 febbraio 1998, n. 41 e successive modificazioni, recante il Regolamento attuativo per poter beneficiare delle detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, deve aver eseguito tutti gli adempimenti preliminari necessari alla fruizione di quest’ultima agevolazione.

In particolare, deve aver inviato, anche in data anteriore all’ 1 ° luglio 2008, al Centro Operativo di Pescara l’apposita comunicazione, indicando, nel riquadro riservato ai “Dati Relativi ai Lavori di Ristrutturazione”, come data di inizio lavori l’ 1.07.2008 ovvero una data ad essa posteriore.

Come ulteriore requisito per la fruizione della detrazione in commento, il legislatore richiede tuttavia che il contribuente, dopo l’invio della dovuta comunicazione di inizio lavori, abbia effettivamente sostenuto spese di ristrutturazioni per le quali possa beneficiare della detrazione del 36 per cento.

2. GLI INTERVENTI EDILIZI CHE COSTITUISCONO IL PRESUPPOSTO PER LA DETRAZIONE

Nel limitare la fruizione del nuovo beneficio “....agli interventi di recupero del patrimonio edilizio effettuati su unità immobiliari residenziali...” per i quali si gode della detrazione prevista dal richiamato art. 1, il legislatore ha implicitamente escluso il beneficio de quo nei casi in cui gli interventi di ristrutturazione abbiano ad oggetto parti comuni degli edifici o siano relativi alla manutenzione ordinaria di singole unità immobiliari o, infine, riguardino la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali.

Inoltre, in considerazione del riferimento puntuale del legislatore alla Legge 449 del 1997, l’agevolazione prevista per l’acquisto dei mobili non potrà essere fruita nell’ipotesi di acquisto dell’unità abitativa residenziale dall’impresa costruttrice che abbia provveduto alla ristrutturazione dell’immobile.

Pertanto essa è collegata ai soli interventi, effettuati esclusivamente su unità immobiliari residenziali, relativi a:

• manutenzione straordinaria, di cui alla lett. b) dell’art. 31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457;

• restauro e di risanamento conservativo, di cui alla lett. c) dell’art. 31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457;

• ristrutturazione edilizia, di cui alla lett. d) dell’art. 31 della Legge 5 agosto 1978, n. 457.

La scrivente ha precisato la diversa portata di ciascuna categoria di intervento con circolare 24 febbraio 1998, n. 57.

Per completezza, si osserva che il regime agevolativo previsto per gli interventi di cui all’art. 1 della Legge 449/1997 è stato, da ultimo disciplinato dall’articolo 1, comma 17, della legge finanziaria per il 2008 (legge n. 244/2007), come modificato dall’ articolo 2, comma 15, della legge finanziaria per il 2009 (legge n. 203/2008), che ha disposto la proroga della detrazione IRPEF nella misura del 36% delle spese di ristrutturazione sostenute fino al 31 dicembre 2011 e comunque per un importo non superiore a 48.000 euro per ciascuna unità immobiliare. La detrazione è ripartita in 10 rate annuali di pari importo (è prevista la possibilità di ripartizione in 5 o 3 rate nel caso di contribuenti di età non inferiore, rispettivamente, a 75 e 80 anni).

3. I BENI AGEVOLABILI

La detrazione in argomento è relativa alle spese sostenute per l’acquisto di :

• Mobili;

• Elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+;

• Apparecchi televisivi;

• Computer.

Ai fini della fruizione del beneficio, la norma richiede che detti beni siano tutti finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione e che l’acquisto sia effettuato dal 7 febbraio al 31 dicembre 2009.

Per espressa previsione normativa, l’agevolazione in commento non spetta in caso di acquisto di frigoriferi, congelatori e loro combinazioni, atteso che per tali elettrodomestici resta confermata la detrazione prevista dall’art. 1, comma 353, della legge n. 296 del 2006, come prorogata dal comma 20 dell’ art. 1 della Legge 24 dicembre 2007 n. 244.

Quest’ultima detrazione, pari al 20 per cento delle spese, documentate e sostenute entro il 31 dicembre 2010 per la sostituzione di frigoriferi, di congelatori e delle loro combinazioni con analoghi apparecchi di classe energetica non inferiore ad A+, fino ad un valore massimo della detrazione di 200 euro per ciascun apparecchio, è cumulabile con il beneficio introdotto dall’art. 2 del Decreto Legge 10 febbraio 2009, n. 5.

4. AMMONTARE DELLA SPESA DETRAIBILE

Il secondo comma dell’ art. 2 del D.L. 5/2009 precisa che “La detrazione di cui al comma 1, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo, e' calcolata su di un importo massimo complessivo non superiore a 10.000 euro.”.

Ne consegue che il predetto importo massimo detraibile dovrà essere riferito alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione, prescindendo, pertanto, dal numero dei contribuenti che partecipano alla spesa.

Al contribuente, invece, che esegue lavori di ristrutturazione su più unità abitative, e sempreché per ognuna di esse abbia espletato gli adempimenti richiesti per fruire del beneficio previsto dall’art. 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, il diritto al beneficio di cui all’art. 2 del Decreto in commento, dovrà essere riconosciuto più volte così che l’importo massimo complessivo non superiore a 10.000 euro dovrà essere riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.

5. ADEMPIMENTI

Il legislatore, poi, nel legare le due agevolazioni, più volte menzionate, richiede che anche per l’acquisto dei beni finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione il pagamento avvenga tramite bonifico bancario o postale da cui risultino la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

6. MONITORAGGIO DELL’AGEVOLAZIONE

L’ultimo comma dell’art. 2, prevede che il Ministro per lo Sviluppo economico effettui il monitoraggio degli effetti economici derivanti dall’applicazione dell’agevolazione in questione sul il settore interessato. A tal fine, il richiamato Ministero dovrà promuovere un protocollo di intenti con i soggetti delle filiere produttive e distributive dei beni per i quali sono previsti gli incentivi, con l’obiettivo di verificare il mantenimento dei livelli occupazionali, il rispetto dei termini di pagamento previsti nei rapporti interni alle filiere stesse, nonché il mantenimento delle iniziative promozionali già assunte per stimolare la domanda e migliorare l’ offerta anche dei servizi di assistenza e manutenzione.

La norma dispone, inoltre, l’emanazione da parte dello stesso Ministero di un decreto che stabilisca le modalità da attuare per realizzare la vigilanza sul rispetto degli impegni previsti, anche tramite periodica audizione delle organizzazioni datoriali e sindacali.

La disposizione di cui al comma 3, finalizzata a garantire il mantenimento dei livelli occupazionali nelle filiere produttive e distributive, non subordina all’adozione dei provvedimenti indicati l’applicazione del beneficio fiscale, il quale è comunque applicabile agli acquisti effettuati a partire dal 7 febbraio 2009 .


Fonte: Circolare Agenzia Entrate 35/E del 16 luglio 2009.

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Modifiche alla determinazione della base imponibile Irap.

Premessa

La legge 24 dicembre 2007, n. 244, al fine di semplificare la modalità di

determinazione della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, ha modificato il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

Si evidenziano, di seguito, ulteriori chiarimenti rispetto a quelli già contenuti nella circolare n. 27/E del 26 maggio 2009.

1. Modifiche alla determinazione della base imponibile 1.1 Contributi erogati in base a norme di legge

L’articolo 11 del decreto Irap, al terzo comma, dispone la concorrenza alla formazione della base imponibile IRAP dei “contributi erogati a norma di legge con esclusione di quelli correlati a componenti negativi non ammessi in deduzione.”

In relazione alle deduzioni dalla base imponibile Irap di cui al comma 4- quarter dell’ articolo 11 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, è stato precisato che eventuali contributi percepiti dal datore di lavoro in relazione ai nuovi dipendenti assunti concorrono alla formazione della base imponibile Irap, in quanto costituiscono componenti correlati a costi ammessi in deduzione nella determinazione del valore della produzione (cfr. circolare del 12 luglio 2006, n. 26/E).

Considerato che la deduzione in esame spetta nei limiti di quanto stabilito nello stesso comma 4-quater, si ritiene che i contributi correlati all’assunzione di nuovi dipendenti assumono rilevanza ai fini Irap nei limiti dell’ammontare del costo del personale ammesso in deduzione, ai sensi del citato comma 4-quater.

1.2 Inerenza delle spese

L’articolo 5 del decreto legislativo n. 446 del 1997, ai fini della determinazione della base imponibile Irap delle società di capitali e degli enti

commerciali, stabilisce che “la base imponibile è determinata dalla differenza tra il valore e i costi della produzione di cui alle lettere A) e B) dell’articolo 2425 del codice civile, con esclusione delle voci di cui ai numeri 9), 10), lettere c) e d), 12) e 13), così come risultanti dal conto economico dell’esercizio”.

In linea generale, quindi, la rilevanza Irap dei componenti positivi e negativi segue il principio di derivazione dalle voci rilevanti del conto economico, così che la ricorrenza del requisito di inerenza rileva – già ai fini civilistici – come condizione per imputare a conto economico un determinato componente negativo di reddito .

I componenti negativi correttamente imputati a conto economico in applicazione dei principi civilistici, in altri termini, sono normalmente connotati dal generale requisito di inerenza al valore della produzione Irap.

Tale inerenza, che è declinata dal contribuente nella compilazione del conto economico, è tuttavia sindacabile dall’Amministrazione finanziaria in sede di controllo. Tale sindacato di inerenza si pone in modo particolare con riferimento a determinati costi, per i quali il TUIR introduce presunzioni legali di parziale inerenza, ponendo limiti alla relativa deducibilità. Per esigenze di semplificazione, l’inerenza dei medesimi componenti negativi può essere considerata senz’altro sussistente anche ai fini dell’IRAP, qualora vengano dedotti importi di ammontare non superiore a quelli determinati applicando le disposizioni previste per l’applicazione delle imposte sul reddito.

Si pensi, ad esempio, agli oneri di utility sociale imputati, secondo corretti principi contabili, in una voce rilevante ai fini del tributo regionale. Tali componenti di reddito potranno considerarsi senz’ altro inerenti - e, dunque, deducibili dalla base imponibile Irap - secondo le limitazioni contenute nell’ articolo 100 del TUIR.

Analoghe considerazioni valgono per le spese relative ad apparecchiature per servizi di comunicazione, per le spese di rappresentanza e per le spese relative a taluni mezzi di trasporto a motore utilizzati promiscuamente nell’ esercizio di

imprese: tali componenti negativi di reddito, salvo diversa prova analitica dell’inerenza fornita dal contribuente, assumeranno rilevanza ai fini Irap, quindi, nei limiti rispettivamente previsti dagli articoli 102 comma 9, 108 comma 2 e 164 comma 1 del testo unico delle imposte sui redditi.

1.3 Ammortamento aree sottostanti o di pertinenza di fabbricati strumentali

L’art. 36, comma 7 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223 stabilisce che “ai fini del calcolo delle quote di ammortamento deducibili il costo complessivo dei fabbricati strumentali è assunto al netto del costo delle aree occupate dalla costruzione e di quelle che ne costituiscono pertinenza”. Il successivo comma 7- bis prevede, inoltre, che “le disposizioni del comma 7 si applicano, con riguardo alla quota capitale dei canoni, anche ai fabbricati strumentali in locazione finanziaria”.

Considerato il tenore letterale della norma - che fa generico riferimento alle “quote di ammortamento deducibili” - si ritiene che l’indeducibilità del valore delle aree sottostanti o di pertinenza di fabbricati strumentali, operi anche ai fini della determinazione della base imponibile Irap.

2. Regime transitorio

2.1 Svalutazione di beni materiali

Nella circolare n. 27/E del 2009 è stato precisato che le quote di

ammortamento dei beni materiali non dedotte nella previgente disciplina, perché eccedenti i limiti fiscalmente ammessi, possono essere portate in deduzione a partire dall’esercizio successivo a quello in cui si conclude l’ammortamento contabile, nei limiti dell’importo derivante dall’applicazione dei coefficienti tabellari previsti dal D.M. 31 dicembre 1988.

Al riguardo, si evidenzia che il medesimo criterio è applicabile con riferimento alle svalutazioni di beni materiali imputate in bilancio ante riforma Irap ma irrilevanti ai fini del tributo regionale.

In tale ipotesi, i beni risultano iscritti, nei bilanci relativi agli esercizi anteriori all’ entrata in vigore della riforma IRAP, secondo valori inferiori a quelli fiscali, in quanto oggetto di svalutazioni rilevanti ai soli fini civilistici.

I maggiori valori fiscali, derivanti dal mancato riconoscimento fiscale delle svalutazione operate in bilancio, sono deducibili dal valore della produzione Irap, quindi, a partire dall’esercizio successivo a quello in cui si conclude l’ammortamento contabile, nei limiti dell’importo derivante dall’applicazione dei coefficienti tabellari previsti dal D.M. 31 dicembre 1988.

2.2 Rivalutazione dei beni materiali

Il medesimo principio appena richiamato per le svalutazioni di beni materiali, è applicabile anche alla rivalutazione dei beni d’impresa di cui all’articolo 1, commi 469 e seguenti della legge n. 266 del 2005.

Si ricorda, al riguardo, che tale norma prevedeva il differimento degli effetti fiscali del maggior valore rivalutato al terzo periodo d’imposta successivo a quello dell’iscrizione civilistica della rivalutazione e, quindi, a partire dal periodo d’imposta 2008 per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.

In tal caso, i maggiori valori fiscali - che per effetto del predetto differimento non sono stati fiscalmente dedotti nel periodo di sospensione (2006- 2007) - assumono rilevanza Irap dal 2008 nei limiti della quota di ammortamento imputata a conto economico. Terminato l’ammortamento civilistico, il residuo valore fiscale diviene deducibile nei limiti dell’importo derivante dall’applicazione dei coefficienti tabellari previsti dal D.M. 31 dicembre 1988.

Si consideri, a titolo esemplificativo, un bene materiale oggetto di rivalutazione nel bilancio al 31 dicembre 2005 che risulti iscritto a un costo storico di 10.000 euro interamente ammortizzato e sul quale è iscritto un maggior valore a titolo di rivalutazione per un importo pari a 20.000 euro.

Supponendo un piano d’ ammortamento civile in 4 anni (e, quindi, dal 2006 al 2009) e un coefficiente d’ammortamento tabellare pari al 3%, il contribuente:

• negli esercizi 2006-2007, imputa a conto economico un importo pari a 5.000 euro che non assume rilevanza ai fini fiscali;

• negli esercizi 2008-2009 imputa a conto economico un importo pari a 5.000 euro, deducibile anche ai fini Irap;

• dal 2010 non imputa a conto economico alcun importo (essendo terminato l’ammortamento civilistico) e deduce ai fini Irap un quota di ammortamento determinata mediante l’applicazione dei coefficienti tabellari previsti dal D.M. 31 dicembre 1988.

3. Determinazione della base imponibile IRAP delle banche ed altri enti e società finanziari

Nella circolare n. 27/E del 2009 l’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni sulle modalità di determinazione della base imponibile IRAP a seguito delle modifiche recate dalla legge finanziaria per il 2008. In particolare, nel paragrafo 3.2 - riguardante le banche e gli altri enti e società finanziari – è stato affermato che le componenti valutative dei crediti diversi da quelli detenuti per la negoziazione ovvero quelli classificati tra i “Finanziamenti e crediti” (“L&H”), tra le “Attività finanziarie disponibili per la vendita” (“AFS”) e quelli detenuti fino a scadenza (“HTM”), non rilevanti ai fini IRAP al momento della loro imputazione a conto economico, concorrono a determinare la base imponibile al momento della cessione dei relativi crediti.

Occorre precisare, al riguardo, che le componenti valutative che possono assumere rilevanza al momento della cessione dei crediti, ai fini dell’imposta regionale, sono esclusivamente quelle imputate in bilancio in vigenza del nuovo regime. Restano, al contrario, escluse dal computo della base imponibile le rettifiche e le riprese di valore operate prima delle modifiche apportate dalla legge finanziaria per il 2008, vale dire quando la deducibilità/imponibilità di tali componenti, sulla base della previgente formulazione dell’ articolo 6 del decreto legislativo n. 446 del 1997, non era in ogni caso ammessa dal legislatore.

Le stesse considerazioni valgono per i titoli classificati tra le attività finanziarie disponibili per la vendita (“AFS”) e le attività finanziarie detenute fino a scadenza (“HTM”) le cui svalutazioni/rivalutazioni civilistiche risultavano sempre escluse dalla base imponibile IRAP, anche in sede di cessione dei titoli medesimi, dalla previgente disciplina.

Si evidenzia, pertanto, che l’affermazione contenuta nella citata circolare n. 27/E sulla rilevanza, in sede di realizzo, delle componenti valutative riguardanti i titoli in esame (imputate nella voce 130 del conto economico bancario) deve intendersi riferita alle sole operazioni di valutazione operate in bilancio in vigenza delle nuove regole di determinazione della base imponibile IRAP.


Fonte: Circolare Agenzia Entrate 36/E del 16 luglio 2009

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