martedì 31 ottobre 2006

Scadenzario novembre 2006.

Fonte: Agenzia delle Entrate.

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Le risposte dell'Agenzia delle Entrate.

Studi di settore - Chiusura partita Iva - Compilazione
D: UN PROFESSIONISTA HA CHIUSO LA PARTITA IVA NEL CORSO DEL 2006. E' TENUTO ALLA COMPILAZIONE DEGLI STUDI DI SETTORE RELATIVAMENTE ALL'ANNO D'IMPOSTA 2005, ANNO PRECEDENTE ALLA CESSAZIONE DELL'ATTIVITA'?
R: in base all'articolo 2 del Dpr n. 195/1999, una causa di esclusione dagli studi di settore è l'inizio o la cessazione di attività nell'anno anche se l'evento si è verificato il 1° gennaio o il 31 dicembre; pertanto per l'anno d'imposta 2005 è tenuto alla compilazione degli studi di settore.

Oneri e spese detraibili - Spese sanitarie - Montatura occhiali
D: SONO DETRAIBILI LE SPESE PER "MONTATURA OCCHIALI DA VISTA"?
R: le spese concernenti sia l'occhiale da vista completo di lenti, sia l'approntamento dei rispettivi occhiali, se prescritto da un medico o se effettuato da un ottico optometrista sono detraibili. Qualora l'acquisto di occhiali sia effettuato senza la prescrizione medica, occorre l'attestazione rilasciata dall'ottico dalla quale risulti la necessità dell'acquisto per sopperire a una patologia. Non sono detraibili le spese per l'impiego di metalli preziosi nella montatura di occhiali.

Varie - Agevolazione prima casa - Cambio residenza
D: HO COMPRATO CASA IN MARZO 2005. ENTRO QUANTO TEMPO DEVO CAMBIARE RESIDENZA PER POTER USUFRUIRE DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI PREVISTE PER L'ACQUISTO DELLA PRIMA CASA?
R: le condizioni per poter fruire delle agevolazioni prima casa (imposta registro nella misura del 3 per cento o Iva nella misura del 4 per cento, imposte ipotecaria e catastale in misura fissa di euro 168,00 ciascuna), sono indicate nella nota II-bis all'articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al Dpr 26 aprile 1986, n. 131; sinteticamente, sono le seguenti:
a) che l'immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l'acquirente ha o stabilisca entro diciotto mesi dall'acquisto, la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l'acquirente svolge la propria attività
b) che nell'atto di acquisto l'acquirente dichiari di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l'immobile da acquistare
c) che nell'atto di acquisto l'acquirente dichiari di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale, dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni di cui alla stessa norma ovvero di cui alle altre norme da questa richiamate.
Pertanto, nel caso in oggetto, la residenza doveva essere trasferita entro settembre 2006.

Oneri e spese detraibili - Interessi su mutui - Genitori cointestatari
D: SONO PROPRIETARIA DI PRIMA CASA AL 100% E HO CONTRATTO UN MUTUO, MA RISULTANO COME GARANTI MIO PADRE E MIA MADRE E PERTANTO COINTESTATARI DEL MUTUO. POSSO SCARICARE GLI INTERESSI AL 100%?
R: è possibile detrarre gli interessi passivi solo per la quota parte risultante dal contratto di mutuo che, nel caso in oggetto, se diviso in parti uguali, spetta nella misura di un terzo.

Varie - Enti non commerciali - Aliquota
D: UNA ASSOCIAZIONE NON COMMERCIALE, IN ATTESA DI OTTENIMENTO DELL'ACRONIMO "O.N.L.U.S.", COME SI DEVE COMPORTARE PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO UNICO? A QUALE ALIQUOTA D'IMPOSTA E' SOGGETTA?
R: in attesa del riconoscimento della qualificazione come organizzazione non lucrativa di utilità sociale, occorre compilare il modello Unico - Enti non commerciali, determinando il reddito sulla base delle disposizioni contenute nell'articolo 143 del Tuir e applicando l'aliquota unica Ires del 33 per cento ai sensi dell'articolo 77, commisurandola al reddito complessivo netto.

Irpef - Redditi esenti - Pensione di invalidità e di accompagnamento
D: LA PENSIONE DI INVALIDITA' E QUELLA DI ACCOMPAGNAMENTO SONO REDDITI ESENTI?
R: si considerano redditi esenti le indennità di accompagnamento e gli assegni erogati dal ministero dell'Interno ai ciechi civili, ai sordomuti e agli invalidi civili, come indicato a pagina 85 delle istruzioni allegate al modello Unico - PF 2006.

Irpef - Familiari a carico - Cittadino extracomunitario
D: DEVO COMPILARE IL MODELLO UNICO, QUADRO "FAMILIARI A CARICO" PER UN EXTRACOMUNITARIO RESIDENTE IN ITALIA I CUI FAMILIARI NON SONO PERO' QUI RESIDENTI. IL PROBLEMA E' CHE IL MODELLO RICHIEDE L'INDICAZIONE DEL CODICE FISCALE, E QUESTO NON VIENE RILASCIATO SE I FAMILIARI NON VIVONO IN ITALIA. COME POSSO FARE PER POTER FAR USUFRUIRE, COMUNQUE, DELLE DEDUZIONI PER FAMILIARI A CARICO?
R: le deduzioni per familiari a carico relative a un extracomunitario sono disciplinate dalla legge 24/11/2003, n. 326, articolo 21, comma 6, e chiarite in dettaglio dalla circolare 22/E dell'8/6/2004, punto 2, dove vengono precisati i requisiti e la documentazione da produrre.
Si precisa, comunque, che la mancata attribuzione del codice fiscale ai familiari non residenti non è condizione di decadenza dal beneficio fiscale e, quindi, anche la conseguente omissione dello stesso nella dichiarazione non cancella il diritto. Questa omissione, infatti, non è neanche errore bloccante nel software per la compilazione di Unico 2006 messo a disposizione dall'Agenzia delle entrate sul proprio sito internet. Resta comunque l'obbligo, da parte del dichiarante, di possedere la documentazione probante prevista dalla circolare citata, laddove richiesta dagli uffici locali.

Oneri e spese detraibili - Spese mediche - Spettanza
D: A CHI SPETTA LA DETRAZIONE PER SPESE MEDICHE SOSTENUTE PER I FIGLI A CARICO?
R: quando l'onere viene sostenuto per i figli a carico, la detrazione spetta al genitore al quale è intestato il documento certificante la spesa. Se il documento fosse intestato al figlio, le spese vanno suddivise tra i due genitori in relazione al loro effettivo sostenimento; se i genitori intendono ripartire le spese in percentuale diversa dal 50 per cento, devono annotare la circostanza sul documento di spesa. Nel caso in cui uno dei due coniugi fosse fiscalmente a carico dell'altro, quest'ultimo può considerare l'intera spesa sostenuta ai fini del calcolo della detrazione.

Oneri e spese detraibili - Interessi su mutui - Mutuo cointestato
D: HO STIPULATO UN MUTUO COINTESTATO CON MIA MADRE (NON FISCALMENTE A CARICO) PER L'ACQUISTO DI UNA CASA INTESTATA SOLO A ME. NELL'ANNO 2005 HO SOSTENUTO INTERESSI PASSIVI E ONERI ACCESSORI PER 1.300 EURO. CHIEDO SE, ESSENDO IL MUTUO COINTESTATO, POSSA DETRARRE TUTTI I 1.300 EURO (ESSENDO INFERIORI AI 1.807,60 E AVENDOLI SOSTENUTI INTERAMENTE IO, DOCUMENTATI CON ASSEGNI E BONIFICI) OPPURE VA DETRATTO IL 50% DEI 1.300 EURO?
R: per beneficiare della detrazione d'imposta del 19 per cento sugli interessi e gli oneri accessori pagati a fronte di un mutuo ipotecario contratto per l'acquisto della abitazione principale, i contribuenti debbono essere sia proprietari che intestatari del mutuo. Nel caso prospettato, non essendo la madre proprietaria dell'immobile, la stessa non potrà godere di alcuna detrazione, mentre il figlio potrà usufruirne nella misura del 50 per cento.
L'unico caso in cui la somma pagata può essere detratta per intero da colui che l'ha sostenuta è quando il mutuo è cointestato con il coniuge fiscalmente a carico (circolare n. 1/E del 3/1/2001).

Modello 730 - Compilazione - Servizio Fisconline
D: E' POSSIBILE COMPILARE TRAMITE FISCO ON LINE IL MODELLO 730 E OTTENERE IL RIMBORSO DIRETTO DAL SOSTITUTO D'IMPOSTA (DATORE DI LAVORO) SENZA L'INTERVENTO DI UN CAF?
R: tramite il servizio "Fisconline" è possibile compilare e inviare solamente il modello Unico 2006. Per utilizzare il modello 730/2006, era necessario rivolgersi a un Caf o a un professionista abilitato entro il 15 giugno. Era prevista anche la possibilità di presentarlo, entro il mese di aprile, al proprio sostituto d'imposta, a condizione che lo stesso fosse stato disponibile a offrire l'assistenza fiscale ai propri dipendenti e che il contribuente avesse comunicato entro gennaio di volersi avvalere di detta assistenza.

Modello Unico - Eredi - Compilazione
D: MIO PADRE E' DECEDUTO IL 3/2/2005 E HA RISCOSSO LA PENSIONE PER DUE MESI; INOLTRE HA RISCOSSO PER UN MESE L'AFFITTO DI UNA CASA. ESSENDO IL TOTALE INFERIORE AI 3.000 EURO, DEVO PRESENTARE IL MODELLO UNICO?
R: per tutti i contribuenti, a prescindere dalla tipologia di reddito prodotto, è prevista dall'articolo 11 del Tuir, una "deduzione base" di euro 3.000 che non deve essere rapportata al periodo di lavoro nell'anno. Quindi nel caso in oggetto, l'erede è esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi del padre.

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L’Unione rilancia l’Irpef al 45%.

I Ministri continuano a riunirsi per accordarsi su altre iniziative da introdurre in Finanziaria:Il Governo starebbe elaborando un nuovo emendamento alla Finanziaria per proporre un altro sconto da 500 milioni di Euro per gli Enti Locali assicurando loro l’intero incasso dell’acconto delle addizionali Irpef 2008. Tuttavia non verrebbe risolto il contrasto con i Comuni. Nell’emendamento governativo viene chiarita meglio la divisione delle detrazioni tra coniugi. La divisione è del 50% ma i coniugi possono decidere di assegnare tutta la detrazione a quello con reddito maggiore per evitare che l’altro, per in capienza di reddito, perda la detrazione.

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Operazione pulizia al Registro imprese.

Le Camere di Commercio hanno cominciato la verifica sull’operatività di ditte individuali (oltre 3,5 milioni al 30 settembre) e società di persone (circa 1,2 milioni) ai sensi della Legge di semplificazione n. 340/00 che ha disposto l’aggiornamento dell’Anagrafe delle Camere di Commercio. Dal prossimo anno l’operazione si estenderà alle società di capitali, come previsto dall’art. 2490 del Codice Civile che prevede la cancellazione d’ufficio per chi non deposita il bilancio per più di tre anni consecutivi.

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Enasarco vicina al commissariamento.

Lo schema di decreto è sul tavolo del ministro del lavoro e delle Politiche sociali, Cesare Damiano. I funzionari del ministero stanno espletando gli ultimi adempimenti prima che il responsabile del dicastero (di concerto con l'Economia) apponga la propria firma al provvedimenti e dia così il via libera al commissariamento del l'Enasarco, l'ente che raccoglie i contributi ed eroga le pensioni agli agenti di commercio.Il commissariamento del l'Enasarco è la conseguenza della bufera giudiziaria che ha portato alcune settimane fa, il 22 settembre, il presidente, Damiano Porreca, e uno dei suoi prù stretti colaboratori, Fulvio Gismondi, agli arresti domiciliari insieme con l'ex presidente di Confcommercio, Sergio Billè. I provvedimenti - si veda l'articolo in basso - sono stati presi nell'ambito delle indagini sulla gara 2005 per gli immobili Enasarco.Nei giorni scorsi la Confesercenti si era schierata ufficialmente a favore del commissariamento (si veda «Il Sole-24 Ore» del 3 ottobre) e, il 19 ottobre, Domenica Cominci, presidente della Fiarc-Confesercenti, si era dimessa dal Cda dell'ente pensionistico.

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lunedì 30 ottobre 2006

Sindacabile il compenso agli associati in partecipazione.

Con la sentenza n. 20748 del 12 giugno 2006, depositata il 25 settembre 2006, la Suprema corte ha esaminato la delicata questione della distribuzione di compensi agli associati in partecipazione, individuando i limiti dei poteri concessi agli uffici dell’Agenzia delle entrate nel valutare la congruità dei compensi percepiti da tali particolari categorie di soci.I fatti e le argomentazioni della CtrLa controversia trae origine dal recupero dei compensi attribuiti agli associati nell’attività dell’impresa per una società campana, con la conseguente ridefinizione del reddito dichiarato. L’ufficio locale, a seguito di una verifica di congruità di detti compensi, ha ritenuto che gli stessi fossero in realtà delle distribuzioni di reddito, altrimenti considerato base imponibile, occultate in semplici compensi per il personale.La Commissione tributaria regionale aveva riformato la sentenza di primo grado in base a due motivi cardine:
l’infondatezza della pretesa dell’ufficio di sindacare sul valore dei compensi attribuiti agli associati nell’attività dell’impresa
l’esistenza di un contratto di associazione in partecipazione, stipulato ai sensi dell’articolo 2549 del Codice civile, che non prevede alcun limite sia alle quote degli utili da attribuire che all’apporto che l’associato deve dare.
Il giudizio della Suprema corteLa Corte ha cassato la sentenza impugnata dall’Amministrazione finanziaria, ritenendo che la commissione abbia fatto una valutazione errata “nel ritenere che la misura dei compensi corrisposti agli associati in partecipazione fosse insindacabile”.La valutazione di congruità dei costi e dei ricavi è insita nei poteri di accertamento dell’Amministrazione, la quale può, osservando le regole stabilite dal Dpr n. 600/1973 e dal Dpr n. 917/1986 in materia di reddito d’impresa, procedere alla rettifica delle dichiarazioni presentate dai contribuenti.Questo principio, che rappresenta orientamento consolidato, è confermato anche nella sentenza in esame, nella parte in cui si afferma che “in realtà, tra gli ordinari poteri dell’Amministrazione rientrerebbe anche quello di valutare la congruità dei costi portati in deduzione per compensi agli amministratori o alle persone impiegate nell’impresa, onde evitare che, attraverso ingiustificate lievitazioni di tali costi si sottragga al Fisco una parte del reddito conseguito”.La difesa della pretesa erariale, si concretizza dal punto di vista dell’Amministrazione nella valutazione della congruità dei compensi elargiti a favore degli associati, che rappresentano dei costi da portare in deduzione. A fronte di tale potere, il contribuente che dimostri che l’apporto di tali soci giustifichi un volume particolarmente elevato dei compensi potrà controbattere detti fatti alle presunzioni degli accertatori. Al riguardo, la Corte sottolinea un principio che ritiene anch’esso consolidato, per cui, “in tema di imposte sui redditi, in presenza di un comportamento assolutamente contrario ai canoni dell’economia, che il contribuente non spieghi in alcun modo, è legittimo l’accertamento ai sensi dell’art. 39, comma 1, lettera d), del D.P.R. n. 600 del 1973”.In una precedente sentenza del 23 aprile 2002 (depositata il 24 luglio 2002), la n. 10802, i giudici analizzarono dei costi per operazioni avvenute fra controllate, ritenendoli indeducibili in quanto valutati come “al di fuori di ogni logica di carattere economico”, sostenuti con il solo intento elusivo.Nella citata pronuncia del 2002, la Corte affermò che esiste, in realtà, un principio generale, che assieme al criterio oggettivo di valutazione delle varie prestazioni che ne discende, impedisce “che possano essere posti in detrazione (o, più esattamente, che possano avere efficacia ai fini fiscali nei confronti dell’Amministrazione finanziaria) costi non economicamente giustificati, al di sopra, in maniera rilevante (e perciò superiore alle eventuali normali oscillazioni di mercato) rispetto ai prezzi praticati comunemente”.Tale principio è desumibile giuridicamente da quanto disposto dall’articolo 9 del Dpr n. 917/1986, in base al quale l’Amministrazione ha l’obbligo di valutare le varie prestazioni che costituiscono le componenti attive e passive del reddito secondo il normale valore di mercato. Ciò vale ancor più quando l’unica ragione economica di tali costi si concretizzi nell’intenzione di diminuire la tassazione a proprio carico.Proseguendo nel commento della sentenza, la presenza di un regolare contratto di associazione in partecipazione, ai sensi dell’articolo 2429 del Codice civile, nella fattispecie in esame, non è un elemento di discrimine per la decisione dei giudici. Letteralmente, l’articolo 2549 cc dispone: “con il contratto di associazione in partecipazione l’associante attribuisce all’associato una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più affari verso il corrispettivo di un determinato apporto”.Il rapporto fra la congruità dell’apporto e la partecipazione agli utili dell’impresa è lasciato alla valutazione delle parti, ma, di norma, la prestazione e controprestazione dovrebbero avere il medesimo peso, altrimenti una delle due parti del contratto potrebbe non avere il reale interesse a concludere l’accordo.La Suprema corte ritiene che “nel caso in esame, non viene messa in discussione la liceità dell’attribuzione degli utili quanto piuttosto la congruità di questi ultimi a fronte del “determinato apporto” di cui nulla si dice nella sentenza impugnata, in ordine alla prova fornita per giustificare l’entità del compenso riconosciuto dalla società ai propri associati”. Infatti, a fronte della valutazione di non congruità fra la due prestazione, spetta al contribuente provare che il rapporto, in apparenza sfavorevole, fra l’apporto e gli utili destinati all’associato sia giustificato da una motivazione di convenienza economica. Nel giudizio analizzato, i fatti che dimostrerebbero tale prova non sono nemmeno accennati dai difensori della società.Affermata la legittimità del potere dell’Amministrazione di effettuare una valutazione in merito alla congruità del rapporto fra prestazione dell’associato e utili distribuiti in suo favore, e che, detta stima può andare oltre la presenza di un regolare contratto di associazione in partecipazione, valutando la validità economica del rapporto di associazione, i giudici continuano sostenendo la sindacabilità da parte degli uffici dell’Agenzia delle entrate della interrelazione apporto/utili anche in presenza di scritture contabili tenute regolarmente.Con riferimento alla valutazione di costi e ricavi iscritti in bilancio, la Corte di cassazione afferma che gli uffici locali possono “procedere alla loro rettifica anche se non ricorrano irregolarità nella tenuta delle scritture contabili o vizi degli atti giuridici compiuti nell’esercizio di impresa negando la deducibilità di costi sproporzionati ai ricavi o all’oggetto dell’impresa, indicati nelle delibere o nei libri sociali o nei contratti con una rilevante divergenza tra il valore effettivo e il valore iscritto o riportato” (cfr Cassazione, sentenze n. 11240/2002, n. 13478/2001 e n. 12813/2000).I ricorrenti avevano, inoltre, citato in favore delle proprie tesi alcuni precedenti pronunciamenti della Suprema corte in cui si analizzano i poteri dell’Amministrazione nell’analisi di congruità dei compensi dati agli amministratori delle società commerciali.In particolare, i principi esposti nella sentenza n. 6599, depositata il 9 maggio 2002, e ripresi nella pronuncia più recente n. 21155, depositata il 31 ottobre 2005, dispongono che “in tema di determinazione del reddito d’impresa, allo stato attuale della legislazione, l’Amministrazione finanziaria non ha il potere di valutare la congruità dei compensi corrisposti agli amministratori delle società di persone, per cui tali compensi sono deducibili come costi ai sensi dell’art. 62 del D.P.R. n. 917/1986”.I giudici di piazza Cavour, di contro, sottolineano le palesi differenze esistenti fra il rapporto che lega la società ai propri amministratori rispetto al contratto stipulato con gli associati in partecipazione, evidenziando che “il ruolo, le responsabilità e le competenze di un amministratore delegato sono di ben diversa natura rispetto al generico apporto degli associati”.Da qui, la non estensibilità in via analogica di tali pronunce, che sembrano sposare la tesi difensiva, alla fattispecie oggetto della controversia qui esaminata.

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Immobili strumentali utilizzati direttamente dal possessore esclusivamente per l'esercizio d'impresa.

La plusvalenza realizzata mediante cessione a titolo oneroso di un immobile destinato ad albergo ed utilizzato direttamente dal possessore/imprenditore esclusivamente per l'esercizio dell'impresa concorre a formare il reddito soggetto ad imposizione diretta.
(Cassazione civile Sentenza, Sez. trib., 20/10/2006, n. 22587)

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AUTOTASSAZIONE 2006 - Novembre prenota l’acconto.

I soggetti Ires, per effetto dei recenti interventi normativi (decreto legge n. 223/2006 e manovra) sono obbligati a ricalcolare l’imposta di riferimento per il calcolo del secondo acconto Ires ed Irap. Sono tenute a questo obbligo le imprese per le quali, in via ordinaria, i termini del versamento della prima rata erano già scaduti alla data del 4 Luglio 2006, anche se si sono avvalsi del maggior termine del 20 Luglio con maggiorazione dello 0,40%. Tra le misure della manovra bis da valutare attentamente vi sono le norma sui marchi, brevetti, società di comodo e assegnazioni ai soci.

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RENDITE FINANZIARIE - Risparmi: il Fisco si adegua.

Prosegue l’iter del progetto di riforma per la tassazione delle rendite finanziarie verso l’applicazione dell’aliquota unica del 20%. Operando un confronto tra i regimi in vigore nei Paesi della UE emerge come sia la Spagna il paese più conveniente in fatto di tassazione delle plusvalenze su azioni e depositi, viceversa fortemente penalizzati in Germania; mentre la Gran Bretagna applica un meccanismo agevolativo nei confronti dei dividendi. Gli italiani sembrano preferire l’investimento azionario e investono quasi un quarto del loro portafoglio in obbligazioni. Gli inglesi, invece, sono i maggiori sostenitori dei Fondi pensione.

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Elenco clienti e fornitori.

Il 29 aprile di ciascun anno deve essere effettuato l'invio telematico degli elenchi clienti e fornitori con cui sono state effettuate operazioni nel corso dell'anno precedente.

Contenuto degli elenchi:
1- generalità
2- codice fiscale
3- totale complessivo operazioni effettuate
4- totale operazioni non imponibili
5- totale operazioni esenti
6- totale IVA

Pertanto acquista maggior rilievo ed importanza anche il codice fiscale, soprattutto relativamente a ditte individuali e professionisti).

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venerdì 27 ottobre 2006

Integrazione codici tributo.

Risoluzione n.117 Agenzia delle Entrate.

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Nelle fusioni occhio all'indice di vitalità.

La risoluzione n. 116/E del 24 ottobre 2006 si pone all’attenzione sia per le indicazioni fornite in chiave di elusione fiscale, relative a una complessa riorganizzazione aziendale nell’ambito di un gruppo societario, sia per importanti interpretazioni riguardanti il cosiddetto “indice di vitalità” di cui al settimo comma dell’articolo 172 del Tuir.Questo è quanto la società Alfa, svolgente attività di costruzione e di servizi, ha rappresentato, nell’interpello proposto all’Amministrazione finanziaria:
costituzione, in ottemperanza a obblighi di legge, della società Beta Srl, svolgente attività di vendita di beni X agli utenti finali
costituzione, successivamente, della società Delta Spa, svolgente attività di acquisto, importazione, esportazione e vendita dei beni X, nonché di ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi
acquisizione del controllo totalitario della società Kappa Spa, poi trasformata in Gamma Spa, società con perdite fiscali pregresse limitatamente e illimitatamente riportabili
cessione a Gamma Spa del 100 per cento delle partecipazioni della società Delta Spa.
A seguito delle predette operazioni, la struttura del gruppo può essere così riassunta: Alfa a rl controlla al 98 per cento Beta Srl e al 100 per cento Gamma Spa, la quale, a sua volta, controlla al 100 per cento Delta Spa.Tutte le predette società hanno optato per il consolidato nazionale, di cui agli articoli 117 e seguenti del Tuir.A causa di molteplici difficoltà incontrate, Gamma Spa ha proceduto alla dismissione del ramo d’azienda di X alla società Teta Srl. A seguito di ciò, l’assemblea straordinaria ha deliberato la riduzione del capitale sociale previa copertura delle perdite.Per effetto della cessione sopra riportata, Gamma Spa si è ritrovata a effettuare la sola attività di vendita dei beni X al pari della società Beta Srl, con la particolarità che Gamma Spa ha come unica funzione quella di approvvigionare Beta Srl.Da qui, l’esigenza economica di evitare tale duplicazione di attività e di venire incontro ai soci di minoranza di Beta Srl, costretti a partecipare a un’attività d’impresa in perdita.A tal fine, la società istante ha proposto al vaglio antielusivo dell’Agenzia delle entrate il seguente progetto di riorganizzazione aziendale:
Gamma Spa conferisce a Beta Srl il proprio ramo aziendale, ottenendo in cambio una quota di partecipazione nel relativo capitale pari al 2 per cento, conservando il ruolo di sub-holding di partecipazioni industriali
Gamma Spa si fonde in Alfa a rl.
La struttura finale del gruppo diviene la seguente: Alfa a rl controlla al 99 per cento Beta Srl e al 100 per cento Delta Spa.Dalla fusione di Gamma Spa in Alfa a rl discende la possibilità per quest’ultima società di utilizzare le perdite fiscali pregresse della prima, sussistendo – a dire del contribuente – i requisiti previsti dal settimo comma dell’articolo 172 del Tuir, ai fini del riporto delle perdite in sede di fusione.Inoltre, il divieto previsto dal secondo comma dell’articolo 118 del Tuir, in materia di consolidato nazionale, non troverebbe applicazione perché le perdite fiscali pregresse di Gamma Spa sarebbero direttamente utilizzabili – a seguito della fusione – da parte della incorporante Alfa a rl.Secondo il contribuente, nonostante il conseguimento del predetto risparmio d’imposta, la prospettata riorganizzazione aziendale non sarebbe elusiva in quanto sarebbe sorretta dalle seguenti valide ragioni economiche:
razionalizzazione della struttura organizzativa del gruppo societario
riduzione dei notevoli costi amministrativi e finanziari
incremento del peso partecipativo della holding nella società Beta Srl
raggiungimento di risultati economici a vantaggio anche dei soci di minoranza.
Ciò premesso, dopo aver rilevato che “risulta, quindi, evidente che l’aggregazione delle due società di vendita di X, Gamma s.p.a. e Beta s.r.l., comporterebbe indubbi vantaggi”, la risoluzione in esame evidenzia che “tuttavia, la soluzione prospettata dalla società istante, al fine di perseguire il suddetto obiettivo, appare censurabile da un punto di vista fiscale”. Invero, “nel caso de quo, un’eventuale operazione di fusione fra due società in perdita, che naturaliter rappresenta la soluzione più logica e più diretta per raggiungere l’obiettivo perseguito, non genererebbe alcun vantaggio dal punto di vista fiscale”, mentre la soluzione – più articolata – prescelta dal contribuente consente il raggiungimento anche del vantaggio fiscale.Tuttavia, tale vantaggio fiscale discende esclusivamente da un’operazione di fusione di una società divenuta in itinere una sub-holding, fusione che “non risponde ad alcuna esigenza economico-aziendale ma sembra piuttosto preordinata al conseguimento di un obiettivo meramente fiscale”.Di qui, l’insussistenza del requisito delle valide ragioni economiche “nella fusione per incorporazione di una società (Gamma s.p.a.) completamente depotenziata che è stata mantenuta in vita al solo fine di consentire il travaso delle perdite fiscali pregresse nella capogruppo”.Di estremo interesse risulta l’analisi operata nella risoluzione in commento sulla sussistenza dell’indice di vitalità, previsto dal settimo comma dell’articolo 172 del Tuir.A tal fine, la risoluzione statuisce che “i requisiti minimi di vitalità economica debbano sussistere non solo nel periodo precedente alla fusione, così come si ricava dal dato letterale, bensì debbano continuare a permanere fino al momento in cui la fusione viene deliberata”.Nel caso in esame, tale statuizione comporta che “Gamma s.p.a., poiché non presenta, nel momento in cui si procede alla fusione per incorporazione, la soglia minima di vitalità economica richiesta dal legislatore [in quanto divenuta in itinere una sub-holding], possa essere considerata una “bara fiscale”.Di qui, l’illegittimità del riporto delle perdite fiscali nella fusione per incorporazione di Gamma Spa in Alfa a rl, per violazione del settimo comma dell’articolo 172 del Tuir.

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Proroga F24 on line titolari di partita Iva.

Dal primo ottobre i titolari di partita Iva hanno l’obbligo di effettuare i versamenti fiscali e previdenziali esclusivamente per via telematica (Decreto Legge n. 223/2006).
Tale termine è stato differito al primo gennaio 2007 per i soggetti Iva diversi da quelli indicati all’art. 73, comma 1, lettere a) e b) del Testo Unico delle imposte sui redditi.
Sono dunque esclusi dal beneficio della proroga i seguenti soggetti: società per azioni e in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società cooperative e di mutua assicurazione residenti nel territorio dello Stato; enti pubblici e privati residenti nel territorio dello Stato che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali.

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giovedì 26 ottobre 2006

Transfer pricing.

In materia di transfer pricing, grava sull'Amministrazione finanziaria l'onere di provare, in concreto, che il contribuente non ha rispettato il principio del valore normale (ex art. 110, comma 7, D.P.R. n. 917/1986) e che ha applicato prezzi di trasferimento non corretti. (Cassazione civile Sentenza, Sez. trib., 13/10/2006, n. 22023)

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mercoledì 25 ottobre 2006

Il preventivo contraddittorio con il contribuente.

Il quinto capitolo e il paragrafo 4.4 della circolare n. 32/E del 19 ottobre contengono importanti chiarimenti in merito a problemi controversi riguardanti i versamenti e i prelievi, risultanti dai rapporti e dalle operazioni di natura finanziaria effettuate e non riportati nelle scritture contabili del contribuente, e in materia di preventivo contraddittorio con il contribuente, di cui ai numeri 7) degli articoli 32, del Dpr n. 600 del 1973, e 51 del Dpr n. 633 del 1972.

Premessa di carattere generale è che l'innesco del potere di cui ai citati numeri 7) "non possa avvenire ad libitum da parte degli organi procedenti, richiedendosi invece che sia comunque iniziata un'attività di controllo, anche in funzione selettiva nell'ambito della programmazione dell'attività stessa".
A tal fine, è sufficiente che sia attivata una delle procedure di cui agli articoli 31, 31-bis, 37, 38, 39, 40, 41, del Dpr n. 600 del 1973, 51, primo comma, 54, 55 e 65, del Dpr n. 633 del 1972, 23, 24 e 25 del Dlgs n. 446 del 1997. "Ulteriori motivi di innesco delle indagini in questione - continua la circolare - sono individuabili nelle ipotesi delineate nella circolare 131/E del 30 luglio 1994 - parte terza - dal punto di vista soggettivo e oggettivo, alle quali opportunamente si rinvia".

Ciò posto, scopo dell'indagine finanziaria consiste nell'acquisizione della copia dei conti relativi ai singoli rapporti o a operazioni di natura finanziaria, compresi eventuali servizi e garanzie, intrattenuti dal contribuente con banche, poste, intermediari finanziari, imprese di investimento, organismi di investimento collettivo del risparmio e società fiduciarie, al fine di riscontrare che gli accreditamenti e i prelevamenti siano coerenti con la contabilità del soggetto sottoposto a controllo o, con riguardo alle persone fisiche, siano compatibili con la loro complessiva capacità contributiva.
"Qualora, invece, alle predette movimentazioni non sia possibile dare immediata rilevanza e concludenza ai fini dell'accertamento - prosegue la circolare - l'ufficio procedente, pur nell'ambito delle sue autonome valutazioni discrezionali, aziona opportunamente l'interpello preventivo del contribuente".

A tal fine, si pone la delicata questione dell'obbligatorietà o meno del predetto interpello preventivo.
Ebbene, nel paragrafo 4.4 della circolare è precisato che "In ordine alla valenza da attribuire alla partecipazione del contribuente, dal tenore letterale della disposizione e secondo un recente consolidato orientamento, l'invito a comparire costituisce una mera facoltà dell'ufficio e non un obbligo; pertanto il mancato invito dell'ufficio medesimo non inficia la legittimità della rettifica, ove basata sulle presunzioni previste dalle norme in esame. Peraltro, detto orientamento sostiene che la mancata instaurazione del contraddittorio non degrada la prevista presunzione legale a presunzione semplice, fermo restando, quindi, l'onere probatorio contrario in capo al contribuente (da ultimo, Cassazione n. 8253/2006 e n. 5365/2006)".

Tuttavia, la circolare tiene comunque a precisare che "il preventivo contraddittorio...si configura, in via di principio, come un passaggio opportuno per provocare la partecipazione del contribuente, finalizzata a consentire un esercizio anticipato del suo diritto di difesa", anche al fine di evitare l'emissione di avvisi di accertamento infondati alla luce delle prove utilizzabili dal contribuente.

Circa il contenuto del predetto onere probatorio posto in capo al contribuente, lo stesso potrà consistere nella "dimostrazione circa l'irrilevanza ai fini impositivi dei movimenti finanziari acquisiti o rilevati; l'indicazione dei soggetti effettivamente beneficiari dei prelevamenti; l'annotazione dei predetti movimenti nelle scritture contabili o in dichiarazione, ai fini della determinazione del reddito" e, più in generale, nella "indicazione di qualsivoglia ulteriore chiarimento ritenuto necessario dall'ufficio procedente per la valorizzazione dei dati e delle informazioni ai fini della loro presuntiva utilizzazione in sede di accertamento".

I documenti atti ad assumere valida valenza giustificativa sono quelli provenienti dalla Pubblica amministrazione, da soggetti aventi pubblica fede (notai, pubblici ufficiali eccetera), da soggetti terzi in qualità di "parte" di rapporti contrattuali di diversa natura, così come nel caso di rimborsi, risarcimenti, mutui, prestiti eccetera.

La circolare chiarisce, poi, che, in caso di mancata adesione all'invito a comparire, ovvero in caso di mancata risposta alle domande, restano ferme le previsioni normative in tema di presunzioni.
Da ultimo, con riferimento al dubbio che si era posto, riguardante la legittimità o meno del contraddittorio esperito da un organo diverso dall'ufficio competente, da individuarsi normalmente nella Guardia di finanza, la circolare precisa che "stante la diretta riconducibilità all'attività di accertamento della valutazione delle risposte e dei chiarimenti forniti dal contribuente, spetta esclusivamente all'ufficio locale - istituzionalmente e territorialmente competente in ragione del domicilio fiscale del contribuente soggetto a controllo - la decisione finale circa l'attitudine degli esiti acquisiti a costituire il presupposto da porre a base della rettifica o dell'accertamento, secondo lo schema legale della presunzione e del conseguente onere della prova liberatoria offerta dal contribuente. Qualora tale fase "dialettica" sia stata svolta con l'intervento di altro organo competente e, segnatamente, dalla Guardia di finanza, il contributo offerto da tale contraddittorio, se ritenuto appagante per l'analisi dell'ufficio, esonera quest'ultimo dalla successiva ripetizione dell'esperimento, sempreché formalizzato in un processo verbale"; nel caso contrario, l'ufficio provvederà a ripetere il contraddittorio.

Tale interpretazione, oltre a essere conforme ai generali principi di efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa, risulta altresì conforme al dettato normativo, che prevede la collaborazione della Guardia di finanza, estendendole le "norme e le facoltà" di cui agli articoli 51 e 52 del Dpr n. 633 del 1972, e 33 del Dpr n. 600 del 1973.

Superata la fase del contraddittorio, occorre concentrarsi sulla valenza probatoria dei versamenti e dei prelievi da porre a base di una delle tipologie di accertamento di volta in volta applicabile.
A tal fine, la circolare chiarisce preliminarmente che l'endiadi "dati ed elementi" utilizzata dalla nuova previsione normativa, rispetto alla previgente espressione "singoli dati ed elementi", non deve indurre "a un facile sovradimensionamento della relativa soppressione nel senso che la stessa non rappresenta sostanzialmente un allargamento delle modalità di utilizzo degli elementi di prova".

Più in particolare, "tale abolizione, in concreto, non consente di ritenere che la contestazione dei singoli addebiti possa avvenire per "masse" o addirittura sulla base di un mero "saldo contabile", atteso che, anche dopo tale soppressione, l'analisi deve riguardare ogni singolo elemento della movimentazione, quand'anche ricompresa in un'operazione unica e, a maggior ragione, quando si tratti di operazioni autonome".

Con specifico riferimento ai prelevamenti, per i quali la legge prevede che nel caso in cui il contribuente - da identificarsi esclusivamente nel soggetto obbligato alla tenuta delle scritture contabili - non ne indichi il beneficiario effettivo, siano considerati ricavi o compensi, la circolare precisa che ratio legis della disposizione normativa è "procedimentalizzare l'analisi, da parte dell'ufficio finanziario, della maggiore capacità di spesa non giustificata dal contribuente, e correlare tale maggiore capacità di spesa con le ulteriori operazioni attive effettuate presuntivamente in nero".
Su questo specifico punto si innesta la problematica dei "costi occulti" correlabili ai ricavi e ai compensi non dichiarati e risultanti dalle indagini bancarie, affrontata nel paragrafo 5.5 (il cui commento sarà pubblicato sul giornale di giovedì 26).

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Ha natura elusiva la fusione per incorporazione di una c.d. "bara fiscale".

La fusione per incorporazione di una società che non presenti, nel momento in cui si procede all'operazione in oggetto, la soglia minima di vitalità economica richiesta dal legislatore, appare posta in essere al solo fine di conseguire un indebito risparmio fiscale in quanto priva di valide ragioni economiche e diretta, attraverso la fusione per incorporazione di una c.d. bara fiscale, ad aggirare la norma di cui all'art. 172, comma 7, del D.P.R. n. 917/1986.
(Risoluzione Agenzia delle Entrate 24/10/2006, n. 116/E)

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martedì 24 ottobre 2006

Le risposte dell'Agenzia delle Entrate.

Ristrutturazioni edilizie - Copertura terrazzo - Struttura in legno
D: STO EFFETTUANDO LA MANUTENZIONE STRAORDINARIA NEL MIO APPARTAMENTO; HO UN TERRAZZO DI CIRCA 15 MQ CHE PENSAVO DI COPRIRE CON UNA STRUTTURA IN LEGNO (TIPO UN GAZEBO COPERTO CON TENDE O CANNARELLE). TALE SPESA DA' DIRITTO ALLA DETRAZIONE DEL 36%? NON E' UNA STRUTTURA MURARIA E NON NECESSITA DI NESSUNA COMUNICAZIONE DIA O ALTRO.
R: la detrazione Irpef del 36% concerne le spese sostenute per eseguire gli interventi di manutenzione straordinaria, le opere di restauro e risanamento conservativo e i lavori di ristrutturazione edilizia per i singoli appartamenti e per gli immobili condominiali. Nella fattispecie, la costruzione di una struttura in legno non rientra tra le opere e i beni ammessi al beneficio fiscale.

Ravvedimento operoso - Omessa dichiarazione - Anno imposta 2004
D: E' POSSIBILE UTILIZZARE IL RAVVEDIMENTO OPEROSO PER UNA DICHIARAZIONE OMESSA RELATIVA ALL'ANNO DI IMPOSTA 2004?
R: è possibile avvalersi del ravvedimento operoso per sanare la violazione relativa all'omessa presentazione di dichiarazione entro il termine di 90 giorni dalla scadenza prevista. Pertanto, essendo decorso inutilmente il suddetto termine, non è possibile regolarizzare tale inadempimento. Per completezza informativa si precisa che, ai sensi dell'articolo 2, comma 7, Dpr 322/1998, "sono considerate valide le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza del termine, salva restando l'applicazione delle sanzioni amministrative per il ritardo. Le dichiarazioni presentate con ritardo superiore a novanta giorni si considerano omesse, ma costituiscono comunque titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in essa indicati e delle ritenute indicate dai sostituti d'imposta".

Ravvedimento operoso - Sostituti d'imposta - Codice tributo
D: QUAL E' IL CODICE DA UTILIZZARE PER IL PAGAMENTO RELATIVO A SANZIONI PECUNIARIE IN MATERIA DI IRPEF, ADD. COMUNALE, ADD. REGIONALE, SUGLI STIPENDI DEI LAVORATORI DIPENDENTI?
R: le violazioni commesse dal sostituto d'imposta, relative al mancato o tardivo versamento delle ritenute Irpef e delle addizionali regionale e comunale, possono essere regolarizzate avvalendosi dell'istituto del ravvedimento operoso di cui all'articolo 13 del Dlgs 472/1997. A tal fine, il sostituto d'imposta dovrà versare la sanzione utilizzando il codice tributo 8906 ("Sanzione pecuniaria sostituti d'imposta"), mentre gli interessi, nella misura del 2,5 per cento annuo, calcolati per i giorni di ritardo, dovranno essere versati unitamente al codice tributo previsto per ciascun tipo di ritenuta oggetto di ravvedimento.

Ravvedimento operoso - Mancato versamento acconto Irpef - Modalità
D: NON HO PAGATO L'ACCONTO IRPEF DI NOVEMBRE. COSA DEVO FARE?
R: il mancato adempimento relativo al versamento della seconda rata di acconto Irpef può essere regolarizzato utilizzando l'istituto del ravvedimento operoso di cui all'articolo 13 del Dlgs 472/1997.
In linea generale, si precisa che, se il versamento è effettuato entro 30 giorni dalla scadenza, la sanzione è pari al 3,75 per cento della somma non versata, mentre, decorso il suddetto termine (ma entro la scadenza per la presentazione della dichiarazione), la sanzione è del 6 per cento. Unitamente all'imposta sono dovuti gli interessi al tasso legale annuo del 2,5 per cento, determinati con riferimento ai giorni di ritardo.

Irpef - Familiari a carico - Calcolo del periodo
D: MIA FIGLIA SI E' SPOSATA IL 25/9/2005. DEVO CONSIDERARLA A CARICO PER 8 O 9 MESI?
R: nella fattispecie, sua figlia potrà essere considerata fiscalmente a carico per nove mesi, a condizione che non abbia percepito nel corso dell'intero anno d'imposta 2005 redditi superiori a 2.840,51 euro (cfr. articolo 12, commi 3 e 4, Dpr 917/86).

Oneri e spese detraibili - Spese funebri - Traslazione della salma
D: LE SPESE FUNEBRI SOSTENUTE PER NECESSITA' IGIENICO-SANITARIE DOPO DUE ANNI DAL SEPPELLIMENTO DI UN CONGIUNTO, POSSONO ESSERE DETRATTE DALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI?
R: la traslazione della salma non può essere considerata spesa funeraria di cui all'articolo 15, comma 1, lettera d), del Tuir. L'Amministrazione finanziaria, nella circolare 25/5/1979, n. 26, ha precisato che l'onere, per essere detraibile, deve rispondere a un criterio d'attualità rispetto all'evento cui è finalizzato.

Oneri e spese detraibili - Spese sanitarie - Ascensore per disabile
D: SONO DISABILE E HO INSTALLATO L'ASCENSORE NELLA MIA ABITAZIONE; VOLEVO SAPERE SE LE FATTURE PER LA MANUTENZIONE SONO DETRAIBILI COME SPESE SANITARIE.
R: le spese di manutenzione dell'ascensore non rientrano tra gli oneri per i quali è possibile usufruire della detrazione d'imposta; infatti, come riportato nell'appendice del modello Unico 2006, fra le spese sanitarie rientrano solo quelle per la trasformazione dell'ascensore adattato al contenimento della carrozzella.

Irpef - Pensione estera - Tassazione
D: SONO UN PENSIONATO E PERCEPISCO UNA PENSIONE DALLA GERMANIA. DEVO DICHIARARE TALE REDDITO IN ENTRAMBI GLI STATI?
R: in base alla Convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra l'Italia e la Germania, le pensioni estere percepite da un residente in Italia vengono tassate in modo diverso a seconda che si tratti di pensioni pubbliche o di pensioni private. In particolare, le pensioni pubbliche estere erogate a un soggetto residente in Italia sono assoggettate a tassazione solo in Italia se il percipiente ha solo la nazionalità italiana, mentre la pensione viene tassata solo in Germania se il percipiente ha anche la nazionalità tedesca. Le pensioni private, invece, sono assoggettate a tassazione solo in Italia.

Versamenti - Anno di riferimento - Errato
D: HO EFFETTUATO IL PAGAMENTO (COMPENSAZIONE) DELL'ACCONTO IRPEF (CON MODELLO F24, COD. 4033) PER L'ANNO CORRENTE INDICANDO ERRONEAMENTE IL 2005. COSA DEVO FARE PER COMUNICARE LA CORRETTA IMPUTAZIONE?
R: per correggere il periodo di riferimento indicato nel modello F24, è sufficiente presentare un'istanza di rettifica ad uno qualsiasi degli uffici locali dell'Agenzia delle entrate. Il facsimile dell'istanza è allegato alla circolare n. 5 del 2002, reperibile anche su www.agenziaentrate.gov.it.

Versamenti - Imposte sostitutive - Versamento eccedente
D: VORREI SAPERE COME VA EVIDENZIATO, NEL MODELLO UNICO PERSONE FISICHE, IL MAGGIOR VERSAMENTO DI IMPOSTA SOSTITUTIVA PER NUOVE INIZIATIVE PRODUTTIVE, CODICE TRIBUTO 4025, E COME PROCEDERE ALLA COMPENSAZIONE IN F24.
R: il maggior versamento dell'imposta in questione va evidenziato nel rigo RX11, colonna 2, e poi riportato a colonna 4 per poter essere usato in compensazione nel modello F24. Al momento di procedere alla compensazione, il credito, nella sezione erario, va esposto con il codice tributo 4025.

Modello Unico - Studi di settore - Soggetti in regime forfetario
D: E' VERO CHE NEL MODELLO UNICO 2006 PER IL PERIODO D'IMPOSTA 2005 ANCHE I CONTRIBUENTI MINIMI CHE HANNO TENUTO LA CONTABILITA' CON REGIME FORFETARIO DEVONO PREDISPORRE GLI STUDI DI SETTORE A FINI STATISTICI?
R: nelle istruzioni alla compilazione degli studi di settore 2006, parte generale, a pagina 2, è indicato che "i soggetti che determinano il reddito con criteri "forfetari", ancorché sia precluso nei loro confronti l'accertamento in base agli studi di settore, sono tenuti a compilare il presente modello, ad eccezione dei dati contabili richiesti nel quadro F (per le imprese) o quadro G (per i professionisti)".

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lunedì 23 ottobre 2006

Accertamento. Dichiarazione del contribuente in caso di omessa sottoscrizione.

L'atto non sottoscritto non è radicalmente inesistente e può essere sanato - oltre che con la successiva sottoscrizione - anche attraverso valutazioni in fatto che consentano di attribuirlo al contribuente, senza richiedere un'ulteriore postuma sottoscrizione.
(Cassazione civile, Sez. trib., Sentenza 09/10/2006, n. 21673)

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Guida dell'Agenzia delle Entrate sul Contenzioso Tributario.

Continuano le guide dell'Agenzia delle Entrate: la prossima sul contenzioso:L'Agenzia delle Entrate con un Comunicato Stampa del 18/10/2006 ha annunciato la pubblicazione di una guida sul Contenzioso tributario. La guida si propone di illustrare gli strumenti deflativi che permettono ai contribuenti di concordare soluzioni conciliatorie e di prevenire le liti in materia tributaria. Il volume oltre che distribuito in forma cartacea sarà consultabile e scaricabile dal sito Internet www.agenziaentrate.gov.it .

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Equiparazione dei professionisti alle imprese per le indagini bancarie.

I prelievi non documentati o non contabilizzati dai professionisti sottendono compensi non dichiarati da assoggettare a imposizione, anche per le annualità anteriori al 2005. E' quanto risulta dalla circolare n.32/E del 1/10/2006 circa le indagini bancarie a carico dei professionisti.

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Scade il 31 ottobre il termine per Unico 2006 PF ed SP.

Presentazione, entro il 31 ottobre 2006, della dichiarazione Unico 2006 Persone Fisiche e Società di Persone, mediante l'utilizzo del servizio Entratel o Fiscoonline. Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, si applica la sanzione amministrativa dal 120 al 240% dell'ammontare delle imposte dovute, con un minimo di euro 258. Se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da euro 258 a euro 1.032. Se la dichiarazione è presentata con ritardo non superiore a novanta giorni, indipendentemente se sia dovuta o meno imposta, la violazione può essere regolarizzata, mediante l'istituto del ravvedimento operoso.

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sabato 21 ottobre 2006

Guida pratica alle Comunicazioni fiscali e alle cartelle di pagamento.

Clicca qui.

Fonte: Agenzia delle Entrate.

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venerdì 20 ottobre 2006

Fusione - Disposizioni antielusive e riporto delle perdite nelle fusioni.

Con Norma di comportamento n. 165, l'Associazione italiana dottori commercialisti esamina il tema delle disposizioni antielusive applicabili al riporto delle perdite nelle fusioni societarie. (Norma di comportamento Associazione Dottori Commercialisti 19/10/2006, n. 165)
 

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Bilancio - Regolamento emittenti: esenzione parziale dagli obblighi informativi.

La Consob ha deliberato la modifica del Regolamento emittenti, introducendo un caso di esenzione parziale dagli obblighi informativi per le sollecitazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari diversi dai titoli di capitale emessi, in modo continuo o ripetuto, da banche di credito cooperativo e da banche che possono prevedere nello statuto che il controllo contabile sia esercitato dal collegio sindacale.
(Delibera CONSOB 12/10/2006, n. 15586)

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Fondo di garanzia piccole e medie imprese.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha modificato - con decreto in corso di pubblicazione in G.U. - le condizioni di ammissibilità e le disposizioni di carattere generale per l'amministrazione del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, approvate con D.M. 23 settembre 2005.
(D.M. Ministero Sviluppo economico 11/10/2006, in corso di pubblicazione G.U.)

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Modalità di esecuzione delle visure catastali.

Con provvedimento dell'Agenzia del Territorio sono state emanate disposizioni volte a disciplinare le modalità di esecuzione delle visure catastali.

provvedimento agenzia del territorio 12 ottobre 2006 (gu n. 243 del 18 ottobre 2006)

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Indagini finanziarie - Poteri degli uffici.

L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sulle modifiche alla disciplina delle indagini finanziarie e alla gestione dei dati, delle notizie e dei documenti acquisibili nell’ambito della fase istruttoria del procedimento di accertamento. Tra gli aspetti di maggiore rilevanza si segnala il potenziamento dei poteri istruttori degli uffici, che potranno chiedere agli operatori creditizi o finanziari informazioni, dati e documenti concernenti qualsiasi rapporto, operazione o servizio da loro intrattenuto con i clienti. Il flusso delle richieste e delle risposte avviene esclusivamente in via telematica.
circolare n. 32/e del 19 ottobre 2006

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ACCERTAMENTI EX ART. 36BIS

Un mio cliente ha ricevuto una cartella di pagamento ex art. 36bis.
Avete materiale riguardante i termini per il suddetto accertamento?
Potete darmi una risposta?
Grazie

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TFR – Soglia a 50 dipendenti.

Governo e parti sociali si sono messi d’accordo su un meccanismo di fondo che precede l’anticipo di un anno, al primo gennaio 2007, del varo della previdenza integrativa. Saranno i lavoratori a decidere il destino del loro Tfr, se cioè destinati ai fondi della previdenza integrativa o invece tenerlo in azienda. Se non si dovessero pronunziare entro il primo semestre 2007, vale la regola del silenzio assenso a favore dei fondi. Le risorse che resteranno in azienda invece andranno interamente al fondo dell’Inps, ma solo nel caso delle aziende con più di 50 dipendenti, perché le più piccole potranno continuare a gestirle direttamente in attesa di trasferirle ai dipendenti al momento della quiescenza.

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Nuova IRES soltanto dal 2008.

L’Ires dovrà essere riformata con decorrenza dal 2008, non prima. Questa, almeno, è la raccomandazione che la commissione presieduta da Salvatore Biasco farà al ministro dell’Economia, nel documento finale sul riordino della tassazione alle imprese.

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giovedì 19 ottobre 2006

Visure catastali gratuite dal 3 ottobre 2006: modalità di erogazione.

L'Agenzia del Territorio individua gli atti e gli elaborati catastali consultabili e le modalità di richiesta e di erogazione dei servizi di visura che - a seguito della modifica della tabella dei tributi speciali catastali operata dal D.L. n. 262/2006 (c.d. decreto Collegato) - dal 3 ottobre 2006 sono rilasciati gratuitamente.
(Provvedimento Agenzia del Territorio 12/10/2006, G.U. 18/10/2006, n. 243)
(Comunicato Agenzia del Territorio 18/10/2006)

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Studi di settore. In G.U. i questionari ESG41 - ESG94 - ESG92 - ESG93.

È stato pubblicato in G.U. il provvedimento con cui l'Agenzia delle Entrate ha approvato - unitamente alle relative istruzioni - i questionari ESG41, ESG91, ESG92, ESG93. I dati relativi ai questionari devono essere trasmessi - esclusivamente per via telematica - entro il 15 dicembre 2006, secondo le specifiche tecniche che saranno approvate con successivo provvedimento. (Provvedimento Agenzia delle Entrate 06/10/2006, G.U. 18/10/2006, n. 243,
S.O. n. 197)

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Riporto delle perdite nelle fusioni: disposizioni antielusive applicabili.

In presenza di un'operazione di fusione tra società, non può trovare applicazione la disposizione antielusiva di cui all'art. 37-bis, D.P.R. n. 600/1973 ai fini del disconoscimento del riporto delle perdite di taluna delle società partecipanti all'operazione, quando siano rispettati i parametri di vitalità dettati dalla più specifica norma antielusiva dettata dall'art. 172, comma 7, D.P.R. n. 917/86. L'art. 37-bis resta applicabile nel solo caso in cui siano stati posti in essere omportamenti diretti a costruire artificiosamente tali parametri, con l'unico scopo di usufruire
del riporto delle perdite. (Norma di comportamento Associazione Italiana Dottori Commercialisti 19/10/2006, n. 165)

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Indagini finanziarie.

L'Agenzia delle Entrate ha emanato la circolare n. 32/E/2006, che fornisce chiarimenti sulle modifiche alla disciplina delle indagini finanziarie e alla gestione dei dati, delle notizie e dei documenti acquisibili nell'ambito della fase istruttoria del procedimento di accertamento.
(Circolare Agenzia delle Entrate 19/10/2006, n. 32/E)

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mercoledì 18 ottobre 2006

Evitare il contenzioso tributario.

Il contenzioso tributario rappresenta da sempre un grosso peso per l'intero sistema Paese: lo è per l'Amministrazione finanziaria in termini di spesa e di impiego di risorse umane, che potrebbero invece essere dirottate su incarichi più "remunerativi"; come la lotta all'evasione o l'insieme dei servizi offerto ai cittadini. Ma lo è altrettanto per il contribuente il quale deve farsi assistere in giudizio da un avvocato ed è purtroppo costretto ad attendere anche anni per ottenere una sentenza definitiva e spesso dall'esito a lui non completamente favorevole.Il legislatore italiano, sensibile a queste problematiche e orientato a sviluppare procedure finalizzate a rendere il sistema fiscale sempre più equo ed efficiente, accanto ai tradizionali princîpi che già da anni regolano l'annullamento degli atti illegittimi dell'Amministrazione finanziaria (la cosiddetta autotutela) ha introdotto nuovi istituti che, opportunamente utilizzati, riducono il numero delle liti con il Fisco, tutelando allo stesso tempo il contribuente.In questa ottica, il quarto numero 2006 del periodico bimestrale "L'Agenzia informa" è stato dedicato agli strumenti deflativi che permettono ai contribuenti di concordare soluzioni conciliatorie e di prevenire così le liti in materia tributaria. Il volume - stampato in 250mila copie - è attualmente in distribuzione a tutti gli uffici delle Entrate disseminati sul territorio nazionale, dove - come sempre - sarà reperibile gratuitamente a partire dai prossimi giorni. Inoltre, come di consueto, sarà consultabile e scaricabile dal sito Internet www.agenziaentrate.gov.it e dalla biblioteca di www.fiscooggi.itPubblicata dall'Agenzia delle entrate e curata dall'ufficio Prodotti editoriali della direzione Servizi ai contribuenti e Relazioni esterne, la nuova guida "Contenzioso tributario: come evitarlo" fornisce preziose informazioni sulle modalità e sui termini per proporre ricorso alle Commissioni tributarie, illustra gli istituti dell'Autotutela, dell'Accertamento con adesione e della Conciliazione giudiziale.Lo scopo dichiarato è evidentemente quello di diffondere la conoscenza e l'impiego di questi strumenti, utili per una risoluzione delle controversie in tempi brevi, indicando anche i presupposti necessari per l'utilizzo di ciascuno di essi e i vantaggi che ne derivano.Per saperne di più o per ogni ulteriore chiarimento o suggerimento sui temi affrontati dalla nuova guida, i contribuenti possono naturalmente rivolgersi direttamente agli uffici locali dell'Agenzia delle entrate, dove sono a disposizione funzionari esperti nella materia, che sanno valutare il percorso e la convenienza degli strumenti deflativi applicati ai singoli casi.

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Salta il bonus per i commercialisti.

Ieri il Governo ha ritirato cinque dei 42 emendamenti già presentati alle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Tra questi l’esenzione dal pagamento del bollo per le nuove moto Euro 3 e l’equiparazione dei compensi dei commercialisti a quelli dei caf per l’assistenza alla compilazione dei modelli 730. Intanto si sta perfezionando l’intesa per il ripristino della tassa di successione: dovrebbe scattare per le successioni che superano il milione di Euro per singolo erede.

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martedì 17 ottobre 2006

Nuove "indeducibilità" dei costi per autovetture.

Viene stabilita (art.7 Legge Finanziaria 2007) la totale indeducibilità delle spese (ammortamento, noleggi, leasing, carburanti, assicurazioni, manutenzioni ecc.) relativi alle autovetture, ciclomotori e motocicli.

Con la nuova norma, rimangono tuttavia alcune eccezioni:

La deducibilità integrale (100%) è limitata ai seguenti casi:
1. veicoli utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività dell’impresa;
2. veicoli adibiti ad uso pubblico.

La deducibilità limitata ha il seguente ambito:
1. nella misura dell’80% dei costi relativi ai veicoli utilizzati da agenti e rappresentanti di commercio, nel limite, per il costo d’acquisto, di € 25.822,84;
2. per i veicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta la deducibilità , in misura corrispondente all’importo che costituisce fringe benefit in capo al dipendente;
3. nella misura del 25% (prima era del 50%) la deducibilità delle spese per i veicoli utilizzati dai professionisti, nel limite, per il costo d’acquisto, di € 18.075,99.

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Le risposte dell'Agenzia delle Entrate.

Oneri e detrazioni - Assicurazione sulla vita - Sostenute per familiare a carico
D: VORREI SAPERE SE POSSO DETRARRE IL 19% DI UN'ASSICURAZIONE SULLA VITA DI CUI RISULTA CONTRAENTE E ASSICURATO MIA MOGLIE FISCALMENTE A MIO CARICO.
R: secondo quanto chiarito dalla circolare 17 del 18.05.2006, le spese di assicurazione sostenute nell'interesse dei familiari a carico sono detraibili nella misura del 19%, su un importo complessivamente non superiore a 1.291,14 euro, anche nel caso in cui il contraente e assicurato risulti il familiare stesso.

Ristrutturazioni edilizie - Modalità di pagamento - Bonifico postale
D: POSSO UTILIZZARE IL BONIFICO POSTALE PER PAGARE LE SPESE DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA E BENEFICIARE DELLA DETRAZIONE DEL 36/41%?
R: la Legge n. 449/97, in materia di detrazioni per le spese di ristrutturazione edilizia, stabilisce che condizione essenziale per poter fruire della detrazione del 36/41% è che il pagamento delle spese avvenga tramite speciale bonifico bancario dal quale risultino la causale, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il codice fiscale o la partita Iva del soggetto destinatario del pagamento. Con circolare n. 24 del 10.06.2004, in considerazione dell'assoluta assimilazione del bonifico postale a quello bancario, è stata riconosciuta tale modalità di pagamento idonea ai fini del riconoscimento della detrazione in questione purché contenga tutti i dati richiesti.

Modello 730 - Integrazione - Quadro RR
D: UN SOCIO DI SRL HA PRESENTATO IL MODELLO 730 TRAMITE CAF; PUO' INTEGRARE CON IL MODELLO UNICO 2006 LA MANCATA PRESENTAZIONE DEL QUADRO RR?
R: le istruzioni del modello 730 non consentono l'utilizzo di tale modello per i contribuenti che hanno posseduto redditi d'impresa, anche in forma di partecipazione e non risulta neppure prevista la possibilità di inviare con il frontespizio di unico il quadro RR (relativo ai contributi previdenziali). L'utilizzo del modello 730 per dichiarare i propri redditi e l'inoltro con frontespizio di Unico di altri quadri è previsto solo per particolari situazioni inerenti i quadri AC, RM, RT e per il modulo RW. Nel caso specifico ,il contribuente deve quindi presentare un modello Unico integrativo, riproponendo tutta la dichiarazione con l'aggiunta del quadro RR interessato.

Modello Unico - Soggetti obbligati - Colf
D: SI VUOLE SAPERE SE UNA COLF CON REDDITO LORDO ANNUO DI 4.564 EURO E' TENUTA ALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI MODELLO UNICO?
R: tra i soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi sono compresi i lavoratori dipendenti che hanno percepito retribuzioni da privati non obbligati per legge a effettuare le ritenute d'acconto, come nel caso dei collaboratori familiari alle dipendenze di privati.
A tutti i soggetti che producono redditi di qualsiasi natura è concessa una deduzione di 3.000 euro; ai lavoratori dipendenti è, inoltre, concessa una ulteriore deduzione di 4.500 euro da rapportare al periodo di lavoro nell'anno.

Irpef - Deduzione "no tax area" - Lavoratore in part-time
D: SE UN DIPENDENTE FA UN PART-TIME VERTICALE DI 3 GIORNI A SETTIMANA, PER UN INTERO ANNO, HA DIRITTO ALLA NO TAX AREA RIFERITA A 4.500 EURO PER 365 GIORNI OPPURE VA RAPPORTATA SOLO AI GIORNI RETRIBUITI?
R: la circolare n. 3 del 1998 chiarisce che nessuna riduzione delle detrazioni di lavoro dipendente va effettuata in caso di particolari modalità di articolazione dell'orario di lavoro, quali il part-time verticale o orizzontale, né in presenza di giornate di sciopero. Analoga disposizione viene applicata alle nuove deduzioni per la progressività dell'imposizione; pertanto il calcolo della deduzione teorica di 4.500 euro va riferito alla durata del rapporto di lavoro e non ai giorni di effettiva retribuzione.

Iva - Dichiarazione d'intento - Presentata in ritardo
D: DEVO INVIARE CON 2 MESI DI RITARDO UNA DICHIARAZIONE DI INTENTO. HO LETTO CHE SE ENTRO L'ANNO REGOLARIZZO LA POSIZIONE HO DELLE SANZIONI RIDOTTE. A QUANTO AMMONTANO LE SANZIONI E QUAL E' IL RELATIVO CODICE TRIBUTO?
R: la circolare n. 41/E del 26/09/2005, al paragrafo 5.5, consente di regolarizzare l'omessa o errata comunicazione d'intento attraverso l'istituto del ravvedimento operoso di cui all'articolo 13 del Dlgs 472/1997. Pertanto, una volta decorso il termine per inviare la comunicazione il cedente/prestatore, sempre che non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche, di cui abbia avuto formale conoscenza, può avvalersi del ravvedimento, inviando la comunicazione precedentemente omessa ovvero la comunicazione corretta e versando la sanzione ridotta a 1/5 del minimo. La misura della sanzione ridotta è pari a 51,00 euro (1/5 di 258,00) in assenza di forniture all'esportatore abituale; oppure il 20 per cento dell'Iva non applicata alle forniture effettuate nei confronti dell'esportatore, con un minimo di 51,00 euro. Il termine per la regolarizzazione è di un anno e il codice tributo della sanzione è "8904".

Ristrutturazioni edilizie - Amministratore di condominio - Certificazione delle spese
D: L'AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO INVIA LA CERTIFICAZIONE DELLE SPESE PAGATE NELL'ANNO PER LE QUALI SI PUO' DETRARRE IL 36/41%. DEVE INDICARE LA QUOTA SPESE ADDEBITATA A CIASCUNA UNITA' IMMOBILIARE O L'IMPORTO PAGATO NELL'ANNO DAL CONDOMINO PER LA STESSA? NEL PRIMO CASO, AL CONTROLLO DELL'UFFICIO SI PRODURRANNO LE RICEVUTE DI VERSAMENTO ALL'AMMINISTRATORE?
R: come precisato nella circolare 01/06/1999, n. 122/E, punto 4.6, la somma su cui calcolare la detrazione è rappresentata dalla quota effettivamente pagata dal condomino che rappresenta la propria quota di millesimi; la successiva circolare 12/05/2000, n. 95/E, punto 2.1.15, ha ulteriormente chiarito che la detrazione compete con riferimento all'anno di effettuazione del bonifico bancario da parte dell'amministratore e nel limite delle rispettive quote dallo stesso imputate ai singoli condomini e da questi ultimi effettivamente versate al condominio al momento della presentazione della dichiarazione, anche anticipatamente o posticipatamente rispetto alla data di effettuazione del bonifico. Per gli interventi realizzati sulle parti comuni, la detrazione è ammessa anche nelle ipotesi in cui il contribuente utilizzi una certificazione dell'amministratore del condominio, come precisato a pagina 88 delle istruzioni al modello Unico PF.

Ristrutturazioni edilizie - Spese di restauro - Eseguito da impresa estera
D: POSSONO ESSERE AMMESSE IN DETRAZIONE FISCALE LE SPESE DI RESTAURO (MANUTENZIONE STRAORDINARIA) FATTURATE DA UNA DITTA ESTERA?
R: gli interventi di recupero del patrimonio edilizio per i quali è possibile usufruire della speciale detrazione Irpef, di cui all'articolo 1 della legge 449/1997 e successive proroghe e modificazioni, possono essere eseguiti anche da imprese non residenti nel territorio dello Stato, purché gli immobili, sui quali vengono realizzati gli interventi agevolabili, siano situati nel territorio nazionale, secondo quanto specificato al punto 3 della circolare 24/12/1998, n. 57.

Ristrutturazioni edilizie - Comunicazione inizio lavori - Successiva all'inizio dei lavori
D: PER UN INTERVENTO DI RISTRUTTURAZIONE, NEL CASO IN CUI NELLA COMUNICAZIONE DI INIZIO LAVORI REDATTA SULL'APPOSITO MODULO SPEDITA A MEZZO RACCOMANDATA IL 28/09/2005 RIPORTI QUALE DATA INIZIO LAVORI QUELLA DEL 26/09/2005 E DENUNCIA DI INIZIO LAVORI PRESENTATA IN COMUNE IL 05/08/2005, VORREI SAPERE SE SI HA DIRITTO O MENO ALLA DETRAZIONE.
R: il decreto interministeriale n. 41 del 18/02/1998, di attuazione delle disposizioni agevolative concernenti gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, stabilisce che la detrazione in argomento non è riconosciuta nel caso di violazione di quanto previsto dall'articolo 1, commi 1 e 2, di detto decreto, in base al quale il modello deve essere trasmesso in data anteriore all'inizio dei lavori (o comunque lo stesso giorno).
Per quanto esposto nel quesito, considerato che l'invio della comunicazione al Centro operativo di Pescara è successiva alla data di inizio degli interventi, non compete la detrazione di cui all'articolo 1 della legge 449/1997.

Ristrutturazioni edilizie - Comunicazione inizio lavori - Immobile frazionato
D: NEL CASO DI RISTRUTTURAZIONE DI UN IMMOBILE INDIVIDUATO DA UNA SOLA PARTICELLA MA CON PIU' SUB, E' NECESSARIO INVIARE PIU' COMUNICAZIONI O E' POSSIBILE INDICARLE SULLA MEDESIMA COMUNICAZIONE? ES.: FOGLIO 196, PARTICELLA 540, SUB 1 E 3?
R: nel caso di ristrutturazione delle parti comuni di uno stesso fabbricato costituito da più immobili, è sufficiente l'invio di un'unica comunicazione con l'individuazione del fabbricato tramite l'indicazione (oltre che del comune e dell'indirizzo) del foglio e della relativa particella.
Qualora la ristrutturazione riguardi singole unità immobiliari, è necessario inviare una comunicazione per ogni immobile oggetto di intervento, indicando il comune, l'indirizzo, il foglio, la particella e il rispettivo sub.

Irpef - Reddito dei fabbricati - No tax area
D: POSSIEDO UN REDDITO DI FABBRICATI, NON ABITAZIONE PRINCIPALE, DI 3.500,00 EURO; VORREI SAPERE SE POSSO ESSERE CONSIDERATA FISCALMENTE A CARICO DI MIO MARITO E SE POSSO FRUIRE DELLA NO TAX AREA?
R: l'articolo 11 del Dpr 917/1986 prevede una deduzione teorica di 3.000 euro a favore di tutti i contribuenti a prescindere dalla tipologia del reddito prodotto e dalla durata dell'attività svolta nell'anno. Al fine di determinare la deduzione effettivamente spettante occorre calcolare il coefficiente di deducibilità determinato dal rapporto tra l'ammontare di 26.000 euro, aumentato della suddetta deduzione teorica e degli eventuali oneri deducibili, diminuito del reddito complessivo e dell'importo di 26.000 euro. Se il rapporto così calcolato è maggiore o uguale a 1, la deduzione compete per intero; se è pari o minore di zero la deduzione non compete; negli altri casi, si computano le prime quattro cifre decimali.
Per quanto riguarda il limite di reddito per essere considerati fiscalmente a carico, l'articolo 12 del medesimo Dpr stabilisce che il familiare deve possedere un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili e della deduzione per la progressività dell'imposizione come precedentemente calcolata.

Irpef - Addizionali - Imponibile
D: VORREI AVERE CHIARIMENTI IN MERITO AL CALCOLO DELL'IMPONIBILE DA ASSOGGETTARE AL CALCOLO DELLE ADDIZIONALI REGIONALI E/O COMUNALI?
R: il reddito imponibile ai fini del calcolo delle addizionali regionali e/o comunali è costituito dal reddito complessivo determinato ai fini delle imposte sui redditi delle persone fisiche (rigo RN1 di Unico 2006) al netto degli oneri deducibili e delle deduzioni per oneri di famiglia effettivamente spettanti, al lordo della deduzione per la progressività dell'imposizione, cosiddetta "no tax area".
Rimane applicabile il principio secondo cui le addizionali non sono comunque dovute se per lo stesso periodo d'imposta non risulta dovuta imposta sulle persone fisiche o l'importo dovuto è inferiore a 12,00 euro.
Si precisa che, nel caso di applicazione della clausola di salvaguardia in quanto più favorevole il calcolo dell'imposta sulle persone fisiche con la normativa vigente al 31.12.2002 o al 31.12.2004, l'imponibile da assoggettare alle addizionali deve comunque essere determinato con le modalità sopra descritte.

Ristrutturazioni edilizie - Acquisto di box - Pertinenzialità
D: NEL DICEMBRE 2005 HO ACQUISTATO UN APPARTAMENTO E UN BOX DIRETTAMENTE DA UN'IMPRESA COSTRUTTRICE. LA STESSA IMPRESA HA CERTIFICATO LE SPESE DI REALIZZAZIONE DEL BOX DICHIARANDONE LA PERTINENZIALITÀ. HO PAGATO IL COSTO DI REALIZZAZIONE DEL BOX TRAMITE BONIFICO BANCARIO. L'IMPRESA HA RILASCIATO REGOLARE FATTURA ATTESTANTE LA PERTINENZIALITA' DEL BOX . HO INVIATO REGOLARE COMUNICAZIONE AL C.O. DI PESCARA NEL MAGGIO 2006 PER AVVALERMI DELLE AGEVOLAZIONI DI CUI ALL'ARTICOLO 1 DELLA LEGGE 449/97. NEL ROGITO (REGISTRATO 20/12/2005) NON VIENE RIPORTATA LA PERTINENZIALITA' DEL BOX. IN MANCANZA DI TALE PRECISAZIONE, IL CAF RIFIUTA DI INSERIRE LE SPESE PER LA REALIZZAZIONE DEL BOX NEL 730. HO DIRITTO ALLA DETRAZIONE DEL 36/41% ANCHE SE NEL ROGITO NON VIENE ESPLICITATA LA PERTINENZIALITA' DEL BOX? PRECISO DI NON POSSEDERE ALTRI BOX?
R: la detrazione di cui all'articolo 1 della legge 449 del 1997 compete anche per gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse e posti auto pertinenziali. Per fruire dell'agevolazione in questione, dall'atto di acquisto dovrà risultare che il box acquistato è reso pertinenziale all'unita abitativa alla quale è asservito. La circolare ministeriale 57/E del 1998, relativamente ai parcheggi pertinenziali, precisa che la legge 24/03/1989, n. 122, prevede l'obbligo di pertinenzialità a unità immobiliare e di inalienabilità della pertinenza dall'immobile principale, essendo il parcheggio considerato spazio "asservito", indispensabile all'uso dell'unità immobiliare. Concludendo, il vincolo di pertinenzialità del box all'unità immobiliare principale è condizione essenziale per fruire dell'agevolazione e, conseguentemente, pena l'inammissibilità, deve risultare scritta nel rogito.

Ristrutturazioni edilizie - Immobile in comproprietà - Variazione della percentuale di possesso
D: UN CLIENTE NEL 2005 HA RISTRUTTURATO UN IMMOBILE DI CUI DETIENE LA QUOTA DEL 75% FINO AL 30/11/2005 E DEL 5% DAL 01/12/2005, I BONIFICI E LE FATTURE SONO INTESTATE SOLO A LUI; VORREI SAPERE SE LA DETRAZIONE DEVE ESSERE CALCOLATA PER LA QUOTA DI POSSESSO DELL'IMMOBILE O SE E' TUTTO A SUO CARICO, DATO CHE LE FATTURE E I BONIFICI SONO A LUI INTESTATI.
R: la circolare ministeriale 24/02/1998, n. 57/E, al paragrafo 2, precisa che, nel caso di comproprietà o di contitolarità del diritto reale, ciascun comproprietario o contitolare, indipendentemente dalla percentuale di possesso dell'immobile, ha diritto a calcolare la detrazione in relazione alle spese sostenute ed effettivamente rimaste a carico, come da fatture e bonifici intestati.

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lunedì 16 ottobre 2006

FINANZIARIA 2007 - Scontrino sorvegliato speciale.

Una disposizione del decreto legge n. 262/2006 (collegato alla Finanziaria) prevede che basterà una singola violazione alle norme sull'emissione dello scontrino o ricevuta fiscale per far scattare la sanzione accessoria di sospensione della licenza o dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività.
Tuttavia è allo studio del Governo un emendamento che accoglie le proteste dei commercianti: la sanzione dovrebbe scattare con la commissione di tre violazioni in un quinquennio(come previsto in precedenza) ma la chiusura sarà immediata senza attendere la definitività del provvedimento di irrogazione.

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venerdì 13 ottobre 2006

Il valore aggiunto dei prodotti editoriali.

L’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto nell’editoria è disciplinata dall’articolo 74, comma 1, lettera c), del Dpr 633/72. Il particolare regime è caratterizzato da un sistema “monofasico” di applicazione del tributo, che individua nell’editore l’unico soggetto passivo. Per gli operatori a valle, che completano la filiera con l’attività distributiva, le cessioni sono considerate operazioni escluse.L’Iva, dovuta sul prezzo di vendita al pubblico, è calcolata in base al numero di copie effettivamente vendute o, in alternativa, sul numero di copie consegnate o spedite, diminuite di una certa percentuale che rappresenta la resa forfetaria. Attualmente, a titolo di predeterminazione forfetaria della resa, le copie consegnate o spedite vengono diminuite dell’80 per cento per i giornali quotidiani e i periodici , e del 70 per cento per i libri.Per conoscere l’aliquota Iva da applicare alle cessioni di prodotti editoriali, si fa riferimento al n. 18 della tabella A, parte II, allegata al Dpr 633/72, che prevede un’aliquota agevolata del 4 per cento per quotidiani, libri, periodici e altre pubblicazioni, mentre esclude espressamente, assoggettandoli ad aliquota ordinaria del 20 per cento, le pubblicazioni pornografiche e i cataloghi non di informazione libraria.Delineato, seppur sommariamente, il campo di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto relativo alla commercializzazione dei prodotti editoriali, approfondiamo l’aspetto relativo alle lavorazioni accessorie alla stampa.Risalendo a monte della filiera, si rinviene tutta una serie di lavorazioni propedeutiche all’uscita del prodotto, quali legatoria, composizione, finitura, eccetera. Gli editori, nella quasi totalità dei casi, preferiscono esternalizzare tali lavorazioni, dandole in outsourcing a imprese che effettuano esclusivamente operazioni relative alla stampa, rilegatura e allestimento del prodotto.Tali imprese, che non hanno rapporti con consumatori finali ma esclusivamente con editori, ricevono gli ordini e, conseguentemente, una dichiarazione del committente nella quale è indicata l’aliquota Iva da applicare alle lavorazioni richieste.Attesa l’autorevolezza delle dichiarazioni dei committenti e l’assoluta competenza di parte nell’indicare quale aliquota applicare per le varie pubblicazioni, è da rilevare che tale dichiarazione è utile al commissionario solo per regolare i rapporti tra sé e gli editori, ma non rileva in alcun modo nei confronti degli organi preposti al controllo della corretta applicazione della normativa tributaria.La sussistenza di molte imprese con attività imperniata sulla stampa, legatoria e finitura di libri e altri prodotti editoriali, è spesso legata alle commesse che ricevono da uno o più editori importanti, che finiscono per decidere il prezzo e le modalità di lavorazione.Dal canto loro, però, le imprese di legatoria hanno l’onere, visto il tipo di attività esercitato, di attenersi alla normativa di riferimento e, nel caso di specie, di valutare per ogni commessa il trattamento previsto dalla disciplina in materia, non “adagiandosi” sulle dichiarazioni ricevute dai committenti.A disciplinare la corretta applicazione dell’aliquota Iva, relativamente alle prestazioni di composizione, legatoria e stampa di prodotti editoriali, è il numero 35 della tabella A, parte II, allegata al Dpr 633/72.Tali prestazioni sono soggette ad aliquota agevolata del 4 per cento se trattasi di libri, giornali o notiziari quotidiani, periodici, cataloghi di informazione libraria, edizioni musicali a stampa, carte geografiche, atti e pubblicazioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Si applica invece l’aliquota ordinaria del 20 per cento ai giornali e periodici pornografici e ai cataloghi non di informazione libraria.Una precisazione doverosa va fatta in merito ai periodici, in quanto in tale categoria rientrano i prodotti editoriali registrati ai sensi della legge n. 47 dell’8 febbraio 1948. La registrazione deve avvenire presso la cancelleria del tribunale nella cui circoscrizione verrà effettuata la pubblicazione. Come chiarito dal ministero delle Finanze nella risoluzione n. 88 del 19/06/2000, la registrazione, ai sensi dell’articolo 5 della legge n. 47/1948, è condizione necessaria ma non sufficiente a qualificare il bene come periodico; il prodotto, infatti, deve conservare un contenuto divulgativo e deve essere caratterizzato da una pubblicazione con cadenze fisse settimanali, mensili, eccetera.E’ ovvio che la vendita e le prestazioni relative a qualsiasi periodico non registrato sono soggette ad aliquota ordinaria del 20 per cento. Per i libri e i quotidiani non si rilevano dubbi interpretativi, mentre per i cataloghi risulta fondamentale la natura delle pubblicazioni in essi contenute. Il tutto ruota, infatti, intorno al concetto di “informazione libraria”, che risulta discriminante ai fini della corretta classificazione del prodotto editoriale.La circolare n. 328/E del 24/12/1997, emanata dall’Amministrazione finanziaria, ha precisato che rientrano nella nozione di cataloghi, i prodotti editoriali costituiti dal punto di vista redazionale da elenchi di beni e di prezzi, e da comunicazioni di natura commerciale, nonché i depliant, gli opuscoli e simili, aventi funzione meramente pubblicitaria e promozionale. Ai cataloghi, che per esplicita previsione normativa rientrano nel regime “monofasico” di versamento dell’Iva, si applica l’aliquota agevolata del 4 per cento nel caso di cataloghi di informazione libraria, mentre è applicata l’aliquota ordinaria del 20 per cento a tutti i cataloghi nei quali non si rilevi la presenza di informazione libraria.Come si può notare, tale pubblicazione è quella che più si presta a dubbi interpretativi, mettendo in difficoltà gli operatori del settore. Questi ultimi, infatti, sono chiamati a decidere in merito all’applicazione della corretta aliquota Iva, cercando di contemperare interessi commerciali e rispetto delle leggi in materia.In molti casi, colossi del settore editoriale hanno fugato i loro dubbi presentando istanza di interpello all’Agenzia delle entrate, la quale ha materialmente esaminato le pubblicazioni per stabilire in quale categoria collocarle.In generale, l’attenzione degli operatori del settore e di chi è preposto ai controlli deve concentrarsi su un’attenta analisi dei contenuti delle pubblicazioni, effettuata prendendo visione diretta dei prodotti, al fine di distinguere quelli caratterizzati dalla presenza di informazione libraria da quelli ai quali non si riesce ad attribuire una caratteristica preminente di informazione libraria, bensì funzioni meramente pubblicitarie, propagandistiche e promozionali.

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Rimedi sentenza UE Iva auto. Cessione credito.

Una soluzione al problema del recupero dell’Iva a credito sostenuta per le auto aziendali prima dell’avvento della sentenza di condanna della Corte di Giustizia UE potrebbe essere rappresentata dalla cessione del credito vantato dal contribuente nei confronti dell’Erario. L’istituto della cessione di un credito tributario è ammesso indipendentemente da specifiche norme che la permettano. L’unico ostacolo è rappresentato dalla posizione delle Entrate che esclude l’opponibilità nei propri confronti della cessione del credito Iva emergente dalla richiesta di rimborso infrannuale: al di fuori di quello emergente dalla dichiarazione annuale, nessun altro credito iva chiesto a rimborso sarebbe suscettibile di cessione validamente opponibile nei confronti del debitore ceduto.

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giovedì 12 ottobre 2006

Quesito del cliente - F24 e ammortamento auto.

1: Il legale rappresentante di una società di capitali, può fare i pagamenti degli f24 tramite fisco on.line, come?

2: Da quando decorre la riduzione al 25% dell'ammortamento per l'auto per i professionisti?

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Studi di settore. Approvati quattro nuovi questionari.

Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate 6 ottobre 2006 (in corso di pubblicazione in G.U.), sono stati approvati quattro questionari per gli studi di settore (ESG93 - ESG92 - ESG91 - ESG41).
(Comunicato Agenzia delle Entrate 11/10/2006)

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mercoledì 11 ottobre 2006

La compensazione va oltre l'F24.

L'articolo 2 del Dl n. 262 del 3 ottobre, relativo a misure in materia di riscossione, introduce, ai commi 12 e13, la possibilità di estinguere le somme iscritte a ruolo mediante compensazione volontaria con crediti d'imposta.
L'istituto della compensazione, previsto dal codice civile (articoli 1241 e 1242) come modalità di estinzione di posizioni debitorie/creditorie reciproche, ha trovato applicazione in ambito tributario (a parte la cosiddetta compensazione verticale già in uso) solo nel 1997, con l'emanazione del Dlgs n. 241, in attuazione della legge n. 662/96, articolo 3, comma 134.

La compensazione così regolamentata si è concretizzata dapprima, con l'utilizzo del modello F24, per i versamenti unitari tra le maggiori imposte erariali e i contributi. Successivamente tale possibilità è stata ampliata, nel corso degli anni, con la predisposizione di nuovi codici tributo, fino alla opportunità di compensare anche l'imposta comunale sugli immobili e gli altri tributi locali (Tarsu/Tariffa e Tosap/Cosap), purché il Comune avesse sottoscritto un'apposita convenzione con l'Agenzia delle entrate (dal 1° maggio 2007 questa possibilità sarà ampliata a tutti i contribuenti, come stabilito dall'articolo 37, comma 55, Dl n. 223 del 4 luglio 2006).

Sempre in attuazione della legge 662/96, articolo 3, comma 133, è stato emanato il Dlgs n. 472/97 che, all'articolo 23, detta le disposizioni relative alla sospensione dei rimborsi e compensazione: Nei casi in cui l'autore della violazione o i soggetti obbligati in solido, vantano un credito nei confronti dell'amministrazione finanziaria, il pagamento può essere sospeso se è stato notificato atto di contestazione o di irrogazione della sanzione, ancorché non definitivo. In presenza di provvedimento definitivo, l'ufficio competente per il rimborso pronuncia la compensazione del debito.

La circolare ministeriale n. 180 del 10/7/1998 precisò, inoltre, che la sospensione (o la compensazione in caso di provvedimento definitivo) poteva operare anche tra crediti e debiti riferibili a tributi diversi (ad esempio, sanzione in materia di imposte dirette e credito derivante da rimborso Iva), concetto ulteriormente esplicitato con la risoluzione n. 86/E del 12/6/2001.

L'articolo 28-ter (introdotto, appunto, dal Dl 262/2006) del Dpr n. 602/73 interviene a dare supporto normativo alle procedure, diverse sul territorio nazionale, utilizzate dagli uffici locali dell'Agenzia delle entrate per effettuare la corretta applicazione della compensazione non transitabile in F24, ma ugualmente richiesta dagli interessati, anche in applicazione dello Statuto del contribuente.

La procedura, che interessa i contribuenti con conto fiscale aperto (visto il richiamo all'articolo 2 del decreto interministeriale del primo febbraio 1999 Apertura di contabilità speciale per l'effettuazione dei rimborsi da conto fiscale), si suddivide nelle seguenti fasi essenziali:

  • prima dell'erogazione di un rimborso occorre procedere a verificare se esistono ruoli in capo al contribuente. In caso positivo viene inviata, da parte dell'Agenzia delle entrate, comunicazione telematica al concessionario competente, contenente i dati di riferimento del ruolo, mettendo a disposizione dell'agente della riscossione competente le somme da rimborsare
  • a seguito della segnalazione, il concessionario notifica al contribuente una proposta di compensazione tra debito e credito, sospendendo per 60 giorni le operazioni di recupero delle somme iscritte a ruolo
  • se la proposta viene accettata, il concessionario movimenta le somme, riversandole all'ente creditore entro il decimo giorno successivo alla riscossione (articolo 22, comma 1, Dlgs n. 112/1999), nei limiti dell'importo dovuto
  • nel caso in cui la proposta di compensazione non venga accettata (o siano trascorsi invano i 60 giorni), cessano gli effetti della sospensione della riscossione e il concessionario ne dà comunicazione in via telematica all'Agenzia.

Al direttore dell'Agenzia delle entrate è demandata l'approvazione delle specifiche tecniche per l'invio dei flussi, oltre alle modalità di movimentazione e rendicontazione delle somme riscosse.

L'ambito di applicazione del citato articolo 28-ter, Dpr n. 602/73, è regolamentato dal nuovo articolo 20-bis, inserito nel Dlgs n. 46/1999 a opera del comma 13, articolo 2, Dl n. 262/2006).
Al comma 1, è specificato che l'Agenzia delle entrate segnala al concessionario competente la presenza di ruoli erariali e il concessionario, una volta ricevuta la segnalazione, può formulare la proposta di compensazione per tutte le somme iscritte a ruolo a carico del contribuente.
Il comma 2 prevede la possibilità, per le altre Agenzie fiscali e per gli enti previdenziali, di stipulare una convenzione con l'Agenzia delle entrate, affinché quest'ultima assolva, per le iscrizioni a ruolo da loro effettuate, gli adempimenti appena illustrati.

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martedì 10 ottobre 2006

Le risposte dell'Agenzia delle Entrate.

Ristrutturazioni edilizie - Immobile in locazione - Modalità operative
D: L'INQUILINO DI UN APPARTAMENTO PRESO IN LOCAZIONE PUO' USUFRUIRE DELLA DETRAZIONE DEL 36/41% SULLE SPESE DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA SOSTENUTE?
R: il locatario può beneficiare della detrazione a condizione che il relativo contratto sia stato registrato e gli estremi di registrazione siano indicati nella prescritta comunicazione al Centro operativo di Pescara (articolo 1, comma 1, legge 449/97).

Ristrutturazioni edilizie - Familiare convivente - Modalità operative
D: SONO FAMILIARE CONVIVENTE DEL PROPRIETARIO DI UN IMMOBILE; POSSO DETRARRE LE SPESE RELATIVE ALLA COSTRUZIONE DI UN BOX PERTINENZIALE?
R: se al momento dell'inizio dei lavori era convivente con il possessore nell'immobile relativamente al quale si intende usufruire dell'agevolazione per ristrutturazioni edilizie (quindi, anche la costruzione del box pertinenziale), potrà, in qualità di familiare convivente, godere di detta agevolazione nei limiti delle spese sostenute con fatture intestate o cointestate a lei e pagate con bonifici bancari o postali riportanti anche il suo codice fiscale.

Ristrutturazioni edilizie - Modello Unico - Righi insufficienti
D: QUALORA I RIGHI DEL MODELLO UNICO SIANO INSUFFICIENTI PER RIPORTARE TUTTE LE SPESE DI RISTRUTTURAZIONE SOSTENUTE COSA DEVO FARE?
R: deve compilare un ulteriore quadro RP su un nuovo modello Unico, dandogli una numerazione progressiva.

Ristrutturazioni edilizie - Immobili interessati - Negozi
D: LA LEGGE 449 DEL 1997, ARTICOLO 1, CONSENTE DI DETRARRE LE SPESE DI RECUPERO DEL PATRIMONIO EDILIZIO RELATIVE ALLE SINGOLE UNITA' IMMOBILIARI RESIDENZIALI. CIO' SIGNIFICA CHE NON SONO AMMESSE AGEVOLAZIONI FISCALI PER LE RISTRUTTURAZIONI DEI NEGOZI?
R: la norma si riferisce chiaramente ad agevolazioni fiscali per ristrutturazioni edilizie a parti comuni di edifici residenziali e singole unità immobiliari residenziali di qualunque categoria, anche rurale, situati in Italia escludendo quindi i negozi.

Ristrutturazioni edilizie - Familiare non convivente - Autorizzazione intestata ad altro soggetto
D: STO PER INIZIARE UNA RISTRUTTURAZIONE SULLA CASA IN CUI ABITO, INTESTATA AI MIEI GENITORI; ANCHE IL PERMESSO E' INTESTATO AI MIEI GENITORI, MA IN REALTA' CERCHERO' DI SEGUIRE IO I LAVORI E DI SOSTENERE LE SPESE; PER QUESTO CHIEDO SE, COME DETENTORE (AD USO GRATUITO), POTRO' CHIEDERE LA DETRAZIONE SULL'IRPEF E, DI CONSEGUENZA, FARMI INTESTARE LE FATTURE DA DITTE E FORNITORI (PUR ESSENDO IL PERMESSO INTESTATO A MIO PADRE).
R: è possibile usufruire delle detrazione per le ristrutturazioni edilizie solo se l'uso gratuito dell'immobile risulta da atto scritto registrato, oppure se il familiare è convivente con i proprietari dell'immobile.

Ristrutturazioni edilizie - Comunicazione inizio lavori - Tempistica
D: QUANTI GIORNI DEVONO PASSARE DOPO AVER MANDATO LA COMUNICAZIONE AL CENTRO OPERATIVO DI PESCARA PRIMA DI INIZIARE I LAVORI?
R: l'articolo 1 del decreto interministeriale n. 41/1998 stabilisce che i soggetti che intendono avvalersi della detrazione sono tenuti a trasmettere prima dell'inizio dei lavori, mediante raccomandata senza ricevuta di ritorno, una comunicazione, su apposito modello, al Centro operativo di Pescara, con allegata la documentazione necessaria. La circolare n. 15 del 20/04/2005 ha precisato che la comunicazione deve ritenersi tempestiva ai fini della detrazione anche se inviata il giorno stesso dell'inizio dei lavori. Pertanto, il requisito previsto dal decreto n. 41/1998, secondo il quale la comunicazione deve precedere l'inizio dei lavori, si realizza anche se l'adempimento è posto in essere nell'arco della stessa giornata.

Irpef - Indennità di maternità - Inquadramento
D: IN QUALE QUADRO DEL MODELLO UNICO SI DICHIARA L'INDENNITA' DI MATERNITA' (CON RITENUTA D'ACCONTO) PERCEPITA DA UNA GEOMETRA?
R: l'articolo 6, comma 2, del Tuir stabilisce che le indennità conseguite a titolo di risarcimento per la perdita di redditi sono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti. L'indennità di maternità, quindi, è da ritenersi reddito di lavoro autonomo e pertanto va dichiarata nel quadro RE del modello Unico2006.

Modello Unico - Acconto - Inferiore a quanto stabilito
D: L'ACCONTO PUO' ESSERE INFERIORE A QUANTO STABILITO MEDIANTE RICORSO ALL'APPLICAZIONE DEL 99% SUL RIGO DIFFERENZA DELL'UNICO 2006 PER IL 2005?
R: se si prevede (ad esempio, per effetto di oneri sostenuti nel 2006 o di minori redditi percepiti nello stesso anno) una minore imposta da dichiarare nella successiva dichiarazione, è possibile determinare gli acconti da versare sulla base di tale minore imposta presunta.

Versamenti - Oltre i termini - Sanzioni
D: NEL CASO IN CUI NON SONO STATI EFFETTUATI I PAGAMENTI DELLE IMPOSTE RISULTANTI DAL MODELLO UNICO ENTRO LA FINE DI LUGLIO, QUALI SANZIONI SONO APPLICABILI PER IL VERSAMENTO OLTRE TALE SCADENZA?
R: nel caso non si riesce a versare quanto dovuto a saldo entro il 20 luglio (la cui somma deve essere comprensiva della maggiorazione dello 0,40%), c'è la possibilità di avvalersi dell'istituto del ravvedimento. Infatti, è possibile versare la sanzione ridotta pari al 3,75% se il versamento viene effettuato entro 30 giorni dalla predetta scadenza o del 6% entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è stata commessa l'infrazione. Gli interessi dovuti per la tardività, vanno versati cumulativamente con il tributo e calcolati al tasso legale, attualmente del 2,5% annuo.

Modello Unico - Reddito dei fabbricati - Obbligo
D: VORREI SAPERE SE UN CONTRIBUENTE CHE POSSIEDE SOLO REDDITI DI FABBRICATI E TERRENI E' TENUTO A FARE DICHIARAZIONE DEI REDDITI.
R: se si possiedono soltanto redditi di fabbricati e terreni, si è esonerati dalla presentazione della dichiarazione se l'importo complessivo non è superiore a 3.000,00 euro senza tener conto dell'abitazione principale e delle relative pertinenze.

Ravvedimento operoso - Modello Unico - Dichiarazione non presentata
D: E' PLAUSIBILE UTILIZZARE IL RAVVEDIMENTO PER UNA DICHIARAZIONE DEI REDDITI AI FINI IRPEF NON PRESENTATA? E IN CASO AFFERMATIVO QUALI SONO LE MODALITA'?
R: è possibile regolarizzare una dichiarazione non presentata nei termini, presentandola entro 90 giorni, con contestuale pagamento della sanzione di 32,00 euro, con il codice tributo 8911.
Si precisa che le dichiarazioni presentate con un ritardo superiore a 90 giorni si considerano omesse, ma costituiscono, comunque, titolo per la riscossione delle imposte dovute in base agli imponibili in esse indicati e delle ritenute indicate dai sostituti d'imposta (Dpr n. 322/1998, articolo 2).

Irpef - Redditi assimilati al lavoro dipendente - Borsa di studio
D: MIO FIGLIO E' TITOLARE DI UNA BORSA DI STUDIO; E' TENUTO A DICHIARARLA NEL MODELLO UNICO?
R: come precisato a pagina 90 delle istruzioni del modello Unico/2006 PF, devono essere dichiarate le borse di studio percepite da contribuenti residenti in Italia, a meno che non sia prevista una esenzione specifica, ad esempio quella stabilita per le borse di studio corrisposte dalle Università e Istituti di istruzione universitaria (legge n. 398 del 30 novembre 1989).

Versamenti - Credito dichiarazione precedente - Compensazione
D: HO UN CREDITO DI CIRCA 2.000 EURO CHE SCATURISCE DALLA DICHIARAZIONE PER L'ANNO 2005. POSSO UTILIZZARLO CONTEMPORANEAMENTE PER PAGARE GLI ACCONTI DELLA STESSA IMPOSTA E PER FARE COMPENSAZIONI CON DIVERSE IMPOSTE A DEBITO COL MODELLO F24?
R: è possibile utilizzare gli importi a credito, non chiesti a rimborso, sia in diminuzione degli importi a debito della stessa imposta, sia per pagare altre imposte (ai sensi del Dlgs n. 241 del 1997), utilizzando il modello F24.
Quindi, a maggior chiarimento, si ribadisce che è possibile utilizzare il credito in diminuzione degli acconti dovuti per il periodo di imposta successivo per la medesima imposta da cui deriva il credito senza presentare il modello F24, mentre per l'utilizzo del credito per compensare altre imposte dovute è necessaria la compilazione del modello F24, indicando il credito usato nella colonna "importi a credito compensati".

Irpef - Reddito dei fabbricati - Quadro RB insufficiente
D: HO 15 FABBRICATI MA NEL QUADRO RB VI SONO SOLO 10 RIGHI. COME POSSO FARE?
R: occorre utilizzare un secondo modulo, numerando la casella in alto a destra "Mod. N" col numero 2. Inoltre, si precisa (istruzioni del modello Unico/2006 PF, pagina 21) che il totale dei redditi di fabbricati, comprensivo anche degli importi indicati nel secondo modulo, va riportato nel rigo RB11 del modulo 1.

Versamenti - Acconti - Calcolo
D: COME FACCIO A STABILIRE SE SONO TENUTO A VERSARE L'ACCONTO IRPEF PER L'ANNO 2006?
R: per stabilire se è dovuto o meno l'acconto Irpef per l'anno 2006 occorre controllare l'importo indicato nel rigo RN23 della dichiarazione relativa ai redditi 2005 e, se questo importo non supera 51,65 euro, l'acconto non è dovuto, mentre, se risulta pari o superiore a 52 euro, si deve versare il 99% di detta somma con le seguenti modalità:
- in unica soluzione entro il 30 novembre 2006, se l'importo dovuto è inferiore a 257,52 euro
- in due rate, di cui la prima nella misura del 40% entro il 20 giugno 2006 ovvero entro il 20 luglio 2006 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse; la seconda rata, pari al restante 60%, deve essere versata entro il 30 novembre 2006, qualora l'importo dovuto sia pari o superiore a 257,52 euro.

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Fascia d'esenzione più alta per il bollo auto.

L’articolo 7 del decreto legge collegato alla Finanziaria 2007 consente l’esenzione del bollo auto per i primi due anni a favore delle vetture Euro 4 (per i primi tre anni per le auto sotto i 1300 cc di cilindrata) per i veicoli acquistati ed immatricolati dal 3 ottobre fino al 31 Dicembre 2007. Per ottenere l’agevolazione è anche necessaria la contestuale rottamazione di una vettura vecchia (con motorizzazione precedente alla Euro 2). Con la circolare ACI del 4 ottobre sono state fornite le prime istruzioni operative per le agevolazioni introdotte dal decreto.

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