sabato 31 gennaio 2009

Quesito: cessione del quinto in busta paga.

sono la dipendente di una cooperativa chiamata masterservice con sede a funo,io ho in busta paga la cessione del quinto x la rata della macchina (importo €125 al mese),però questa voce in busta paga non compare c'è il netto, faccio un esempio :€650 netto -bonifico in banca €525 .più volte ho chiesto come mai non ho la voce in busta paga e non mi hanno saputo dare una spiegazione esaustiva .inoltre ho scoperto che alla finanziaria la rata non viene versata ogni mese ma a cadenza variabile ,ad oggi che vi scrivo le rate coprono fino ad agosto del 2008 anche se a me tutti i mesi sono state tolte ma lo vedo solo dal bonifico in banca .cosa posso fare? o a chi posso rivolgermi x risolvere il tutto?

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Quesito: mutuo prima casa e trasferimento all'estero.

Ho comprato la prima casa con mutuo a Udine nel 2005, vi ho abitato fin’ora, e a marzo 2009, mi trasferisco in germania dove ho trovato lavoro (con un contratto esentasse) per almeno 2 anni.non ho intenzione di vendere la casa, ma vorrei sapere se incorro in qualche penale e se quest’anno devo pagare l’ICI

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Quesito: mutuo prima casa e trasferimento all'estero.

Ho comprato la prima casa con mutuo a Udine nel 2005, vi ho abitato fin’ora, e a marzo 2009, mi trasferisco in germania dove ho trovato lavoro (con un contratto esentasse) per almeno 2 anni.non ho intenzione di vendere la casa, ma vorrei sapere se incorro in qualche penale e se quest’anno devo pagare l’ICI

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Quesito: consulenza residente all'estero.

Sono Cittadino Italiano e in pensione. La pensione la percepisco in Italia dove mi vengono effettuate le trattenute IRPEF con l’aggiunta delle trattenute addizionali reg. e com.A partire da gennaio 2008 mi trovo in un paese del centro America a fare della consulenza per conto di una ditta Italiana. Sempre dalla stessa data sono residente e iscritto al AIRE. Logicamente iscrivendomi al AIRE ho perso il diritto al assistenza sanitaria in Italia, ma a parte questo fatto la mia domanda e la seguente:La ditta Italiana il compenso me lo accredita qui nel paese dove risiedo,mentre io la fattura della consulenza la invio a loro in Italia.Secondo voi, posso restare come residente, cancellarmi dal AIRE e continuare con la parte della consulenza,oppure togliendomi dal AIRE devo fare al ministero delle finanze Italiano la dichiarazione di quello che percepisco con la consulenza?

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Quesito: dubbi busta paga gennaio.

sono passata a dicembre da apprendista a impiegata a tempo indeterminato al 4° livello nel settore del commercio.Ho una paga lorda sulla busta di euro 1374,83 e netta, questo mese, di euro 1048,00. Lo scorso mese, però, mi sono stati addebitati in busta paga 140,00 euro circa di ritenute fiscali e questo mese ancora ritenute per 200,80 euro. E’corretto? Come faccio a fare una verifica?

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Quesito: piano ammortamento leasing.

volevo sapere se nel caso di un noleggio o di un leasing esiste un piano di ammortamento come esiste nell'acquisto di un mezzo aziendale (furgone),o se il "piano" è in base alla durata del contratto (di noleggio o leasing..)..cioè se faccio un leasing di 3 anni lo ammortizzo in 3 anni (non in 5 come nell'acquisto...)??

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Quesito: plusvalenza finanziaria 2009.

Fra le righe della finanziaria 2009 non vi è alcun riferimento per quanto riguarda la rivalutazione mediante perizia giurata. Si potra prevedere che anche quest'anno ci sarà questa possibilità?

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Quesito: info mutui cointestati.

due coniugi in regime di separazione dei beni hanno acquistato abitazione: marito 99% 1°abitazione con agevolazione scitta sull'atto, moglie 1% non abitazione principale ma residente. Il mutuo risulta cointestato, con che limiti possono usufruire dell'agevolazione e chi può usufruire dell'agevolazione?ovvero il marito (moglie non a carico) può detrarre gli interessi pagati in misura totale (massima 4.000,00) o al 50% essendo cointestatario?

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Quesito: scatti anzianità metalmeccanico.

Sono un operaio metalmeccanico e a gennaio 2008 ho avuto il passaggio di livello dal 4° al 5° livello. Senza farci caso prima mi sono accorto che mi è stato cambiata anche la data dello scatto di anzianità. Chiadendo in azienda mi è sato detto che è giusto coì, ma come mai ad altri miei colleghi è cambiato il livello ma non è cambiata la data dello scatto di anzianità?

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Quesito: legge 104 detrazione irpef modello 101.

Sto per comprarmi un'auto intestata a mia madre invalida al 100% con regolare documentazione. Il mio dubbio è se mia madre non facendo il 730 può comunque usufruire della detrazione del 19% irpef...vorrei dei chiarimenti in merito visto che mia hanno solo confuso la mente!

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Quesito: diniego rimborso IVA.

MII E' STATO NEGATO UN RIMBORSO IVA PARI A EURO 7.141,00 PER IL SEGUENTEMOTIVO:- PREMESSO CHE SI TRATTA DI ATTIVITA' DITTA INDIVIDUALE: guardiano dei rifugialpini in possesso di licenza, attivita' stagionale.ANNO 2004: IL RIFUGIO PRESSO IL QUALE IL CLIENTE DA GIUGNO A SETTEMBRE PRESTASERVIZIO CHIUDE. IL CLIENTE E' COSTRETTO A DEPOSITARE LE LICENZE PRESO LACAMERA DI COMMERCIO - REGISTRO IMPRESE E CESSARE L'ATTIVITA' ALLA CAMERA DICOMMERCIO.MANTIENE PERO' LA PARTITA IVA APERTA RENDENDOLA INATTIVA.ATTENDE UNA NUOVA LICENZA ...NON ARRIVA.NEL FRATTEMPO PRESENTA TUTTE LE DICHIARAZIONI. IVA UNICO ECCC...REGOLARI.INDICANDO E TRASCINANDO NEL MODELLO IVA IL CREDITO DI CUI SOPRA.AL 30.09.2006 DECIDE DI CESSARE ANCHE PRESSO L'AGENZIA DELLE ENTRATE LAPARTITA IVA POICHE' NON C'E' SPERANZA DI AVERE UNA NUOVA LICENZA.DOPO DI CHE A MARZO 2007 PRESENTA LA DICHIARAZIONE IVA CON LA RICHIESTA DIRIMBORSO PER CESSATA ATTIVITA'.
ARRIVA IL DINIEGO PER MANCATA CONCORDANZA FRA LE DUE DATE: CESSAZIONE ALLACAMERA DI COMMERCIO E CESSAZIONE ALL'UFFICIO IVA.
E' AMMESSO RICORSO.QUALI SONO LE POSSIBILITA' DI OTTENERE IL RIMBORSO??

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Prestazione di servizi estero. Schema.

Operatore italiano (IT) invia a operatore olandese (NL) giacche da uomo in conto lavorazione. Dopo la lavorazione NL restituisce le giacche ad IT a cui invia anche la relativa fattura.
Obblighi di IT:
annota l'uscita della merce sul registro di cui all'art. 50, comma 5, L. 427/93;
compila l'Intra-1 bis ai soli fini statistici. A lavorazione eseguita l'olandese restituisce i beni al committente italiano e invia la fattura relativa al costo della lavorazione per cui IT adempie ai seguenti obblighi:
scarica il registro di cui all'art. 50, comma 5, L. 427/93;
registra la fattura ricevuta da NL relativa al costo della lavorazione che integra ai sensi dell'art. 46 e registra ai sensi dell'art. 47 della legge 427/93;
compila l'Intra-2 bis ai soli fini statistici.


Operatore italiano (IT1) effettua una cessione di tessuto di cotone nei confronti di cliente austriaco e consegna il tessuto per conto di AT in c/lavorazione ad altro operatore italiano (IT2). IT2 realizza camicie che consegna ad AT.

Obblighi di IT1:
emette fattura nei confronti di AT non imponibile IVA ai sensi dell'art. 41, comma 1, lettera a), L. 427/93;
emette documento per la consegna dei beni, su incarico di AT, alla ditta nazionale trasformatrice IT2;
compila l'Intra-1 bis ai soli fini fiscali (colonne da 1 a 4), con riferimento al periodo di registrazione della fattura;
richiede a IT2 la prova documentale relativa all'effettiva spedizione della merce in Austria. A questo fine IT2 è tenuto a cooperare con IT1 per l'acquisizione da parte di questi della sopracitata prova, atteso che il mancato invio dei beni all'estero comporta per IT1 l'obbligo di regolarizzare l'operazione assoggettandola ad imposta. Obblighi di IT2:
annota nel registro tenuto ai sensi dell'art. 50, comma 5, L. 427/93, i beni ricevuti da IT1, per conto di AT;
emette fattura per la lavorazione nei confronti di AT, non imponibile IVA ai sensi dell'art. 40, comma 4bis, L. 427/93;
compila l'Intra-1 bis ai soli fini statistici. In particolare indica, nella colonna del valore statistico, un importo che comprende il costo della lavorazione, il costo del tessuto ceduto a AT da IT1 e le spese di consegna fino al confine italiano.


Operatore nazionale (IT) riceve tessuto da soggetto danese (DK) in conto lavorazione per la realizzazione di camicie. A lavorazione eseguita IT provvede ad inviare il prodotto finito in Danimarca.

Obblighi di IT:
annota nel registro tenuto ai sensi dell'art. 50, comma 5, L. 427/93, i beni ricevuti da DK;
compila l'Intra-2 bis ai soli fini statistici;
emette fattura per la lavorazione nei confronti di DK, non imponibile IVA ai sensi dell'art. 40, comma 4bis, L. 427/93;
invia i beni al committente danese;
scarica il registro di cui all'art. 50, comma 5, L. 427/93;
compila l'Intra-1 bis ai soli fini statistici.


Operatore nazionale (IT) invia per la lavorazione materie prime a soggetto cipriota (CY), dando incarico a questi di inviare il semilavorato per ulteriore trasformazione ad altro soggetto in Grecia (EL) al termine della quale EL invierà il prodotto finito in Italia a IT.

Obblighi di IT1:
annota nel registro tenuto ai sensi dell'art. 50, comma 5, L. 427/93 i beni inviati per la lavorazione;
compila l'intra-1 bis solo ai fini statistici;
integra e registra, ai sensi degli artt. 46 e 47, L. 427/93, le fatture ricevute da CY e EL;
compila l'Intra-2 bis ai soli fini statistici relativamente al momento del ricevimento dei beni dal fornitore EL. Nella colonna relativa al valore statistico include il valore della materia prima, le spese di consegna fino al confine italiano e il costo delle lavorazioni di CY e EL.


Nel commercio internazionale molto frequenti sono le operazioni di perfezionamento attivo di cui all'art. 176 del Testo Unico delle Leggi Doganali (TULD) per le quali è ammesso il beneficio della temporanea importazione. Ai fini IVA tali operazioni sono disciplinate dall'articolo 9, comma 9, del D.P.R. 633/72. Tale articolo prevede che i trattamenti siano eseguiti su beni di provenienza estera non ancora definitivamente importati, nonché su beni nazionali, nazionalizzati o comunitari destinati ad essere esportati da o per conto del prestatore del servizio o del committente non residente nel territorio dello Stato.



Fonte: Governo

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Detrazioni per carichi familiari.

Le detrazioni per familiari a carico relative a rapporti di lavoro inferiori a un anno devono essere riconosciute dal sostituto d'imposta soltanto in relazione al periodo di effettiva permanenza in servizio a meno che il dipendente non richieda espressamente di poterne usufruire per un periodo superiore. La dichiarazione di spettanza delle detrazioni per familiari a carico deve poi essere presentata annualmente ed è condicio sine qua non per poterne usufruire. Quanto poi alle sue modalità di presentazione, non è fondamentale la scelta tra mezzo cartaceo o telematico purchè sia garantita la riconducibilità al singolo lavoratore e sempre che permetta (nel caso dell'invio telematico) un controllo sugli adempimenti effettuati dal sostituto d'imposta.

Sono le due conclusioni a cui è pervenuta l'agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 29/E del 30 gennaio, in risposta a una istanza di interpello.

La soluzione prospettata dall'istante

La risposta dell'Agenzia prende le mosse dal caso di un ente locale che ha chiesto di conoscere quali siano le modalità di attribuzione delle detrazioni per carichi di famiglia nell'ipotesi in cui il rapporto di lavoro risulti inferiore a un anno e, in subordine, se risulti corretto l'utilizzo di una procedura informatica per l'acquisizione annuale delle dichiarazioni di spettanza. L'istante prevede infatti di utilizzare una procedura informatica per acquisire annualmente le dichiarazioni che, dal 2008, i dipendenti sono tenuti a presentare al sostituto d'imposta per calcolare le detrazioni d'imposta. In questo modo, ciascun dipendente ne potrebbe disporre utilizzando la rete Intranet dell'ente locale, con il vantaggio di accedere al foglio detrazioni, per correggere o confermare la correttezza delle informazioni, con l'inserimento della stessa password usata per l'accesso alla posta elettronica che sopperisce alla mancanza della firma del dipendente in calce alla dichiarazione di spettanza. A loro volta, gli uffici che si occupano del trattamento economico potrebbero scaricare mensilmente le informazioni inserite per attribuire nuove detrazioni, revocarle e controllare le dichiarazioni non rese entro i termini previsti annualmente. L'istante prevede poi di conservare in un archivio informatico le dichiarazioni in ordine cronologico per risalire indietro nel tempo alle richieste di modifica, integrazione ed eventuale revoca delle detrazioni d'imposta per i familiari a carico nel caso di eventuali controlli da parte del Fisco sull'operato dei sostituti. La procedura informatica permetterebbe di semplificare l'attività degli uffici e di garantire risparmio di risorse.

La risposta dell'Amministrazione finanziaria

L'Agenzia ha chiarito che, in base alla normativa vigente, il sostituto, quando il rapporto di lavoro è inferiore a un anno, deve riconoscere le detrazioni per familiari a carico soltanto in relazione ai mesi di effettiva durata, salvo che il dipendente non richieda di poterne usufruire per un periodo superiore. In ogni caso, alla luce delle modifiche apportate alla normativa dalla legge finanziaria per il 2008, la dichiarazione di spettanza delle detrazioni per familiari a carico deve essere presentata annualmente ed è essenziale per godere delle detrazioni. Quanto poi alla procedura utilizzata dal contribuente, su cui l'Agenzia non ha nulla da eccepire, l'Amministrazione ricorda che la modalità (cartacea o telematica) utilizzata per fornire la dichiarazione non è fondamentale purchè sia garantita la riconducibilità al singolo lavoratore e sempre che permetta (nel caso dell'invio telematico) un controllo sugli adempimenti effettuati dal sostituto d'imposta da parte del Fisco. Considerato poi che i dipendenti hanno la possibilità di accedere al proprio foglio telematico delle detrazioni utilizzando la stessa password personale per l'accesso alla posta elettronica, conclude l'Agenzia, la dichiarazione di spettanza è riconducibile al singolo lavoratore anche in assenza di sottoscrizione.

Fonte: Agenzia Entrate

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Intermediazione immobiliare con sconto fiscale anche sul preliminare.

Sconto d'imposta del 19% per le spese connesse al servizio di intermediazione immobiliare relativo all'acquisto dell'abitazione principale anche se è stato stipulato soltanto il contratto preliminare di compravendita e manca ancora il rogito notarile.

È in sintesi la risposta fornita dall'agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 26/E del 30 gennaio, a una contribuente che, avendo pagato con fattura, nell'ottobre del 2007, in occasione della firma del compromesso per l'acquisto di una casa in costruzione, il corrispettivo per i servizi di intermediazione immobiliare, chiede se può usufruire della detrazione Irpef prevista dall'articolo 15, comma 1, lettera b-bis), del Tuir.

Il Caf a cui si è rivolta l'istante non ha operato la detrazione perché, al momento della presentazione del 730, mancava il rogito notarile che, secondo il centro di assistenza fiscale, doveva necessariamente essere firmato nello stesso anno di emissione della fattura.

Unità di vedute tra istante e agenzia delle Entrate. Il documento chiarisce che, a partire dal 1° gennaio 2007, è possibile detrarre il 19% degli oneri sostenuti per i compensi corrisposti agli intermediari immobiliari per l'acquisto dell'abitazione principale, entro un tetto massimo di 1.000 euro di spesa. La detrazione deve essere esaurita in un unico anno di imposta (circolare 28/2008).

I tecnici dell'Amministrazioni ritengono che il caso prospettato nell'interpello rispetti i requisiti richiesti dalla norma: la contribuente ha infatti pagato il servizio ricevuto in occasione di un atto che è stato regolarmente registrato e che formalizza l'impegno a un successivo e definitivo passaggio di proprietà.

L'Agenzia conferma dunque la sua posizione circa la validità dei contratti preliminari e porta ad esempio quanto già espresso nella risoluzione 38/2008, dove veniva affrontato il caso riguardante la legittimità della detrazione del 36% sull'acquisto di un box prima del rogito notarile.

Nel documento viene anche suggerito alla contribuente come applicare l'agevolazione. Essendo scaduti i termini per operare la detrazione attraverso il 730 integrativo, l'istante potrà beneficiare dello sconto presentando il modello Unico 2008 Persone fisiche, entro il termine previsto per Unico 2009.

La risoluzione precisa inoltre che, essendo il beneficio subordinato all'acquisto dell'abitazione principale, nel caso in cui non si giungesse al contratto definitivo, la somma dovrà essere restituita (circolare 34/2008).

L'ultimo chiarimento riguarda il limite dei 1.000 euro: in caso di acquisto in comproprietà, deve essere ripartito in ragione della percentuale di proprietà.


Fonte: Agenzia Entrate

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Cumulabilità di incentivi impianti fotovoltaici.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito informazioni sulla possibilità di cumulo di benefici (credito d’imposta e tariffa incentivante) previsti per la produzione di energia elettrica tramite impianti fotovoltaici.

(risoluzione n. 20/e del 27 gennaio 2009 )


Fonte: Min.Finanze

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Plusvalenza da cessione di immobile allo stato di rustico.

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che se la vendita di un fabbricato allo stato “rustico” avviene entro il quinquennio dalla sua realizzazione essa genererà una plusvalenza imponibile in quanto il fabbricato - essendo esistente ai fini civilistici - è riconducibile nella nozione di “immobile costruito”, richiamata dall’articolo 67, comma 1, lett. b), del Tuir. L’identificazione di fabbricato allo stato rustico deve essere naturalmente comprovata, ad esempio con la denuncia nel catasto urbano nella categoria provvisoria relativa agli immobili in corso di costruzione.

(risoluzione n. 23/e del 28 gennaio 2009 )

Fonte: Min.Finanze

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Deducibilità delle perdite su crediti.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che una situazione di (temporanea) illiquidità - ancorché seguita da un pignoramento infruttuoso - non possa essere ritenuta sufficiente a legittimare la deduzione del credito non incassato (in tutto o in parte), richiedendosi, a tal fine, una più complessa e articolata valutazione della situazione giuridica della specifica partita creditoria e del singolo debitore, cui quest’ultima è riferita.

(risoluzione n. 16/e del 23 gennaio 2009 )

Fonte: Min.Finanze

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Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa.

E’ stato convertito in legge il decreto legge n. 185 del 29 novembre 2008 che prevede alcune misure straordinarie in favore di famiglie, lavoratori, pensionati e non autosufficienti, nonché per promuovere lo sviluppo economico e la competitività del Paese.

(legge 2/09 - conversione in legge del dl 185/08 - testo coordinato )

Fonte: Min.Finanze

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Niente esenzione Ici per il parente in affitto.

Il ministero dell'Economia, rispondendo ad un'interrogazione parlamentare, ha stabilito che l'esenzione Ici non spetta per gli immobili concessi in locazione a soggetti che la utilizzano come abitazione principale, neppure nel caso in cui vi sia un regolamento comunale di assimilazione alla prima casa; ciò è dovuto al fatto che i poteri regolamentari dei comuni non permettono una simile facoltà.

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Bonus assunzioni, comunicazione dei dati occupazionali on line.

E’ disponibile sul sito internet dell’Agenzia il software per i datori di lavoro ammessi al credito d’imposta

E reperibile sul sito dell’agenzia delle Entrate il prodotto di gestione denominato "Comunicazione IAL", che consente la compilazione del modulo per la verifica del mantenimento del livello occupazionale incrementato. L'adempimento riguarda i datori di lavoro, operanti nelle aree "svantaggiate" del Mezzogiorno, che hanno effettuato nuove assunzioni nel corso del 2008.

Il modello di comunicazione (mod. C/IAL), approvato con provvedimento del direttore dell’agenzia del 26 gennaio, deve essere inviato telematicamente dal 2 febbraio al 31 marzo prossimi, da tutti coloro che sono stati autorizzati alla fruizione della agevolazione.

Beneficiari del credito

Sono ammessi al credito d’imposta per gli incrementi occupazionali i datori di lavoro che nel corso del 2008 hanno assunto lavoratori, sia a tempo determinato che indeterminato, nel Mezzogiorno, aumentando il numero di coloro che risultavano presenti nel 2007, e che hanno ottenuto l’accoglimento dell’istanza di attribuzione, presentata utilizzando il modello IAL previsto dal provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate del 15 maggio 2008.

La possibilità di richiedere l'attribuzione del bonus assunzioni è consentita fino al prossimo 31 gennaio.

L’importo dell’agevolazione è di 333 euro mensili per ogni lavoratore assunto, innalzato a 416 euro per assunzione di donne che rientrano nella definizione di "lavoratore svantaggiato".

Cosa si deve comunicare

I datori di lavoro beneficiari del credito devono certificare che il numero dei lavoratori mediamente occupati nel 2008 è stato superiore a quello del 2007. Il numero degli occupati è costituito sia dai lavoratori con contratto a tempo determinato che da quelli a tempo indeterminato, compresi coloro che usufruiscono di formazione-lavoro.

In caso di mancata comunicazione dei dati di verifica annuale del mantenimento del livello occupazionale, è prevista la decadenza dal diritto al credito.

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Addebito Iva errato su operazioni fuori campo o esenti: no alla detrazione Iva.

Durante il convegno "Telefisco 2009", l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in ordine al diritto della detrazione Iva: nel caso in cui un operatore riceva una fattura con Iva addebitata per errore, a fronte di operazioni fuori campo o esenti, non può detrarla.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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Decadenza biennale per i rimborsi IVA comunitari.

Il diritto al rimborso dell'Iva versata dalla filiale italiana di una società avente sede in un altro Stato membro Ue sul corrispettivo di servizi resi in suo favore dalla casa madre è soggetto al termine di decadenza biennale, anziché decennale di prescrizione, come sostenuto dal contribuente, in quanto, non esistendo una disciplina comunitaria in tema di indebito fiscale, deve essere applicata la disciplina nazionale.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione con la sentenza n. 30499 del 30 dicembre 2008.

Il fatto

L'Amministrazione finanziaria propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale, lamentando la mancata applicazione della decadenza biennale prevista in linea residuale dall'articolo 21 del Dlgs 546/1992.

La Ctr, respingendo l'appello dell'ufficio, aveva deciso favorevolmente all'applicazione del termine decennale di prescrizione relativo a una richiesta di rimborso avanzata da una Sas che, pur svolgendo attività esente da Iva sul territorio nazionale, aveva erroneamente corrisposto l'imposta a monte sulle prestazioni dei servizi effettuate nei suoi confronti dalla propria casa madre ubicata in ambito Ue.

La sentenza

La Corte di cassazione accoglie il ricorso, ritenendo esaustivamente fondato il motivo principale di impugnazione, peraltro conforme ai principi già enunciati nella sentenza 526/2007.

Con la pronuncia in esame, la Suprema corte ha affermato che, in materia di Iva, il diritto al rimborso dell'imposta versata dalla filiale italiana di una società avente sede in un altro Stato comunitario sul corrispettivo dei servizi resi nei suoi confronti dalla casa madre è soggetto al termine di decadenza biennale (articolo 21, comma 2, ultimo periodo, Dlgs 546/1992), anziché al termine decennale di prescrizione stabilito per l'indebito oggettivo dall'articolo 2946 cc.

Il termine decennale è infatti applicabile "soltanto quando la contrarietà del diritto interno al diritto comunitario investa il tributo nella sua interezza, si che il pagamento non possa in alcun modo ricollegarsi ad un rapporto tributario" (cfr Cassazione, sentenza 15108/2003).

Ma allorché la corresponsione dell'Iva versata a monte esuli da un vero e proprio rapporto tributario, ne consegue che il termine per la presentazione della richiesta del rimborso scade dopo due anni dal pagamento ovvero, se posteriore, dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione (cfr Cassazione, sentenza 8937/2007).

E ciò pur trovando fondamento - sostiene la Corte - nel contrasto di detta imposta con gli abrogati articoli 2, paragrafo 1, e 9, paragrafo 1, della direttiva n. 77/388/Cee del Consiglio del 17 maggio 1977 (il testo della seconda disposizione risultante dopo le modifiche apportate dall'articolo 1, n. 2), direttiva 7 ottobre 2003, n. 92, considera luogo di una prestazione di servizi il luogo in cui il prestatore ha fissato la sede della propria attività economica o ha costituito un centro di attività stabile, a partire dal quale la prestazione stessa viene resa o, in mancanza di tale sede o di tale centro di attività stabile, il luogo del suo domicilio o della sua residenza abituale).

La descritta disciplina, secondo una consolidata giurisprudenza della Corte di giustizia (sentenze 9 novembre 1989, C - 386/87; 17 luglio 1997, C - 90/1994; 2 dicembre 1997, C-188/95; 15 settembre 1998, C-231/96), non contrasta con il diritto comunitario, che comunque non ostacola la sottoposizione del diritto al rimborso di tributi pagati in violazione delle norme comunitarie a un regime più restrittivo di quello normalmente stabilito per l'indebito di diritto comune, a condizione però che i termini siano ragionevoli, e cioè che l'esercizio del diritto stesso non sia reso impossibile o eccessivamente difficile e che non siano stabilite modalità più gravose di quelle previste per l'indebito derivante da violazioni del diritto nazionale.

La Cassazione ha già precedentemente ritenuto al riguardo che il principio affermato dalla Corte di giustizia costituisce il momento culminante di un orientamento progressivamente maturato nella sua giurisprudenza, che ha riconosciuto compatibile col diritto comunitario l'esistenza di termini per la ripetizione di tributi, riscossi in base a norme confliggenti con tale diritto, diversi e più brevi di quelli stabiliti in via generale per la ripetizione d'indebito (cfr Cassazione, sentenza 692/1999).

E' da rilevare, inoltre, che nella sentenza 30499/2008 viene riaffermato il principio secondo cui, al fine di evitare la decadenza, é sufficiente che la spedizione o la richiesta di notificazione dell'istanza di rimborso siano avvenute entro il detto termine biennale, non occorrendo anche il suo pervenimento all'Amministrazione destinataria (cfr Cassazione, sentenza 526/2007).

Ulteriori osservazioni

Specificando, innanzitutto, che il rimborso Iva ordinario - conseguibile nel termine di prescrizione decennale - è quello regolato nel diritto interno dall'articolo 38-bis del Dpr 633/1972 (mentre gli articoli 38-ter e 38-quater disciplinano, rispettivamente, le restituzioni dell'imposta indebitamente versata da soggetti residenti in ambito Ue, privi di stabile organizzazione in Italia o di rappresentante nominato ai sensi dell'articolo 17, e da soggetti residenti fuori dalla Ce), si precisa che la richiamata sentenza 526/2007 rimanda alla questione del "Centro di attività stabile" sorta in seno a una vertenza relativa al riaddebito dei costi dei servizi forniti alla sede secondaria dalla società non residente. Sulla questione, la Corte di giustizia, con la sentenza 23 marzo 2006, C/210-04, ha stabilito che le prestazioni di servizi eseguite da una società a favore di una propria struttura secondaria priva di personalità giuridica, quale una filiale, anche se situata in altro Paese membro dell'Unione europea, non può ritenersi soggetta a Iva anche se alla struttura secondaria viene addebitato un costo dalla casa madre.

Successivamente, della legittimazione a proporre istanza di rimborso dell'imposta tra casa madre e filiale italiana, si è occupata la sentenza 6310/2008 della Suprema corte, ove viene stabilito il principio per cui, in caso di prestazioni di servizi da parte di una filiale con sede in Italia alla casa madre residente in uno Stato membro, la legittimazione alla richiesta del rimborso delle somme indebitamente versate a titolo di Iva compete soltanto al prestatore dei servizi, in quanto la società capogruppo può esercitare mera azione civilistica di ripetizione dell'indebito nei confronti dello stesso.

L'Amministrazione finanziaria, con risoluzioni nn. 330470/1981 e 331300/1983, aveva sostenuto che la sede secondaria in Italia di una società estera assume, ai fini fiscali, la veste di "esecutrice di servizi" (nei confronti della casa madre), dotata di autonoma soggettività d'imposta (articolo 7, Dpr 633/1972) e che le provviste di mezzi finanziari a favore della sede secondaria assumono, per quest'ultima, natura di corrispettivi delle prestazioni di servizi rese dalla sede secondaria alla casa madre, a fronte dei quali vige l'obbligo di emettere regolare fattura, da assoggettare a Iva.

Al riguardo, con la sentenza causa C-210/04/2006, la Corte di giustizia ha ritenuto la prassi amministrativa italiana "incompatibile" con la sesta direttiva comunitaria per cui, al fine dell'adeguamento a detta pronuncia, l'agenzia delle Entrate ha chiarito, con risoluzione 81/2006, che le prestazioni di servizi intercorrenti tra casa madre estera e stabile organizzazione italiana, ovvero tra casa madre italiana e stabile organizzazione estera, sono fuori campo di applicazione dell'Iva e che tale principio é valido anche nei rapporti con Paesi non appartenenti all'Unione europea.


Fonte: Agenzia Entrate

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Registrazione su web dei contratti di affitto.

Con i neonati prodotti Locazioni web e Pagamenti Registro web niente più installazione sul proprio computer del software dedicato alle locazioni online. E’ sufficiente accedere dal menù Strumenti del sito dell’Agenzia alla sezione Contratti di locazione e compilare lo schema contrattuale con i dati del conduttore, del locatore, dell’immobile e del canone di locazione. Basterà poi un clik sul pulsante che calcola l’imposta dovuta e l’inserimento del numero di conto sul quale verrà effettuato il prelievo. Stesso iter per l’applicazione Pagamenti Registro web, con la quale si potrà versare l’imposta di Registro dei contratti di locazione per le annualità successive alla prima o per le proroghe, risoluzioni e cessioni delle locazioni esistenti.

Come di consueto, nella sezione Ricevute del sito web dei servizi telematici l’utente trova le attestazioni delle operazioni effettuate.

 

Il servizio è da oggi disponibile per i contribuenti registrati a Fisconline e dal 9 febbraio sarà operativo anche per gli utenti Entratel. Continua, con l’ingresso nel web dei nuovi prodotti, il processo di semplificazione, perseguito dal direttore dell’Agenzia, orientato al potenziamento degli strumenti tecnologici a servizio del cittadino.

 

Fino ad oggi, usando il software tradizionale, che rimane comunque disponibile sul sito web dell’Agenzia, o pacchetti di mercato, sono stati oltre 1,47 milioni i contratti registrati telematicamente e circa 4 milioni i pagamenti eseguiti; i contratti registrati telematicamente nel 2008 sono stati circa 174 mila, mentre i pagamenti ammontano a 1,175 milioni.

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Deducibilità delle donazioni anche se il beneficiario risiede all'estero.

In particolare è stato chiesto ai giudici comunitari di valutare se lo Stato membro di residenza del donatore possa, senza violare il principio della libera circolazione dei capitali sancito dagli articoli 56 e 58 del Trattato, subordinare la deducibilità dell'erogazione liberale alla circostanza che l'ente beneficiario è situato sul territorio nazionale. La questione sottoposta all'esame della Corte di Giustizia dell'Ue riguarda la controversia insorta con l'Amministrazione fiscale tedesca in ordine alla deducibilità delle erogazioni liberali fatte da un soggetto residente in favore di un'associazione avente fini assistenziali e localizzata in altro Stato membro. Si rammenta che gli articoli menzionati, pur vietando ai Paesi membri di introdurre restrizioni ai movimenti di capitali transfrontalieri, consentono, tuttavia, agli stessi di adottare le misure necessarie a tutela degli interessi erariali, a condizione, però, che tali misure non rappresentino un mezzo di discriminazione arbitraria o una restrizione dissimulata al libero movimento dei capitali e dei pagamenti di cui all'articolo 56 CE.

I termini della controversia

La controversia in esame verte sul rifiuto opposto dall'Amministrazione fiscale tedesca alla deducibilità da parte di un contribuente tedesco, il signor Persche, di una erogazione liberale in favore di un centro di assistenza situato in Portogallo. In particolare, l'erario tedesco ritiene non spettante la deduzione operata in quanto: a) il beneficiario della stessa non risiede in Germania; b) il signor Persche non ha prodotto, contravvenendo a quanto disposto dalla legislazione in materia, l'apposita certificazione attestante lo status di "ente assistenziale preposto allo svolgimento di scopi di interesse generale, filantropici o di culto" dell'organismo beneficiario della donazione.

Movimenti di capitale, donazioni e legati

Investita della questione la Corte ha inteso sgombrare il campo dagli equivoci relativi alla nozione di movimento di capitali: essa ha, difatti, precisato che se è vero che tale nozione fa riferimento ad "operazioni finanziarie che riguardano essenzialmente la collocazione o l'investimento dell'importo di cui trattasi", è pur vero altresì che tale definizione non esaurisce la nozione di "movimento di capitali ai sensi dell'articolo 56 CE", dovendo ricomprendersi in essa anche i movimenti di capitale a carattere personale, quali le donazioni ed i legati.

L'analisi della questione nel merito

Fatta tale doverosa precisazione, i giudici comunitari passano ad esaminare il merito della questione e, cioè, se le disposizioni del Trattato relative alla libera circolazione dei capitali si conciliano con la normativa di uno Stato membro (Germania) che riserva la possibilità di deduzione fiscale alle donazioni effettuate a favore di enti riconosciuti di interesse generale stabiliti nel territorio nazionale atteso che l'effettività dei controlli fiscali è obiettivamente perseguibile soltanto nei confronti dei soggetti residenti nello Stato. A tale proposito la Corte rammenta che, secondo una giurisprudenza costante, la necessità di garantire l'efficacia dei controlli fiscali può costituire un motivo imperativo d'interesse generale idoneo a giustificare una restrizione all'esercizio delle libertà di circolazione garantite dal Trattato. Tuttavia, affinché una misura restrittiva sia giustificata, essa deve rispettare il principio di proporzionalità, nel senso che deve mostrarsi idonea a garantire la realizzazione dell'obiettivo che essa persegue senza eccedere quanto è necessario per conseguirlo. Con riferimento al caso di specie, e, cioè, la pretesa difficoltà invocata dal governo tedesco di condurre degli accertamenti al di fuori del territorio nazionale, i giudici, rifacendosi alla sentenza Walter Stauffer, rilevano che "la circostanza che tali accertamenti siano resi più difficili in caso di fondazioni con sede in altri Stati membri costituisce un semplice inconveniente amministrativo che non è sufficiente a giustificare un rifiuto da parte delle autorità dello Stato di cui trattasi di concedere alle dette fondazioni le esenzioni fiscali concesse ad enti analoghi con sede nello Stato". Difatti, se è vero, come sostiene il governo tedesco, che risulta più difficile ottenere la collaborazione di un ente stabilito in un altro Stato membro qualora lo stesso non sia neppure parzialmente assoggettato a imposta nello Stato in cui è richiesto il vantaggio fiscale di cui trattasi, il rifiuto assoluto di concedere al donatore la possibilità di fornire gli elementi di prova relativi al carattere socio-assistenziale dell'ente beneficiario, appare sproporzionato rispetto all'obiettivo che la misura fiscale tedesca intende perseguire. Né, tantomeno, la posizione del governo tedesco può essere giustificata dalla presunta inadeguatezza del meccanismo della reciproca assistenza, istituito dalla direttiva 77/799, al punto da legittimare, in circostanze come quelle di specie, il rifiuto sistematico di concedere la deduzione fiscale di una donazione offerta ad un ente stabilito in un altro Stato membro.

I precedenti di giurisprudenza

I giudici, difatti, ricordano che in passato la Corte affermò che uno Stato membro non può invocare, per giustificare il rifiuto di un vantaggio fiscale, l'impossibilità di sollecitare la collaborazione di un altro Stato membro per effettuare ricerche o raccogliere informazioni reputate necessarie per la corretta determinazione dell'imposta.  Da quanto detto ne consegue, a parere della Corte, che nella fattispecie in esame occorre contemperare, da un lato, la piena attuazione del principio della libera circolazione dei capitali con gli obiettivi limiti della reciproca assistenza tra le amministrazioni fiscali degli Stati membri prevista dalla direttiva 77/799. Ciò comporta che le autorità fiscali dello Stato di residenza del donatore sono comunque legittimate a pretendere che il donatore dimostri il carattere assistenziale dell'ente beneficiario della donazione. Esse, tuttavia, non potranno rifiutare la deduzione senza aver prima tenuto conto delle difficoltà cui quest'ultimo è andato incontro per procurarsi le prove richieste e senza aver esaminato, in considerazione di tali difficoltà, le possibilità reali di ottenere tali prove con l'assistenza delle autorità competenti di un altro Stato membro nell'ambito del meccanismo previsto dalla direttiva 77/799. Spetterà, quindi, al giudice nazionale accertare se il rifiuto di concedere la deduzione fiscale richiesta, senza avvalersi della collaborazione tra le amministrazioni nazionali stabilita dalla direttiva 77/799, si fondi su una valutazione seria dei fatti.


Fonte: Agenzia Entrate

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Immatricolazione senza F24.

Per l'immatricolazione di motorhome, autocaravan e caravan, fabbricati nel territorio nazionale, mediante utilizzo di telai di provenienza comunitaria, non occorre effettuare il versamento dell'Iva relativa al prezzo di cessione mediante modello "F24 Iva auto UE".

È questo, in sintesi, il principio affermato nella risoluzione n. 19/E del 27 gennaio, con la quale l'agenzia delle Entrate ha chiarito ulteriormente l'ambito di applicabilità della procedura che condiziona l'immatricolazione o la voltura di autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi, nuovi e usati, per i quali si siano verificate le condizioni di acquisto intracomunitario, alla contestuale presentazione di copia del modello F24 (articolo 1, comma 9, Dl 262/2006 - procedura del cd. F24 Iva auto Ue). Dal modello devono risultare, in relazione a ciascun veicolo, il numero di telaio e l'ammontare dell'Iva assolta dal cedente in occasione della prima cessione nel territorio dello Stato.

La normativa di riferimento

Il Dl richiamato (convertito, con modificazioni, nella legge 286/2006) ha introdotto alcune misure di contrasto alle frodi nel settore del commercio dei mezzi di trasporto, acquistati da paesi comunitari e rivenduti in Italia (articolo 1, commi 9, 10 e 11).

In particolare, il comma 9 prevede che "Ai fini dell'immatricolazione o della successiva voltura di autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi, anche nuovi, oggetto di acquisto intracomunitario a titolo oneroso, la relativa richiesta è corredata di copia del modello F24 (...) recante, per ciascun mezzo di trasporto, il numero di telaio e l'ammontare dell'Iva assolta in occasione della prima cessione interna".

Con i provvedimenti del direttore dell'agenzia delle Entrate del 25 ottobre 2007 è stata data attuazione - a decorrere dal 3 dicembre 2007 - alle disposizioni introdotte dal comma richiamato.

In proposito, con la circolare 52/2008, l'Agenzia ha chiarito che, sotto il profilo soggettivo, la procedura in argomento è applicabile ai rivenditori abituali (soggetti passivi Iva) che effettuano acquisti intracomunitari di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi al fine di rivenderli in Italia.

La risposta al quesito

Con la risoluzione, l'Agenzia risponde al quesito posto da una società che svolge l'attività di fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi, eccetera (codice attività 34200).

In particolare, la società chiedeva di sapere se, ai fini dell'immatricolazione di motorhome, autocaravan e caravan fabbricati nel territorio nazionale mediante utilizzo di telai, oggetto di acquisto intracomunitario, tornava applicabile la procedura dell'"F24 Iva Auto Ue".

Secondo i tecnici dell'Agenzia, nella fattispecie prospettata la procedura non va applicata.

La società, infatti, effettua acquisti intracomunitari di telai, che costituiscono una semplice componente tecnica del mezzo di trasporto che viene fabbricato interamente nel territorio italiano. Considerato che il telaio non è, di per sé, un mezzo di trasporto classificabile - secondo le disposizioni del codice della strada - tra gli autoveicoli, motoveicoli e loro rimorchi, non si realizza il presupposto per l'applicazione della procedura dell'"F24 Iva Auto Ue", rappresentato dall'acquisto intracomunitario di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi.

L'istante, pertanto, non sarà tenuta, ai fini dell'immatricolazione dei mezzi di trasporto realizzati, a effettuare il versamento dell'imposta relativa alla prima cessione interna degli stessi.

L'Agenzia precisa, tuttavia, che la procedura prevista dal comma 9 è applicabile, invece, nell'ipotesi in cui oggetto di acquisto intracomunitario sia un vero e proprio mezzo di trasporto, già completo e idoneo alla circolazione. In tal caso, infatti, l'attività di allestimento assumerebbe carattere marginale e, per l'immatricolazione, sarebbe necessario assolvere l'Iva relativa alla prima cessione interna mediante il modello "F24 Iva auto UE".


Fonte: Agenzia Entrate

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Trattamento fiscale della produzione di energia con impianto fotovoltaico.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito il diverso trattamento fiscale - a seconda che si tratti di persona fisica, società o lavoratore autonomo - da applicare allo specifico contributo corrisposto dal gestore di rete elettrica al titolare di un impianto fotovoltaico, in virtù del cosiddetto "servizio di scambio sul posto".

(risoluzione n. 13/e del 20 gennaio 2009 )

Fonte: Min.Finanze

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IVA. Modifica della Direttiva 2006/112/Ce.

È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea la Direttiva n. 2008/117/Ce, che modifica la Direttiva 2006/112/Ce relativa al sistema comune d'Imposta sul valore aggiunto, in particolare per il sistema di scambio delle informazioni sulle cessioni di beni all'interno della Comunità.

(direttiva 2008/117/ce (guue l 14 del 20 gennaio 2009) )

Fonte: Min.Finanze

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Credito d'imposta per l'incremento dell'occupazione nelle aree svantaggiate.

Possono fruire del credito d’imposta per l’incremento dell’occupazione i datori di lavoro che assumono con contratto a tempo indeterminato lavoratori già impiegati con contratto a progetto ormai scaduto. Non spetta invece alcuna agevolazione nei casi di conversione a tempo indeterminato dei contratti di inserimento in corso di esecuzione.

(risoluzione n. 14/e del 20 gennaio 2009 )

Fonte: Min.Finanze

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Bonus dipendenti condizionato.

Il Direttore dell'Agenzia delle Entrate ha sottoscritto, in data 26 Gennaio 2008, un provvedimento, mediante il quale è stato approvato il modello di comunicazione riguardante il credito d'imposta per le nuove assunzioni nelle aree svantaggiate. La mancata presentazione della comunicazione comporterà la decadenza dal diritto al credito d'imposta.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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La "white list " rinvia al 2010.

In data 26 Gennaio 2008, l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare numero 1/E, la quale di occupa del tema della deducibilità delle spese nei paradisi fiscali. L'Agenzia ha chiarito che, fino a quanto non verrà emanato il Dm di attuazione dell'articolo 168-bis del Tuir, vale a dire la "white list", dovranno essere applicate le disposizioni contenute nel Dm 23 Gennaio 2002 ("black list"). Dato che le nuove regole saranno applicabili a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello di approvazione del decreto, l'operatività della nuova disciplina non potrà essere avviata nel corso del 2009.

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lunedì 26 gennaio 2009

Cessione quote sociali.

La stipula del contratto con il quale vengono trasferite quote di una società dietro pagamento di un prezzo costituisce da sola il presupposto, prescritto dalla legge 102/1991, articolo 3, per assoggettare la plusvalenza a imposta sostitutiva, a nulla rilevando l'eventuale mancato pagamento del corrispettivo pattuito.

A tali conclusioni è pervenuta la Corte di cassazione con la sentenza 29745/2008.

La controversia

Due contribuenti impugnavano innanzi alla Ctp il silenzio rifiuto opposto dall'Amministrazione finanziaria alla loro istanza di rimborso, relativa a quanto versato pro-quota a titolo d'imposta sostitutiva sulle plusvalenze, dovuta a seguito dell'atto di cessione delle quote di una Srl di cui gli stessi erano proprietari.

I contribuenti, in particolare, fondavano l'impugnativa sulla circostanza che con una successiva pattuizione avevano annullato con efficacia retroattiva la precedente cessione delle quote, per cui nulla era dovuto all'Erario, non essendosi verificato il presupposto impositivo, in quanto nessuna plusvalenza era stata realizzata. La Ctp accoglieva il ricorso.

La Commissione tributaria regionale rigettava il successivo appello proposto dall'ufficio, ritenendo che nella specie non si era verificata alcuna plusvalenza in quanto non era stato pagato il corrispettivo originariamente pattuito.

L'Amministrazione finanziaria proponeva ricorso in Cassazione, deducendo sia la violazione e/o falsa applicazione degli articoli 81 e 82 del Tuir (ora 67 e 68), che in materia di redditi diversi regolamentano il trattamento tributario delle plusvalenze relative a cessioni di partecipazioni sociali, sia la natura consensuale dell'originario negozio di cessione delle quote sociali.

La sentenza

La Suprema corte ha accolto il ricorso con argomentazioni che rinvengono la loro fonte nella qualificazione giuridica dell'atto traslativo di proprietà delle partecipazioni sociali.

Secondo i giudici, infatti, il contratto con il quale vengono trasferite quote di una società dietro pagamento di un prezzo rientra nella nozione di compravendita, cioè di un tipico contratto consensuale, per il cui perfezionamento è sufficiente l'accordo delle parti, non essendo necessario il pagamento del prezzo pattuito o il trasferimento della res.

La caratteristica principale dei contratti consensuali, nel cui genus è ascrivibile la compravendita, risiede, infatti, nella circostanza che il loro perfezionamento si determina, come detto, per effetto del raggiungimento dell'accordo delle parti, a differenza dei contratti reali (quali, ad esempio, il mutuo o il comodato) che richiedono, oltre che il consenso delle parti, anche la consegna del bene.

L'applicabilità delle norme sulla compravendita alla cessione delle quote (o delle azioni) di una società di capitali è stata riconosciuta, peraltro, in più di un'occasione dalla giurisprudenza, in relazione a ipotesi in cui venivano in considerazione non le caratteristiche della quota o delle azioni della società, ma la consistenza e le qualità dei beni sociali (Cassazione, sentenze 2843/1996, 12921/1991, 4382/1979, 2748/1952).

Tale orientamento muove dalla considerazione che "le azioni (e le quote della società) costituiscono beni "di secondo grado", essendo rappresentativi di diritti su beni che, pur essendo ricompresi nel patrimonio della società, sono, in una certa misura,oggetto di "appartenenza" da parte dei singoli soci" (cfr Cassazione, sentenza 3370/2004).

La riconduzione della cessione delle quote sociali a titolo oneroso nell'alveo della compravendita determina come immediata conseguenza, secondo i giudici di legittimità, che la sola stipula del contratto in questione rappresenta il presupposto impositivo prescritto dall'articolo 3 della legge 102/1991, non assumendo rilevanza alcuna l'eventuale mancato pagamento del corrispettivo pattuito o la successiva risoluzione dello stesso contratto per mutuo dissenso.

Secondo la Suprema corte, infatti, il successivo accordo delle parti che prevede lo scioglimento del contratto regolante la cessione di quote sociali, anche se fatto con efficacia retroattiva (per cui il medesimo si considera come se non fosse mai stato concluso), non può avere alcuna rilevanza, ai sensi dell'articolo 1372, comma 2, del Codice civile, nei confronti dei terzi e, a maggior ragione, nei confronti dell'Erario.


Fonte: Agenzia Entrate

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Modello 2009 per consolidato nazionale e mondiale.

I soggetti ammessi alla tassazione di gruppo di imprese controllate residenti e quelli ammessi alla determinazione dell'unica base imponibile per il gruppo di imprese non residenti trovano il modello per la dichiarazione relativa al periodo d'imposta 2008.

È da oggi disponibile sul sito internet dell'agenzia delle Entrate la bozza, con le relative istruzioni, di Consolidato Nazionale e Mondiale 2009.

Da segnalare, tra le novità più significative:

 

-       la scomparsa, a seguito delle modifiche apportate all'articolo 122 del Tuir dalla Finanziaria 2008, delle rettifiche di consolidamento relative alla quota imponibile dei dividendi distribuiti dalle società controllate (articolo 117, comma 1, del Tuir), alla rideterminazione del pro-rata patrimoniale (articolo 97) e ai trasferimenti dei beni in regime di neutralità (articolo 123)

-       le rettifiche di consolidamento riguardanti la nuove regole di gestione degli interessi passivi non dedotti dai singoli partecipanti al consolidato (articolo 96, commi 5-bis, 7 e 8)

-       la previsione nel quadro CN (determinazione dell'imposta) di due specifici righi riservati ai soggetti che al 1° dicembre 2008 avevano già provveduto per intero al pagamento dell'acconto, senza beneficiare dello "sconto" di tre punti percentuali stabilita dal decreto "anticrisi" (Dl n. 185/2008, articolo 10, comma 1). Nel rigo CN18 va indicato l'importo versato in eccedenza, mentre in CN19 quanto di tale importo è stato utilizzato in compensazione con modello F24

-       la riduzione dell'aliquota Ires dal 33 al 27,5 per cento.

Fonte: Agenzia Entrate

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Paesi black list e modifiche apportate dalla Finanziaria 2008.

La prima parte della circolare n. 1/E del 26 gennaio fornisce alcune precisazioni in merito alla disciplina sulla indeducibilità delle "spese e degli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse tra imprese residenti ed imprese domiciliate fiscalmente in Stati o territori non appartenenti all'Unione europea aventi regimi fiscali privilegiati" (comma 10, articolo 110 del Tuir) alla luce delle novità introdotte dalla Finanziaria 2008.

Nello specifico, l'articolo 1, comma 83, lettera h), numero 1), della legge 244/2007, prevede l'indeducibilità dei costi per le operazioni realizzate con imprese che non fanno parte della white list, un elenco di stati che saranno individuati con decreto ministeriale, ai sensi dell'articolo 168-bis del Tuir. La deduzione sarà ammessa nel caso di imprese residenti o localizzate in Stati dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo inclusi nella nuova lista.

La nuova disciplina può essere disapplicata se il residente, nel corso del procedimento di accertamento, prova che le imprese estere con le quali instaura dei rapporti, svolgono un'attività commerciale oppure che le operazioni poste in essere rispondono a un effettivo interesse economico (comma 11 dell'articolo 110). A tal proposito, l'Agenzia ricorda, per quanto riguarda il primo caso, la circolare che ha chiarito la portata delle prove documentali (circolare 29/2003) e, in relazione al secondo caso, la risoluzione 46/2004: quando si instaurano rapporti con fornitori residenti in un paese a fiscalità privilegiata, bisogna acquisire e conservare tutti i documenti utili per poter dimostrare l'effettivo interesse economico.

Ai fini della disapplicazione della disciplina, il documento di prassi ricorda che l'articolo 21 della legge 413/1991 dà la possibilità al contribuente di chiedere all'Amministrazione finanziaria, tramite interpello, un parere in merito alla "natura ed al relativo trattamento tributario dell'operazione", parere che dovrà necessariamente tener conto dei presupposti richiesti dalla norma (attività commerciale o effettivo interesse economico). In questo caso, qualora cioè il contribuente si sia rivolto all'Amministrazione, le prove di cui al comma 11 dell'articolo 110 del Tuir, non dovranno essere fornite.

Per facilitare coloro che sono interessati alla disapplicazione della nuova disciplina, è stata prevista, dalla risoluzione 127/2003, la possibilità di individuare specifici settori o operazioni commerciali che, per le loro caratteristiche, soddisfano il requisito dell'inerenza sancito dal Tuir, anche se - precisa la circolare - il contribuente non è esonerato dall'obbligo di provare, in sede di accertamento, la sussistenza dei presupposti richiesti dal comma 11 dell'articolo 110 del Tuir. E' solo l'istanza di interpello ai sensi dell'articolo 21 della legge 413/1991, infatti, che esonera il contribuente da tale onere.

L'ultima parte del documento di prassi tratta l'indeducibilità dei costi per prestazioni di servizi di professionisti residenti nei paesi a fiscalità privilegiata, cioè nei futuri paesi della white list dopo che verrà approvato il nuovo decreto previsto dal 168-bis.

Anche in questo caso, vale la regola che non sono ammesse in deduzione le spese e gli altri componenti negativi derivanti dalle prestazioni di servizi (comma 12-bis dell'articolo 110 del Tuir) Tali spese, viene precisato, possono concorrere alla formazione del reddito delle imprese residenti purché queste forniscano all'Agenzia le prove indicate nel comma 11 dell'articolo 110 (cioè che svolgano "un'attività commerciale effettiva" o che le operazioni abbiano un "effettivo interesse economico").

La circolare 1/2007 conferisce un'ampia accezione ai "professionisti", facendo rientrare nella categoria tutti coloro che svolgono l'esercizio di arti e professioni, e, al contempo, chiarisce che con il termine "domiciliati" deve intendersi non solo coloro che sono fiscalmente residenti, ma anche i professionisti che ad esempio dispongono in loco di una base fissa da cui forniscono i propri servizi.

Infine, con la circolare 47/2008, sono state fornite le indicazioni sulla disapplicazione della disciplina sulla indeducibilità dei costi (comma 11 dell'articolo 110 del Tuir) in relazione ai professionisti. La prima esimente, la prova cioè che si svolge "un'attività commerciale effettiva", può essere fornita provando, ad esempio, che l'esercizio ha una base fissa nel paese a fiscalità privilegiata. Per "l'effettivo interesse economico" bisognerà dimostrare la motivazione economica in base alla quale si è scelto di avvalersi di un professionista domiciliato nel paradiso fiscale, come, per esempio, la peculiarità della prestazione effettuata.


Fonte: Agenzia Entrate

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Bonus assunzioni.

Semaforo verde, dalle ore 10 del 2 febbraio, all'invio della comunicazione dei dati necessari alla verifica annuale del mantenimento del livello occupazionale.

È di oggi il provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate che approva lo specifico modello C/IAL.

Sono tenuti all'adempimento, a pena di decadenza dal beneficio a partire dall'anno in cui la comunicazione deve essere presentata, i datori di lavoro che hanno ottenuto l'accoglimento dell'istanza di attribuzione del bonus per nuove assunzioni nelle aree svantaggiate (legge n. 244/2007, articolo 2, commi da 539 a 547), trasmessa tramite il modello IAL.

La comunicazione potrà essere presentata, esclusivamente in via telematica, fino al 31 marzo, direttamente o tramite intermediari abilitati. Andrà utilizzato il prodotto "COMUNICAZIONE IAL", disponibile sul sito internet dell'Agenzia a partire dal 29 gennaio.

La verifica

La verifica annuale consiste nel raffronto tra la media dei lavoratori dipendenti, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, complessivamente in forza al datore di lavoro in ciascun anno per il quale è riconosciuto il credito d'imposta e la media dei lavoratori dipendenti complessivamente occupati nell'anno 2007. Se il numero dei lavoratori mediamente occupati nell'anno "verificato" è pari o inferiore alla media dei lavoratori occupati nel 2007, il beneficiario decade dall'agevolazione a partire dall'anno successivo.

I dati da riportare

Nei due righi del quadro A devono essere indicati, rispettivamente, il numero complessivo dei lavoratori occupati nell'anno precedente a quello di invio della comunicazione e il numero complessivo dei lavoratori occupati nel 2007.

Con la compilazione del quadro B, invece, il beneficiario rinuncia al credito d'imposta risultante dalla differenza tra l'importo concesso e quello indicato nel quadro stesso. Questo, quindi, deve essere compilato solo se l'ammontare del bonus spettante (per tutti o alcuni degli anni 2008, 2009 e 2010) è inferiore a quello concesso, risultante dalla comunicazione di accoglimento dell'istanza. La circostanza si verifica o per errori materiali commessi nella compilazione dell'istanza (è stato indicato un importo superiore a quello spettante) o per mancata conservazione per almeno tre anni (due in caso di piccole e medie imprese) di alcuni dei posti di lavoro creati (l'eventualità determina decadenza dall'agevolazione con effetto retroattivo dalla data di rilevazione dell'incremento occupazionale).


Fonte: Agenzia Entrate

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Libri sociali e scritture contabile su supporto informatico.

L'articolo 16 del Decreto anticrisi (testo approvato dalla Camera) introduce nel Codice civile l'articolo 2215-bis, relativo alla tenuta informatica delle scritture contabili delle imprese; questa nuova disposizione legislativa permette di tenere libri, repertori e tutta la documentazione obbligatoria, su supporto informatico.

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L'estensione delle indagini bancarie ai soci.

In tema di indagini finanziarie, la Corte di Cassazione ha avuto modo di affermare, negli ultimi anni, che al fine di legittimare l'estensione delle indagini bancarie ai terzi, debba essere provata la "sostanziale imputabilità al contribuente delle posizioni creditorie e debitorie annotate sui conti". Inoltre, la Cassazione ha affermato la possibilità di estendere l'utilizzo dei dati bancari ai soci di società di capitali a ristretta base familiare.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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domenica 25 gennaio 2009

Quesito: bozza contratto servizi pubblicitari.

Potrebbe gentilmente fornirmi una bozza per un contratto di servizi di tipopubblicitario?

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Quesito: compromesso per acquisto abitazione in costruzione.

il 14 luglio 2008 ho venduto casa, specifico primacasa e con residenza! vorrei sapere se entro lo scadere dell'anno dovessi fareun compromesso per l'acquisto di una casa in costruzione , sarei sempresoggetto al pagamento della penale oppure ne sarei esente? spero una suarisposta. rinngraziando le porgo i mie saluti

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Quesito: info apertura ditta individuale.

sarebbe così gentile da illustrarmi tutte le eventuali spese per l'apertura e il mantenimento di una ditta individuale che si occupa di Marketing e Pubblicità (con un minimo di fatturato annuo)?

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Quesito: immobile all'estero.

Se si possiede un immobile negli stati uniti ed è locato, quindi fornisce un reddito mensile a proprietario con doppia cittadinanza (italiana e statunitense) residente in Italia, occorre dichiarare al fisco italiano nel 730 tali importi anche se già dichiarati e tassati negli stati uniti?E se l’immobile si vendesse, occorre dichiarare in italia il corrispettivo della vendita?

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Quesito: tempi rimborso IRPEF.

i 48 mesi per la richiesta di rimborso dell'irpef pagata in più sull'incentivo all'esodo, come previsto dalla CGE, decorrono dalla data di pagamento dell'incentivo, dall'anno successivo quando tale somma è stata inserita nel CUD o dalla data della sentenza della CGE che ha sancito il diritto?

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Quesito: sanzioni lavoro nero.

sto lavorando presso un autosalone da agosto 2008, e, dopo varie richieste, non mi hanno ancora fatto il contratto di assunzione. Essendo un esercizio commerciale ritengo che sia facilmente sottoposto a controlli da parte della GdF. Ho cercato di documentarmi sulle sanzioni alle quali vanno incontro i datori di lavoro in caso di lavoro nero accertato; ma vorrei sapere se esistono anche delle sanzioni a carico del lavoratore.

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Quesito: contratto di locazione 4+4 con piu conduttori.

sono uno studente universitario a bologna e vorrei porvi dei quesiti a cui non sono riuscito dare risposta. A giugno 2009 scadrà il contratto di locazione 4+4 ad uso abitativo che fu stipulato 8 anni fa da me e altre 4 persone. In questo contratto però le parti sono due: cioè un locatore (il nostro proprietario) e un conduttore(nel quale siamo menzionati tutti insieme anche ai nostri genitori).Ora le domande che vorrei porre alla vostra attenzione sono due:1) Tale contratto si rinnova in automatico per altri 4 o 8 anni ? Oppure c'è bisogno di un consenso da entambe le parti del contratto? 2) Una sola persona fisica in qualità di conduttore può chiedere la disdetta della sua parte di contratto? Se ciò avviene la sua quota contrattuale grava sulle altre parti che sono ach'esse conduttori?

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Quesito: intestazione abitazione civile.

Vorrei chiedere quanto verrebbe intestare una casa di circa 160mq compreso mansarda, la casa è intestata a mia moglie.

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Quesito: Dipendenti in srl.

Vorrei gentilmente sapere se una societa' srl deve avere un numero minimo di dipendenti? La ns. societa' e' costituita da 4 soci non dipendenti. Intendiamo avvalersi di personale esterno per le attivita'. Dobbiamo comunque assumere almeno un dipendente per poter iniziare a lavorare?

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Quesito: Iscrizione AIRE e Plusvalenza su Immobile venduto in Italia.

sono un cittadino Italiano iscritto all'AIRE dal marzo 2008 e lavoro in Francia dove vivo in un paartamento in affitto. Sono proprietario di un immobile in Italia da 8 anni, che presto dovro' vendere. Essendo trascorsi piu' di 5 anni non dovrei essere soggetto alla tassazione per il plusvalore in Italia, ma rischio di dover pagare qualcosa in Francia?

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Quesito: Assegni Familiari - ANF.

sono un dipendente a T.I. da giugno 2008 mentre prima ero un libero prof.con partita IVA.
Ad ottobre 2008 sono diventato papà e vorrei sapere come mi devo muovere per fare richiestadi Assegni Familiari vs la mia azienda.
Che documentazione devo fornire (visto che se ho ben capito sarà l'azienda in quanto sostitutod'imposta a pagarmi gli assegni) e soprattutto quando posso presentare la domanda?
Mia moglie è anche lei lavoratrice dipendente a T.I. (attualmente in maternità). La domanda va fatta da uno solo dei 2 coniugi e quindi ne usufruisce solo uno dei due?

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Quesito: problemi bollo auto.

so di non aver pagato il bollo auto dal 2001 al 2008 " gravi motivi economici sopravvenuti a seguito separazione da mio marito " ora vorrei sapere come e "se possibile " pagare quanto dovuto rateizzando ovviamete l'importo . a chi dovrei rivolgermi per sanare questa siuazione , e quali possono essere le conseguenze visto che sono passati molti anni ? aggiungo che nel anno 2008 il veicolo in questione e stato rottamato .

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Quesito: informazioni x società snc.

buona sera,sono un amministratore di una società SNC con 3 soci,gradirei avere delle informazioni sulle detrazioni che la societa puo effettuare(automobile,scontrini ristorante e bar,assicurazioni ecc.)spese reali che i soci sui accollano.

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Quesito: chiarimenti bonus famiglia.

avrei bisogno di alcun chiarimenti in merito al bonus famiglia:
1) se il nucleo familiare è composto da 1 sola persona , il reddito inferiorea €. 15.000,00 riguarda solo pensionati o qualsiasi reddito da lavoro ?
2) se sono unico componente della famiglia, ma con residenza insieme aigenitori, ai fini del calcolo del reddito prendo in considerazione solo il mioo devo sommare quello delle altre persone conviventi ?

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Quesito: variazioni opzionali sulla tassazione del reddito.

lavoro presso un'azienda di call center con contratto commerciale, devocompilare la dichiarazione per il diritto alle detrazioni di imposta al quadro"c" mi trovo queste 3 opzioni:1. Chiedo che il reddito complessivo annuo da considerare per le detrazionifiscali sia superiore al reddito percepito per lavoro dipendente e/oassimilato, considerando quindi l'importo annuo di € ........2. Chiedo che la tassazione del proprio reddito sia effettuata con unaaliquota fiscale superiore rispetto al riproporzionamento in base agliscaglioni di reddito e precisamente applicando l'aliquota fissa del .....3. Che che il riproporzionamento mensile degli scaglioni di reddito dellealiquote IRPEF in base al numero delle mensilità previste dal contrattocollettivo e/o aziendale anzichè su 12 mensilità.Sono stata assunta il giorno 7/02/08

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Quesito: note di variazioni sconto pagamenti.

gradirei sapere se nelle note di credito da me emesse nei confronti di un cliente a cui voglio accreditare uno sconto sul pagamento di una serie di fatture, devo calcolare lo sconto sull'imponibile del totale delle fatture e poi far figurare questo numero come TOTALE della nota, o come IMPONIBILE???

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Quesito: anticipo TFR.

Sono una dipendente di un’azienda privata (contratto metalmeccanici) a Roma. Ho chiesto ora (gennaio 2009) l’anticipo sul tfr per acquisto prima casa e l’azienda me lo ha concesso ma il calcolo dell’erogazione mi ha detto ke verrà fatto solo fino a dicembre 2006. Volevo sapere se è la prassi oppure è un discorso ke fa la mia azienda arbitrariamente.. Premetto ke sono stata assunta a settembre 2000.

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Quesito: riscatto laurea pre ultima riforma.

Mi chiedono circa 23800 euro se in un'unica rata, altrimenti circa 25000 in 60 rate da 416 euro causa interesse 2,5% ( in questo momento non ho i numeri precisi a disposizione, ma penso non cambi il discorso). Sono nato il 16/11/1969 e lavoro dal 1998 (primo anno di contribuzione e ho fatto il militare).
Vorrei procedere con il riscatto, perchè mi pare che, con le leggi attuali, anticiperei di 3 anni il ritiro in pensione, oltre a migliorare la situazione contributiva.
Non conoscendo bene i conti dal punto di vista fiscale, volevo sapere se mi conviene pagare a rate, sfruttando la detraibilità (o deducibilità?) fiscale delle stesse, o pagare tutto subito risparmiando quasi 1500 euro di interessi.
Vi sarei grato se mi faceste anche un conto grossolano, tanto da capire che scelta operare, che la settimana prossima mi scade il termine del pagamento della prima rata

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Quesito: assegni familiari e modello UNICO.

Salve, nella compilazione della richiesta degli assegni familiari, nel quadro D nella colonna 1 "Reddito da lavoro dipendente e assimilati" quale valore del Modello Unico Persone Fisiche devo indicare (RC5 oppure RC5+RB11 oppure RN1 oppure RN6 o che cosa?) ???E nella colonna 2 "Altri redditi" quale valore del Modello Unico Persone Fisiche devo indicare????

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Quesito: aliquota incentivazione all'estero.

accettando un incentivazione all' esodo per dimettermi dalla mia azienda ed andare per due anni in mobilità , mi è stato detto che l' aliquota calcolata è del 23%. Tale somma se viene erogata nel 2009 , successivamente nel 2010 alla presentazione della denuncia dei redditi 2009 andrebbe inserita ? Inoltre se subisse ulteriore tassazione in che misura avverrebbe ?Un esempio numerico mi chiarirebbe ulteriormente .Ricevo a febbraio 2009 129870€ che tassati al 23% diventano 100000€ netti , a maggio 2010 nella denuncia dei redditi 2009 che succede a questa somma ?

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Quesito: Incentivi all'esodo - rimborso 50% irpef.

Sono un pensionato INPS dal 2004 e inoltro la presente per sottoporVI il mio caso con la speranza di una possibile soluzione per il recupero di una rilevante somma di Irpef ( 50% pari a circa 27.000 euro) trattenutami dal datore di lavoro sull'incentivazione all'esodo percepita nel 2003 quando avevo 52 anni.Sono al corrente che l'istanza di rimborso doveva essere inoltrata, a pena di decadenza, entro 48 mesi dalla percezione dell'incentivazione. Ritengo però ingiusto questo termine in quanto, nel caso specifico (che credo riguardi migliaia di ex lavoratori), viene generata una ulteriore discriminazione che si aggiunge a quella della parità di trattamento dei sessi. Infatti, considerato che la norma Italiana era in contrasto con quella Europea e che la Corte di Giustizia UE ha condannato l'Italia al risarcimento, sarebbe corretto dare la possibilità di richiedere il rimborso del 50% dell'Irpef pagata con inizio dei 48 mesi di prescrizione decorrenti dalla data della sentenza della Corte UE e non dalla data di versamento dell'Irpef.Debbo anche rilevare che nel corso dell'anno 2007 ho ricevuto una comunicazione dall'ADE riguardante il ricalcolo delle imposte IRPEF sui redditi soggetti a tassazione separata percepiti nell'anno 2003 (T.F.R. e altre indennità tra cui l'Incentivazione all'esodo) alla quale ho fatto seguito con un versamento, a conguaglio, con F24 in data 16/11/2007 di euro 536,67. Tutto ciò premesso chiedo gentilmente un Vs. parere circa la possibilità di inoltrare un' istanza di rimborso anche se decorsi i 48 mesi dalla percezione dell'incentivo all'esodo, tenendo in considerazione anche l'ultimo versamento eseguito in novembre 2007 come termine di conguaglio del'Irpef dal quale far decorrere i 48 mesi di prescrizione.

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Quesito: figlio a carico.

mi chiamo Luciano, sono un pensionato residente in una località differente da quella dove risiede mio figlio di 28 anni, laureato in giurisprudenza, il quale sta facendo apprendistato in uno studio legale senza nessuna retribuzione, quindi senza reddito.Dato che provvedo io al mantenimento di mio figlio, ho diritto al detrazione per figlio a carico?

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Quesito: tassazione acquisto box non pertinenziale.

Qual'e' la tassazione per l'acquisto di un box non pertinenziale ?
vorrei chiederVi un'informazione.
una persona che abita in una casa inaffitto, si sta apprestando ad acquistare da una cooperativa ediliziaun box (non pertinenziale) in un complesso, con destinazioneprevalentemente residenziale, realizzato nel 2002.
per quanto riguardala tassazione da applicare alla compravendita, sto riscontrando deipareri discordanti.
un notaio mi dice che e' soggetto ad imposta diregistro e devo pagare il 7% + 1% + 2%.
un'altro notaio mi dice che e'soggetto ad iva e devo pagare il 10% + 1% + 3% .
chi ha ragione equal'e' la normativa che certifichi tale informazione?

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Quesito: aiuto per ritenute IRPEF.

lavoro come impiegata partime 4 ore giornaliere. Durante l'anno mi vengono trattenute poche ritenute irpef e nel mese di dicembre ho ricevuto addirittura un conguaglio positivo di circa 272,00 euro. Il problema è che percepisco anche un assegno mensile, in quanto separata, e quindi quando dichiaro il percepito dell'anno ho sempre circa 3.500,00 da pagare come irpef dovuta. Credo che fin qui, purtroppo, errori non ce ne siano. Non capisco però quando arriva il mese nel quale devo compilare un modulo da consegnare al datore di lavoro per quanto riguarda i redditi e le trattenute... mi fanno sempre barrare la crocetta "unico reddito" oppure non mi fanno barrare altri redditi diversi dal lavoro. Cos' facendo è ovvio che mi facciano poche ritenute ed è ancora più ovvio che poi io le debba pagare l'anno successivo. Ma se barrassi la casella altro reddito... il datore di lavoro mi dovrà fare più ritenute bella busta paga mensile? Così, alla fine del mese prenderei meno stipendio ma almeno l'anno dopo non sborserei un importo così grande... è giusto?

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Quesito: chiarimenti IVA per prestazioni extra UE.

Ditta di con sede in Italia che effettua lavori di manutenzione su macchinari industriali già esistenti (nella fattispecie si tratta di presse) presso una azienda con sede anch’essa in Italia però il committente è una impresa con sede in Svizzera (non vi è stata alcuna fornitura di beni). Per quanto concerne l’IVA: - deve essere applicata?- è una operazione esente?- è una operazione non imponibile?Chiedo anche cortesemente di sapere che riferimenti normativi indicare in fattura nel caso sia esente o non imponibile.

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Quesito: acquisto beni usati.

ho acquistato un bene usato da un privato con una semplicedichiarazione di vendita.Visto che l'oggetto in questione è merce che la mia aziendacommercializza, porvvederò a rivenderlo.Vorrei sapere, l'aliquota Iva da applicare e quali sono gli articoliche regolamentano sia l'acquisto che la rivendita del bene inquestione.

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Cessioni e prestazioni a soggetti internazionali.

L'articolo 72 del Dpr 633/72 recepisce, nell'ambito della normativa nazionale, gli accordi internazionali che prevedono eventuali agevolazioni ai fini dell'applicazione dell'Iva.

Nel comma 2 del citato articolo viene, altresì, stabilito che le cessioni effettuate secondo i predetti criteri assumono il carattere di "non imponibilità", così come quelle relative alle esportazioni e alle operazioni assimilate e previste negli articoli 8, 8-bis e 9 (risoluzione 529001 del 28/4/1973).

La conseguenza è che le suddette operazioni partecipano alla formazione del plafond degli esportatori abituali, attraverso il quale quest'ultimi possono procedere agli acquisti senza pagamento dell'imposta.

Nel successivo comma 3 dell'articolo 72 vengono poi individuate espressamente una serie di cessioni e prestazioni alle quali possono essere applicati i medesimi criteri esposti in precedenza.

In pratica, le operazioni in questione assumono il carattere di non imponibilità, con la conseguenza che sono anch'esse assimilate alle esportazioni.

Vediamo, nel dettaglio, di quali operazioni si tratta.

Cessioni o prestazioni, se di importo superiore a 258,23 euro, alle sedi e ai rappresentanti diplomatici e consolari

La "non imponibilità" è inapplicabile "alle operazioni per le quali risulta beneficiario un soggetto diverso, ancorché il relativo onere sia a carico degli enti e dei soggetti ivi indicati" (articolo 72, comma 4).

Ai fini del riconoscimento dell'agevolazione, è necessario che l'organizzazione estera presenti "per ogni singola operazione, apposita richiesta (mod. 181 US, n.d.r.) al Ministero degli Affari Esteri il quale, ove si verifichino le necessarie condizioni per l'ammissione all'agevolazione medesima, vi appone analoga attestazione. Il modulo relativo all'accennata certificazione deve essere dall'acquirente consegnato all'operatore economico e da questi conservato a norma dell'art. 39 del D.P.R. 26.10.1972, n. 633, unitamente al duplo della fattura che va emessa in ogni caso e che, ai sensi dell'art. 21 del citato D.P.R. n. 633, può comprendere cessioni e prestazioni effettuate nello stesso giorno o nel corso della stessa settimana" (circolare n. 38/73).

La risoluzione 20 del 10/2/2000 ha sottolineato che il predetto modello 181 US è da utilizzarsi solo da parte dei rappresentanti diplomatici e consolari, ovvero da soggetti appartenenti a organizzazioni internazionali, mentre "per tutti gli altri organismi, invece, la non imponibilità è operante sulla base della presentazione, da parte del richiedente, di una dichiarazione che contenga i riferimenti a norme o trattati internazionali che prevedono l'agevolazione".

Il beneficio è esteso anche al personale tecnico-amministrativo facente parte delle sedi citate, se appartenenti a Stati che riconoscono il medesimo criterio di non imponibilità e a condizione che i soggetti interessati "non siano cittadini italiani e che non abbiano in Italia la residenza permanente" (circolare 38/73).

A tale proposito, la risoluzione 621198 del 19/10/89 ha riconosciuto la non imponibilità ai lavori di manutenzione o ristrutturazione relativamente agli immobili occupati dai rappresentanti diplomatici, consolari e dal personale tecnico amministrativo.

Tuttavia, relativamente agli immobili occupati dal personale non diplomatico, è necessario che "venga specificato nella prescritta certificazione che si tratta di soggetti accreditati presso le Ambasciate stesse e che esplicano mansioni tecniche o amministrative. Qualora, invece, gli immobili dovessero risultare occupati da personale che non rivesta lo status di rappresentante diplomatico o consolare ovvero che non abbia i requisiti sopra evidenziati, il beneficio in questione non torna applicabile - pur se gli immobili siano stati acquisiti in proprietà o in affitto direttamente dalle Ambasciate - con la conseguenza che la certificazione di cui alla circolare n. 38/1973 non deve essere rilasciata".

In precedenza, la risoluzione 524184 del 17/4/74 aveva riconosciuto, inoltre, l'esenzione da Iva per i corrispettivi inerenti a un contratto di appalto per i lavori di restauro e ristrutturazione interna nell'immobile sede della cancelleria di una Ambasciata.

Per quanto riguarda l'acquisto di autovetture, in sostituzione di quelle già possedute, da parte di personale di rappresentanze diplomatiche, la risoluzione 465182 del 16/10/91 ha confermato la non imponibilità dell'acquisto, a patto che "analogo beneficio sia previsto a favore del personale tecnico amministrativo italiano operante presso sedi diplomatiche e consolari all'estero".

Acquisti intracomunitari da parte delle rappresentanze diplomatiche, consolari e dagli organismi internazionali

Gli organismi esteri sopra citati, nonché il personale in servizio presso i medesimi (circolare 62/2002), possono aver necessità di acquistare presso altri Stati membri della Comunità europea, diversi da quelli in cui hanno sede.

In tal caso, la normativa comunitaria ha previsto che gli stessi non debbano essere considerati "acquisti intracomunitari" e non debbono nemmeno rientrare nel limite di 8.263,31 euro, previsto per gli enti non commerciali, affinché l'imposta possa essere assolta nel paese d'origine dei beni (articolo 38, comma 5, decreto legge 331/93), "in quanto tali operazioni rappresentano una deroga ai principi generali del regime transitorio degli scambi intracomunitari" (circolare 78/98).

Nel caso in cui siano operatori italiani a fornire beni ai soggetti in questione, con sede in altri Paesi membri, "la relativa fattura dovrà essere emessa senza applicazione dell'imposta ai sensi dell'art. 72, terzo comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, dietro presentazione del formulario debitamente vistato dalle autorità competenti del paese membro interessato. Per tali forniture gli operatori italiani non sono tenuti a compilare gli elenchi riepilogativi delle cessioni intracomunitarie, in quanto i destinatari non sono soggetti passivi IVA nel paese di destinazione" (circolare 78/98).

Si precisa che il "formulario" (certificato di esenzione dall'Iva e dalle accise), utilizzabile "solo per gli acquisti di beni e servizi in altri Stati membri" (risoluzione 10/2000), è reperibile come allegato alla citata circolare 78/98.

La circolare 62 dell'1/8/2002 ha successivamente specificato che "tra i soggetti titolati ad effettuare acquisti in regime di non imponibilità ad IVA rientrano anche i rappresentanti diplomatici e consolari ed il personale tecnico-amministrativo, che presentano il sopracitato modello, debitamente vistato dalle competenti autorità dello Stato membro ospitante".

Inoltre, "il medesimo beneficio si applica anche ai rappresentanti diplomatici e consolari della Repubblica Italiana, accreditati presso altri Stati membri dell'Unione europea o presso Organismi Internazionali ivi situati, nonché al personale tecnico-amministrativo in servizio presso le Rappresentanze e gli enti in questione. E' appena il caso di precisare che anche questi ultimi soggetti dovranno esibire il modulo, vistato dalla competente autorità dello Stato membro ospitante, con cui si attesta il diritto all'agevolazione in discorso" (circolare 62/2002).

La risoluzione 97 del 30/7/98, pur negando in generale al personale militare che presta servizio presso le Ambasciate la possibilità di acquisire beni a uso personale in Italia in regime di non imponibilità, salvo che si possa configurare da parte del cedente una vera e propria esportazione, dispone diversamente per quello incaricato presso altri Stati comunitari.

Per quest'ultimo, infatti, "dopo l'immissione in servizio ... presso la sede diplomatica estera" può essere riconosciuta l'agevolazione "a condizione che venga esibito il formulario "certificato di esenzione dall'IVA e dalle accise" approvato in sede comunitaria, munito del visto dell'autorità competente dello Stato membro ospitante. (Cfr. Circ. n. 78/E del 10 marzo 1998 che si allega in copia)" (risoluzione 97/1998).

Cessioni o prestazioni ai comandi militari degli Stati membri della Nato "nell'esercizio delle proprie funzioni", compresi i quartieri generali militari internazionali, e agli organismi sussidiari degli stessi "installati in Italia" (risoluzione 527506 del 19/2/73)

Per tali soggetti non si applica il limite sopra rilevato di 258,23 euro.

Assumono carattere non imponibile, inoltre, anche le cessioni effettuate nei confronti dell'Amministrazione della difesa "qualora agisca per conto" della Nato e quelli effettuati da un ministero "in nome e per conto" della suddetta organizzazione (risoluzione 465239 del 18/10/91).

La risoluzione 12908 del 29/1/73 riconobbe la non imponibilità anche agli acquisti e alle prestazioni relativi a pubblicazioni stampate in Italia a spese e per conto della Nato.

La risoluzione 421418 del 18/7/80 sottolineò come, ai fini della non imponibilità delle operazioni, le stesse dovessero essere "poste in essere nei diretti confronti dei Comandi militari degli Stati membri, dei quartieri generali militari internazionali e degli organismi sussidiari, installati in esecuzione del trattato nord - atlantico, nell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali".

Inoltre, è necessario che le cessioni o prestazioni siano effettuate ai fini "delle funzioni istituzionali proprie degli organismi NATO richiamati nell'art. 72, terzo comma, n. 2)".

In tale contesto, la risoluzione 16005 del 23/10/80 chiarì che la condizione di non imponibilità, in presenza di appalti, non è applicabile alle operazioni "effettuate in attuazione dei rapporti intermedi intercorrenti fra l'assuntore dell'intera opera ed i propri sub appaltatori".

In precedenza, la risoluzione 525097 del 13/7/1974 aveva stabilito che nessun particolare adempimento doveva essere messo in essere in occasione delle cessioni o prestazioni verso la Nato a prova di tale destinazione dell'operazione.

In tal senso, si ricorda, comunque, che il comma 6 dell'articolo 21 del Dpr 633/72 prevede l'indicazione in fattura del titolo di non imponibilità, in caso di assenza d'imposta.

Cessioni o prestazioni, se di importo superiore a 258,23 euro, alle Comunità europee nell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali, anche nel caso in cui siano fatte a imprese o enti per l'esecuzione di contratti di ricerca conclusi con le predette comunità

La risoluzione 511190 del 23/6/73 ha stabilito che le operazioni poste in essere dalla Banca europea per gli investimenti "nello svolgimento della propria attività ufficiale (comprese, quindi, anche quelle relative all'importazione od all'acquisto di beni ed all'esecuzione di prestazioni di servizi nei confronti dell'Istituto stesso) non debbono essere assoggettate all'I.V.A.".

Cessioni o prestazioni, se di importo superiore a 258,23 euro, all'Onu e alle istituzioni da esso dipendenti, nell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali

Cessioni o prestazioni, se di importo superiore a 258,23 euro, all'Istituto universitario europeo e alla Scuola europea di Varese nell'esercizio delle proprie funzioni istituzionali

Si segnala, inoltre, che il limite di 258,23 euro "non si applica alle cessioni di prodotti soggetti ad accisa, per le quali la non imponibilità all'imposta sul valore aggiunto opera alle stesse condizioni e negli stessi limiti in cui viene concessa l'esenzione dai diritti di accisa" (articolo 72, comma 4, ultimo periodo).

REGIME DEL MARGINE GLOBALE E OPERAZIONI INDIVIDUATE DALL'ARTICOLO 72 DEL DPR 633/72

Si ricorda, infine, che l'articolo 36, comma 6, del decreto legge 41/95, stabilisce tra l'altro che "in caso di cessione all'esportazione o di cessione a questa assimilata, il costo del bene esportato non concorre alla determinazione del margine globale e la rettifica in diminuzione degli acquisti deve essere eseguita con riferimento al periodo nel corso del quale l'esportazione è effettuata".

A tale proposito, la circolare 177/95 specifica quanto segue:

"Nel caso in cui i beni in esame vengano esportati verso paesi extracomunitari, ovvero ceduti a oggetti residenti nello Stato della Città del Vaticano o nella Repubblica di San Marino, ovvero agli organismi di cui all'art. 72 del D.P.R. n. 633 (ambasciate, consolati, Comunità europee, ONU, Istituto Universitario Europeo e Scuola europea di Varese, ecc.), il relativo costo precedentemente sopportato non influenza la determinazione del margine e conseguentemente, al momento di effettuazione dell'esportazione o della cessione ai suddetti soggetti, dovrà essere operata una corrispondente rettifica in diminuzione dell'ammontare degli acquisti relativi al periodo. Corre l'obbligo di precisare che l'assimilazione alle cessioni all'esportazione prevista dal citato art. 72 per le cessioni di beni effettuate nei confronti dei soggetti ivi indicati, salvo che per quelle effettuate nei confronti dei Comandi militari degli Stati membri della NATO, opera, ai sensi dell'art. 13 del provvedimento in esame, solo per i beni con prezzo di vendita superiore a un milione di lire (attualmente euro 258,23 n.d.r.), il cui acquisto sia stato autorizzato dal Ministero degli Affari Esteri secondo le indicazioni contenute nella circolare n. 38 del 1 giugno 1973 della soppressa Direzione Generale delle Tasse e delle II.II. sugli Affari".

Inoltre, le istruzioni alla dichiarazione 2005 (pag. 77) sottolineano che "per i soggetti che hanno applicato il metodo globale, il margine relativo alle esportazioni ed operazioni equiparate deve essere determinato in via analitica. Ciò in quanto, ai sensi del comma 6 dell'art. 36 del D.L. 41, i costi relativi ai beni esportati non concorrono alla determinazione del margine globale e, quindi, gli acquisti annotati nell'apposito registro devono essere depurati di tali costi".

Da quanto sopra detto discende che questi soggetti devono comportarsi nel seguente modo in caso di esportazione:

esportazione effettuata nello stesso periodo dell'acquisto: il costo non deve essere considerato ai fini della determinazione del margine globale

esportazione effettuata in un periodo diverso da quello dell'acquisto: deve operarsi la rettifica in meno degli acquisti del periodo nel quale è effettuata l'esportazione.


Fonte: Agenzia Entrate

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